La strage silenziosa dell'estate. In tre mesi 127 morti tra ciclisti e pedoni, 6 in Calabria - QuiCosenza.it
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La strage silenziosa dell’estate. In tre mesi 127 morti tra ciclisti e pedoni, 6 in Calabria

I primi dati parziali diffusi dall’Aspas sui morti sulle strade italiane da giugno ad agosto “una strage silenziosa”

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COSENZA – Gli Osservatori ASAPS (L’associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradal) hanno divulgato le prime analisi, seppur parziali, dei morti sulle strade italiane da giugno ad agosto che hanno riguardato ciclisti, pedoni ed anche monopattinisti. E sono emersi dati assai preoccupanti: dal 1 giugno al 31 agosto sono deceduti 59 ciclisti (17 a giugno, 15 a luglio e ben 27 ad agosto), 4 monopattinisti (1 a Roma, 1 a Firenze, 1 ad Arezzo ed uno Sesto San Giovanni e va aggiunto poi un quinto mortale a settembre) e 64 pedoni (19 a giugno, 17 a luglio e ben 28 ad agosto). 127 croci sulle strade italiane, a cui andranno aggiunti purtroppo molti decessi di feriti gravi che avvengono nei 30 giorni successivi al sinistro e che stanno lottando nelle rianimazioni di tutta Italia (circa 200 feriti gravissimi). A questi dati, infatti, si sommano anche 195 sinistri con feriti in codice rosso tra gli utenti più vulnerabili sulla strada.

Si tratta di 105 uomini e 22 donne, 9 minorenni, la più piccola aveva solo 9 anni ed era sulla sua bicicletta. 57 utenti avevano più di 65 anni, a dimostrazione che con l’avanzare del età i rischi sulla strada diventano ancora più devastanti, il più anziano aveva ben 96 anni ed era un pedone investito a San Lazzaro di Savena nel bolognese.

L’associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale – lancia un forte appello alla politica e al Governo perché si torni a parlare di sicurezza stradale, di controlli sulle arterie italiane e di un nuovo Codice della Strada che intercetti i nuovi fenomeni sulle strade e che metta ancora più al sicuro gli utenti più vulnerabili della strada, quali pedoni, ciclisti e monopattinisti.

Vittime dei “pirati” della strada

Analizzando i tre mesi estivi, emerge che nel 2019 sulla base dei dati definitivi raccolti da ACI ed Istat erano stati 189 i decessi (80 ciclisti e 109 pedoni), nel 2020 furono 157 (65 ciclisti, 91 pedoni e 1 monopattinista a Budrio (BO), mentre sui dati provvisori ASAPS siamo a 127 ma con molti utenti deceduti negli ospedali a distanza di giorni e non ancora censiti. Continuano ad essere presenti i “pirati” stradali che hanno lasciato sull’asfalto nei tre mesi estivi ben 10 persone (7 pedoni e 3 ciclisti). Alcol e droga alla guida hanno causato 12 decessi tra ciclisti e pedoni, dato parziale perché in molti casi gli accertamenti medico-legali in ospedale giungono dopo settimane agli organi di polizia stradale.

Gli investimenti pedonali

Nell’ambito degli investimenti di pedoni, in 48 casi sono state coinvolte autovetture, in 8 autocarri, in 3 dei motocicli, in 2 degli autobus, in 1 caso una microcar, negli altri casi si sconosce perché il guidatore è fuggito. Per i decessi tra i ciclisti, in 30 casi si è trattato di uno scontro con autovetture, comprese le aperture improvvise di portiere, in 14 di fuoriuscite autonome, in 10 casi di scontri con autocarri, in 2 con motocicli ed in uno scontro con un altro ciclista. Nella triste conta di questa estate, la prima con maggiore circolazione dopo i lockdown e le limitazioni governative per la pandemia da “Covid-19”, sono stati accertati ben 195 sinistri gravissimi, con utenti ancora in lotta tra la vita e la morte ed altri con danni permanenti.

In testa Veneto e Lombardia. In Calabria 6 vittime

Analizzando le regioni dove sono avvenuti gli incidenti mortali nel trimestre estivo giugno-agosto al primo triste posto vi è il Veneto con 19 decessi (9 ciclisti e 10 pedoni), seguita dalla Lombardia con 16 (11 ciclisti, 4 pedoni e 1 monopattinista) e dall’Emilia Romagna sempre con 16 morti (9 ciclisti e 7 pedoni), poi Lazio e Toscana con 11. In Calabria si sono registrate 6 vittime: si tratta di 4 pedoni e 2 ciclisti.

