Assaltarono una banca ma fuggirono a mani vuote. Arrestati due fratelli calabresi - QuiCosenza.it
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Calabria

Assaltarono una banca ma fuggirono a mani vuote. Arrestati due fratelli calabresi

Entrambi erano già stati arrestati, sempre a Terni, per una rapina a mano armata compiuta in un supermercato

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TERNI – Sono stati individuati dalla polizia i due presunti autori di una tentata rapina compiuta il 10 gennaio 2020 in una banca in via del Rivo, a Terni. Si tratta di due fratelli di origini calabresi di 31 e 35 anni, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, ai quali la squadra Mobile ha notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari, coordinate dalla procura. I due – riferisce la questura – avevano fatto ingresso in banca, con il volto parzialmente coperto ed armati di taglierino, minacciando gli impiegati ed alcuni clienti presenti. Dopo aver appreso che il denaro era già stato messo in sicurezza, ed essendo scattato l’allarme, erano fuggiti.


I successivi sviluppi investigativi, il rinvenimento del taglierino utilizzato verosimilmente, oltre alla comparazione tra i profili genetici estrapolati dal Servizio polizia scientifica su un cappello posto sotto sequestro e quelli degli indagati, hanno consentito di acquisire elementi utili all’identificazione dei due. Entrambi erano già stati arrestati nell’aprile 2020 dalla squadra Mobile ternana a seguito di un’indagine per una rapina a mano armata in un supermercato in via di Vittorio, sempre nella città umbra.

Calabria

“Il Ponte sullo Stretto? Costa 10 miliardi..e la statale 106 attende”

L’Organizzazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rende nota l’audizione in Camera dei deputati e attacca i parlamentari calabresi

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COSENZA – “Nessun parlamentare calabrese ha chiesto al ministro delle infrastrutture se è più utile il ponte oppure l’ammodernamento della statale 106 su cui, ormai da mesi, assistiamo solo ad annunci e propaganda”. Così l’organizzazione di volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” che rende noto che nella giornata di ieri il Ministro delle Infrastrutture Giovannini è stato audito sull’Attraversamento dello Stretto di Messina dalle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati.

“Giovannini ha iniziato alle 8:35 spiegando che sul Ponte sullo Stretto di Messina furono istituite presso il Ministero delle Infrastrutture addirittura due gruppi di lavoro: uno il 27 agosto 2020 e l’altro il 3 settembre 2020 dall’Ex Ministro del Partito Democratico Paola De Micheli. Ha poi evidenziato – prosegue l’associazione – che le motivazioni alla base della realizzazione di quest’opera sono riconducibili al “trend negativo della popolazione”, al “trend negativo dell’occupazione” ed al “trend negativo del PIL” parametri che – secondo il Ministro – grazie all’avvio del Ponte possono invece tornare a crescere. La novità più interessanti che ha avuto modo di esternare il Ministro Giovannini sono essenzialmente due: la prima è quella relativa ai costi poiché, da ciò che emerge, il Ponte sullo Stretto di Messina potrà essere realizzato per importo totale di oltre 10 miliardi di euro; è stato già disposto con la Legge di Bilancio del 2021 un finanziamento di 50 milioni di euro per la redazione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica al fine di confrontare le due soluzioni di collegamento che potrebbe concludersi entro la primavera del 2022, così da avviare un dibattito pubblico sull’opera ed ha, infine, annunciato l’istituzione di un nuovo gruppo di lavoro dedicato a supportare e coordinare l’intero processo, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dei Ministeri coinvolti”.

