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Calabria

Risalgono i contagi in Calabria (+299), due vittime. Ancora su i ricoveri

Raddoppiati rispetto a ieri i nuovi contagi covid in Calabria (+99 nel cosentino) con un tasso di positività che sale al 6,69%

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COSENZA – Dopo due giorni di dati sostanzialmente stabili, oggi si registra un nuovo deciso aumento dei contagi da coronavirus in Calabria (raddoppiati rispetto a ieri)  con un numero di tamponi processati praticamente simile rispetto a ieri. Tra molecolari e antigenici sono stati effettuati +4.467 con un tasso di positività che torna a salire verso l’alto e si attesta al 6,69%. Resta sotto osservazione la situazione ricoveri dove si continuano a registrare numeri in salita, soprattutto nei posti letto occupati in area medica, dove oggi si contano ben 9 ingressi (10 ricoveri e una dimissione). Scendono invece le terapie intensive, con un -2 che lascia di pochissimo sotto la soglia critica di occupazione (che è del 10% ) il dato complessivo. Dopo lo zero di ieri oggi si registrano due decessi.

Sono +299 i nuovi positivi accertati oggi in tutta la Calabria dal dipartimento salute della Regione (ieri erano +155) compresi 10 migranti e 4 persone residenti fuori regione. I casi confermati di oggi sono così suddivisi: Cosenza +99 contagi, Catanzaro +11, Crotone +18, Vibo Valentia +10, Reggio Calabria +108 Altra Regione o Stati esteri +14. Nella nostra regione, con i nuovi positivi riscontrati oggi si raggiungono gli 81.491 casi totali da inizio pandemia.

Risalgono i casi attivi, due vittime a Reggio Calabria

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, torna a risalare (seppur di poco)il numero di persone attualmente positive al covid in tutta la Calabria: i casi attivi sono 4.924, con un aumento di 48 persone rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 75.208 con un incremento di 249 persone nelle ultime 24 ore. Ci sono due vittime a Reggio Calabria che portano il numero complessivo dei morti da inizio pandemia a 1.359.

Netto incremento dei ricoveri in area medica

Non si ferma la salita de ricoveri in area medica mentre si registra una lieve flessione nelle terapie intensive. Sono complessivamente 193 le persone ricoverate nei nosocomi calabresi. Di queste, 177 si trovano nei reparti di malattie infettive (+9) e 16 in terapia intensiva (-2). Infine sono 4.731 le persone in isolamento domiciliare, con un incremento di 41 persone rispetto a ieri. Di queste, 349 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro
CASI ATTIVI 223 (24 in reparto, 5 in terapia intensiva, 194 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.948 (10.799 guariti, 149 deceduti)

Cosenza
CASI ATTIVI 1579 (46 in reparto, 6 in terapia intensiva, 1.527 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 25047 (24.424 guariti, 623 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 412 (15 in reparto, 0 in terapia intensiva, 397 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7372 (7263 guariti, 109 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 2148 (81 in reparto, 5 in terapia intensiva, 2062 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 26.328 (25.952 guariti, 376 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 210 (8 in reparto, 0 in terapia intensiva, 202 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6055 (5960 guariti, 95 deceduti)

Calabria

Guerra agli “zozzoni” che abbandonano rifiuti, oltre 100 multe grazie alle fototrappole

Pugno di ferro della Polizia locale contro chi abbandona per strada la spazzatura. La polizia locale da gennaio ha visionato centinaia ore di filmati

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LAMEZIA TERME – Oltre 100 sanzioni per abbandono di rifiuti sono state elevate dalla Polizia Locale di Lamezia Terme, da inizio anno, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e di altri dispositivi tecnologici acquisiti. Per contrastare questo odioso malcostume di alcuni cittadini, il Comune ha acquistato fototrappole con elevata autonomia e con particolari caratteristiche tecniche funzionali per essere posizionate, di volta in volta, in aree dove l’abbandono dei rifiuti risulta essere più frequente.

