Restano stabili i contagi in Calabria (+128), tre vittime. Ricoveri in lieve aumento - QuiCosenza.it
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Restano stabili i contagi in Calabria (+128), tre vittime. Ricoveri in lieve aumento

Contagi invariati in Calabria, mentre continua a salire il numero dei ricoveri in area medica, soprattutto nel reggino

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COSENZA – Praticamente invariati nelle ultime 24 ore i nuovi contagi da coronavirus in Calabria, con un numero di tamponi processati che torna a salire rispetto a ieri. Tra molecolari e antigenici sono stati effettuati +3.806 test, che porta ad una nuova diminuzione del tasso di positività che scende al 3,36%. Ancora in lieve aumento, invece, i ricoveri in area medica mentre scende di due unità nelle terapie intensive. Anche oggi si contano 3 vittime. Sono +128 i nuovi positivi accertati oggi in tutta la Calabria dal dipartimento salute della Regione (ieri erano +127) compresi 7 migranti e 6 persone residenti fuori regione. I casi confermati di oggi sono così suddivisi: Cosenza +12 contagi, Catanzaro +29, Crotone +40, Vibo Valentia +7, Reggio Calabria +27, altra Regione o Stati esteri +13. Nella nostra regione, con i nuovi positivi riscontrati oggi si raggiungono gli 82.383 casi totali da inizio pandemia.

Tre vittime, casi attivi in diminuzione

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, continua a scendere il numero di persone attualmente positive al covid in tutta la Calabria: i casi attivi sono 4.467, con una diminuzione di 166 persone rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 76.665 con un incremento di 291 persone nelle ultime 24 ore. Tre le vittime accertate da ieri (due a Reggio Calabria e una a Crotone) che porta numero complessivo dei morti da inizio pandemia a 1.379.

Ancora in aumento i ricoveri nei reparti covid

Continuano a salire i posti letto occupati in area medica (sette ricoveri e tre dimissione) mentre scende di due unità il numero delle terapie intensive. Sono complessivamente 191 le persone ricoverate nei nosocomi calabresi. Di queste, 178 si trovano nei reparti di malattie infettive (+4) e 13 in terapia intensiva (-2). Infine sono 4.276 le persone in isolamento domiciliare, con una diminuzione di 168 persone rispetto a ieri. Di queste, 339 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro
ASI ATTIVI 244 (22 in reparto, 5 in terapia intensiva, 217 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11.049 (10.899 guariti, 150 deceduti)

Cosenza
CASI ATTIVI 1.479 (42 in reparto, 5 in terapia intensiva, 1.432 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 25.404 (24.772 guariti, 632 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 430 (11 in reparto, 0 in terapia intensiva, 419 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7.493 (7.382 guariti, 111 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.853 (90 in reparto, 3 in terapia intensiva, 1.760 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 27.064 (26.682 guariti, 382 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 116 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 109 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.173 (6.077 guariti, 96 deceduti)

Calabria

Tutelare i minori, figli di ‘ndrangheta. Presentata una proposta di legge

A presentarla la sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci (M5S) per i nati da genitori mafiosi e che spesso “subiscono maltrattamenti”

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CATANZARO – “Questa mattina ho incontrato il Ministro per la Famiglia e le Pari opportunità Elena Bonetti per discutere della tutela dei minori oggetto di violenze e maltrattamenti nelle famiglie di mafia. Ho presentato una proposta di legge, ‘Liberi di scegliere’, per garantire loro una rete di protezione sociale e psicologica. É necessario approvare questa proposta per rafforzare la fiducia nello Stato anche nei contesti più marginalizzati, per questo auspico che diventi al più presto una priorità condivisa”. Lo dichiara la sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci (M5S).

Pdl ‘Liberi di scegliere’

“Questa legge – prosegue – si chiama ‘Liberi di scegliere’ come il protocollo sperimentato con risultati estremamente positivi dal Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, che ha anche ispirato una fiction Rai di successo. Il nostro obiettivo – aggiunge – è offrire una via di uscita ai giovani che, nati e cresciuti in famiglie legate alla criminalità organizzata, spesso un’alternativa non ce l’hanno. Vogliamo dare continuità giuridica a questo protocollo ed estenderlo a livello nazionale, assicurando – dice Nesci – un modello di assistenza materiale e psicologica per aiutare i giovani che provengono da nuclei familiari inseriti in contesti di criminalità organizzata di stampo mafioso. Con la legge si istituisce anzitutto un raccordo obbligatorio tra uffici giudiziari penali e minorili, affinché insieme ai procedimenti a carico dei genitori si attivino le tutele a favore dei minori”.

Vengono, inoltre, potenziati, spiega la sottosegretaria, “i servizi sociali per i minorenni, con l’istituzione di una rete di protezione che ha lo scopo di attivare percorsi socio-educativi individualizzati per accompagnarli in ogni fase del loro affrancamento emotivo, sociale, lavorativo. Viene costruito – prosegue la sottosegretaria – un circuito di accoglienza per i minori allontanati dal contesto familiare e territoriale di appartenenza, elaborando percorsi di educazione alla legalità anche a favore dei familiari che intendano dissociarsi dai contesti mafiosi. Sono previsti tirocini e borse di studio, accordi con le associazioni di settore per favorire la continuità della formazione dei giovani e l’accampamento per l’avvio di attività autonome.

