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Calabria

Cinque discariche abusive su 30mila metri quadri, 6 denunce

Tutte le persone denunciate di età compresa tra i 42 e i 55 anni e di varia estrazione lavorativa e sociale, sono accusati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e di altre violazioni ambientali

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CROTONE – Rifiuti di ogni tipo abbancati su complessivi 30mila metri quadri. Sei persone sono state denunciate dai carabinieri nell’ambito di un’attività di controllo compiuta ad ottobre e finalizzata al contrasto dei reati ambientali eall’individuazione di aree pubbliche e private destinate all’abbandono indiscriminato di rifiuti.

Quattro discariche su altrettanti terreni sono state scoperte a Isola di Capo Rizzuto e precisamente in località Vermica, Sovereto, San Costantino, contrada Capo Rizzuto. In queste aree erano stoccati «senza alcuna differenziazione, rifiuti di vario genere a natura, anche appartenenti alle categorie speciali e pericolose, quindi difficilmente biodegradabili, in assenza delle prescritte autorizzazioni e della prevista impermeabilizzazione dei terreni sottostanti per la salvaguardia delle eventuali falde acquifere».

Il quinto sito è stato individuato a Cirò Marina, su un’area di proprietà di una parrocchia. Un 53enne disoccupato la utilizzava arbitrariamente per abbandonare rifiuti di ogni tipo a cielo aperto: elettrodomestici in disuso arrugginiti, pneumatici per autovetture esausti, materiale di risulta edile, ferroso e di altra natura.

Sempre a Cirò Marina, i carabinieri hanno denunciato un pensionato, con precedenti di polizia, il quale stava trasportando, nel cassone del proprio autocarro (che è stato sequestrato) rifiuti plastici e ferrosi senza la prevista autorizzazione e i relativi formulari. Tutte le persone denunciate di età compresa tra i 42 e i 55 anni e di varia estrazione lavorativa e sociale, sono accusati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e di altre violazioni ambientali. Le aree, i rifiuti e il veicolo sono stati affidati in custodia ai legittimi proprietari. Una diversa procedura è quella riservata alle carcasse delle autovetture, che dovranno essere smaltite secondo la vigente normativa.

Calabria

Covid: nave quarantena giunta sulle coste calabresi: a bordo 159 migranti

Dopo lo sbarco i migranti provenienti da vari Paesi africani saranno destinati a varie sedi in base alle liste del Viminale

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GIOIA TAURO – Una nave della società Gnv Grandi navi veloci, la “Rapsody”, impiegata per le quarantene dei migranti sbarcati sulle coste italiane, è attraccata stamani nel porto di Gioia Tauro.

A bordo ci sono 159 migranti provenienti da vari Paesi africani e giunti in Italia nelle scorse settimane. Non appena arriverà dal Ministero dell’Interno l’elenco con le destinazioni, i migranti saranno fatti sbarcare e trasferiti.

Sul posto sta operando personale della Capitaneria di porto, dell’Ufficio immigrazioni della Questura di Reggio Calabria, della Polizia di frontiera e del Commissariato di Gioia Tauro.

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Calabria

Tutelare i minori, figli di ‘ndrangheta. Presentata una proposta di legge

A presentarla la sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci (M5S) per i nati da genitori mafiosi e che spesso “subiscono maltrattamenti”

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CATANZARO – “Questa mattina ho incontrato il Ministro per la Famiglia e le Pari opportunità Elena Bonetti per discutere della tutela dei minori oggetto di violenze e maltrattamenti nelle famiglie di mafia. Ho presentato una proposta di legge, ‘Liberi di scegliere’, per garantire loro una rete di protezione sociale e psicologica. É necessario approvare questa proposta per rafforzare la fiducia nello Stato anche nei contesti più marginalizzati, per questo auspico che diventi al più presto una priorità condivisa”. Lo dichiara la sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci (M5S).

Pdl ‘Liberi di scegliere’

“Questa legge – prosegue – si chiama ‘Liberi di scegliere’ come il protocollo sperimentato con risultati estremamente positivi dal Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, che ha anche ispirato una fiction Rai di successo. Il nostro obiettivo – aggiunge – è offrire una via di uscita ai giovani che, nati e cresciuti in famiglie legate alla criminalità organizzata, spesso un’alternativa non ce l’hanno. Vogliamo dare continuità giuridica a questo protocollo ed estenderlo a livello nazionale, assicurando – dice Nesci – un modello di assistenza materiale e psicologica per aiutare i giovani che provengono da nuclei familiari inseriti in contesti di criminalità organizzata di stampo mafioso. Con la legge si istituisce anzitutto un raccordo obbligatorio tra uffici giudiziari penali e minorili, affinché insieme ai procedimenti a carico dei genitori si attivino le tutele a favore dei minori”.