Gli interventi in aula

L’associazione Basta Vittime riporta gli interventi “per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Paolo FICARA (M5S) che osserva che il contenuto della 158 pagine della relazione sul Ponte sullo Stretto è parecchio lacunosa su molti aspetti; Stefania PRESTIGIACOMO (FI) chiede al Ministro perché viene dato peso al lavoro dei due Gruppi di Lavoro istituiti dalla Ex Ministra del PD De Micheli e non, invece, all’iter procedurale dell’Opera che dura da decenni ed è – dal punto di vista legale – l’unico faro da seguire; Chiara BRAGA (PD) rivendica la straordinario importanza del lavoro svolto dai due Gruppi di Lavoro; Edoardo RIXI (LEGA) chiede al Ministro quanto è costato allo Stato il lavoro svolto dai due Gruppi di Lavoro; Luciano NOBILI (IV) chiede di partire subito; Tommaso FOTI (FDI) afferma che Fratelli d’Italia è favorevole al Ponte; Rossella MURONI (M-MAIE-PSI-FE) chiede ulteriori approfondimenti su un’opera che è molto complessa; Matilde SIRACUSANO (FI) asserisce che lo sviluppo del Mezzogiorno passa dalla realizzazione del Ponte sullo Stretto; Giulia GRILLO (M5S) chiede al Ministro una analisi costi-benefici sul Ponte sullo Stretto; Alessandro PAGANO (LEGA) afferma che son serviti 8 mesi e due gruppi di lavoro per leggere informazioni che erano già note; Roberto MORASSUT (PD) chiede approfondimenti sulla questione ambientale legata alla realizzazione dell’opera2.

L’attacco ai parlamentari calabresi

Insieme gli interventi della lombarda Braga, dell’emiliano romagnolo Foti, della pugliese Muroni, del ligure Rixi, dei laziali Morassut e Nobili, e dei siciliani Prestigiacomo, Siracusano, Grillo e Pagano vi sono anche quelli di due parlamentari calabresi: Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) che ricorda la mozione firmata dai 21 parlamentari del PD in cui si chiedeva di realizzare il Ponte sullo Stretto e rivendica la carenza infrastrutturale ad oggi esistente da Salerno a Reggio Calabria e Domenico FURGIUELE (LEGA) che propone al Ministro di chiedere all’Europa il 20% del costo del Ponte sullo Stretto e propone di realizzare senza perdite di tempo il progetto a tre campate.

“Il ponte sullo Stretto serve solo alla Sicilia e non alla Calabria”

Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato evidenzia, infine, “quanto emerga chiaramente – dal contenuto dell’audizione – l’importanza del Ponte sullo Stretto per lo sviluppo e la mobilità della regione Sicilia. Ciò implicitamente conferma l’impianto da sempre sostenuto dal nostro sodalizio: il Ponte sullo Stretto non è assolutamente un’opera infrastrutturale d’interesse prioritario per la Regione Calabria. A tal proposito è sconfortante che i parlamentari calabresi tutti nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati non abbiano osservato al Ministro Giovannini che con la metà dell’investimento necessario per realizzare il Ponte sullo Stretto è possibile ammodernare su un tracciato a 4 corsie ex novo la Statale 106 da Sibari (CS) fino a Locri (CS). Allo stesso tempo, dopo l’investimento di 9,4 miliardi di euro sull’alta capacità/alta velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria è fondamentale sottolineare ed evidenziare quanto le scelte del Governo e dei parlamentari calabresi tutti sono concretamente e realmente indirizzate nella direzione di voler rendere ancor maggiore il divario infrastrutturale tra la costa jonica calabrese e quella tirrenica ma anche con il resto del Mezzogiorno, del Centro-Nord Italia e con l’Europa. Queste scelte politiche, è evidente, daranno il colpo di grazia al futuro della costa jonica calabrese”.

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Calabria

Sanità, Costa arriva in Calabria “tempi maturi per la fine del commissariamento”

Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, oggi in Regione per visitare alcune strutture e confrontarsi con i sanitari

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CATANZARO – Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa è giunto questa mattina in Calabria con una prima tappa al Centro Michelangelo di Lamezia Terme per poi fare visita al al presidio ospedaliero di Soriano Calabro e infine a Villa Betania a Catanzaro. Nel pomeriggio in programma la visita alla sala Consiliare Comune di Saracena. Ultima tappa Castrovillari per il convegno: “Quale futuro per la sanità calabrese”. “Oggi sono tornato in Calabria per conoscere altre realtà della sanità calabrese e per confrontarmi con il personale sanitario di queste strutture”, ha detto Costa.

