Il direttore dell'Arpacal "l'inchiesta di ieri una sberla. Il Tirreno paga criticità ataviche" - QuiCosenza.it
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Calabria

Il direttore dell’Arpacal “l’inchiesta di ieri una sberla. Il Tirreno paga criticità ataviche”

“Sullo Ionio neanche una segnalazione. L’Arpacal non ha mai detto che tutte le strisce giallastre in mare sono fioriture algali”

Marco Garofalo

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CATANZARO – “Fatemi dire innanzitutto che l’inchiesta di ieri Archimede è stata una sberla notevole. Questo voglio dirlo perché è giusto in queste circostanze sia giusto salvaguardare l’attività della Procura, a cui abbiamo dato la nostra massima disponibilità, ma io ho il diritto e dovere di salvaguardare e difendere anche l’operato di 300 persone tra chimici, biologi e ingegneri che tutti i giorni lavorano e si adoperano. Noi operiamo costantemente al fianco delle procure e degli inquirenti. Per questo consideriamo quello di ieri un incidente di percorso”. A dirlo è il direttore generale dell’Arpacal Domenico Pappaterra a margine della conferenza stampa alla Regione Calabria sulla tematica depurazione/balneazione e anche alla luce di quanto accaduto ieri con le misure cautelari emesse dalla procura di Paola sulla mala depurazione sull’Alto Tirreno cosentino.

Sullo Ionio neanche una segnalazione

“L’Arpacal – spiega Pappaterra- è un Ente strumentale della Regione inserito nel sistema nazione di protezione ambientale che svolge con altissimo rigore la sua attività, compresa quella sulla balneazione“. Ecco, appunto la balneazione. Ma come stanno i nostri mari anche alla luce delle continue segnalazione da parte dei bagnanti? “I sistemi di depurazione – spiega Pappaterra – non afferiscono al lavoro dell’Arpacal ma il loro funzionamento è di competenze territoriale ed è del tutto evidente che non si può fare di tutte l’erba un fascio. Fatemelo dire, non mi iscrivo nella fascia di quelli che fanno allarmismo. Sullo Ionio non c’è stata nemmeno una segnalazione di inefficienze o mare sporco.

Sul Tirreno criticità storiche

Per Pappaterra “le criticità che sono ataviche riguardano alcune parti dell’alto Tirreno cosentino, la striscia che va da Nicotera  Lamezia Terme dove le procure hanno istituito una task Force e dove l’Arpacal ha dato il massimo appoggio nelle attività di controllo, e problematiche dovute a inadeguatezza degli impianti, cattivi funzionamenti, scarichi abusivi, impianti sottodimensionati per il numero di persone che soprattutto da Tortora a Scalea e fino a scendere più giù ci sono nel periodo estivo”.

Non tutto è fioritura algale

“La fioritura algale? I nostri tecnici sono stati a Nicotera, hanno fatto un prelievo mirato ed hanno esaminato tutto in laboratorio ed è venuto fuori che erano fioritura algale. Ma parliamo di quel caso specifico” evidenzia ancora il DG che ribadice come “Arpacal non ha mai detto che tutte le strisce giallastre che ci sono in mare sono dovute alla fioriture algale. Dove c’era da intervenire lo abbiamo fatto anche con ordinanze di divieto di balneazione”.

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‘Ndrangheta, estradato il boss della droga Vittorio Raso che faceva affari milionari

Inserito nell’elenco dei cento latitanti di massima pericolosità del programma speciale di ricerca, era stato localizzato in Spagna

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TORINO – Era stato fermato sull’Avenida dels Banys, località ricreativa a cinquanta metri dalla spiaggia di Castelldefels, comune in provincia del capoluogo catalano dimora di vip due anni fa. Oggi è stato instradato in Italia Vittorio Raso, il boss della droga nei cui confronti la Polizia di Torino ha dato esecuzione a un mandato di carcerazione a 17 anni e 9 mesi di rper associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Raso, inserito nell’elenco dei cento latitanti di massima pericolosità del programma speciale di ricerca, era stato localizzato in Spagna dagli investigatori della Squadra mobile torinese e tratto in arresto a Barcellona il 10 ottobre 2020. Una volta liberato, è stato nuovamente arrestato, sempre a Barcellona, il 22 giugno 2022. Oggi, infine, la consegna da parte delle autorità spagnole a quelle italiane, con l’arrivo a Milano Malpensa.

L’arresto di Raso fa seguito all’esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità giudiziaria torinese nei confronti di 28 persone, tra cui lo stesso latitante. Secondo l’ipotesi di accusa, Raso era il vertice di un’associazione criminale attiva nell’importazione di grossi quantitativi di sostanza stupefacente sull’asse Spagna-Italia, con un volume di affari stimato in svariati milioni di euro.

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Calabria

Stagione di caccia in Calabria, la Giunta approva il calendario. Si parte il 18 settembre

Apertura generale della stagione di caccia in Calabria 2022-2023 il prossimo 18 settembre e la chiusura generale per il 9 febbraio 2023

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CATANZARO –  Approvato dalla Giunta regionale il calendario venatorio per l’annualità 2022 – 2023. Su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, l’Esecutivo ha stabilito l’apertura generale della caccia per il prossimo 18 settembre e la chiusura generale per il 9 febbraio 2023. La delibera stabilisce anche le giornate di preapertura della caccia al colombaccio, alla gazza e alla quaglia, prevedendo 5 giorni a settembre: 1,3,4,11,e 14 per la caccia a colombaccio e gazza; 2 per la quaglia: 11 e 14 settembre.

Nell’atto approvato, si ribadisce inoltre il rispetto della legge 353/2000 in materia di incendi boschivi che vieta per 10 anni, nei soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco, il pascolo e la caccia. Il calendario venatorio tiene conto di tutte le misure necessari a mantenere e/o riportare lo stato di conservazione degli uccelli a un livello soddisfacente e di evitare il deterioramento dello stato attuale di conservazione degli uccelli, tenendo anche conto delle indicazioni proposte dal Mipaaf, direzione generale della competitività per lo sviluppo rurale alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Nella delibera si specificano le modalità di caccia, distinte specie per specie, gli orari, le località, le aree protette, i limiti e i divieti, nonché le regole sulla vigilanza e sulle sanzioni.

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Inquietante macchia in mare turba i bagnanti: decine le segnalazioni

Sconosciute al momento la causa e l’origine del fenomeno che sta creando non poca apprensione tra i bagnanti

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VIBO MARINA – Un’enorme macchia nera nelle acque antistanti Vibo Marina. Sono decine le segnalazioni giunta alla Capitaneria di Porto da parte di bagnati per la presenza dell’anomalia striscia di liquami comparsa in mare.

In particolare la macchia è stata registrata in località Pennello dove sono stati tanti i turisti e i cittadini che si trovavano in spiaggia a fotografare il fenomeno. Sconosciute al momento la causa e l’origine del fenomeno che sta creando non poca apprensione tra i bagnanti.

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