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Calabria

Crollo dei passeggeri negli aeroporti calabresi (-68%). Sacal approva il bilancio

Bilancio approvato con sola astensione del socio privato AdR “perdite contenute e speranza di netta ripresa nei prossimi 3 anni”

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LAMEZIA TERME (CZ) – Il traffico passeggeri del sistema aeroportuale calabrese, nel 2020, “ha accusato un decremento (- 68% sul dato 2019) che, seppur più lieve rispetto ai valori nazionali grazie alla resilienza del traffico domestico, componente prevalente del traffico dei nostri aeroporti, evidenzia comunque tutta la sua criticità“. Lo si legge in una nota della Sacal, la società che gestisce gli aeroporti calabresi, dopo l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea degli azionisti. Sul dato ha pesato l’effetto Covid. “Indubbi segnali di ripresa – è scritto ancora – si registrano già dal secondo semestre dell’anno in corso; a partire dal mese di giugno 2021 il traffico passeggeri risultava essere pari al -51% dell’anno pre-pandemia con una forbice che si è ulteriormente ridotta nel mese di agosto che ha infatti segnato un -26% rispetto allo stesso mese dell’esercizio 2019. La stagione in corso – si legge infine – congiuntamente alla campagna vaccinale ed all’adozione del Green Pass lasciano sperare in un consolidamento della ripresa dei valori di traffico pre-2020 nei prossimi tre anni“.

Sacal, arriva ok dell’assemblea dei soci: approvato il bilancio

Intanto l’assemblea dei soci della Sacal, la società che gestisce gli aeroporti calabresi, ha approvato il bilancio. “L’Assemblea alla quale hanno partecipato azionisti portatori di oltre il 92,672% del capitale sociale, ha approvato, con la sola astensione del socio privato AdR, il Bilancio civilistico e preso atto del consolidato dell’esercizio 2020 del Gruppo Sacal sottoposto dall’Organo amministrativo alle proprie determinazioni”. Il bilancio 2020 del gruppo, si fa rilevare, “è il bilancio di un anno eccezionale, che purtroppo passerà alla storia della nostra società per la drammaticità degli eventi che abbiamo vissuto e per le sfide senza precedenti che la nostra società, al pari di tutte la società aeroportuali nazionali ed internazionali, ha dovuto affrontare a seguito della nota pandemia Covid 19. Come noto – continua il comunicato – l’emergenza sociale che si è venuta a determinare a livello mondiale a seguito della pandemia Covid 19 e che ha indotto il Governo e la Presidenza del Consiglio dei Ministri ad adottare misure restrittive in merito alla libera circolazione delle persone e, quindi, degli spostamenti anche aerei, dal mese di febbraio 2020 ha comportato ed in parte continua a comportare per gli scali aeroportuali importanti riduzioni di traffico con una perdita per le società di gestione aeroportuale di un fatturato di oltre 2 miliardi”.

Complessivamente il valore della produzione dell’esercizio, pari a 12.898 euro, si è ridotto del 64% rispetto all’esercizio 2019. I costi di esercizio, pari a 23.203 euro, sono diminuiti del 31%, “evidenziando la caratteristica intrinseca del business aeroportuale di elevata incidenza dei costi fissi. Pur in presenza di un quadro contingente negativo senza precedenti – si fa rilevare – il bilancio d’esercizio 2020 è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale confermato nella relazione del Collegio Sindacale e della Società di Revisione che ha certificato il bilancio civilistico e consolidato della Società dell’esercizio 2020. Le perdite registrate dal Gruppo Sacal – si legge ancora – riflettono la critica congiuntura economica del trasporto aereo che inevitabilmente ha penalizzato significativamente i risultati economici di tutte le Società di gestione degli aeroporti nazionali e internazionali. In tale delicato e difficile contesto – è scritto – Sacal è riuscita a contenere le perdite, grazie soprattutto ad una puntuale gestione da parte della Società da parte dell’Organo amministrativo e del management che hanno adottato misure volte a comprimere i costi in risposta al drastico calo del traffico assicurando, al contempo, la connettività del territorio e preservando i livelli occupazionali”.

Calabria

Non si fermano gli sbarchi in Calabria. Il 30esimo negli ultimi tre mesi

Sono 54 i migranti salvati dalla Guardia Costiera tra tra iracheni, iraniani ed egiziani, salvati in mare e condotti nel porto di Roccella Ionica

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ROCCELLA IONICA – Nuovo sbarco nella Locride. Sono 54 i migranti tra tra iracheni, iraniani ed egiziani, giunti a Roccella Ionica a seguito di un’operazione di salvataggio in mare compiuta dai militari della Guardia Costiera. Già all’alba di lunedì, nella struttura portuale della cittadina ionica della provincia di Reggio Calabria, erano approdati altri 74 profughi. Tra gli ultimi soccorsi anche 4 donne, tra cui una con una gamba fratturata, e alcuni minori. Prima di essere individuati ad oltre 100 miglia di distanza dalla terra ferma, i migranti si trovavano a bordo di una barca a vela alla deriva, in balia del mare mosso.

