Zingaretti in Calabria lancia Amalia Bruni "garanzia di buongoverno". E domenica arriva Enrico Letta - QuiCosenza.it
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Zingaretti in Calabria lancia Amalia Bruni “garanzia di buongoverno”. E domenica arriva Enrico Letta

Il presidente della Regione Lazio, in Regione per inaugurare la Festa dell’Unità a Catanzaro, si esprime a sostegno della scienziata

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CATANZARO  – “Sono tornato qui per Amalia Bruni, una delle eccellenze della Calabria, e sono felice della sua candidatura. Da militante dico che c’è una sola candidatura che può fermare la vittoria della destra in questa regione ed è la sua. Lo sappiamo, lo sanno tutti. Quindi l’appello che faccio con il cuore è che si faccia una scelta di campo per salvare questa regione. Poi da persona che grazie ai cittadini della sua terra da 14 anni fa l’amministratore e da otto è presidente della Regione posso dire di avere vissuto il Covid e questo, tra le tante cose, mi ha confermato che la qualità della vita cambia anche a secondo di chi governa il territorio”. Lo ha detto Nicola Zingaretti parlando con i giornalisti a Catanzaro dove è intervenuto per inaugurare la Festa regionale dell’Unità.

“Nei territori governati male – ha aggiunto Zingaretti – si vive peggio e, anzi, si rischia di non vivere più. Il tema del buongoverno non è una variabile indipendente da quello della qualità della vita. Ci si chiede: ci sarà o meno lavoro, ci sarà una buona sanità?. Tutto questo, perché nessuno regala niente, dipende dalla qualità del governo di questa terra. Per questo è fondamentale votare per Amalia Bruni presidente”. “Ho provato sulla mia pelle – ha sostenuto ancora Zingaretti – cosa vuol dire risanare una Regione e portarla ai vertici della campagna di vaccinazione in Italia anche grazie alla grande passione e alla grande dedizione che molti hanno profuso in questa azione”.

Enrico Letta in Calabria domenica

“Sentire tutto l’appoggio del Partito Democratico per me è molto importante, perché è un partito strutturale di governo assieme al M5S: oggi Nicola Zingaretti, domani Michele Emiliano e domenica il segretario Enrico Letta legittimano il concetto di ricostruzione generale della coalizione e della Calabria”. Lo ha detto Amalia Bruni candidata governatrice del centrosinistra alle prossime regionali del 3 e 4 ottobre, nella conferenza stampa d’apertura della festa dell’Unità calabrese che si tiene da oggi a domenica presso il parco Gaslini, a pochi metri dal mare di Catanzaro. Affiancata da Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, la scienziata scelta dalla coalizione dopo lunga e difficoltosa selezione, ha aggiunto che “non ci sono nemici interni nella coalizione, ma persone della sinistra che rischiano di consegnare la Calabria alla destra”.

Zingaretti “arriveranno miliardi in Italia, attenzione”

“Da amministratore dico attenzione: stanno arrivando miliardi di euro in Italia e ci sarà una competizione come è giusto che sia tra territori, tra progetti, tra opportunità. Quindi avere nei prossimi anni una Calabria libera e centrata sull’amore di chi è rimasto qui a combattere da scienziata è un valore aggiunto”. Lo ha detto Nicola Zingaretti a Catanzaro. “L’Italia – ha aggiunto Zingaretti – è riuscita prima con Conte e ora con questo grande Governo che è il Governo Draghi a mettere in campo progettualità importanti per miliardi. Ma quando tutto questo arriverà a terra in termini di infrastrutture, di lavoro, di crescita tutto dipenderà da chi questo territorio lo governerà”. “Qui voi avete – ha sostenuto ancora Zingaretti – una donna come Amalia Bruni che in questi anni, malgrado tutto, è riuscita a garantire e gestire una delle eccellenze italiane della scienza. Per questo quando ho saputo della sua candidatura la prima cosa che ho detto è stata: se solo posso dare un dito, non una mano perché sarei presuntuoso, per lanciare un messaggio e per dire che occorre una mobilitazione generale affinché si alzi la testa e si volti pagina”.

