Maltempo, oltre 50 interventi sulla fascia ionica - QuiCosenza.it
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Calabria

Maltempo, oltre 50 interventi sulla fascia ionica

Non sono state segnalate comunque criticità rilevanti e danni alle persone

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CATANZARO – Sono andati avanti ininterrottamente per tutta la notte gli interventi dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Catanzaro e dei vari distaccamenti territoriali a seguito del nubifragio che nel pomeriggio di ieri si è abbattuto su gran parte del territorio e in particolare lungo la fascia ionica da Catanzaro lido a Borgia, Soverato, Davoli, Badolato e Guardavalle. Oltre cinquanta gli interventi effettuati per automobilisti in difficoltà, allagamenti diffusi, smottamenti e danni provocati dal fango ai piani terreni degli edifici e dalle infiltrazioni di acqua in genere. La pioggia è caduta copiosa anche su tutto il versante ionico crotonese.

In mattinata, anche se il cielo rimane a tratti nuvoloso, la situazione meteo appare in miglioramento. Nel capoluogo calabrese dove la pioggia ha insistito per ore i maggiori disagi si sono vissuti nel quartiere marinaro con strade diventate fiumi e tombini saltati. In città e a Crotone, anche in ragione dell’allerta di codice rosso diramata dalla Protezione civile regionale, sono stati attivati fino alla mezzanotte gli organismi di controllo e di coordinamento (Coc e Ccs) per eventuali attività di soccorso. Non sono state segnalate comunque criticità rilevanti e danni alle persone.

Calabria

Agriturismo in crisi, Coldiretti Calabria: “misure per scongiurare licenziamenti”

Il 2021 per il settore dell’agriturismo, si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie

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COSENZA – Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno rispetto a prima della pandemia nel 2019 soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie. Questo emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di Terranostra Calabria che per questo pone in risalto la necessità di sostegni di fronte ad una situazione di grave sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione.

“La tenuta delle presenze nei mesi estivi – commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell’anno nelle circa 400 strutture operanti con 12200 posti a tavola e circa 1500 posti letto. Un colpo micidiale ad un sistema che alimenta e sostiene anche l’economia di altri settori soprattutto nelle aree rurali e zone interne, si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità”.

“Si è concluso – prosegue – infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con arrivi che sono ritornati al livello del 2010, con il fatturato che si è dimezzato dopo investimenti da parte degli operatori agrituristici. Il rischio adesso è, anche, la perdita di posti di lavoro e quindi famiglie che si ritroverebbero senza reddito, oltre alla perdita di maestranze con elevati requisiti professionali sulle quali le aziende agrituristiche hanno investito. L’incognita e il pericolo – sostiene Aceto –saranno gli inevitabili licenziamenti se non s’interviene tempestivamente con la cassa integrazione, così come preannunciato nelle scorse settimane dal Governo”.

“I contributi previsti dal decreto del Ministero del Turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico – ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non sono sufficienti a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali – insiste Coldiretti – è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno”.

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Cassazione: “Rapina aggravata se con mascherina”. Il ladro: “Ma era obbligatoria”

Il rapinatore si è rivolto alla Corte facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina

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ROMA – Il reato di rapina è aggravato se compiuto indossando la mascherina. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di un uomo che era stato condannato in primo e secondo grado per rapina con l’applicazione dell’aggravante relativa al travisamento del volto: reato compiuto mentre indossava la mascherina, resa obbligatoria dalle norme anti-Covid.

Il ricorso del rapinatore

Il rapinatore – secondo quanto riferito dalle agenzie – si era rivolto alla Suprema Corte, facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina, essendo quest’ultima imposta per legge. In pratica, secondo l’autore del reato, si sarebbe trattato di un comportamento obbligatorio previsto dalla normativa vigente e dunque, non avrebbe potuto costituire un’aggravante al delitto di rapina.

La decisione della Corte

La II sezione penale della Corte di Cassazione, ha ritenuto però infondato il ricorso in quanto il camuffamento del volto per aver indossato la mascherina è comunque collegato alla commissione del delitto e utile a rendere difficoltoso il riconoscimento dell’autore del fatto. Per la Suprema Corte, inoltre, è corretta l’applicazione dell’aggravante dal momento che il nesso di “occasionalità necessaria” della rapina effettuata indossando la mascherina esclude la possibilità di ritenere quest’ultima condotta alla stregua di mero adempimento del dovere.

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Schiaffi e spintoni in piazza, denunciati 9 minori e un maggiorenne

Alcune ragazze, tutte minorenni, dopo un’accesa discussione hanno iniziato a picchiarsi violentemente tanto che una di loro è stata trasportata in ospedale

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VIBO VALENTIA – Sono stati denunciati dalla squadra mobile di Vibo Valentia presunti autori dei due gravi episodi di violenza a base di schiaffi e spintoni avvenuti lo scorso 25 novembre, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in piazza Municipio, nel centro della città: si tratta di nove minori e di un maggiorenne. In quella circostanza, alcune ragazze, tutte minorenni, per futili motivi, dopo un’accesa discussione, avevano iniziato a picchiarsi violentemente, tanto che una di loro è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitario del Pronto soccorso dell’ospedale cittadino.

Le immagini, passate al vaglio dei poliziotti, hanno reso possibile la ricostruzione dell’episodio mostrando due giovani che si spintonavano e schiaffeggiavano, con l’intervento anche di un ragazzo – poi identificato come maggiorenne – che, dopo aver raggiunto una delle due alle spalle, la tirava per i capelli facendola cadere a terra. Nella stessa giornata, in un’altra via del centro cittadino, un gruppetto di ragazzi, anch’essi minorenni, dopo aver preso in giro un amico comune, colpivano il medesimo ed un altro ragazzino intervenuto in sua difesa che veniva a sua volta colpito con calci e pugni. Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Catanzaro, hanno permesso di fare luce sui due episodi e sul coinvolgimento del maggiorenne.

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