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La catastrofe, in un mese 4mila incendi hanno incenerito il cuore verde della Calabria

Falcomatà “un disastro di proporzioni abnormi. Draghi venga a ferragosto in Calabria a vedere di persona ciò che sta accadendo”

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COSENZA – La fotografia scattata dalla NASA mette a nudo l’emergenza che da oltre un mese vede la Calabria divorata da fuoco e fiamme, che hanno mandato in fumo migliaia di ettari di boschi, di faggete vetuste dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, di pinete e macchia mediterranea. Fuoco che ha ucciso 4 persone e migliaia di animali. Una vera e propria catastrofe naturale per una terra dalle ricchezze naturali e paesaggistiche dal valore inestimabile, mandate in fumo da mani criminali. Va a fuoco l’Aspromonte, il Pollino e la Sila Grande, fiamme sulle montagne della catena Costiera, su Monte Cocuzzo, sulle Serre, incenerite intere zone da nord a sud della regione. La meravigliosa pineta del quartiere Siano a Catanzaro è un cumulo di cenere con il Parco della Biodiversità che ha rischiato di fare la stessa fine.

Curcio in Calabria

E anche oggi la Calabria continua a bruciare. Sono 59 i roghi attivi, Un dato in diminuzione rispetto alla giornata di ieri, ma la situazione continua a essere grave” ha detto il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì. Le criticità maggiori si registrano nel Reggino: da Cardeto a Grotteria, da Mammola a San Luca e Cittanova. Ieri la Giunta regionale ha chiesto formalmente al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza. Dal 15 giugno, data d’inizio della campagna antincendi boschivi, i vigili del fuoco hanno effettuato 48.656, oltre 20mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (quando furono 28.160). Secondo i dati del centro operativo nazionale dei vigili del fuoco, per ritrovare numeri simili bisogna tornare al 2017, quando gli interventi fino all’11 agosto furono 50.004. Rispetto allo scorso anno, inoltre, sono più che raddoppiati anche gli interventi dei Canadair – 879 contro 359. Il Protezione Civile Fabrizio Curcio sarà in Calabria per fare il punto con le autorità locali e provvedere alle prime richieste che arrivano dal territorio. E hanno parlato di “dramma incendi” i ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Mara Carfagna, annunciando: “L’esecutivo lavorerà per ristorare anche economicamente le comunità maggiormente danneggiate. Ma occorre anche intervenire a monte, rafforzare i controlli e punire duramente i responsabili di queste immani tragedie. Proporremo di modificare, dunque, la legge sugli incendi, con pene più severe per i piromani”

Strage silenziosa di animali

Ma è anche strage di animali. Sono stimati in oltre 20 milioni gli animali selvatici arsi vivi negli incendi boschivi che hanno colpito l’Italia, soprattutto al Sud, dall’inizio dell’estate. A morire accerchiati dalle fiamme, disorientati e intossicati dalle colonne grigie di fumo che ne impediscono la fuga, ci sono numeri impressionanti di mammiferi, uccelli e rettili. Ma anche Ricci, scoiattoli, cervi, caprioli, volpi, ghiri, passeri, capinere, falchi, tartarughe, salamandre, lucertole.  La stima – elaborata in esclusiva per LaPresse dal responsabile fauna di Legambiente Antonino Morabito – oscilla tra i 20 e i 24 milioni di animali selvatici morti bd è calcolata sulla base dei decessi per ettaro (10mila m2) di territorio bruciato: circa 100 mila ettari nei primi due mesi dell’estate. A morire soffocati e bruciati sono stati nelle ultime settimane circa 2 milioni di mammiferi, tra cui: caprioli, cervi, volpi, ricci, e roditori come scoiattoli e ghiri.