“Sinistra divisa? Conta sistema elettorale”. Bruni: “non disperdere i voti”

“Ognuno ha diritto di esprimere le proprie idee. Anzi, in una democrazia è importante che ci siano idee diverse perché la democrazia è il confronto delle idee. Ma poi ci sono i sistemi elettorali e soprattutto quello maggioritario a turno unico. Si vota per esprimere grande ricchezza e pluralismo ma insieme a questo c’è la forza dell’unità perché altrimenti sono voti persi e paradossalmente, a prescindere da chi si candida, producono l’effetto opposto facendo vincere quello più lontano dalle tue idee”. Lo ha detto Nicola Zingaretti rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla presenza di più candidature che fanno capo alla sinistra. “Io sono qui – ha aggiunto Zingaretti – unitevi per fare vincere l’unica possibilità di affermazione dell’area di centrosinistra perché altrimenti la frammentazione, che è una dannazione della cultura della sinistra italiana, produce l’effetto opposto”. Sui sondaggi che danno in netto vantaggio il centrodestra, Zingaretti ha detto: “quando ero segretario del Pd, tutti i sondaggi dicevano che sarebbe finita 7-0 per il centrodestra e invece è finita 4-3 per il centrosinistra. I sondaggi sono importanti ma è più importante il voto e la libertà delle persone. Quindi, da qui al 3 ottobre la partita in Calabria è apertissima”.

“Serve il voto utile, altrimenti si rischia di consegnare alla destra la regione, e questo significa condannare la Calabria in maniera definitiva”. Lo ha detto Amalia Bruni, candidata del centrosinistra a alla presidenza della Regione Calabria, parlando con i giornalisti alla festa regionale dell’Unità del Pd, alla quale oggi è intervenuta insieme al governatore del Lazio Nicola Zingaretti. “L’altro appello fondamentale – ha aggiunto Bruni – non è a chi solitamente va a votare ma a quelli che hanno questa disillusione che li porta a non votare, che è fondamentale combattere”. “Noi abbiamo bisogno di tutti i calabresi per fare la nostra rivoluzione gentile. Per fare questo, – ha aggiunto Amalia Bruni – ognuno deve entrare con questo sogno e con questa grande responsabilità per ricostruire insieme a noi questa terra. Non ci sono nemici interni, ci sono persone della sinistra che si sono spostate e rischiano di fare un danno, con un voto inutile che anzi rischia di consegnare questa terra alla destra“. “I cittadini – ha rimarcato la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria – devono stare veramente molto attenti, se hanno a cuore le sue sorti non possono permettere di disperdere i voti e consegnarli nelle mani di persone e schieramenti che non hanno alcuna possibilità di vincere”.

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Stop chirurgia oculistica, Calabria indietro. 5mila pazienti in lista d’attesa

È la denuncia del chirurgo oculista Giovanni Tedesco, professionista in forze alla sede operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti

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COSENZA – Con il ridimensionamento del budget per le prestazioni chirurgiche oculistiche, imposto per circa il 55% (2 milioni e mezzo di euro in meno rispetto al 2020), la Calabria ha fatto 100 passi indietro. Di fatto è stata incentivata la migrazione sanitaria. Strutture private convenzionate che fino ad oggi presentavano liste d’attesa vicine allo zero, hanno già accumulato un elenco di prenotazioni notevole, destinato ad allungarsi di giorno in giorno e che difficilmente a gennaio 2022, potranno essere recuperati in tempi celeri. Al momento si parla già di 5000 pazienti in tutta la Calabria.

È la denuncia del chirurgo oculista Giovanni Tedesco, professionista in forze alla sede operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti sottolineando come questi tagli, di cui non si conoscono le motivazioni, rappresentino per la sanità territoriale e calabrese un autentico autogol dagli effetti boomerang: il paziente che necessita di essere operato con un urgenza si sarà spostato fuori regione, con una spesa extraregionale che supera quella che si sarebbe potuta contenere sul territorio regionale.

“Servono strutture per contrastare i viaggi della speranza”

Al Sacro Cuore nel 2020, nel clou della pandemia, in un regime di massima sicurezza e prevenzione, senza arrestare la corsa, sono stati effettuati tremila interventi, se non per l’intera regione, sicuramente per la provincia cosentina. Sono questi – spiega il chirurgo – numeri importanti che fanno capire quanto può essere fondamentale per la Calabria avere delle strutture che contribuiscono a contrastare i cosiddetti viaggi della speranza, oggi impensabili con i livelli che siamo riusciti a raggiungere.

Dalle maculopatie alla cataratta, gli interventi più richiesti, dalle iniezioni intravitreali alla secchezza oculare, fino al distacco di retina. Tra questi interventi ce ne sono alcuni che hanno il carattere di urgenza. Chi si sente rispondere che potrà essere curato tra 10 o 12 mesi è chiaro che si rivolgerà altrove per non rischiare di avere conseguenze irreversibili.