Aspas “Serve un PNRR per la sicurezza stradale”

“E’ come se questa estate in Italia fosse avvenuto un attentato terroristico, con 127 morti e 200 feriti gravissimi, ma di cui non si parla.  Si aggiunga che da giugno ad oggi sono morti 15 bambini sulle strade considerando anche quelli trasportati sui veicoli – afferma Giordano Biserni presidente ASAPS –  e vanno sommati i 14 schianti mortali con 16 vittime in incidenti che hanno coinvolto motociclisti nel solo primo fine settimana di settembre.   Non è ammissibile un dato tanto elevato per uno Stato che ha il dovere di  raggiungere traguardi europei con meno morti e feriti sulle strade, un ritorno alla “normalità” dell’insicurezza stradale come prima della pandemia che sta portando ad aumenti vertiginosi di decessi proprio tra gli utenti più indifesi, come i pedoni, i ciclisti e gli utenti della micromobilità elettrica anche se in modo meno allarmante. Non smetteremo mai di dirlo, ma serve un PNRR per la sicurezza stradale che non riguardi solo le infrastrutture, serve un Parlamento che agisca in fretta, con una vera riforma del Codice della Strada e non solo una attenzione sui mezzi di micromobilità elettrica, servono tante divise sulle strade e non solo telecamere e sistemi automatici di sanzionamento, servono veri strumenti legislativi e non microinterventi incastrati in altre leggi che impediscano di attivare processi di rinnovo di norme ormai desuete. Lanciamo un vero campanello d’allarme. Temevano i mesi estivi, perché siamo stati più liberi di circolare, in spensieratezza. Quanti incidenti ed investimenti di ciclisti e pedoni questa estate sono stati causati ad esempio della distrazione da cellulare alla guida? Chiediamo un report giornaliero dei Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, come avviene con il Ministero della Salute per l’emergenza da Covid-19, un report che indichi all’opinione pubblica quanti morti avvengono sulle strade, quanti feriti gravi, quanti utenti deboli perdono la vita ogni giorno in Italia”.

TABELLA DECESSI CICLISTI, PEDONI, MONOPATTINISTI
GIUGNO, LUGLIO E AGOSTO 2021 (Dati provvisori)

Regione Decessi
Ciclisti
Decessi
Pedoni
Decessi
Monopattinisti
TOTALE
Veneto 9 10 0 19
Emilia Romagna 9 7 0 16
Lombardia 11 4 1 16
Lazio 3 7 1 11
Toscana 4 5 2 11
Puglia 7 3 0 10
Campania 4 4 0 8
Sicilia 1 6 0 7
Piemonte 2 4 0 6
Calabria 2 4 0 6
Seguono altre Regioni
Forlì, 12 settembre 2021

Calabria

Non si fermano gli sbarchi in Calabria. Il 30esimo negli ultimi tre mesi

Sono 54 i migranti salvati dalla Guardia Costiera tra tra iracheni, iraniani ed egiziani, salvati in mare e condotti nel porto di Roccella Ionica

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ROCCELLA IONICA – Nuovo sbarco nella Locride. Sono 54 i migranti tra tra iracheni, iraniani ed egiziani, giunti a Roccella Ionica a seguito di un’operazione di salvataggio in mare compiuta dai militari della Guardia Costiera. Già all’alba di lunedì, nella struttura portuale della cittadina ionica della provincia di Reggio Calabria, erano approdati altri 74 profughi. Tra gli ultimi soccorsi anche 4 donne, tra cui una con una gamba fratturata, e alcuni minori. Prima di essere individuati ad oltre 100 miglia di distanza dalla terra ferma, i migranti si trovavano a bordo di una barca a vela alla deriva, in balia del mare mosso.

Dopo il trasbordo in una delle motovedette della Guardia Costiera e l’arrivo nel porto di Roccella, tutti i profughi sono stati sottoposti al test del tampone molecolare e di seguito sistemati momentaneamente nel centro di primo soccorso gestito dalla sezione della Protezione Civile. La donna con la gamba fratturata, di nazionalità iraniana, invece, è stata trasportata nell’ospedale di Locri. Con l’arrivo di oggi pomeriggio è salito a 30 il numero degli sbarchi (26 solo a Roccella Ionica) che finora si sono finora verificati nel solo tratto di costa della Locride negli ultimi tre mesi.