Vengono, inoltre, potenziati, spiega la sottosegretaria, “i servizi sociali per i minorenni, con l’istituzione di una rete di protezione che ha lo scopo di attivare percorsi socio-educativi individualizzati per accompagnarli in ogni fase del loro affrancamento emotivo, sociale, lavorativo. Viene costruito – prosegue la sottosegretaria – un circuito di accoglienza per i minori allontanati dal contesto familiare e territoriale di appartenenza, elaborando percorsi di educazione alla legalità anche a favore dei familiari che intendano dissociarsi dai contesti mafiosi. Sono previsti tirocini e borse di studio, accordi con le associazioni di settore per favorire la continuità della formazione dei giovani e l’accampamento per l’avvio di attività autonome.

Anche a favore dei genitori di figli minorenni che vogliano dissociarsi dai contesti mafiosi sono previsti meccanismi di tutela e assistenza, con l’obiettivo di garantire il mantenimento e la cura del percorso educativo del minore. Proteggere le nuove generazioni dalle mafie significa combattere il loro radicamento sui territori – prosegue la Nesci – attivando un’azione di contrasto di tipo culturale in grado di sottrarre le nostre ragazze e i nostri ragazzi all’influsso esercitato dal potere criminale. Vogliamo che i giovani siano liberi di scegliere il proprio destino al di fuori degli ambienti criminali e per farlo serve una legge nazionale. Incontrerò anche altri colleghi rappresentanti del Governo per sensibilizzare su questo tema, auspicando la convergenza di tutte le forze politiche intorno all’obiettivo di combattere le mafie assicurando – conclude Nesci – un futuro di giustizia e legalità alle nuove generazioni”.

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Calabria

Lieve calo dei contagi in Calabria (+1.693). Ancora su i ricoveri, 8 le vittime

Le province più colpite sono Reggio Calabria e Cosenza. Il tasso di positività è al 18,05% a fronte di 9.382 tamponi processati

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CATANZARO – La tendenza che si registra in Italia colpisce anche la Calabria, in lieve calo i nuovi casi.  Sono, infatti, risultate positive 1.693 persone rispetto alle ultime 24 ore. Il bollettino regionale riporta 8 decessi di cui 5 a Reggio Calabria, 1 a Cosenza, 1 a Catanzaro e 1 a Crotone. Anche se lievemente diminuiscono gli ingressi in area medica +6 e in terapia intensiva – 2. Attualmente gli ospedalizzati in reparto sono 438 mentre in rianimazione sono 35. Il tasso di positività è al 18,05% a fronte di 9.382 tamponi processati. Sono stati registrati anche 1.513 nuovi guariti.

Provincia per provincia i casi sono così distribuiti:

Catanzaro +79, Cosenza + 310, Reggio Calabria +1.034, Crotone +161, Vibo Valentia + 107 Altra e + 2 Regione o Stato Estero.

L’Asp di Cosenza comunica 312 nuovi soggetti positivi di cui 2 fuori regione. L’ Asp di Vibo Valentia comunica: “per mero errore di trascrizione ieri sono stati comunicati 9 ricoveri in più”.

Catanzaro: casi attivi 5.211 (80 in reparto, 15 in terapia intensiva, 5.116 in isolamento domiciliare); casi chiusi 14.319 (14.132 guariti, 187 deceduti).
Cosenza: casi attivi 9.450 (132 in reparto, 7 in terapia intensiva, 9.311 in isolamento domiciliare); casi chiusi 30.227 (29.462 guariti, 765 deceduti).
Crotone: casi attivi 2.382 (29 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2.353 in isolamento domiciliare); casi chiusi 11.226 (11.089 guariti, 137 deceduti).
Reggio Calabria: casi attivi 12.127 (176 in reparto, 12 in terapia intensiva, 11.939 in isolamento domiciliare); casi chiusi 43.478 (42.974 guariti, 504 deceduti).
Vibo Valentia: casi attivi 7.743 (18 in reparto, 0 in terapia intensiva, 7.725 in isolamento domiciliare); casi chiusi 8.890 (8.762 guariti, 128 deceduti).

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