Tirocinanti calabresi: "ingannati dall'attuale classe politica regionale" - QuiCosenza.it
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Tirocinanti calabresi: “ingannati dall’attuale classe politica regionale”

Ingannati dall’attuale classe politica e ignoranti dalle principali istituzioni: “solo promesse elettorali e sterili proclami di impegno che, come nuvole, si dissolvono nel nulla”

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COSENZA – “Come vi sentireste se vi trovaste ingabbiati in un sistema che anziché garantire quella prospettiva concreta e agognata di lavoro, di cui ogni singolo essere umano ha bisogno per poter sopravvivere dignitosamente, si traducesse nel più becero sfruttamento e schiavismo e tutto ciò si perpetuasse per anni?”.

E’ quanto sta accadendo ai tirocinanti calabresi che operano presso enti pubblici, privati e presso Ministeri, che vivono con 500€ e senza alcun diritto spettante al lavoratore in termini contributivi e previdenziali. Dopo numerose manifestazioni di protesta a difesa dei diritti di queste persone, la sostanza finora non è cambiata perché allo stato attuale per loro non c’è nulla, tranne le promesse elettorali di cui l’attuale giunta regionale di centrodestra ha fatto propaganda per non chiudere la partita. “Questo perché – scrivono i tirocinanti – cercano il consenso elettorale per poi infischiarsene”.

“Tutto ciò è veramente vergognoso; non si gioca con le vite delle persone soprattutto se si tratta di madri e padri di famiglia e di persone con età anagrafica altamente veneranda. Pertanto allo stato attuale come sempre il nulla alberga per i tirocinanti calabresi con il benestare della classe politica in primis e sindacale dopo, perché anziché risolvere questa vertenza in ottica contrattualizzazione. Volendo hanno anche tutti gli strumenti e preferiscono fare sterili proclami di impegno che, come nuvole, si dissolvono nel nulla. Ma seguiranno aggiornamenti”.

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Occhiuto bacchetta il Governo: “nessun intervento finanziato per la SS106”

“Al Nord si faranno più opere ed ho la preoccupazione che la quota del 40% per il Mezzogiorno sia soltanto sulla carta”

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CATANZARO – Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha apprezzato le recenti dichiarazioni del Governatore della Calabria Roberto Occhiuto al forum dell’Agi nell’ambito del quale ha bacchettato il governo: “Al Nord si faranno più opere”.

Lettera a Draghi: “sulla strada della morte non c’è nulla”

Il Presidente della Giunta della Regione Calabria ha poi affermato di aver “scritto una lettera a Draghi lamentando il fatto che nelle scelte che il governo nazionale ha fatto in ordine alle infrastrutture strategiche per la Calabria da finanziare con il Pnrr o con il Fondo complementare non ci sia un solo intervento. Ho la preoccupazione che la quota del 40% per il Mezzogiorno – ha affermato il Presidente Occhiuto – sia soltanto sulla carta. Ho scritto una lettera a Draghi lamentando il fatto che nelle scelte che il governo nazionale ha fatto in ordine alle infrastrutture strategiche per la Calabria da finanziare con il Pnrr o con il Fondo complementare non ci sia un solo intervento. Mi spiego – continua Occhiuto – sulla strada Statale 106 non ho risorse. È una strada straordinariamente importante per la mia regione e da 30 anni è detta strada della morte. E non ho le risorse perché non si può finanziarle con il Pnrr perché sono strade, mentre invece nel resto d’Europa hanno finanziato anche strade”.

Sulle dichiarazioni del Governatore della Calabria Roberto Occhiuto è intervenuto il Presidente dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Leonardo Caligiuri: “Sono molto amareggiato poiché quanto emerge dalle dichiarazioni dell’On. Roberto Occhiuto noi lo stiamo denunciando ormai da mesi. Voglio esprimere, a tal proposito, i miei complimenti al Governatore della Calabria per aver avuto il coraggio e l’onestà di dire chiaramente qual è la verità che purtroppo in questi mesi è stata purtroppo mistificata dagli organi di informazione che, invece di approfondire, si sono limitati nostro malgrado, a fare da eco di risonanza alle solite promesse ed ai soliti annunci della politica politicante nonostante, lo ripeto, la nostra O.d.V. denunciava quanto stava accadendo in modo preciso ed instancabile”.

“Purtroppo anche questa disinformazione – continua il Presidente Caligiuri – ha un peso oggettivo sulle scelte del Governo che – come ha detto Occhiuto – non premiano la Statale 106 su cui non vi è alcuna risorsa. Ho il timore – conclude Caligiuri – che purtroppo sia ormai troppo tardi per poter recuperare qualcosa e se ciò accadrà sarà una chiara ed evidente sconfitta per tutti e, soprattutto, per i parlamentari calabresi al Governo a cui avevo scritto una lettera, appena diventato Presidente, per chiedergli di unirsi per difendere e tutelare l’interesse generale”.

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L’Esercito potenzierà il tracciamento: “tamponi processati in laboratorio mobile”

“Questo ulteriore supporto da parte dell’Esercito ci consente di contrastare più efficacemente i focolai che si stanno propagando all’interno delle scuole”

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VIBO VALENTIA – Da lunedì prossimo sarà potenziato il sistema tracciamento anti covid, grazie all’iniziativa avviata dall’Esercito Italiano che procederà ad effettuare uno screening della popolazione scolastica vibonese con proprio personale medico e infermieristico, per la durata di circa un mese. I tamponi molecolari per la ricerca del Sars-Cov2 saranno processati all’interno di un laboratorio mobile, messo sempre a disposizione dell’Esercito con propri medici e tecnici di laboratorio.

“In questo particolare e delicato momento, che stiamo vivendo a causa della diffusione del virus – afferma il Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia Maria Bernardi – questo ulteriore supporto da parte dell’Esercito a sostegno della nostra comunità ci consente di contrastare più efficacemente i focolai che si stanno propagando all’interno delle scuole. Avverto il bisogno di ringraziare il colonnello Medico Alfonso Zizza, per la professionalità e la sensibilità che continua a manifestare nei confronti della sanità vibonese”.

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Agriturismo in crisi, Coldiretti Calabria: “misure per scongiurare licenziamenti”

Il 2021 per il settore dell’agriturismo, si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie

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COSENZA – Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno rispetto a prima della pandemia nel 2019 soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie. Questo emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di Terranostra Calabria che per questo pone in risalto la necessità di sostegni di fronte ad una situazione di grave sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione.

“La tenuta delle presenze nei mesi estivi – commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell’anno nelle circa 400 strutture operanti con 12200 posti a tavola e circa 1500 posti letto. Un colpo micidiale ad un sistema che alimenta e sostiene anche l’economia di altri settori soprattutto nelle aree rurali e zone interne, si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità”.

“Si è concluso – prosegue – infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con arrivi che sono ritornati al livello del 2010, con il fatturato che si è dimezzato dopo investimenti da parte degli operatori agrituristici. Il rischio adesso è, anche, la perdita di posti di lavoro e quindi famiglie che si ritroverebbero senza reddito, oltre alla perdita di maestranze con elevati requisiti professionali sulle quali le aziende agrituristiche hanno investito. L’incognita e il pericolo – sostiene Aceto –saranno gli inevitabili licenziamenti se non s’interviene tempestivamente con la cassa integrazione, così come preannunciato nelle scorse settimane dal Governo”.

“I contributi previsti dal decreto del Ministero del Turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico – ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non sono sufficienti a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali – insiste Coldiretti – è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno”.

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