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Droga, i sequestri più ingenti in Calabria: “tonnellate di cocaina”

A rivelarlo Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, in un incontro tenutosi a Roma

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ROMA – “I dati solo allarmanti: nel corso del 2021 sono già state sequestrate oltre 10 tonnellate di cocaina per un valore di mercato di circa 550 milioni di euro. Considerando che i sequestri di droga rappresentano solo il 10-15% del totale delle importazioni, significa che in Italia ogni anno arrivano tra le 130 e le 140 tonnellate di cocaina, in parte utilizzate sul mercato interno e in parte destinate ad altri mercati internazionali”. Così Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, nell’ambito dell’incontro ‘La sicurezza partecipata nelle aree metropolitane’ che si è tenuto questa mattina a Roma. “I sequestri più ingenti, negli ultimi mesi – aggiunge Pianese – sono stati fatti nel porto di Gioia Tauro, in Calabria, che ormai è diventato uno degli hub più importanti per la ‘ndrangheta”.

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Unindustria, conclusi incontri con i candidati alla presidenza “visione e progetto”

Lo afferma il presidente Aldo Ferrara a conclusione degli incontri con Amalia Bruni, Luigi de Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio

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CATANZARO – “E’ stato un momento particolarmente importante perché anche noi abbiamo avuto, in maniera chiara e netta, l’occasione per riproporre e rilanciare all’attenzione della classe politica, dopo poco più di un anno, un’idea di sviluppo ed una strategica visione di crescita su cui poter costruire un progetto nella consapevolezza e nel quadro di una condivisione collettiva responsabile che si propone di rappresentare la cornice ed il ‘fil rouge’ su cui costruire interventi ed azioni, nonché destinare risorse finanziarie che, nei prossimi mesi, saranno significativamente cospicue (Recovery Fund, Next Generation e Programmazione Comunitaria 2021/2027)”. Lo afferma Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria a conclusione degli incontri che l’associazione regionale degli industriali ha avuto con i candidati alla presidenza della Regione Amalia Bruni, Luigi de Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio in vista delle prossime consultazioni elettorali.

“Visione e progetto – aggiunge Ferrara – che abbiamo già avuto modo di declinare nel documento ‘Calabria 2030 – competitiva, aperta, inclusiva’ avanzate nel corso dei mesi precedenti e che abbiamo arricchito e rilanciato a Luglio con il documento programmatico ‘Calabria & Sviluppo – Missione 2030 – Uniti per creare valore’ che contiene i punti fermi attraverso i quali Unindustria intende rilanciare la propria proposta di sviluppo all’interno di una competizione elettorale particolarmente importante e decisiva per il futuro della nostra regione. Ora, è più che mai necessario volgere lo sguardo al domani costruendo le condizioni per programmare il futuro e la ripresa, occorre un’assunzione di responsabilità da parte di tutti per riprendere in mano il nostro destino, perché la Calabria sarà quello che noi calabresi tutti insieme politica, imprese, sindacati, istituzioni finanziarie e cittadini, decidiamo che possa e meriti di essere”.

“Per tornare a crescere – sostiene il presidente di Unindustria Calabria – serve però un progetto di lungo respiro accompagnato da una coerente visione di sviluppo e da pochi, ma ben definiti obiettivi e strategiche priorità. Orizzonti di crescita più duraturi nel tempo e con prospettive di medio termine; dunque sempre meno di affanno quotidiano e di consenso elettorale. Le nostre imprese hanno testa e cuore in questa terra. Ed è quella terra che bisogna difendere, sviluppare e preservare per le generazioni future. Perché la Calabria che desideriamo è semplicemente una Calabria normale, coesa ed efficiente nella quale il merito possa davvero rappresentare il vero ascensore sociale. “Tutti i candidati a presidente – conclude Ferrara – hanno manifestato ed espresso vivo apprezzamento e condivisione per la piattaforma programmatica elaborata dagli industriali calabresi, condividendo, in particolare quali priorità da affrontare con urgenza, l’implementazione – in termini di efficienza ed efficacia – dell’apparato burocratico amministrativo, il contesto infrastrutturale ed il rilancio del ciclo degli investimenti pubblici e privati”.

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