Tecnologia e innovazione: così il depuratore di Siderno diventa modello nazionale - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Calabria

Tecnologia e innovazione: così il depuratore di Siderno diventa modello nazionale

All’avanguardia dal punto di vista ambientale e tecnologico serve Siderno e altri 6 Comuni della Vallata del Torbido. Esempio virtuoso in Calabria ma a livello nazionale

Avatar

Pubblicato

il

SIDERNO (RC) – Con un impianto di depurazione all’avanguardia dal punto di vista ambientale e tecnologico, un avanzato sistema di controllo a distanza e la bollettazione puntuale dei consumi, Siderno e gli altri 6 Comuni della Vallata del Torbido (Locri, Gerace, Antonimina, Agnana Calabra, Canolo e Grotteria Mare) sono diventati un esempio virtuoso non solo in Calabria ma a livello nazionale.

Il depuratore consortile di Contrada San Leo serve un territorio di 113 km quadrati dove i 35.000 residenti in estate arrivano quasi a raddoppiare grazie all’arrivo di tanti turisti che approdano in Calabria per godersi le spiagge e un mare cristallino “certificato” da Legambiente con la Bandiera Blu 2021 assegnata a Siderno, unica località della provincia di Reggio Calabria insieme a Roccella Jonica a ricevere il prestigioso riconoscimento.

Proprio per garantire la qualità delle acque marine eliminando gli scarichi fognari e industriali che fino ad allora finivano direttamente in mare, alcuni anni fa sul depuratore è stato avviato un progetto innovativo che comprendeva sia la realizzazione di nuovi impianti sia interventi di razionalizzazione e riqualificazione degli impianti esistenti con l’introduzione di servizi tecnologici per digitalizzare e razionalizzare i sistemi di gestione, incluse la lettura a distanza dei contatori, la bollettazione puntuale e la rilevazione e segnalazione dei guasti in remoto. Il progetto è stato realizzato, a seguito di affidamento tramite gara, alla Novito Acque S.r.l., società di progetto composta dalla CISAF S.p.A. per l’esecuzione dei lavori e la gestione dei sistemi fognario-depurativi e della telelettura dei contatori, e da Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering, per la digitalizzazione dei servizi e dei processi.

L’intervento sul depuratore ha riguardato la realizzazione di un impianto fotovoltaico dotato di un sistema di telecontrollo, in corso di ulteriore perfezionamento. Nell’area dell’impianto, è stata inoltre installata una moderna serra per l’essiccamento solare dei fanghi dotata di una nuova centrifuga, che ha consentito di ridurre i fanghi in uscita da quasi 2.000 tonnellate a circa 400, abbattendone il carico idrico e. di conseguenza, i trasporti su gomma necessari a conferire i fanghi in discarica (o all’impianto di compostaggio) che sono passati da circa 80 viaggi l’anno agli attuali 16.

Novito Acque, attraverso Municipia, ha introdotto importanti innovazioni nella gestione del sistema idrico e di depurazione, anticipando di fatto la via verso la transizione digitale ed ecologica, oggi pilastri del PNRR. Innovazioni che hanno consentito sia un più razionale utilizzo del personale in servizio, che può così essere concentrato sugli interventi veramente necessari, sia di facilitare il compito degli addetti alle letture sul territorio, attraverso un sistema di geolocalizzazione dei contatori.

Grazie alla sostituzione dell’intero parco dei contatori idrici del territorio – circa 18.000 utenze – con apparecchi dotati di un sistema di trasmissione a distanza, è ora possibile acquisire i dati di lettura per circa l’85% delle utenze senza l’intervento dell’operatore sul posto. In questo modo il personale può essere utilizzato per la lettura delle utenze residue e, cosa più importante per il consumatore finale, i Comuni possono emettere le bollette sulla base di consumi reali anziché stimati per circa il 97% degli utenti.

Anche per la gestione dei contatori, che sono stati tutti georeferenziati, Novito Acque ha introdotto innovazioni tecnologiche di ultima generazione. Attraverso l’acquisizione dei dati con il software Arc-GIS, ad esempio, si può tra l’altro fornire agli addetti in tempo reale l’esatta localizzazione dei contatori, anche quelle situate nelle località più periferiche o senza numero civico, con una notevole razionalizzazione del lavoro e minor perdita di tempo.