Questa situazione cozza anche con la cultura della prevenzione che piano piano sta crescendo tanto nelle famiglie per i bambini, quanto nei giovani, negli adulti e nelle persone anziane che spesso non ricorrono allo specialista ma si rivolgono al medico curante perché avvertono la sensazione di vedere una mosca volante (possibile rottura retinica che va diagnosticata in pochi giorni) o hanno gli occhi rossi e ricevono come indicazione, l’utilizzo di un collirio. Il glaucoma è tra le altre patologie silenti, che portano alla cecità che non vanno trascurate.

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Estorsioni e progetti di omicidi, le riunioni della cosca nell’agenzia di assicurazioni

Due presunti affiliati alla cosca Serraino sono state arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso

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REGGIO CALABRIA  – Due persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso in esecuzione di un’ordinanza del gip Francesco Campagna su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dei sostituti della Dda Stefano Musolino, Walter Ignazitto, Paola D’Ambrosio e Diego Capece Minutolo. In carcere sono finiti Francesco Doldo, di 38 anni, e Domenico Russo (22).

L’indagine costituisce la prosecuzione delle operazioni “Pedigree” e “Pedigree 2” eseguite rispettivamente il 9 luglio e 15 ottobre 2020 e che hanno permesso alla Dda di Reggio di disarticolare la cosca Serraino operante nei quartieri di San Sperato, nelle frazioni Arangea e Gallina, nonché nel comune di Cardeto e nelle aree aspromontane della provincia di reggina. I due arrestati, secondo l’accusa, facevano parte del clan guidato dal boss Maurizio Cortese, oggi collaboratore di giustizia. Una scelta, quella di quest’ultimo, fatta anche da altri affiliati. Le loro dichiarazioni sono state utilizzate contro Doldo e Russo consentendo ai pm di acquisire un grave quadro indiziario a carico dei due.

Progetti omicidiari ed estorsioni nelle riunioni di ‘ndrangheta

In particolare, Doldo, pur non essendo stato formalmente battezzato, è ritenuto di fatto un accoscato e avrebbe fornito al sodalizio un contributo rendendosi disponibile per custodire armi e mettendo a disposizione gli uffici della propria agenzia di assicurazioni per riunioni di ‘ndrangheta in cui sarebbero state assunte decisioni sulle estorsioni e paventati progetti omicidiari ai danni di un esponente della cosca ritenuto avere rapporti ambigui con esponenti delle forze dell’ordine.

Sarebbe anche emerso un rapporto di stretta sinergia solidaristica tra Doldo e Francesco Russo detto “u scazzu”, capo locale della cosca Serraino sino al suo arresto nell’ottobre 2020, e padre dell’altro indagato Domenico Russo, accusato di aver partecipato a riti di affiliazione e di occuparsi di estorsioni e atti intimidatori oltre che di intrattenere i rapporti con altri esponenti di ‘ndrangheta. Sarebbe stato Doldo, infine, ad attivarsi per individuare un’auto per i familiari di Russo, nel frattempo arrestato nell’operazione “Pedigree 2”, e per cercare somme di denaro per il pagamento delle spese legali.

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Bruni “Occhiuto commissario sanità? Non è la soluzione”

E’ quanto afferma, in una nota, Amalia Bruni leader dell’opposizione in Consiglio regionale sul tema del risanamento del sistema sanitario

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CATANZARO – “E’ probabile che nei prossimi giorni il governo nominerà Commissario alla sanità il presidente della Regione. In questo modo si riparerà a uno strappo istituzionale che va avanti da dodici anni ma che è assolutamente insufficiente da solo a risolvere il problema della sanità in Calabria”. E’ quanto afferma, in una nota, Amalia Bruni leader dell’opposizione in Consiglio regionale dopo le dichiarazioni del neo governatore Roberto Occhiuto sulla sanità.

“Che il presidente diventi commissario – prosegue Bruni – è un fatto che si rivelerà utile ma che da solo non risolve. Da solo nessuno, nemmeno il presidente potrà avviare il risanamento e la ricostruzione del nostro servizio sanitario. Lo dico perché se qualcuno pensa questo vuol dire o che non conosce lo stato delle cose o non conosce i vincoli che legislazione impone per il piano di rientro oppure non ha capito la complessità e la gravità della situazione. Quindi occorre ben altro che una semplice nomina”.

Per Bruni “c’è da avviare una trattativa seria, probabilmente anche serrata, col Governo per ridefinire gli strumenti a sostegno. Quantificazione del debito, deroghe sul personale, affiancamento di competenze istituzionali e un piano di investimenti vero e proprio. Dobbiamo siglare come Calabria un patto tra Governo e Regione che ci conduca in tempi stabiliti a una gestione finalmente ordinaria della Sanità. Se non si fa questo si prendono in giro i cittadini”.

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