Berlusconi lancia Occhiuto "governerà bene". Nino Spirlì vicepresidente - QuiCosenza.it
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Berlusconi lancia Occhiuto “governerà bene”. Nino Spirlì vicepresidente

“Non vedo l’ora di tornare in Calabria per dare il mio contributo”, ha aggiunto il leader di Forza Italia

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ROMA – Il centrodestra ha ufficializzato qualche giorno fa il nome di Roberto Occhiuto come candidato alla presidenza della Regione Calabria. E il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, scende in campo per sostenerne la candidatura dopo che il deputato calabrese era stato attaccato dalle sorelle Santelli. “Roberto Occhiuto, eccellente imprenditore e nostro bravissimo capogruppo alla Camera dei deputati, è il candidato del centrodestra alla guida della Regione Calabria. Sarà capace non solo di vincere le elezioni, ma anche di governare bene una Regione bellissima, che ha molte potenzialità inespresse. Non vedo l’ora di tornare in Calabria per dare il mio contributo. Forza, Roberto! Forza Calabria!“. Lo scrive il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi su Facebook .

Salvini “Occhiuto-Spirlì valorizza passato, presente e futuro”

Il centrodestra ha scelto per la Regione Calabria di candidare il ticket Roberto Occhiuto (presidente) con Nino Spirlì (vicepresidente). Per le città di Bologna, Milano e Napoli sono in corso approfondimenti che si concluderanno nel giro di pochi giorni. Lo rende noto un comunicato congiunto della coalizione diffuso al termine del vertice.

Soddisfazione da parte del leader della Lega Matteo Salvini: “In Calabria ci sarà il ticket Occhiuto-Spirlì, valorizzando passato presente e futuro, sono contento e contiamo di avere altri 5 anni di buon governo per dimostrare al mondo quanto è onesta, pulita e laboriosa la Calabria, fortunatamente sempre più lontana da stereotipi di ‘ndrangheta e mala amministrazione”. “Spero di presentare il nostro ticket in Calabria già a inizio della prossima settimana, lunedì o martedì”, ha specificato il leader del Carroccio al termine del vertice del centrodestra.

Chi è Roberto Occhiuto

Da “enfant prodige” della politica calabrese a leader nazionale del centrodestra, dalla Calabria a Roma e di nuovo in Calabria. È questa la traiettoria di Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera designato quale candidato alla presidenza della Regione Calabria. Occhiuto ha scalato in fretta tutte le tradizionali tappe che scandiscono una carriera politica partendo da giovanissimo e non fermandosi più. A 24 anni infatti Occhiuto, classe 1969, cresciuto nella Dc e forgiato poi nelle varie sigle della diaspora democristiana, è già consigliere comunale nella sua città, Cosenza, il suo primo ruolo in politica dopo promettenti esordi imprenditoriali ed editoriali.

Occhiuto, giornalista pubblicista, appena terminati gli studi in economia, era infatti diventato direttore generale del network Media TV, che raggruppava alcune emittenti televisive calabresi, ma ben presto la politica assorbirà tutte le sue attenzioni. Nel 2020, a poco più di 30 anni, entra con Forza Italia in Consiglio regionale, nella maggioranza di centrodestra guidata dal magistrato Giuseppe Chiaravalloti. A palazzo Campanella Occhiuto siederà anche nella legislatura successiva, dopo aver riportato alle elezioni 2005 oltre 16mila preferenze ma non più con Forza Italia bensì con l’Udc. Occhiuto infatti aveva “strappato” dal partito azzurro nel 2002 in polemica con i vertici calabresi di Forza Italia, aderendo al Ccd di Pierferdinando Casini, poi diventato Udc. Alla Regione Occhiuto diventerà anche vicepresidente del Consiglio ma i tempi per lui sono ormai maturi per il salto al Parlamento: nel 2008 così viene eletto per la prima volta deputato con l’Udc. L’anno successivo, nel 2009 si candida alla presidenza della Provincia di Cosenza, riportando il 10,4% per poi sostenere al ballottaggio il candidato del centrodestra Pino Gentile, successivamente sconfitto al secondo turno.

Alle elezioni politiche del 2013 Occhiuto è di nuovo candidato alla Camera con l’Udc, ma in seconda posizione dopo Lorenzo Cesa che, eletto in più Regioni, opta per la Calabria: Occhiuto quindi a fine 2013 lascia l’Udc per tornare alla “casa madre” di Forza Italia. Rientra quindi alla Camera nel 2014 dopo l’elezione di Cesa all’Europarlamento: in questa legislatura Occhiuto verrà eletto vicepresidente del gruppo di Forza Italia. Grazie al suo radicamento, Occhiuto creerà una forte dinastia politica con il fratello Mario Occhiuto, sindaco da Cosenza nel 2011 fino a oggi. Inoltre, ben presto Occhiuto riprende a scalare i vertici del partito di Forza Italia, soprattutto a livello regionale, rivestendo per anni il ruolo di vice della sua amica Jole Santelli, coordinatrice regionale. Alle Politiche del 2018 è rieletto deputato con Forza Italia nella circoscrizione Calabria, e viene riconfermato vicepresidente vicario del gruppo di Forza Italia: con l’ingresso di Maria Stella Gelmini nel governo Draghi quale ministro agli Affari regionali Occhiuto diventa, su indicazione diretta di Silvio Berlusconi, capogruppo facente funzioni di Forza Italia alla Camera, ma dichiara fin da subito che si tratterà di un incarico a tempo, perché il suo obiettivo – dice – è quello di contribuire al riscatto della Calabria correndo per la presidenza della Regione, alla cui carica gli azzurri lo designano in modo da garantire la continuità con l’esperienza della Santelli, interrotta anticipatamente per la prematura scomparsa della governatrice, avvenuta il 15 ottobre scorso. E da oggi Occhiuto è ufficialmente il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria.