Brucia il cuore verde per mani ignobili

“Brucia il cuore verde della Calabria – scrive in un durissimo comunicato il Presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri. Roghi che in questi giorni stanno interessando la nostra Regione sono gesti vili e ignobili di persone senza scrupoli. Gesti di odio verso la nostra amata terra. Centinaia di famiglie piangono sogni divorati dalle fiamme, attività commerciali, case. Tutto questo per colpa di persone ignobili, senza un briciolo di cuore che non si sa per quale motivo si divertono nel vedere incendiati alberi secolari e ambienti incontaminati. Tutto questo nel silenzio e nell’indifferenza quasi assoluta di media e TV nazionali, perché la Calabria è di serie B, non merita mobilitazioni o raccolte fondi nazionali. In Calabria i roghi sono questione di malaffare per i quali non c’è bisogno di mobilitarsi perché è così che deve essere.

Klaus Algieri che si scaglia contro i piromani responsabili degli incendi: “I roghi che in questi giorni  sono gesti di odio verso la nostra amata terra che viene colpita al cuore, il suo cuore verde, il suo patrimonio più incontaminato e puro. Questa è la nostra vera industria e vederla bruciare fa tanta rabbia. Ma non è la prima volta che assistiamo a questo scempio. Già nel 2017 avevamo vissuto un’estate simile. Quell’esperienza non ci ha insegnato niente? Cosa ha fatto la politica e dove sono le attività di prevenzione? È vero la colpa dei roghi è di chi li appicca, ma chi è deputato a tenere pulito gli spazi che ha fatto in tutti questi anni? Probabilmente era impegnato in altro di più importante, o i soldi servano ad altro, da non comprendere che l’ambiente è una delle risorse economiche fondamentali della nostra terra e come tale va preservata. Occorrono investimenti mirati e personale preparato per salvaguardare lo sconfinato patrimonio naturalistico della nostra Regione. Non possiamo ricordarci degli incendi solo quando vediamo bruciare i nostri alberi. Bisogna agire per tempo e non quando ormai è troppo tardi. Siamo sede di tre parchi nazionali e ancora non diamo il giusto peso alla valorizzazione delle attività naturalistiche? Come Confcommercio Calabria siamo indignati di tutto quanto sta accadendo e spero che le forze dell’ordine e la magistratura riescano a catturare i colpevoli. Se sarà necessario siamo anche pronti a costituirci parte civile e come noi spero anche le altre associazioni di categoria si mobilitino in tal senso. Infine ci tengo ad esprimere la mia vicinanza a tutti i vigili del fuoco e ai volontari che in questi giorni, in modo incessante stanno lavorando per spegnere gli incendi, lontano dalle loro famiglie e dai propri cari. Loro sono i nostri eroi”.

Convocata in regione una riunione operativa

Intanto il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha convocato per domani, 13 agosto, alle ore 11, nella Cittadella “Santelli” di Catanzaro, tutti i sindaci i cui comuni sono interessati dall’emergenza incendi (Badolato, Isca sullo Ionio, Longobucco, Petilia Policastro, San Floro, Cardeto, Bagaladi, San Lorenzo, Grotteria, Caulonia, San Luca, Roccaforte del Greco, Mammola, Roghudi, Acri, Pizzo e Martone). Presenti anche i rappresentanti dei parchi del Pollino, della Sila, dell’Aspromonte e delle Serre. Parteciperanno, inoltre, i vertici della Protezione civile, di Calabria verde e dei dipartimenti Presidenza – Forestazione, Agricoltura e Ambiente. L’incontro servirà per fare il punto della situazione e approntare nuove misure per un contrasto più efficace dei roghi.

