Calabria con un piede in zona gialla e l'obbligo di mascherina per la "sanità fatiscente" - QuiCosenza.it
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Calabria con un piede in zona gialla e l’obbligo di mascherina per la “sanità fatiscente”

Aumentano i ricoveri sia in area medica che in terapia intensiva e schizza il tasso di positività al 9,2%. Il presidente “ho emanato l’ordinanza per lo stato della nostra sanità”

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CATANZARO – “Da oggi in Calabria c’è anche l’obbligo della mascherina all’aperto. Ho emanato un’ordinanza due giorni fa perché mi interessava far capire ai calabresi che con il sistema sanitario che abbiamo bisogna stare più attenti che altrove”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo a “Oggi è un altro giorno”, su Rai1. “Sono commissario della sanità da poche settimane e sono riuscito ad aumentare i posti di terapia intensiva, però la pressione sulla rete ospedaliera in una Regione che ha una sanità così fatiscente come la mia, mi preoccupa molto” ha aggiunto.

Aumentano i ricoveri, schizza il tasso di positività

Nel giorno in cui scattano le nuove norme per il contrasto alla diffusione del Covid 19 – con il super green pass e la certificazione verde necessaria anche per salire sul bus – e torna l’obbligo di mascherina anche all’aperto, la Calabria si trova con i dati che potrebbero portare, già da lunedì prossimo, alla zona gialla. Anche oggi, infatti, sono in aumento i ricoveri, sia in area medica (+6) che in terapia intensiva (+1) con il totale che raggiunge, rispettivamente, i 152 e i 20 degenti. Cifre che hanno alzare ancora di più la percentuale di occupazione dei posti letto che già ieri, secondo i dati Agenas, erano già al limite delle soglie di rischio, fissate al 15% per l’area medica ed al 10 per le intensive. Nelle ultime 24 ore, i nuovi positivi sono stati 224, ma per l’effetto fine settimana, con un minor numero di tamponi fatti, il tasso di positività è schizzato dal 5,99 al 9,2%. Due le vittime, con il totale salito a 1.509.

Controlli Green Pass in Calabria

Sul fronte green pass, intanto, il primo giorno di applicazione delle nuove regole sembra essere scivolato via senza tanti problemi. Su bus e pullman di linea, in gran parte della città calabresi, i controlli sono stati fatti a campione e dalle prime ore non sono state segnalate criticità particolari. “Rispetto ai controlli sul green pass e sul super green pass – ha sottolineato il presidente della Regione Roberto Occhiuto – in Calabria siamo messi come nel resto d’Italia. I riscontri che ho sul territorio mi dicono che i cittadini calabresi hanno capito che questa è una necessità, e si sono recati sui mezzi di trasporto muniti di green pass”.

Ma oggi, per i calabresi, è stato anche il giorno del ritorno alla mascherina obbligatoria anche all’aperto, disposta da Occhiuto. Nelle principali città, non tutti hanno indossato il dispositivo di protezione individuale ed a fare rispettare l’obbligo ci hanno pensato gli appartenenti alle forze dell’ordine, dislocate nei punti strategici e più frequentati. Una scelta che il Governatore ha motivato col fatto che una pressione sulla rete ospedaliera “in una Regione che ha una sanità così fatiscente come la mia, preoccupa molto”.

 

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Abbattuti e commercializzati senza autorizzazione 870 pini d’Aleppo

Sono state contestate violazioni in materia edilizia, al Codice dei beni culturali e del paesaggio, danneggiamento e deturpamento di bellezze naturali

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CIRO’ (KR) – I militari della stazione carabinieri forestale di Cirò, nel Crotonese, avrebbero accertato l’illecito abbattimento e commercializzazione di 870 piante di pino d’Aleppo. Il taglio è avvenuto in un bosco in località Cacciapica nel comune di Crucoli, proveniente da una attività di rimboschimento con fondi pubblici, soggetto a vincolo idrogeologico e paesaggistico composto da eucalipto frammisto a nuclei di pino.

È stato eseguito il taglio a raso delle piante di pino d’Aleppo, di età di circa venti anni, diametro tra 10 e 34 centimetri, su una superficie di circa 3 ettari con contestuale danneggiamento di numerose ceppaie di eucalipto e del sottobosco costituito da arbusti di lentisco.

Le attività  hanno causato la modifica permanente dello stato dei luoghi con la trasformazione del bosco in altra qualità di coltura. Il materiale ottenuto sarebbe stato successivamente lavorato tramite “cippatura” per essere conferito in centri di biomasse in violazione della normativa sulla commercializzazione del legno. Sono state contestate violazioni in materia edilizia, al Codice dei beni culturali e del paesaggio, sulla commercializzazione del legno e dei prodotti da esso derivati, il danneggiamento e il deturpamento di bellezze naturali.

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Trovato un chilo e mezzo di marijuana in un capannone: arrestato 48enne

L’uomo colto in flagranza di reato è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente

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CINQUEFRONDI (RC) – Un 48enne di Cinquefrondi è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, dai carabinieri di Turianova unitamente ai militari dello squadrone eliportato Cacciatori Calabria.

Nello specifico, i militari dell’Arma, impegnati in attività di perlustrazione in zone rurali del comune Cinquefrondi, hanno sottoposto l’uomo a controllo, a causa del suo atteggiamento apparso loro sospetto. A seguito di perquisizione personale e domiciliare, all’interno di un capannone agricolo nella sua disponibilità, è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro quasi un chilo e mezzo di marijuana.

Sulla base degli elementi di prova sinora raccolti, secondo l’accusa ipotizzata dalla Procura della Repubblica di Palmi, il 48enne è ritenuto verosimilmente l’esclusivo possessore dello stupefacente, da destinare al successivo smercio in favore degli assuntori. A seguito della convalida dell’arresto, il Gip della Procura della Repubblica di Palmi, ha disposto nei suoi riguardi, la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il procedimento è attualmente pendente in fase di indagini e non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in favore della persona sottoposta ad indagini.

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Rissa tra giovani con sparatoria e ferimento di un giovane. Denunciate 12 persone

Sono tutte persone tra i 20 e i 30 anni. Il responsabile del ferimento si era già costituito

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VIBO VALENTIA – I carabinieri della Compagnia e del Nucleo investigativo di Vibo Valentia hanno denunciato, in stato di libertà, 12 persone accusate di avere partecipato alla rissa che il 17 ottobre scorso, nel centro cittadino, culminò con il ferimento di un giovane con un colpo d’arma da fuoco. Il responsabile del ferimento del giovane, che non venne soccorso da nessuna delle persone che si trovavano sul posto e neppure dai passanti, si costituì dopo alcune ore ai carabinieri ed é tuttora detenuto. Si tratta di un 21enne, di Pannaconi di Cessaniti accusato di tentato omicidio. Le indagini hanno consentito di identificare tutti i giovani coinvolti nella rissa. Tra i 12 denunciati, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, secondo quanto riferito dai carabinieri, ci sono coloro che hanno partecipato alla rissa, i favoreggiatori del responsabile del tentato omicidio e quanti non hanno prestato soccorso al ferito. Ai denunciati vengono contestati, a vario titolo, i reati di concorso in tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, rissa, favoreggiamento personale ed omissione di soccorso. Molti di loro, stando a quanto comunicato dai carabinieri, risultano vicini agli ambienti criminali della città e sono stati protagonisti di pregresse vicende giudiziarie.

 

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