Irruzione nella sede dell'Ispettorato del lavoro, impiegata strattonata - QuiCosenza.it
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Calabria

Irruzione nella sede dell’Ispettorato del lavoro, impiegata strattonata

Sull’accaduto sarà presentata una denuncia all’autorità giudiziaria. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri. Il direttore Giordano: “questo dimostra che si è alzato il tiro”

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CATANZARO – Un’impiegata dell’Ispettorato nazionale del lavoro della sede di Catanzaro é stata strattonata da alcune persone facenti parte di un gruppo di lavoratori di un’azienda che si erano introdotti nell’ufficio per avere chiarimenti su alcune loro problematiche occupazionali ed economiche. A raccontare quanto accaduto è l’Ispettorato nazionale del lavoro. “Il gruppo era accompagnato da un giornalista e dall’operatore di un’emittente televisiva privata e all’ingresso dell’edificio in cui ha sede l’ufficio il gruppetto ha preteso con la forza di accedere negli uffici con le telecamere accese”.

“Dopo avere strattonato un’ispettrice – spiegano dall’Ispettorato – che ha cercato di spiegare loro che avrebbe fornito le informazioni richieste solo a telecamere spente, il gruppo di lavoratori ha fatto irruzione in alcune stanze, riprendendo i dipendenti e inveendo contro di loro con frasi offensive“. Sul posto sono arrivati successivamente i carabinieri, chiamati dai militari del Nucleo ispettorato del lavoro.

“Ancora una volta – ha dichiarato il direttore dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, Bruno Giordano – i nostri ispettori sono costretti a subire un’aggressione mentre compiono il loro dovere. Questa volta la violenza è stata messa a segno in una sede dell’Ispettorato. E questo dimostra che si è alzato il tiro. L’episodio, già di per sé grave, lo diventa ancora di più se si pensa che è stato posto in essere da un rappresentante della categoria dei giornalisti, che per il delicato e importante ruolo che svolgono dovrebbero rifuggire, sempre e comunque, ogni forma di intimidazione. Il diritto di cronaca non può mai giustificare il ricorso alla violenza e la violazione delle leggi”. “Dell’accaduto – aggiunge Giordano – verrà informata l’autorità giudiziaria. Chi aggredisce un ispettore del lavoro non può pensare di farla franca”.

Calabria

Pnrr, rigenerazione per 14 borghi calabresi: due nel cosentino

Obiettivo degli interventi è la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli agglomerati storici che punteggiano da nord a sud la regione

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CATANZARO – Sono 14 i comuni calabresi destinatari – in forma singola o associata per progetti omogenei e territoriali e in base alle deliberazioni del Ministero della Cultura – delle risorse previste dal Piano nazionale borghi, finanziato con il Pnrr. Obiettivo degli interventi è la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli agglomerati storici che punteggiano da nord a sud la regione.

I comuni beneficiari sono, nel dettaglio:

Monasterace (1,6 milioni), Sellia (1,6), Scilla (1,59), Crucoli (1,58) Riace, Pazzano e Stilo (2,56 milioni), San Demetrio Corone (1,6), Roghudi (1,3), Santa Severina, Castelsilano e Caccuri ( 2,5), Ferruzzano (1,59) e Roseto Capo Spulico (1,55 milioni).

Sempre il Ministero, nell’ambito degli interventi previsti per il restauro e la valorizzazione di parchi e giardini italiani di interesse culturale, ha finanziato anche un intervento per il restauro e la valorizzazione della Villa comunale Ruggiero di Cittanova. Alla struttura sono stati destinati un milione e 800 mila euro. “Con la pubblicazione dei decreti di assegnazione delle risorse – è detto in una nota – il ministero guidato da Dario Franceschini conferma la tabella di marcia del Pnrr e raggiunge tutti gli obiettivi che erano previsti per il 30 di giugno. Questo risultato è stato possibile – è detto ancora nella nota – grazie alla costante e virtuosa collaborazione che le strutture del ministero guidato da Dario Franceschini hanno avuto con il Ministero dell’economia e delle finanze, gli enti locali, le Regioni, l’Anci, le province autonome, il mondo dell’associazionismo, gli operatori economici e le associazioni di categoria”.