Falcomatà “un disastro di proporzioni abnormi”

Il presidente Mario Draghi venga in Calabria a ferragosto a verificare lo stato disastroso in cui versa il territorio vessato dagli incendi. Il fronte del fuoco non è ancora sotto controllo, montagne e colline continuano a bruciare: in queste ore si registrano enormi criticità nei comuni di San Luca, Cardeto, Roghudi, Roccaforte del Greco, Mammola, Gioiosa Jonica, Grotteria, San Giovanni di Gerace, Caulonia e Cittanova. Alcuni centri sono stati evacuati, diverse abitazioni rurali inghiottite dalle fiamme. Il fuoco ha già fatto cinque vittime, centinaia di ettari di verde sono andati in fumo, uccisi migliaia di animali, minacciate le foreste secolari del Parco Nazionale dell’Aspromonte patrimonio Unesco, distrutti uliveti e frutteti, decine di azienda agricole letteralmente rase al suolo”. È quanto invece afferma il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che in queste ore ha trasmesso una missiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri invitando il Presidente Draghi ad una visita in Calabria.

“Draghi venga a vedere di persona”

Chiediamo al Presidente del Consiglio di venire in Calabria – prosegue il sindaco – per verificare di persona le dimensioni del disastro ed assumere provvedimenti straordinari che consentano di arginare la situazione, risarcire i danni alle tante famiglie che nel fuoco hanno perso tutto e programmare un massiccio ed immediato intervento di messa in sicurezza del territorio per evitare che alle prime piogge, senza la protezione di alberi e piante, il disastro allarghi le sue proporzioni trasformando le montagne in fiumi di fango. Il Governo dimostri concretamente la sua vicinanza alla Calabria, affianchi i sindaci che da settimane combattono quasi in solitaria contro la piaga degli incendi – ha concluso – il presidente Draghi venga sui luoghi colpiti dai roghi per rendersi conto direttamente delle proporzioni abnormi di ciò che sta avvenendo. Sarebbe la prima visita in Calabria da presidente del Consiglio, in una fase così delicata per la vita di questa regione, in un territorio che ha bisogno di sentire anche fisicamente la presenza delle istituzioni nazionali. La Città Metropolitana di Reggio Calabria è in ginocchio e le istituzioni nazionali hanno il dovere di essere presenti in una situazione calamitosa di tale portata”.

Calabria

Anziani, in Calabria quasi il 50% salva i bilanci familiari «mai così numerosi come adesso»

«Basti pensare che nella nostra regione, coloro che hanno da 75 anni  in poi conducono in agricoltura oltre 21.000 (di cui donne circa 8500) aziende»

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COSENZA – Al 1° gennaio 2022 l’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra anziani di 65 anni e più e giovani di età inferiore a 15 anni) è pari a 187,9%, aumentato in vent’anni di oltre 56 punti. Anche nei prossimi decenni si prevede che l’invecchiamento continuerà: si prevede che l’indice raggiungerà quota 293 al 1° gennaio 2042. In Calabria, non prevale la cultura dello scarto – annota Coldiretti Calabria – in  quasi il 50% delle famiglie sono i nonni a salvare il bilancio domestico messo a rischio dall’inflazione che colpisce il carrello della spesa con l’esplosione dei costi dell’energia a causa della guerra in Ucraina, con una tendenza che si è accentuata anche rispetto ai difficili anni della pandemia. Lo fanno, sia con la pensione, ma anche dedicandosi all’agricoltura, coltivando orti , aiutando le famiglie nella conduzione aziendale o anche titolari di aziende agricole.

Nonni, un valore aggiunto al welfare familiare

“Basti pensare che nella nostra regione, coloro che hanno da 75 anni  in poi conducono in agricoltura oltre 21.000 (di cui donne circa 8500) aziende su un totale di 95538, secondo l’ultima rilevazione Istat- prosegue Coldiretti. Ma anche artigianato, fino al commercio, e così si può beneficiare dell’esperienza accumulata da chi è ora in pensione E c’è un grado di soddisfazione perchè la presenza di un pensionato in casa, quasi i due terzi (63%) dichiarano che i nonni sono un fattore determinante per contribuire proprio al reddito familiare, mentre il 22% guarda a loro come un valido aiuto per accudire i propri figli, magari per portarli a scuola e seguirli anche una vola tornati a casa. Una possibilità che dà fiducia ma consente anche di risparmiare su doposcuola e baby sitter. Anche se è necessario aumentare i servizi e l’assistenza sul territorio anche nelle aree più svantaggiate e isolate.