Anche a favore dei genitori di figli minorenni che vogliano dissociarsi dai contesti mafiosi sono previsti meccanismi di tutela e assistenza, con l’obiettivo di garantire il mantenimento e la cura del percorso educativo del minore. Proteggere le nuove generazioni dalle mafie significa combattere il loro radicamento sui territori – prosegue la Nesci – attivando un’azione di contrasto di tipo culturale in grado di sottrarre le nostre ragazze e i nostri ragazzi all’influsso esercitato dal potere criminale. Vogliamo che i giovani siano liberi di scegliere il proprio destino al di fuori degli ambienti criminali e per farlo serve una legge nazionale. Incontrerò anche altri colleghi rappresentanti del Governo per sensibilizzare su questo tema, auspicando la convergenza di tutte le forze politiche intorno all’obiettivo di combattere le mafie assicurando – conclude Nesci – un futuro di giustizia e legalità alle nuove generazioni”.

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Calabria

Lieve calo dei contagi in Calabria (+1.693). Ancora su i ricoveri, 8 le vittime

Le province più colpite sono Reggio Calabria e Cosenza. Il tasso di positività è al 18,05% a fronte di 9.382 tamponi processati

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CATANZARO – La tendenza che si registra in Italia colpisce anche la Calabria, in lieve calo i nuovi casi.  Sono, infatti, risultate positive 1.693 persone rispetto alle ultime 24 ore. Il bollettino regionale riporta 8 decessi di cui 5 a Reggio Calabria, 1 a Cosenza, 1 a Catanzaro e 1 a Crotone. Anche se lievemente diminuiscono gli ingressi in area medica +6 e in terapia intensiva – 2. Attualmente gli ospedalizzati in reparto sono 438 mentre in rianimazione sono 35. Il tasso di positività è al 18,05% a fronte di 9.382 tamponi processati. Sono stati registrati anche 1.513 nuovi guariti.

Provincia per provincia i casi sono così distribuiti:

Catanzaro +79, Cosenza + 310, Reggio Calabria +1.034, Crotone +161, Vibo Valentia + 107 Altra e + 2 Regione o Stato Estero.

L’Asp di Cosenza comunica 312 nuovi soggetti positivi di cui 2 fuori regione. L’ Asp di Vibo Valentia comunica: “per mero errore di trascrizione ieri sono stati comunicati 9 ricoveri in più”.

Catanzaro: casi attivi 5.211 (80 in reparto, 15 in terapia intensiva, 5.116 in isolamento domiciliare); casi chiusi 14.319 (14.132 guariti, 187 deceduti).
Cosenza: casi attivi 9.450 (132 in reparto, 7 in terapia intensiva, 9.311 in isolamento domiciliare); casi chiusi 30.227 (29.462 guariti, 765 deceduti).
Crotone: casi attivi 2.382 (29 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2.353 in isolamento domiciliare); casi chiusi 11.226 (11.089 guariti, 137 deceduti).
Reggio Calabria: casi attivi 12.127 (176 in reparto, 12 in terapia intensiva, 11.939 in isolamento domiciliare); casi chiusi 43.478 (42.974 guariti, 504 deceduti).
Vibo Valentia: casi attivi 7.743 (18 in reparto, 0 in terapia intensiva, 7.725 in isolamento domiciliare); casi chiusi 8.890 (8.762 guariti, 128 deceduti).

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Danneggiato “Giardino della Memoria” dedicato alle vittime del Covid 19

A denunciare quanto accaduto è l’Associazione Valentia sede di S.Onofrio: “la targa è stata barbaramente distrutta”. Il fatto sarà denunciato alle Autorità competenti

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SANT’ONOFRIO (VV) – Il “Giardino della Memoria” era stato realizzato a Sant’Onofrio lo scorso anno, nel mese di aprile, per ricordare le vittime da Covid-19 di Sant’Onofrio. Erano stati piantumati dall’Associazione Valentia, quattro alberi d’ulivo, simbolo di pace e di rinascita, nel terreno sito di fronte al cimitero, ed era stata apposta anche una targa commemorativa. “Ieri – denuncia l’associazione – domenica 16 gennaio, a distanza di nove mesi, quella targa è stata barbaramente distrutta con un mattone e gettata non si sa dove”.

“Un gesto ignobile e vile, considerando anche il fatto che si trattava di una targa per ricordare delle persone tragicamente decedute, che hanno sofferto non poco e lasciato un vuoto incolmabile nei propri cari e alla comunità intera. Sant’Onofrio, purtroppo, ancora oggi è un paese composto anche da questi soggetti (in parte marginale vivaddìo), gente retrograda e ignorante, che invece di usare le proprie mani “vellutate” per maneggiare una vanga o un piccone, preferisce sfogare le proprie frustrazioni quotidiane in questo modo. Non hanno avuto rispetto nemmeno per i morti, figuriamoci per i vivi”.

“Chiunque sia stato – chiedono i rappresentanti dell’Associazione – ragazzo o persona adulta, ci auguriamo che si faccia un esame di coscienza e provi un pizzico di vergogna. Questa volta non è stato il vento, non è stata una semplice goliardata adolescenziale, non è un gesto fatto così, tanto per passare il tempo, è una grave mancanza di educazione e di rispetto in primis nei confronti delle vittime che la pandemia ha mietuto, ma anche nei riguardi di chi cerca con tutte le proprie forze di costruire qualcosa di bello per il paese, di chi prova a rimboccarsi concretamente le maniche per migliorare il territorio, piuttosto che parlare e sparlare dietro uno schermo. Auspichiamo che un giorno Sant’Onofrio possa ritornare il paese che merita di essere, un luogo bello, ma soprattuto civile. Il paese in cui ogni santonofrese ha sempre sognato di vivere, ma la strada, ahinoi, è ancora molto lunga e tortuosa”.

 

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