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Calabria

Gruppo di rifugiati ucraini in visita a Museo dei Bronzi di Riace. “Un momento carico di emozioni”

“Famiglie, scampate all’orrore della guerra, camminavano tra le vetrine del Museo e ammiravano i Bronzi di Riace e di Porticello, in un viaggio ‘nella bellezza’”

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REGGIO CALABRIA – Un gruppo di donne appartenenti al mondo accademico provenienti dall’Ucraina, con bambini e ragazzi, ha visitato il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, accompagnata da una delegazione dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio. Il gruppo è stato accolto dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, che si configura sempre più come vera e propria “piazza” della città all’interno del Museo.

“È stato un momento carico di emozioni – ha affermato Malacrino -. Ho visto famiglie, scampate all’orrore della guerra, camminare tra le vetrine del Museo e ammirare i Bronzi di Riace e di Porticello, in un viaggio ‘nella bellezza’ del nostro patrimonio archeologico, della nostra storia. Così, accoglienza e integrazione si trasformano in conoscenza attraverso la cultura, con un linguaggio universale che travalica ogni confine”.
La proposta dell’Università per Stranieri di organizzare la visita è stata accolta dal Museo con grande entusiasmo. Il gruppo di ucraini ha osservato con curiosità e stupore i tanti reperti esposti al MArRC, accompagnati da una guida e un interprete. “Questa iniziativa è stata fortemente voluta per manifestare la nostra vicinanza al popolo ucraino, oltre che la nostra solidarietà – ha sostenuto il professor Roberto Mavilia, dell’Università ‘Dante Alighieri’ -.

La visita al Museo rappresenta un momento di importante dialogo di scambio tra culture diverse, che permette di cogliere un vero e proprio aspetto umanitario, oltre che un’unione tra popoli sia per la Città che per l’Università, nell’ottica dell’accoglienza e della condivisione di valori”. Anche questa volta i magnifici Bronzi di Riace, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della scoperta, sono stati i protagonisti della visita al Museo. Nella sala in cui i capolavori sono esposti insieme ai Bronzi di Porticello, a conclusione del percorso di visita, è stata scattata una foto di gruppo, a ricordo di un momento significativo, in cui popoli diversi si uniscono nel segno della cultura.

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“Gli Evangelisti Luca e Giovanni”, l’opera di Matti Preti in Calabria fino al 10 luglio

Il quadro del celebre artista, risalente al 1670 circa e appartenente alla collezione Carlo Perri, in esposizione al museo diocesano di Lamezia Terme

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LAMEZIA TERME (CZ) – Verrà esposta a Lamezia Terme, dal 25 giugno al 10 luglio, l’opera del celebre pittore Mattia Preti “Gli Evangelisti Luca e Giovanni” del 1670 circa, appartenente alla collezione Carlo Perri. L’evento, organizzato dall’associazione culturale ARETE, è volto all’emersione e alla valorizzazione del patrimonio artistico calabrese, e segue al successo dell’esposizione de “Il trionfo di Galatea” di Luca Giordano della collezione d’arte privata calabrese “Romano Carratelli”.

“Il lavoro di Mattia Preti è una tela ricercata ed inedita che verrà accolta dal Museo Diocesano Lametino. Anche in questa occasione, come nella precedente esposizione, Arete – spiega una nota – ha voluto creare un confronto tra l’arte antica e quella contemporanea, perché le opere del passato possano costantemente dialogare con i linguaggi artistici del presente. Accanto al Cavalier Calabrese ci sarà Cesare Berlingeri, con il suo “Amore Rosso per Mattia Preti” del 2013. Pieghe che rimandano ad altre pieghe, che si riflettono nello spazio e nel tempo, senza soluzione di continuità”.

 

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