Come nella migliore cultura e tradizione agricola – spiega la Coldiretti – la presenza degli anziani fra le mura di casa è quindi quasi sempre considerata un valor aggiunto all’interno di un welfare familiare che deve fare i conti sia con la gestione delle risorse economiche disponibili sia con quella del tempo e dei figli in situazioni dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e sono fuori casa la maggior parte della giornata.

La presenza dei nonni – sottolinea la Coldiretti – è sempre più importante anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani verso abitudini più salutari nelle scuole e nelle case. Uno stile nutrizionale – ricorda Coldiretti – basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito – continua Coldiretti – una speranza di vita tra le più alte a livello mondiale pari a 79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne, anche se con la pandemia si è verificata una brusca inversione di tendenza.

“Insomma – conclude Elvira Leuzzi presidente dell’associazione pensionati della Calabria – un invecchiamento attivo e pertanto, come è stato rilevato nell’assemblea nazionale dei senior Coldiretti, la presenza degli anziani all’interno della famiglia si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini  e la solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale”.

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Antoniozzi (FdI): «Bollette giù del 40% a febbraio, chi ci criticava ci chieda scusa»

Lo afferma l’onorevole calabrese Alfredo Antoniozzi vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera

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ROMA – “I ventuno miliardi di euro messi in campo dal governo Meloni sul contenimento dei costi energetici e il price cap  cui il nostro governo ha fortemente contribuito hanno portato a una riduzione enorme del costo delle bollette che scenderanno del 40% a febbraio. Qualcuno dovrebbe chiederci scusa per le critiche mosse”. Lo afferma l’onorevole Alfredo Antoniozzi vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Senza questi interventi l’impatto sulle famiglie e sulle imprese sarebbe stato devastante – dice Antoniozzi – con un aumento dell’ inflazione, dell’ indebitamento, con una perdita significativa dei posti di lavoro.

Abbiamo dovuto riservare i due terzi della manovra finanziaria al contenimento dei costi – conlude Antoniozzi – e chiunque in buonafede può darci atto che senza questo intervento la situazione economica sarebbe stata gravissima”.

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Concessioni balneari: «senza proroga in Calabria a rischio 20mila lavoratori»

L’appello del consigliere regionale Pietro Molinaro: «nella nostra Regione potrebbero essere 2mila imprese, un colpo duro per il settore»

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CATANZARO – «In Calabria potrebbero essere a rischio sopravvivenza, circa duemila imprese con ventimila lavoratori. Anche, ma non solo, ritengo opportuno andare oltre il 31 dicembre 2023 nella proroga delle concessioni demaniali marittime, perché ciò consentirebbe di evitare il rischio caos, o peggio ,un colpo di spugna a danno di un settore strategico, oggetto di affermazioni generiche del tipo: “almeno il 50% e sino al 70%, delle coste sono in concessione, pertanto di per sé la risorsa è scarsa”». A scriverlo in una nota il consigliere regionale Pietro Molinaro.

«In Calabria soltanto il 30% circa della costa è attualmente impegnata . prosegue Molinaro – con oltre il 40% ancora concedibile, ed allora perché parlare di scarsità della risorsa?Prima di attuare azioni potenzialmente dirompenti, è prioritario verificare la effettiva scarsità della risorsa coste e porre le basi per una riforma organica del settore. E’ un interesse nazionale irrinunciabile applicare la direttiva Bolkestein, ma deve essere fatto senza  rischiare di espropriare le attività balneari, create dai precedenti concessionari, perché in tal modo si metterebbero a rischio tante imprese, spesso familiari, e migliaia di lavoratori. Auspico che o il Parlamento o il Governo concilino gli interessi in campo.

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