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Covid, in Calabria meno casi ma si rischia la ‘zona gialla’

La Fondazione Gimbe nel monitoraggio settimanale sul Covid rileva: “sopra la soglia il dato dei ricoveri nei reparti e nelle terapie intensive”

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CATANZARO – In Calabria nella settimana dall’8 al 14 settembre si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (257) e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi (-14,8%) rispetto alla settimana precedente. I dati arrivano dalla Fondazione Gimbe e dal monitoraggio settimanale sul Covid che segnala però, il superamento della soglia di saturazione per quanto concerne posti letto in area medica e in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19. Elemento, questo, che potrebbe preludere al passaggio della regione in zona gialla.

La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 62,4% (media Italia 68%) a cui aggiungere un ulteriore 5% (media Italia 6,1%) solo con prima dose. Tra le fasce della popolazione, gli over 50 anni che non hanno ricevuto nessuna dose di vaccino sono il 17% (media Italia 11,1%) mentre quelli tra i 12 e 19 anni nella stessa condizione sono il 41,1% (media Italia 33,7%).  L’elenco dei nuovi casi dell’ultima settimana suddivisi per provincia vede in testa Reggio di Calabria con 121, Crotone 110, Cosenza 82, Vibo Valentia 28 e Catanzaro 26.

In Italia contagi e decessi in calo, in ospedale quasi tutti non vaccinati

Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo nel nostro Paese: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe fa emergere come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – mentre solo 4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi“. Inoltre, “solo in 2 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (178) e Messina (168). In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente”.

“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari del Gimbe – dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti Covid-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell’1,6% in terapia intensiva”. “Iniziano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, direttore Operativo Gimbe – con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi al giorno rispetto ai 42 della settimana precedente”.

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Carabinieri salvano 7 cuccioli, 23enne denunciato per abbandono di animali

Erano appena nati ed erano stati abbandonati in un terreno incolto. I carabinieri sono riusciti a risalire ad un giovane grazie alle telecamere di videosorveglianza

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BRANCALEONE (RC) – I carabinieri hanno rinvenuto 7 cuccioli di cane appena nati che erano stati abbandonati in un terreno incolto e denunciato un 23enne del posto per abbandono di animali, scoperto tramite le telecamere di videosorveglianza. Tutto è accaduto nel fine settimana quando i militari, nel corso di una normale pattuglia, hanno sentito dei lamenti provenire da un terreno incolto, non distante dal campo sportivo comunale.

Avvicinatisi per controllare hanno notato, all’interno di un vecchio forno da cucina abbandonato, la presenza di sette cuccioli di cane meticci. Nati verosimilmente da pochi giorni e con gli occhi ancora socchiusi, i piccoli hanno toccato i cuori dei giovani carabinieri che li hanno trovati, i quali si sono subito adoperati per trovare loro una sistemazione, grazie anche al contributo del sindaco di Brancaleone, il quale li ha dapprima portati con sé e poi affidati all’associazione no profit “Anime randagie” di Bovalino, dove sono tuttora accuditi ed in cerca di un padrone.

Parallelamente, i militari si sono subito messi alla ricerca dei responsabili di un atto così odioso e i risultati non si sono fatti attendere: tramite la visione di una telecamera comunale situata nelle vicinanze, i Carabinieri hanno potuto ricostruire tutta la scena, risalendo infine al responsabile del reato, individuato in A.B., 23enne del posto, il quale è stato deferito alla Procura della Repubblica di Locri e dovrà ora rispondere del reato di abbandono di animali.

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Sequestrate 2.500 piante di marijuana, tre arresti in flagranza

Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato per coltivazione illecita di sostanza stupefacente

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GIOIA TAURO (RC) – I carabinieri hanno arrestato a Gioia Tauro, i 3 soggetti, due di Rosarno ed uno di Anoia. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, i militari sono stati attirati da un forte odore di marijuana proveniente da un appezzamento di terreno tra contrada Vena e contrada Gabellone, e precisamente in una traversa insita nella strada provinciale che da Rizziconi conduce a Cittanova.

L’intervento è stato immediato e i carabinieri hanno sorpreso all’interno dell’appezzamento di terreno, in parte delimitato da un muro, persone intente alla raccolta di numerose piante di marjiuana, di tipo “olandese nana”. Fatta irruzione nel terreno, tre soggetti, accortisi della presenza dei carabinieri, hanno tentato la fuga tra i campi circostanti, ma sono stati raggiunti e bloccati. Sull’area sono state rinvenute quasi 2.500 piante, la maggior parte delle quali è stata distrutta sul posto, previa campionatura di una parte che è stata sequestrata unitamente al materiale utilizzato per l’irrigazione.

I tre arrestati sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso il tribunale di Palmi e, dopo l’udienza di convalida, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Sempre a Rizziconi, già nel mese di agosto, i carabinieri avevano rinvenuto un’altra coltivazione costituita da circa 250 piante di marijuana, situata in area scoscesa e difficile da raggiungere. Da inizio estate, nei territori di Gioia Tauro, Palmi e Taurianova, sono state scoperte e distrutte quasi 9.000 piante di “Cannabis” e arrestate in flagranza di reato, 6 persone.

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