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In Calabria l’incidenza sale a 20,7 casi. Sempre più contagi nei giovani 10-29 anni

L’Incidenza dei nuovi contagi in Calabria raddoppiata in poco più di 20 giorni, RT a 0.95. Resta basso l’impatto sui servizi sanitari

Marco Garofalo

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COSENZA –  I 107 nuovi contagi registrati oggi in Calabria, cosa che non accadeva da quasi due mesi, evidenziano come il virus sia tornato a circolare in modo importante anche nella nostra regione, dove aumentano i positivi tra i giovani e la variante Delta ben preso diventerà dominante. Al contempo sta progressivamente decrescendo la variante alfa (quella inglese n.d.r.). “Da qui l’importanza di completare il ciclo vaccinale e rispettare le misure di distanziamento e l’uso delle mascherine” ha sottolineato il presidente Iss Silvio Brusaferro nella conferenza stampa sul monitoraggio dell’epidemia in Italia. L’incidenza continua la sua corsa verso l’alto e mostra, come in quasi tutte le regioni italiane, vi sia una marcata crescita di questo indicatore. La crescita è caratterizzata dal contagio di persone dai 10 ai 19 e dai 20 ai 29 anni. Quindi è la popolazione più giovane che alimenta i nuovi casi dell’epidemia senza alcun distinguo: dalla Lombardia al Lazio, dalla Calabria alla Sicilia.

In 20 giorni  in Calabria incidenza da 11,8 a 20,7

L’Incidenza dei nuovi contagi in Calabria è quasi raddoppiata in poco più di 20 giorni.  Sono 9 le settimane consecutive dove l’incidenza in Calabria resta sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, ma per terza settimana consecutiva si assiste ad un ulteriore aumento rispetto alla scorsa settimana. Si è passati dagli 14,1 casi ogni 100mila abitanti di venerdì scorso, ai 20,7 casi ogni 100mila abitanti del nuovo monitoraggio. Non sono state al momento rilevate allerte allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali mentre i casi totali negli ultimi 7 giorni sono stati 296 contro i 230 della scorsa settimana e i 209 di quella precedente. Sono 9 i focolai rilevati nella settimana dal 12 al 18 luglio, 28 i nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 non associati a catene di trasmissione note. Si ferma al 91.3% il tracciamento dei nuovi casi con una regolare indagine epidemiologica e la ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati

Indice RT a 0.95, sugli ospedali impatto limitato

L’indice RT si mantiene poco sotto quota uno attestandosi a 0.95 (range 0.7-1.27), in lievissimo calo rispetto allo 0.97 della scorsa settimana e compatibile sempre con uno scenario di tipo uno e con la regione che resta classificata a rischio moderato. A fronte di un amento di contagi e incidenza, l’impatto sui servizi sanitari resta limitato. Ad oggi in Calabria in area medica il tasso do occupazione dei posti letto è al 6% (il valore più alto di tutta Italia) mentre nelle terapie intensive è al 3%. In base alle proiezioni basate sull’ Rt «ricovero», il nuovo parametro che sarà utilizzato per decretare il passaggio in una fascia di colore diverso e stimato su posti letto attivi ed attivabili, la Calabria entro il 20 agosto rischierebbe di raggiungere il 10% dei ricoveri in area medica, mentre resterebbe  entro 5-8% nelle terapie intensive.

Età media contagi a 25 anni, età media ricoveri a 55

“I casi crescono in Italia come in molti paesi europei” ha poi evidenziato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia spiegando che l’indice Rt si proietta a 1.55 e si sta abbassando l’età media dell’infezione a 25 anni e l’età media di ricovero in terapia intensiva a 55 anni. In merito proprio al contagio tra i giovani, va evidenziato che oltre il 50% tra 20 e 29 anni ha fatto almeno una dose di vaccino e questo è un dato importante. Significa che stanno crescendo le vaccinazioni che nella popolazione sotto i 30 anni.

