Calano i contagi in Calabria (+108). Ma non i ricoveri che incidono sulla zona gialla - QuiCosenza.it
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Calabria

Calano i contagi in Calabria (+108). Ma non i ricoveri che incidono sulla zona gialla

Calano i nuovi casi, ma preoccupa il dato sulle ospedalizzazioni, arrivate in area medica al 7%. Con il 15% si finisce in zona gialla

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COSENZA – “Oggi è difficile fare previsioni, ma con gli ulteriori dati sull’Rt la prossima settimana potremo avere un quadro più definito su eventuali passaggi di colore”. È quanto hanno dichiarato Silvio Brusaferro e Gianni Rezza nel corso della conferenza stampa sui dati del monitoraggio. Il rischio, più che concreto, è che alcune regioni possano finire in zona gialla a fine agosto a causa dell’aumento dei ricoveri, dopo l’entrata in vigore dei nuovi parametri che prevedono, per evitare il declassamento, di non superare rispettivamente il 15% e il 10% dei posti letto occupati in area medica e nelle terapie intensive. Un dato che riguarda da vicino proprio la Calabria che insieme a Sicilia, Lazio e Campania, è una di quelle regioni che ha un valore di occupazione nelle aree mediche e intensive tra i più alti. E il nuovo bollettino di oggi non è confortante da questo punto di vista con un ulteriore incremento di ricoveri in area medica (+5) e nelle terapie intensive (+2). 

Scende invece il dato sui nuovi contagi da coronavirus in Calabria nelle ultime 24 e non ci sono vittime. Sono +108 i nuovi positivi accertati oggi in tutta la Calabria dal dipartimento salute della Regione (ieri erano +183) inclusi 6 turisti residenti fuori regione. Tra molecolari e antigenici nelle ultime 24 ore sono stati processati +2.318 tamponi. Nella nostra regione, con i nuovi positivi riscontrati oggi, si raggiungono i 70.833 casi totali da inizio pandemia. I casi confermati di oggi sono così suddivisi: Cosenza +21 contagi, Catanzaro +25, Crotone +11, Vibo Valentia +11, Reggio Calabria +45. Altra Regione o Stati esteri +5. Tra tamponi processati e positivi riscontrati, il tasso di positività scende e si attesta al 4,66%. Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, continua a salire il numero di persone attualmente positive al covid in tutta la Calabria: sono 2.706 i casi attivi, con un aumento di 48 persone rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 66.872 con un incremento di 60 persone nelle ultime 24 ore. Nelle ultime 24 non ci sono state vittime, con il numero complessivo dei decessi da inizio pandemia che è di 1.255.

Incremento dei ricoveri

Come detto sale il dato sui ricoveri con un aumento di 5 unità (2 a Cosenza) nei reparti covid e di due nelle terapie intensive con la percentuale dei posti letto occupati che supera il 7% nei reparti di malattie infettive e raggiunge quasi il 4% in rianimazione. Sono complessivamente 68 le persone ricoverate nei nosocomi calabresi. Di queste, 62 si trovano nei reparti di malattie infettive (+5)  e 6 in terapia intensiva (+2). Infine sono 2.597 le persone in isolamento domiciliare, 169 in più rispetto a ieri. Di queste, 181 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro
CASI ATTIVI 154 (6 in reparto, 0 in terapia intensiva, 148 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.262 (10.118 guariti, 144 deceduti)

Cosenza
CASI ATTIVI 1.465 (32 in reparto, 4 in terapia intensiva, 1429 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22.174 (21.598 guariti, 576 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 159 (2 in reparto, 1 in terapia intensiva, 156 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.608 (6.507 guariti, 101 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 692 (17 in reparto, 1 in terapia intensiva, 674 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 23.102 (22763 guariti, 339 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 39 (3 in reparto, 0 in terapia intensiva, 36 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.585 (5.493 guariti, 92 deceduti)

 

Calabria

Guerra agli “zozzoni” che abbandonano rifiuti, oltre 100 multe grazie alle fototrappole

Pugno di ferro della Polizia locale contro chi abbandona per strada la spazzatura. La polizia locale da gennaio ha visionato centinaia ore di filmati

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LAMEZIA TERME – Oltre 100 sanzioni per abbandono di rifiuti sono state elevate dalla Polizia Locale di Lamezia Terme, da inizio anno, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e di altri dispositivi tecnologici acquisiti. Per contrastare questo odioso malcostume di alcuni cittadini, il Comune ha acquistato fototrappole con elevata autonomia e con particolari caratteristiche tecniche funzionali per essere posizionate, di volta in volta, in aree dove l’abbandono dei rifiuti risulta essere più frequente.

