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Calabria

Gira armato di coltello in pieno centro e aggredisce i carabinieri, bloccato e arrestato

I militari di Bianco sono intervenuti a seguito di un segnalazione secondo cui un nigeriano si aggirava per le strade cittadine, minacciando e terrorizzando la popolazione

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BIANCO (RC) – A Bianco, i Carabinieri hanno arrestato M.I., nigeriano di 35 anni, perché responsabile di una violenta aggressione con coltello nei confronti dei militari dell’Arma intervenuti a seguito di una chiamata al 112. Numerosi i reati contestati. Ora il giudice ha disposto il carcere.

Nel primo pomeriggio di venerdì, i militari della Compagnia di Bianco sono intervenuti nel centro abitato a seguito di segnalazione giunta al 112 circa la presenza di un uomo di colore aggirarsi armato di coltello per le strade cittadine, minacciando e terrorizzando la popolazione.

L’uomo rapidamente individuato nei pressi di via Garibaldi come nigeriano ospite del progetto “SPRAR” di Bianco, all’atto del controllo, ha dato luogo a una vera e propria escalation di violenza contro i militari dell’Arma e contro alcuni cittadini inermi. Dapprima ha minacciato di morte i carabinieri, gli si è scagliato contro brandendo un grosso coltello da cucina e sferrando più fendenti che sarebbero potuti essere letali, poi ha proseguito furiosamente infrangendo a calci i parabrezza di alcune autovetture parcheggiate, tra cui anche una di servizio, e cercando più volte di ingaggiare uno scontro fisico con i militari contro i quali ha tirato più di un pugno andato a vuoto. Il tutto sotto lo sguardo incredulo degli abitanti che osservavano la scena dietro le finestre delle proprie abitazioni. Oggetto di minacce di morte anche alcuni residenti scesi in strada. I carabinieri hanno cercato di contenere la rabbia dell’uomo, evitando lo scontro fisico e impedendo così che potesse fare del male agli operatori, ai cittadini e a se stesso. Infine i militari sono riusciti a instaurare un dialogo persuadendolo a desistere e una volta calmatosi è stato ammanettato e portato nel carcere di Reggio Calabria “Arghillà”. A scatenare la rabbia dell’uomo, non nuovo a questo tipo di condotte, sembrerebbero esserci stati anche problemi di natura psichica.

 

Calabria

Oliverio e il dente avvelenato con il Pd “gravi colpe, hanno fatto vincere la destra”

L’attacco al “gruppo dirigente” di chi, probabilmente, non ha dimenticato l’affronto del 2020, quando Pd e centrosinistra scelsero di non ricandidarlo

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COSENZA – Ad urne elettorali chiuse, Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria ed ex militante del Pd, commenta il risultato politico, sferrando il suo attacco contro i dem. “La partita si poteva giocare per competere e per vincere. Purtroppo, per evidenti limiti del gruppo dirigente del Pd, è stata spianata la strada alla vittoria della destra”, dichiara Oliverio, col dente avvelenato di chi non ha dimenticato l’affronto del 2020, quando Pd e centrosinistra scelsero di non ricandidarlo, preferendogli Pippo Callipo, espressione di liste civiche.
“La legge elettorale, non cambiata per miope calcolo di autoconservazione, – prosegue Oliverio – avrebbe consigliato alleanze e non rotture con tutte le forze del centrosinistra. I risultati elettorali confermano questa amara verità. Le responsabilità verso l’Italia sono gravi e non possono essere sottaciute”.
Intanto Enrico Letta ha annunciato le sue dimissioni dal Partito Democratico dichiarando che “Se siamo arrivati al governo Meloni è per via del fatto che Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi”.

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Calabria

Oltre 100 pneumatici smaltiti illegalmente. Sequestrata l’attività di un gommista

Gli accertamenti nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura a seguito della quale la settimana scorsa sono stati eseguite tre misure cautelari

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REGGIO CALABRIA – La Polizia locale di Reggio Calabria ha sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza, nella zona sud della città, un esercizio commerciale ed artigianale di gommista. Secondo quanto emerso dalle indagini, il titolare avrebbe smaltito illegalmente per 11 volte in poco mendo di due mesi oltre 100 penumatici fuori uso, depositandoli su suolo pubblico in un’area particolarmente degradata dal punto di vista ambientale. Gli accertamenti sono stati svolti nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica a seguito della quale la settimana scorsa sono stati eseguite tre misure cautelari disposte dal Gip per incendio di rifiuti. Il titolare dell’esercizio, al quale è stato sequestrato anche il veicolo utilizzato per trasportare gli pneumatici, è stato denunciato per smaltimento illegale di rifiuti speciali.

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Calabria

Reggio, incendiata l’auto del rettore dell’università per stranieri “Dante Alighieri”

Antonino Zumbo: “Gesto inqualificabile e per quanto mi riguarda inspiegabile. Sono convinto di non aver fatto nulla da meritare tale gesto delinquenziale”

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REGGIO CALABRIA – Persone non identificate hanno incendiato, a Reggio Calabria, l’auto del rettore dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” Antonino Zumbo. La vettura era parcheggiata, in pieno centro a Reggio Calabria, nei pressi dell’abitazione del docente universitario. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti e i vigili del fuoco che hanno accertato la natura dolosa del rogo. La notizia è stata data dallo stesso Zumbo che, in una lettera alla sua comunità accademica, lo ha definito un “gesto inqualificabile e, per quanto mi riguarda, inspiegabile”.

Un gesto che, secondo il rettore dell’UniDA “va comunque letto, nel suo tristo e delinquenziale messaggio, quale sinistro e minaccioso avvertimento. In conseguenza di che? E ci sarà un seguito? Non sono in grado di rispondere – aggiunge Zumbo nella lettera – ma di quanto accaduto in danno non di un privato cittadino, e di questo ne sono certo, ma del rettore della vostra e nostra Università, nessuna notizia sulla stampa o sui mass media, nessun segno, verbale o scritto da parte di chicchessia, complice forse la domenica elettorale.

Vivo, dunque, una duplice amarezza, pur nell’affetto della mia famiglia, personale e istituzionale, che mi porta ad una pacata, ma severa, riflessione sul mio essere e sul mio operato, soprattutto in questa fase di difficoltà per l’Ateneo, di Rettore dell’UniDA, riflessione che potrà essere foriera di future consequenziali valutazioni e decisioni in merito”.

Il rettore, nella lettera alla comunità accademica, sottolinea di essere “fermamente convinto, comunque, di non aver fatto nulla, come privato e come figura istituzionale, da ‘meritare’ di essere destinatario di un’azione che definire criminale è dire poco”.

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