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Scoperte 800 piante di marijuana in montagna

L’ennesima piantagione di marijuana scoperta in Calabria dai carabinieri che avrebbe portato un guadagno di svariate migliaia di euro

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MAMMOLA (RC) – Sono stati i carabinieri di Roccella Jonica e dello Squadrone Carabinieri Cacciatori Calabria, nell’ambito di un’attività mirata a contrastare il fenomeno della produzione di stupefacenti a scoprire la vasta piantagione. Composta da 800 piante di tre metri, le piante erano giunte a completa maturazione. La coltivazione, ubicata in territorio montano, previa autorizzazione dell’Autorità giudiziaria è stata estirpata e distrutta in loco dai militari operanti, sottraendo così l’illecito profitto alla criminalità organizzata, che avrebbe ricavato un guadagno di svariate migliaia di euro.

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Calabria

Lavoravano in nero e con il reddito di cittadinanza, nei guai azienda di carni

Al momento del controllo nessuno dei dipendenti indossava guanti o mascherine. Alcuni impiegati erano in nero e percepivano il reddito di cittadinanza

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GALLICO (RC) – I Carabinieri del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) e del NIL (Nucleo Ispettorato del lavoro) di Reggio Calabria, hanno denunciato alla Procura di Reggio Calabria, il titolare un’azienda di import export di carni per violazione delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. I militari hanno ispezionato l’azienda per verificare la filiera di importazione delle carni, immesse sul mercato a favore di macellerie e supermercati in Calabria e Sicilia, e tuttavia sebbene non abbiano riscontrato irregolarità igienico sanitarie, sono emerse gravi difformità in tema di sicurezza sul lavoro e prevenzione Covid.

Al momento del controllo infatti, i militari hanno constatato che nessuno dei dipendenti indossava nè i guanti, nè le mascherine, oltre che l’assenza di qualsiasi dispositivo anti-infortunistica, inoltre gli unici estintori presenti avevano validità scaduta da oltre due anni.
Identificati tutti i dipendenti, i carabinieri del NIL hanno accertato che 4 di essi risultavano essere impiegati “in nero”, di cui due percettori del reddito di cittadinanza già da 10 e 7 mesi. I due, pertanto, sono stati segnalati all’INPS al fine di far decadere il beneficio.
Al titolare dell’azienda verranno elevate, inoltre,sanzioni per oltre 15.000 euro.

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Calabria

Guerra agli “zozzoni” che abbandonano rifiuti, oltre 100 multe grazie alle fototrappole

Pugno di ferro della Polizia locale contro chi abbandona per strada la spazzatura. La polizia locale da gennaio ha visionato centinaia ore di filmati

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LAMEZIA TERME – Oltre 100 sanzioni per abbandono di rifiuti sono state elevate dalla Polizia Locale di Lamezia Terme, da inizio anno, grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza e di altri dispositivi tecnologici acquisiti. Per contrastare questo odioso malcostume di alcuni cittadini, il Comune ha acquistato fototrappole con elevata autonomia e con particolari caratteristiche tecniche funzionali per essere posizionate, di volta in volta, in aree dove l’abbandono dei rifiuti risulta essere più frequente.

Le sanzioni comminate dal Comando della Polizia Locale rappresentano un segnale forte per il contrasto al malcostume di coloro che con il loro comportamento deturpano l’immagine di una città per la sua stragrande maggioranza civile e rispettosa delle regole. L’utilizzo della videosorveglianza prevede che la visione di ore e ore di filmati. Poi per comminare una sanzione è necessario avviare indagini per risalire ai responsaili e, solo una volta acquisiti elementi probatori di un certo valore, gli Agenti di Polizia Municipale possono elevare le multe.

A tale proposito, il Commissario Prefettizio “ha voluto ringraziare il Responsabile ed i funzionari della Polizia Locale e tutti gli operatori, anche tecnici, per l’importante attività svolta, pur nella esiguità di risorse umane e finanziarie, ricordando come la recente riattivazione del sistema di video sorveglianza cittadino permetterà ulteriormente di individuare e sanzionare comportamenti irrispettosi dell’ambiente e dell’intera Comunità. Avere una città pulita e ordinata é possibile, ma dipende anche dagli stessi utenti ai quali si vuole ricordare che è possibile utilizzare gli appositi contenitori presenti in città, chiedere il ritiro gratuito di materiali ingombranti presso la propria abitazione o conferire i rifiuti direttamente e gratuitamente alla Multiservizi”.

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