Le sanzioni comminate dal Comando della Polizia Locale rappresentano un segnale forte per il contrasto al malcostume di coloro che con il loro comportamento deturpano l’immagine di una città per la sua stragrande maggioranza civile e rispettosa delle regole. L’utilizzo della videosorveglianza prevede che la visione di ore e ore di filmati. Poi per comminare una sanzione è necessario avviare indagini per risalire ai responsaili e, solo una volta acquisiti elementi probatori di un certo valore, gli Agenti di Polizia Municipale possono elevare le multe.

A tale proposito, il Commissario Prefettizio “ha voluto ringraziare il Responsabile ed i funzionari della Polizia Locale e tutti gli operatori, anche tecnici, per l’importante attività svolta, pur nella esiguità di risorse umane e finanziarie, ricordando come la recente riattivazione del sistema di video sorveglianza cittadino permetterà ulteriormente di individuare e sanzionare comportamenti irrispettosi dell’ambiente e dell’intera Comunità. Avere una città pulita e ordinata é possibile, ma dipende anche dagli stessi utenti ai quali si vuole ricordare che è possibile utilizzare gli appositi contenitori presenti in città, chiedere il ritiro gratuito di materiali ingombranti presso la propria abitazione o conferire i rifiuti direttamente e gratuitamente alla Multiservizi”.

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Calabria

Covid: focolaio dopo una festa, sindaco di Platania rinvia la scuola

Il primo cittadino Michele Rizzo ha firmato un’ordinanza ieri che stabilisce “il rinvio delle attività didattiche delle Scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale al 27 settembre 2021”

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PLATANIA (CZ) – La decisione è scaturita dal fatto che “sul territorio del comune di Platania è in corso un focolaio epidemiologico da Covid-19, susseguente ad una festa tenutasi presso un’abitazione privata, con la presenza di numerosi bambini in età scolare, da notizie ufficiose acquisite – si legge nell’ordinanza – eseguiti i test antigenici alcuni bambini sono risultati positivi al covid-19 e che le rispettive famiglie sono si sono posti in isolamento volontario”. “I medici di famiglia – informa ancora il sindaco nell’ordinanaza – hanno provveduto a comunicare l’esito dei suddetti test rapidi all’Asp provinciale Dipartimento di prevenzione per l’adozione delle misure di competenza”

Il sindaco nell’ordinanza precisa che “alla luce di quanto su riportato il sottoscritto ha comunicato al dipartimento dell’Asp provinciale l’insorgenza del predetto focolaio fornendo indicazioni e notizie di cui era a conoscenza e chiedendo, contestualmente, il monitoraggio e tracciamento delle persone che hanno avuto stretto contatto con i componenti della famiglia presso la quale si è tenuta la festa, nonché l’esecuzione dei tamponi molecolari a carico delle persone interessate”. Per questi motivi inizieranno il 27 settembre le lezioni per la scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado che sono ospitate nello stesso stabile.

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Calabria

‘Ndrangheta, processo “Imponimento”: la DDA chiede la condanna di 69 imputati

Al termine della requisitoria il PM ha chiesto la condanna per i 69 imputati che hanno scelto il rito abbreviato

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LAMEZIA TERME (CZ) – La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e rappresentata in udienza dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Antonio De Bernardo e Chiara Bonfadini, al termine della requisitoria in aula bunker a Lamezia Terme , ha chiesto la condanna per i 69 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel procedimento scaturito dall’inchiesta “Imponimento“. Tra le richieste più pesanti quelle invocate nei confronti del boss di Filadelfia Rocco Anello, per il quale l’accusa ha chiesto una condanna di 20 anni, così come per Giuseppe Fruci. Chiesti, invece, 12 anni per la moglie di Rocco Anello, Angela Bartucca. Tra gli imputati figurano altri nomi di spicco come l’ex consigliere provinciale di Vibo Valentia, Domenico Fraone, per il quale l’accusa ha chiesto 12 anni; l’appuntato e il brigadiere capo della Guardia di finanza Antonio Dieni e Domenico Bretti, per i quali l’accusa ha chiesto, rispettivamente, 3 e 12 anni. E poi il funzionario della Regione, Serafino Nero, per il quale è stata chiesta la condanna a 8 anni. Gli imputati coinvolti nel procedimento sono accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione, reati aggravati dalle modalità mafiose.

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