Le sanzioni comminate dal Comando della Polizia Locale rappresentano un segnale forte per il contrasto al malcostume di coloro che con il loro comportamento deturpano l’immagine di una città per la sua stragrande maggioranza civile e rispettosa delle regole. L’utilizzo della videosorveglianza prevede che la visione di ore e ore di filmati. Poi per comminare una sanzione è necessario avviare indagini per risalire ai responsaili e, solo una volta acquisiti elementi probatori di un certo valore, gli Agenti di Polizia Municipale possono elevare le multe.

A tale proposito, il Commissario Prefettizio “ha voluto ringraziare il Responsabile ed i funzionari della Polizia Locale e tutti gli operatori, anche tecnici, per l’importante attività svolta, pur nella esiguità di risorse umane e finanziarie, ricordando come la recente riattivazione del sistema di video sorveglianza cittadino permetterà ulteriormente di individuare e sanzionare comportamenti irrispettosi dell’ambiente e dell’intera Comunità. Avere una città pulita e ordinata é possibile, ma dipende anche dagli stessi utenti ai quali si vuole ricordare che è possibile utilizzare gli appositi contenitori presenti in città, chiedere il ritiro gratuito di materiali ingombranti presso la propria abitazione o conferire i rifiuti direttamente e gratuitamente alla Multiservizi”.

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Calabria

Covid: focolaio dopo una festa, sindaco di Platania rinvia la scuola

Il primo cittadino Michele Rizzo ha firmato un’ordinanza ieri che stabilisce “il rinvio delle attività didattiche delle Scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale al 27 settembre 2021”

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PLATANIA (CZ) – La decisione è scaturita dal fatto che “sul territorio del comune di Platania è in corso un focolaio epidemiologico da Covid-19, susseguente ad una festa tenutasi presso un’abitazione privata, con la presenza di numerosi bambini in età scolare, da notizie ufficiose acquisite – si legge nell’ordinanza – eseguiti i test antigenici alcuni bambini sono risultati positivi al covid-19 e che le rispettive famiglie sono si sono posti in isolamento volontario”. “I medici di famiglia – informa ancora il sindaco nell’ordinanaza – hanno provveduto a comunicare l’esito dei suddetti test rapidi all’Asp provinciale Dipartimento di prevenzione per l’adozione delle misure di competenza”

Il sindaco nell’ordinanza precisa che “alla luce di quanto su riportato il sottoscritto ha comunicato al dipartimento dell’Asp provinciale l’insorgenza del predetto focolaio fornendo indicazioni e notizie di cui era a conoscenza e chiedendo, contestualmente, il monitoraggio e tracciamento delle persone che hanno avuto stretto contatto con i componenti della famiglia presso la quale si è tenuta la festa, nonché l’esecuzione dei tamponi molecolari a carico delle persone interessate”. Per questi motivi inizieranno il 27 settembre le lezioni per la scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado che sono ospitate nello stesso stabile.

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‘Ndrangheta, processo “Imponimento”: la DDA chiede la condanna di 69 imputati

Al termine della requisitoria il PM ha chiesto la condanna per i 69 imputati che hanno scelto il rito abbreviato

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LAMEZIA TERME (CZ) – La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri e rappresentata in udienza dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti Antonio De Bernardo e Chiara Bonfadini, al termine della requisitoria in aula bunker a Lamezia Terme , ha chiesto la condanna per i 69 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel procedimento scaturito dall’inchiesta “Imponimento“. Tra le richieste più pesanti quelle invocate nei confronti del boss di Filadelfia Rocco Anello, per il quale l’accusa ha chiesto una condanna di 20 anni, così come per Giuseppe Fruci. Chiesti, invece, 12 anni per la moglie di Rocco Anello, Angela Bartucca. Tra gli imputati figurano altri nomi di spicco come l’ex consigliere provinciale di Vibo Valentia, Domenico Fraone, per il quale l’accusa ha chiesto 12 anni; l’appuntato e il brigadiere capo della Guardia di finanza Antonio Dieni e Domenico Bretti, per i quali l’accusa ha chiesto, rispettivamente, 3 e 12 anni. E poi il funzionario della Regione, Serafino Nero, per il quale è stata chiesta la condanna a 8 anni. Gli imputati coinvolti nel procedimento sono accusati, a vario titolo, di gravi delitti, fra i quali, associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, corruzione, reati aggravati dalle modalità mafiose.

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