E’ imminente inoltre la mappatura delle reti con software GIS, che consente di effettuare un puntuale inventario delle risorse e un costante aggiornamento delle informazioni, oltre all’organizzazione dei flussi di lavoro, al controllo della rete e alla gestione delle informazioni.

Calabria

Bastavano 10 euro per vedere Sky, Netflix e Dazn. Nuovo Blitz “anti-pezzotto”

L’indagine “The Net” ha permesso di individuare e inibire una serie di nuovi accessi a piattaforme digitali per la visione pirata

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Con dieci euro al mese più di 500mila persone potevano vedere, senza pagare alcun abbonamento, i programmi, tra cui film, serie televisive, partite di calcio, documentari e reality show, delle più note pay tv, come Sky, Netflix e Dazn, ma anche molte altre. Cifre queste che, tra l’altro, data la vasta platea del pubblico che se ne approfittava, hanno garantito incassi “a sei zeri” ai gestori di un network illegale di “pirateria” on line smantellato con un’inchiesta della Procura di Milano, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf, che oggi ha effettuato una serie di perquisizioni in varie regioni su venti indagati per violazione della legge sul diritto d’autore.

L’indagine “the net”, coordinata dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Paola Pirotta e che aveva già portato nel settembre del 2020 ad un primo blitz, ha permesso “di individuare e inibire una serie di nuovi accessi a piattaforme digitali che consentivano la fruizione illegale di contenuti televisivi” tramite il sistema “Internet Protocol Television”.

E’ stata colpita, in particolare, “una complessa infrastruttura tecnologica” responsabile della diffusione illecita “via internet dei segnali criptati delle pay tv“. Gli indagati, residenti tra Toscana, Emilia-Romagna, Campania e Calabria, si occupavano, secondo l’accusa, della “generazione e distribuzione dei flussi Iptv”. Le Fiamme Gialle hanno individuato anche la ‘testa’ del network: il “CyberGroup”, un internet service provider i cui “server servivano a far funzionare diverse Iptv illegali”. Ad amministrarlo, secondo i magistrati, un 25enne perquisito dalla Gdf in provincia di Salerno, zona di cui è originario. Anche se, da quanto si è saputo, vive pure a Dubai grazie, stando alle indagini, agli incassi molto alti, proprio perché sarebbe un noto produttore di ‘pezzotti’, ossia i sistemi che permettono di guardare, senza versare i canoni dovuti, i canali a pagamento.

 

 

In Campania, poi, avrebbe agito anche un’altra persona che “procacciava” i clienti e che gestiva i “pagamenti relativi agli abbonamenti pirata al servizio Sky, destinati ad alimentare i flussi finanziari illeciti”. In Toscana, inoltre, un altro indagato, usando ben “50 dispositivi mobili”, distribuiva “illegalmente contenuti audiovisivi del palinsesto Sky”. Già in occasione delle prime perquisizioni dei mesi scorsi, tra l’altro, si era saputo che anche gli utenti rischiano condanne fino a 4 mesi, oltre che ad una multa. “La Guardia di Finanza ha il pieno sostegno di Sky – ha commentato l’azienda in una nota – nella sua attività di contrasto alla pirateria audiovisiva e accogliamo con favore l’operazione di oggi, l’ultima di una serie di azioni sempre più efficaci volte a porre fine a questo fenomeno illegale”. Soddisfatto anche l’ad della Lega di Serie A, Luigi De Siervo, che parla di “danni incalcolabili al settore” procurati da queste organizzazioni criminali: “È inaccettabile che oltre mezzo milione di utenti abbiano potuto usufruire illegalmente, per mesi, di un contenuto premium come il calcio restando impuniti”, ha detto.

