In Calabria calano ricoveri, Rt e incidenza. "Curva scende tranne nella fascia 0-12 anni" - QuiCosenza.it
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In Calabria calano ricoveri, Rt e incidenza. “Curva scende tranne nella fascia 0-12 anni”

Evidenti segnali di miglioramento in Calabria nel nuovo report ISS. Indice RT a 0.85, incidenza a 63,6 casi, intensive sotto l’8%

Marco Garofalo

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COSENZA – “La curva sta lentamente decrescendo e anche nelle fasce di età più giovani c’è una decrescita tranne che nella fascia 0-12. La proiezione per l’Rt è in calo a 0,82 e quindi il numero dei casi tenderà a decrescere. Lo ha affermato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di Regia. Brusaferro ha evidenziato che “c’è una crescita del dato sui vaccini: cresce rapidamente la fascia 20-29, all’82% con la prima dose. L’efficacia è sopra il 95% per quanto riguarda decessi e ospedalizzazioni e questo vale soprattutto per le fasce di età più avanzate’. Tutto questo in un quadro generale in cui si registra un un miglioramento della situazione pandemica a livello nazionale, sia dell’incidenza e sia dei ricoveri.

Migliorano i dati della Calabria

Anche in Calabria, che dopo essere rimasta in bilico fa tra zona gialla e zona bianca appena sette giorni fa,  concluderà e aprirà la nuova settimana in zona bianca e questa volta senza nessun rischio di “declassamento”, visto che i dati riportati dal nuovo report settimanale dell’ISS-Ministero della salute, mostrano evidenti segnali di miglioramento dell’epidemia, grazie anche alla campagna di vaccinazione. La nostra regione resta classificata a rischio basso e l‘incidenza, seppur ancora sopra i 50 casi limite, risultata ancora in calo per la quarta settimana consecutiva: si registrano 63,6 casi ogni 100mila abitanti, in decisa diminuzione rispetto agli 84,8 casi del periodo 10-16 settembre, ai 92,1 casi del periodo 3-9 settembre e ai 100,3 casi nel periodo 27 agosto- 2 settembre. Questa settimana in tutta Italia sono la Sicilia, la Provincia autonoma di Bolzano e la Calabria le Regioni/PA dove si evidenzia il valore più alto dell’incidenza di casi di Covid-19. Registrano, rispettivamente, un’incidenza pari a 79,5 casi per 100mila abitanti (Sicilia), 70,6 (PA Bolzano) e appunto 63,6 la Calabria. La Sicilia resta ancora in zona gialla ma inizia il percorso di ‘rientro’ in zona bianca con dati in miglioramento che, se consolidati, consentiranno il ritorno nella fascia con minori restrizioni.

Sotto la soglia critica le terapie intensive

Rispetto alla scorsa settimana in Calabria salgono lievemente i ricoveri nelle aree mediche, che restano ancora sopra la soglia critica di occupazione mentre tornano ben al di sotto del limite massimo le terapie intensive. Nei reparti covid la percentuale di posti letto occupati ad oggi è al 18,5% (limite fissato al 15%) mentre l’occupazione nelle terapie intensive scende al 7,7%, dopo aver raggiunto il 10.7%  sette giorni fa (limite fissato al 10%).

RT in calo, meno contagi e focolai

Rispetto alla settimana scorsa scende il numero di nuovi contagi in Calabria: da 1.428 nuovi positivi di sette giorni fa ai 1.212 del nuovo report con una diminuzione del 19.4%. In calo anche i focolai con una diminuzione negli ultimi sette giorni del 6%. Torna a scendere l‘indice di trasmissione RT che si attesta allo 0.85 (range 0.77-0.96) in discesa rispetto ad una settimana fa quando era a 0.97. Trend confermato in calo nel numero di casi riportati negli ultimi 14 giorni (-20%) e dei casi classificati per data di diagnosi (-19%).

Per capire, invece, se e come inciderà sulla curva dei contagi la riapertura delle scuole, il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni rezza spiega che “è presto per vedere un effetto contagi dovuti alla riapertura delle scuole. Si sta andando bene nell’evoluzione della situazione epidemiologica italiana e per ora la situazione è buona, con il calo di Rt e incidenza e c’è anche una certa decongestione dei reparti ospedalieri. Quindi, evidentemente, il combinato disposto tra vaccinazione di anziani e persone giovani e il mantenimento delle misure di protezione pur riaprendo le attività può spiegare la differenza rispetto ad altri paesi con parametri peggiori” ha concluso.

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Stop chirurgia oculistica, Calabria indietro. 5mila pazienti in lista d’attesa

È la denuncia del chirurgo oculista Giovanni Tedesco, professionista in forze alla sede operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti

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COSENZA – Con il ridimensionamento del budget per le prestazioni chirurgiche oculistiche, imposto per circa il 55% (2 milioni e mezzo di euro in meno rispetto al 2020), la Calabria ha fatto 100 passi indietro. Di fatto è stata incentivata la migrazione sanitaria. Strutture private convenzionate che fino ad oggi presentavano liste d’attesa vicine allo zero, hanno già accumulato un elenco di prenotazioni notevole, destinato ad allungarsi di giorno in giorno e che difficilmente a gennaio 2022, potranno essere recuperati in tempi celeri. Al momento si parla già di 5000 pazienti in tutta la Calabria.

È la denuncia del chirurgo oculista Giovanni Tedesco, professionista in forze alla sede operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti sottolineando come questi tagli, di cui non si conoscono le motivazioni, rappresentino per la sanità territoriale e calabrese un autentico autogol dagli effetti boomerang: il paziente che necessita di essere operato con un urgenza si sarà spostato fuori regione, con una spesa extraregionale che supera quella che si sarebbe potuta contenere sul territorio regionale.