Dopo il trasbordo in una delle motovedette della Guardia Costiera e l’arrivo nel porto di Roccella, tutti i profughi sono stati sottoposti al test del tampone molecolare e di seguito sistemati momentaneamente nel centro di primo soccorso gestito dalla sezione della Protezione Civile. La donna con la gamba fratturata, di nazionalità iraniana, invece, è stata trasportata nell’ospedale di Locri. Con l’arrivo di oggi pomeriggio è salito a 30 il numero degli sbarchi (26 solo a Roccella Ionica) che finora si sono finora verificati nel solo tratto di costa della Locride negli ultimi tre mesi.

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Droga, i sequestri più ingenti in Calabria: “tonnellate di cocaina”

A rivelarlo Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, in un incontro tenutosi a Roma

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ROMA – “I dati solo allarmanti: nel corso del 2021 sono già state sequestrate oltre 10 tonnellate di cocaina per un valore di mercato di circa 550 milioni di euro. Considerando che i sequestri di droga rappresentano solo il 10-15% del totale delle importazioni, significa che in Italia ogni anno arrivano tra le 130 e le 140 tonnellate di cocaina, in parte utilizzate sul mercato interno e in parte destinate ad altri mercati internazionali”. Così Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, nell’ambito dell’incontro ‘La sicurezza partecipata nelle aree metropolitane’ che si è tenuto questa mattina a Roma. “I sequestri più ingenti, negli ultimi mesi – aggiunge Pianese – sono stati fatti nel porto di Gioia Tauro, in Calabria, che ormai è diventato uno degli hub più importanti per la ‘ndrangheta”.

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Unindustria, conclusi incontri con i candidati alla presidenza “visione e progetto”

Lo afferma il presidente Aldo Ferrara a conclusione degli incontri con Amalia Bruni, Luigi de Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio

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CATANZARO – “E’ stato un momento particolarmente importante perché anche noi abbiamo avuto, in maniera chiara e netta, l’occasione per riproporre e rilanciare all’attenzione della classe politica, dopo poco più di un anno, un’idea di sviluppo ed una strategica visione di crescita su cui poter costruire un progetto nella consapevolezza e nel quadro di una condivisione collettiva responsabile che si propone di rappresentare la cornice ed il ‘fil rouge’ su cui costruire interventi ed azioni, nonché destinare risorse finanziarie che, nei prossimi mesi, saranno significativamente cospicue (Recovery Fund, Next Generation e Programmazione Comunitaria 2021/2027)”. Lo afferma Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria a conclusione degli incontri che l’associazione regionale degli industriali ha avuto con i candidati alla presidenza della Regione Amalia Bruni, Luigi de Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio in vista delle prossime consultazioni elettorali.

“Visione e progetto – aggiunge Ferrara – che abbiamo già avuto modo di declinare nel documento ‘Calabria 2030 – competitiva, aperta, inclusiva’ avanzate nel corso dei mesi precedenti e che abbiamo arricchito e rilanciato a Luglio con il documento programmatico ‘Calabria & Sviluppo – Missione 2030 – Uniti per creare valore’ che contiene i punti fermi attraverso i quali Unindustria intende rilanciare la propria proposta di sviluppo all’interno di una competizione elettorale particolarmente importante e decisiva per il futuro della nostra regione. Ora, è più che mai necessario volgere lo sguardo al domani costruendo le condizioni per programmare il futuro e la ripresa, occorre un’assunzione di responsabilità da parte di tutti per riprendere in mano il nostro destino, perché la Calabria sarà quello che noi calabresi tutti insieme politica, imprese, sindacati, istituzioni finanziarie e cittadini, decidiamo che possa e meriti di essere”.

“Per tornare a crescere – sostiene il presidente di Unindustria Calabria – serve però un progetto di lungo respiro accompagnato da una coerente visione di sviluppo e da pochi, ma ben definiti obiettivi e strategiche priorità. Orizzonti di crescita più duraturi nel tempo e con prospettive di medio termine; dunque sempre meno di affanno quotidiano e di consenso elettorale. Le nostre imprese hanno testa e cuore in questa terra. Ed è quella terra che bisogna difendere, sviluppare e preservare per le generazioni future. Perché la Calabria che desideriamo è semplicemente una Calabria normale, coesa ed efficiente nella quale il merito possa davvero rappresentare il vero ascensore sociale. “Tutti i candidati a presidente – conclude Ferrara – hanno manifestato ed espresso vivo apprezzamento e condivisione per la piattaforma programmatica elaborata dagli industriali calabresi, condividendo, in particolare quali priorità da affrontare con urgenza, l’implementazione – in termini di efficienza ed efficacia – dell’apparato burocratico amministrativo, il contesto infrastrutturale ed il rilancio del ciclo degli investimenti pubblici e privati”.

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