Continua a leggere

Calabria

“Favoriva i detenuti di ‘ndrangheta”. A processo l’ex direttrice del carcere

Maria Carmela Longo, rinviata a giudizio. Imputati anche un medico dell’Asp di Reggio che avrebbe falsificato delle diagnosi in carcere

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

REGGIO CALABRIA- È stata rinviata a giudizio l’ex direttrice del carcere di Reggio Calabria Maria Carmela Longo. Lo ha deciso il gup Karin Catalano, al termine delle udienze preliminari, accogliendo la richiesta formulata dai sostituti procuratori della Dda reggina Stefano Musolino e Sabrina Fornaro. Il processo inizierà il 17 marzo davanti al Tribunale di Reggio Calabria dove compariranno anche gli altri due imputati, il medico dell’Asp Antonio Pollio e la detenuta Caterina Napolitano. Difesa dall’avvocato Giacomo Iaria, l’ex direttrice del carcere era stata arrestata nell’estate 2020 con l’accusa di concorso esterno con la ‘ndrangheta.

“Favori ai detenuti di ‘ndrangheta”

In sostanza, secondo le indagini coordinate dal procuratore Giovanni Bombardieri, la Longo avrebbe favorito decine di detenuti, alcuni dei quali esponenti di spicco delle cosche di ‘ndrangheta reggine. In questo modo “concorreva – è scritto nel capo di imputazione – al mantenimento ed al rafforzamento delle associazioni a delinquere di tipo ‘ndranghetistico”. Per i pm, all’interno del carcere di Reggio Calabria c’era “una sistematica violazione delle norme dell’ordinamento penitenziario e delle circolari del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria”.

Tra i detenuti che sarebbero stati favoriti dall’ex direttrice del carcere anche l’avvocato Paolo Romeo, ex parlamentate condannato poi nel processo “Gotha”. Ma anche affiliati alle famiglie mafiose reggine e della provincia come Cosimo Alvaro, Maurizio Cortese, Michele Crudo, Domenico Bellocco, Giovanni Battista Cacciola e altri.

Medico Asp accusato di false diagnosi in carcere

Il medico dipendente dell’Asp Antonio Pollio, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Santa Spinelli, è accusato invece di falso per aver redatto, secondo i pm, un certificato medico attestando di aver sottoposto a visita medica la detenuta Caterina Napolitano, difesa dall’avvocato Alba Nucera, diagnosticando coliche renali “per evitare che partecipasse come teste a un’udienza in Tribunale”.

Continua a leggere

Calabria

Stabili i contagi in Calabria (+1.569). In netto calo i ricoveri (-20), ancora 10 vittime

Attualmente gli ospedalizzati in reparto sono 411 e 34 in Terapia intensiva. Il tasso di positività è al 14,98%

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

CATANZARO – In Calabria oggi  sono +1.569 nuovi positivi a fronte 10.475 tamponi processati. Il bollettino riporta 10 morti di cui +3 a Cosenza, +4 a Reggio Calabria, +2 Crotone, + 1 nel vibonese. Drastico calo degli ingressi in reparto -19. Stabile invece la rianimazione – 1. Gli attualmente ospedalizzati in area medica sono 411 e 34 in Terapia intensiva. Il tasso di positività è al 14,98%. Ci sono invece 2.291 nuove guarigioni.

Provincia per provincia i casi sono così distribuiti:

174 a Cosenza, 267 a Catanzaro, 218 a Crotone, 647 a Reggio, 260 a Vibo e 3 da fuori regione.

L’Asp di Cosenza comunica 177 nuovi soggetti positivi di cui 3 fuori regione.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro: casi attivi 6.413 (80 in reparto, 12 in terapia intensiva, 6.321 in isolamento domiciliare); 15.761 (15.569 guariti, 192 deceduti.

Cosenza: casi attivi 9.967 (135 in reparto, 9 in terapia intensiva, 9.823 in isolamento domiciliare); 30.907 guariti, 797 deceduti.

Crotone: casi attivi 2.972 (21 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2.951 in isolamento domiciliare); 11.969 guariti, 153 deceduti.

Reggio Calabria: casi attivi 11.368 (155 in reparto, 12 in terapia intensiva, 11.201 in isolamento domiciliare); 51.459 guariti, 537 deceduti.

Vibo Valentia: casi attivi 9.421 (18 in reparto, 0 in terapia intensiva, 9.403 in isolamento domiciliare); 9.479 guariti, 137 deceduti.

Continua a leggere

Di tendenza