“Servono strutture per contrastare i viaggi della speranza”

Al Sacro Cuore nel 2020, nel clou della pandemia, in un regime di massima sicurezza e prevenzione, senza arrestare la corsa, sono stati effettuati tremila interventi, se non per l’intera regione, sicuramente per la provincia cosentina. Sono questi – spiega il chirurgo – numeri importanti che fanno capire quanto può essere fondamentale per la Calabria avere delle strutture che contribuiscono a contrastare i cosiddetti viaggi della speranza, oggi impensabili con i livelli che siamo riusciti a raggiungere.

Dalle maculopatie alla cataratta, gli interventi più richiesti, dalle iniezioni intravitreali alla secchezza oculare, fino al distacco di retina. Tra questi interventi ce ne sono alcuni che hanno il carattere di urgenza. Chi si sente rispondere che potrà essere curato tra 10 o 12 mesi è chiaro che si rivolgerà altrove per non rischiare di avere conseguenze irreversibili.

Questa situazione cozza anche con la cultura della prevenzione che piano piano sta crescendo tanto nelle famiglie per i bambini, quanto nei giovani, negli adulti e nelle persone anziane che spesso non ricorrono allo specialista ma si rivolgono al medico curante perché avvertono la sensazione di vedere una mosca volante (possibile rottura retinica che va diagnosticata in pochi giorni) o hanno gli occhi rossi e ricevono come indicazione, l’utilizzo di un collirio. Il glaucoma è tra le altre patologie silenti, che portano alla cecità che non vanno trascurate.

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Estorsioni e progetti di omicidi, le riunioni della cosca nell’agenzia di assicurazioni

Due presunti affiliati alla cosca Serraino sono state arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso

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REGGIO CALABRIA  – Due persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso in esecuzione di un’ordinanza del gip Francesco Campagna su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dei sostituti della Dda Stefano Musolino, Walter Ignazitto, Paola D’Ambrosio e Diego Capece Minutolo. In carcere sono finiti Francesco Doldo, di 38 anni, e Domenico Russo (22).

L’indagine costituisce la prosecuzione delle operazioni “Pedigree” e “Pedigree 2” eseguite rispettivamente il 9 luglio e 15 ottobre 2020 e che hanno permesso alla Dda di Reggio di disarticolare la cosca Serraino operante nei quartieri di San Sperato, nelle frazioni Arangea e Gallina, nonché nel comune di Cardeto e nelle aree aspromontane della provincia di reggina. I due arrestati, secondo l’accusa, facevano parte del clan guidato dal boss Maurizio Cortese, oggi collaboratore di giustizia. Una scelta, quella di quest’ultimo, fatta anche da altri affiliati. Le loro dichiarazioni sono state utilizzate contro Doldo e Russo consentendo ai pm di acquisire un grave quadro indiziario a carico dei due.

Progetti omicidiari ed estorsioni nelle riunioni di ‘ndrangheta

In particolare, Doldo, pur non essendo stato formalmente battezzato, è ritenuto di fatto un accoscato e avrebbe fornito al sodalizio un contributo rendendosi disponibile per custodire armi e mettendo a disposizione gli uffici della propria agenzia di assicurazioni per riunioni di ‘ndrangheta in cui sarebbero state assunte decisioni sulle estorsioni e paventati progetti omicidiari ai danni di un esponente della cosca ritenuto avere rapporti ambigui con esponenti delle forze dell’ordine.

Sarebbe anche emerso un rapporto di stretta sinergia solidaristica tra Doldo e Francesco Russo detto “u scazzu”, capo locale della cosca Serraino sino al suo arresto nell’ottobre 2020, e padre dell’altro indagato Domenico Russo, accusato di aver partecipato a riti di affiliazione e di occuparsi di estorsioni e atti intimidatori oltre che di intrattenere i rapporti con altri esponenti di ‘ndrangheta. Sarebbe stato Doldo, infine, ad attivarsi per individuare un’auto per i familiari di Russo, nel frattempo arrestato nell’operazione “Pedigree 2”, e per cercare somme di denaro per il pagamento delle spese legali.

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Bruni “Occhiuto commissario sanità? Non è la soluzione”

E’ quanto afferma, in una nota, Amalia Bruni leader dell’opposizione in Consiglio regionale sul tema del risanamento del sistema sanitario

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CATANZARO – “E’ probabile che nei prossimi giorni il governo nominerà Commissario alla sanità il presidente della Regione. In questo modo si riparerà a uno strappo istituzionale che va avanti da dodici anni ma che è assolutamente insufficiente da solo a risolvere il problema della sanità in Calabria”. E’ quanto afferma, in una nota, Amalia Bruni leader dell’opposizione in Consiglio regionale dopo le dichiarazioni del neo governatore Roberto Occhiuto sulla sanità.

“Che il presidente diventi commissario – prosegue Bruni – è un fatto che si rivelerà utile ma che da solo non risolve. Da solo nessuno, nemmeno il presidente potrà avviare il risanamento e la ricostruzione del nostro servizio sanitario. Lo dico perché se qualcuno pensa questo vuol dire o che non conosce lo stato delle cose o non conosce i vincoli che legislazione impone per il piano di rientro oppure non ha capito la complessità e la gravità della situazione. Quindi occorre ben altro che una semplice nomina”.

Per Bruni “c’è da avviare una trattativa seria, probabilmente anche serrata, col Governo per ridefinire gli strumenti a sostegno. Quantificazione del debito, deroghe sul personale, affiancamento di competenze istituzionali e un piano di investimenti vero e proprio. Dobbiamo siglare come Calabria un patto tra Governo e Regione che ci conduca in tempi stabiliti a una gestione finalmente ordinaria della Sanità. Se non si fa questo si prendono in giro i cittadini”.

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