È morto il piccolo Antonio, il bimbo di 11 anni rimasto ferito in terribile incidente - QuiCosenza.it
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Calabria

È morto il piccolo Antonio, il bimbo di 11 anni rimasto ferito in terribile incidente

Le sue condizioni erano gravissime, i genitori doneranno gli organi del piccolo. Il cordoglio del Sindaco “lutto cittadino nel giorno dei funerali “

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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – Ha lottato con tutte le sue forze ma non ce l’ha fatta ed è morto oggi nell’ospedale Pugliese di Catanzaro. Il piccolo Antonio, il bambino di 11 anni, era rimasto gravemente ferito nello scontro tra due auto, avvenuto lo scorso 26 giugno sulla Trasversale delle Serre nel territorio di Chiaravalle Centrale e nel quale erano rimaste ferite altre 5 persone compreso il padre. La notizia è stata resa nota con un post sulla sua pagina Facebook da Domenico Donato sindaco di Chiaravalle Centrale, cittadina di residenza della vittima e della sua famiglia . “La triste notizia – afferma Donato – colpisce l’intera comunità di Chiaravalle profondamente scossa per l’accaduto. Certo di interpretare i sentimenti dei cittadini, in segno di vicinanza alla famiglia, nella giornata in cui si svolgeranno i funerali e ci ritroveremo a pregare per Antonio e i suoi cari, sarà proclamato il lutto cittadino e saranno esposte le bandiere a mezz’asta in tutti gli edifici pubblici”.

Nel violento scontro frontale una delle due auto (una Volkswagen Golf) era andata in fiamme. Il più grave di tutti i feriti era apparso subito l’undicenne per il cui trasporto nel nosocomio del capoluogo venne richiesto l’invio dell’elisoccorso. Il piccolo è rimasto nel reparto di rianimazione poiché era entrato in coma. I genitori di Antonio, con un gesto di grandissima umanità, hanno deciso di donare gli organi.

 

Calabria

Oliverio e il dente avvelenato con il Pd “gravi colpe, hanno fatto vincere la destra”

L’attacco al “gruppo dirigente” di chi, probabilmente, non ha dimenticato l’affronto del 2020, quando Pd e centrosinistra scelsero di non ricandidarlo

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COSENZA – Ad urne elettorali chiuse, Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria ed ex militante del Pd, commenta il risultato politico, sferrando il suo attacco contro i dem. “La partita si poteva giocare per competere e per vincere. Purtroppo, per evidenti limiti del gruppo dirigente del Pd, è stata spianata la strada alla vittoria della destra”, dichiara Oliverio, col dente avvelenato di chi non ha dimenticato l’affronto del 2020, quando Pd e centrosinistra scelsero di non ricandidarlo, preferendogli Pippo Callipo, espressione di liste civiche.
“La legge elettorale, non cambiata per miope calcolo di autoconservazione, – prosegue Oliverio – avrebbe consigliato alleanze e non rotture con tutte le forze del centrosinistra. I risultati elettorali confermano questa amara verità. Le responsabilità verso l’Italia sono gravi e non possono essere sottaciute”.
Intanto Enrico Letta ha annunciato le sue dimissioni dal Partito Democratico dichiarando che “Se siamo arrivati al governo Meloni è per via del fatto che Giuseppe Conte ha fatto cadere il governo Draghi”.

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Calabria

Oltre 100 pneumatici smaltiti illegalmente. Sequestrata l’attività di un gommista

Gli accertamenti nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura a seguito della quale la settimana scorsa sono stati eseguite tre misure cautelari

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REGGIO CALABRIA – La Polizia locale di Reggio Calabria ha sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza, nella zona sud della città, un esercizio commerciale ed artigianale di gommista. Secondo quanto emerso dalle indagini, il titolare avrebbe smaltito illegalmente per 11 volte in poco mendo di due mesi oltre 100 penumatici fuori uso, depositandoli su suolo pubblico in un’area particolarmente degradata dal punto di vista ambientale. Gli accertamenti sono stati svolti nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica a seguito della quale la settimana scorsa sono stati eseguite tre misure cautelari disposte dal Gip per incendio di rifiuti. Il titolare dell’esercizio, al quale è stato sequestrato anche il veicolo utilizzato per trasportare gli pneumatici, è stato denunciato per smaltimento illegale di rifiuti speciali.

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Calabria

Reggio, incendiata l’auto del rettore dell’università per stranieri “Dante Alighieri”

Antonino Zumbo: “Gesto inqualificabile e per quanto mi riguarda inspiegabile. Sono convinto di non aver fatto nulla da meritare tale gesto delinquenziale”

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REGGIO CALABRIA – Persone non identificate hanno incendiato, a Reggio Calabria, l’auto del rettore dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” Antonino Zumbo. La vettura era parcheggiata, in pieno centro a Reggio Calabria, nei pressi dell’abitazione del docente universitario. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti e i vigili del fuoco che hanno accertato la natura dolosa del rogo. La notizia è stata data dallo stesso Zumbo che, in una lettera alla sua comunità accademica, lo ha definito un “gesto inqualificabile e, per quanto mi riguarda, inspiegabile”.

Un gesto che, secondo il rettore dell’UniDA “va comunque letto, nel suo tristo e delinquenziale messaggio, quale sinistro e minaccioso avvertimento. In conseguenza di che? E ci sarà un seguito? Non sono in grado di rispondere – aggiunge Zumbo nella lettera – ma di quanto accaduto in danno non di un privato cittadino, e di questo ne sono certo, ma del rettore della vostra e nostra Università, nessuna notizia sulla stampa o sui mass media, nessun segno, verbale o scritto da parte di chicchessia, complice forse la domenica elettorale.

Vivo, dunque, una duplice amarezza, pur nell’affetto della mia famiglia, personale e istituzionale, che mi porta ad una pacata, ma severa, riflessione sul mio essere e sul mio operato, soprattutto in questa fase di difficoltà per l’Ateneo, di Rettore dell’UniDA, riflessione che potrà essere foriera di future consequenziali valutazioni e decisioni in merito”.

Il rettore, nella lettera alla comunità accademica, sottolinea di essere “fermamente convinto, comunque, di non aver fatto nulla, come privato e come figura istituzionale, da ‘meritare’ di essere destinatario di un’azione che definire criminale è dire poco”.

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