Sanità: “Tempi maturi per la fine del commissariamento”

“Credo che i tempi per la fine del commissariamento della sanità in Calabria siano maturi in modo da tornare a dare la responsabilità al territorio e agli enti locali. Dobbiamo creare le condizioni affinché gli enti locali si assumano la responsabilità di pianificare. Credo che la sanità debba tornare in mano al territorio per dare quelle risposte di cui c’è bisogno”, ha proseguito Costa. “Dopodiché – ha aggiunto – le fasi commissariali sono anche utili ma in questo caso, con il protrarsi così per troppo tempo, si rischia forse di non fare scelte positive per il territorio. Oggi sono in Calabria per dimostrare la vicinanza dello Stato soprattutto in questo momento e dopo una fase così complicata. Credo sia l’occasione per ringraziare tutto il personale del servizio sanitario per quello che ha fatto e che sta facendo e credo che dobbiamo avere la consapevolezza che in Calabria c’è bisogno di ripartire, di rilanciare e io dico c’è bisogno di tornare a pianificare e programmare, a tornare in una situazione di ordinarietà”.

“Capire come risolvere il debito sanitario in Calabria”

“Dobbiamo capire come risolvere la questione del debito sanitario in Calabria ma non credo che la strada giusta sia quella di farlo gestire insieme alla gestione ordinaria perché altrimenti il rischio è che si continui con i tagli e la riduzione dei servizi. Invece è diritto dei calabresi potere avere una sanità di qualità e accessibile come avviene in altre parti del Paese. Credo che questa pandemia ci abbia insegnato più che mai che c’è bisogno di investimenti, di potenziare la medicina del territorio ma c’è bisogno di creare quelle condizioni affinché un cittadino italiano indipendentemente da dove risiede abbia i soliti servizi”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

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Calabria

In Calabria +178 nuovi contagi e due vittime. Calano ancora i ricoveri

Tornano a diminuire i nuovi contagi in Calabria, con il tasso di positività che scende al 4.93%. Ancora in calo i ricoveri

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COSENZA – Tornano a scendere i nuovi contagi da coronavirus in Calabria dove si registrano da ieri una ventina di contagi in meno. Resta invariato il numero di tamponi processati, con una lievissima diminuzione da ieri. Tra molecolari e antigenici sono stati effettuati +3.613 test, che portano ad una nuova diminuzione del tasso di positività che scende al 4,93%. Per il secondo giorno consecutivo diminuiscono i ricoveri in area medica mentre restano invariato nelle unità di terapie intensive. Scende anche il numero delle vittime: oggi si contano 2 decessi. Sono +178 i nuovi positivi accertati oggi in tutta la Calabria dal dipartimento salute della Regione (ieri erano +200) compresi un migranti e una persone residenti fuori regione. I casi confermati di oggi sono così suddivisi: Cosenza +55 contagi, Catanzaro +19, Crotone +18, Vibo Valentia +6, Reggio Calabria +78, altra Regione o Stati esteri +2. Nella nostra regione, con i nuovi positivi riscontrati oggi si raggiungono gli 82.889 casi totali da inizio pandemia.

Due decessi, casi attivi sempre in calo

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, continua a diminuire il numero di persone attualmente positive al covid in tutta la Calabria: i casi attivi sono 4.343, con una diminuzione di 35 persone rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 77.161 con un incremento di 211 persone nelle ultime 24 ore. Sono due le vittime accertate da ieri (una a Reggio Calabria e una a Cosenza) che porta numero complessivo dei morti da inizio pandemia a 1.385.

Ulteriore lieve calo dei ricoveri

Anche oggi si registra una diminuzione dei posti letto occupati in area medica (un nuovo ricoveri e cinque dimissione) mentre resta invariato il numero delle terapie intensive. Sono complessivamente 182 le persone ricoverate nei nosocomi calabresi. Di queste, 168 si trovano nei reparti di malattie infettive (-4) e 14 in terapia intensiva (+0). Infine sono 4.161 le persone in isolamento domiciliare, con una diminuzione di 31 persone rispetto a ieri. Di queste, 345 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro
CASI ATTIVI 257 (15 in reparto, 5 in terapia intensiva, 237 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11.068 (10.918 guariti, 150 deceduti)

Cosenza
CASI ATTIVI 1.474 (41 in reparto, 5 in terapia intensiva, 1428 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 25515 (24882 guariti, 633 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 402 (11 in reparto, 0 in terapia intensiva, 391 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7.574 (7462 guariti, 112 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1762 (88 in reparto, 4 in terapia intensiva, 1670 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 27.317 (26.931 guariti, 386 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 97 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 90 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.200 (6.104 guariti, 96 deceduti)

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