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Calabria

Focolaio covid in centro di accoglienza sullo Ionio, 56 migranti positivi

Il focolaio scoppiato nel centro straordinario di Sellia. Iss “servono dati e priorità vaccini a chi vive nei centri di accoglienza”

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SELLIA MARINA (CZ)  – Cinquantasei i migranti risultati positivi all’interno del Centro di accoglienza straordinario di Sellia Marina. Lo ha reso noto il sindaco Francesco Mauro, comunicando che all’interno del centro si è  sviluppato un focolaio. Grazie alla lungimiranza e professionalita’ del Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, all’Asp di Catabzaro, alla Protezione Civile della Regione Calabria, alle Forze dell’ordine ed alla Polizia locale – ha affermato il primo cittadino – siamo intervenuti tempestivamente per mettere in sicurezza la struttura e la comunità, rispetto alla possibile diffusione del contagio”.

Positivi saranno trasferiti

Secondo il primo cittadino, che ha ringraziato le istituzioni, si tratta di “un lavoro di squadra, svolto con successo sotto l’egida della Prefettura di Catanzaro e pianificato con accortezza, professionalità e responsabilità”. Mauro ha anche spiegato che “i soggetti positivi al tampone molecolare effettuato dall’Asp, saranno trasportati in altra sede e sistemati in un Covid Hotel; mentre gli altri Immigranti sono stati sottoposti a quarantena per “contatto con positivo” al Covid19″.

Iss “migranti più colpiti ma meno vaccinati di altri”

La pandemia di Covid “ha colpito in modo sproporzionato le popolazioni migranti residenti” in Europa, “che hanno sperimentato una vasta gamma di effetti sia a livello sanitario che sociale”. Inoltre proprio in alcuni gruppi di minoranze etniche sembrano esserci “bassi tassi di copertura vaccinale“. A puntare l’attenzione sul tema è il documento “Covid-19 tra i migranti: l’importanza della vaccinazione”, pubblicato su Epicentro, il portale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, e basato anche su un recente report del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). I dati disponibili evidenziano come comunità di migranti residenti nei Paesi dell’Unione europea (Ue), dello Spazio economico europeo (See) e del Regno Unito “sono particolarmente esposte al rischio di infezione da Sars-CoV-2, con conseguenze sul numero di ricoveri e decessi”: in Norvegia i migranti rappresentavano il 42% di tutti i casi (al 27 aprile 2020), in Danimarca il 26% (al 7 settembre 2020) e in Svezia il 32% (al 7 maggio 2020).

Inoltre, studi condotti in Italia e in Spagna suggeriscono che “i migranti hanno più probabilità di essere ricoverati rispetto alla popolazione residente“. Alcune popolazioni migranti hanno subito maggiormente gli effetti negativi delle restrizioni per combattere la pandemia; inoltre, le restrizioni per i viaggi hanno avuto ripercussioni nei ricongiungimenti familiari e nei processi di asilo. Quanto alle vaccinazione anti Covid “i dati sembrano indicare bassi tassi di copertura in alcuni gruppi di migranti e minoranze etniche. Tuttavia, la loro alta esposizione al virus rende necessario mettere in atto interventi mirati su questi gruppi”. Pertanto, “nel momento  in cui si decidono i gruppi prioritari per la vaccinazione” gli esperti invitano a prendere in considerazione “i migranti nei campi, nei centri di accoglienza e detenzione, nei rifugi per senzatetto”. Inoltre, “è necessario migliorare la raccolta dati sui vaccini” in questi contesti.

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Speranza “Calabria in zona bianca”. Via i divieti, restano mascherine e distanziamento

L’ordinanza del ministro della Salute. Calabria da lunedì in zona bianca senza divieti, ma restano mascherine e distanziamento

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COSENZA – Adesso è ufficiale: da lunedì tutta Italia, ad eccezione della Valle D’Aosta che resta gialla per altri 7 giorni, è in zona bianca. Anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Toscana, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, infatti, entrano in area bianca. Il Ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, ha firmato una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da lunedì 21 Giugno.

Ecco le nuove regole

Con l’entrata della Calabria nella fascia con meno restrizioni cadono gli ultimi divieti (il coprifuoco sarebbe stato comunque superato proprio a partire da lunedì anche in zona gialla). In bar, ristoranti e pizzerie non ci sono più limiti nel numero di persone seduta a tavola all’aperto mentre al chiuso il limite sale da 4 a 6 persone. Riaprono le discoteche ma senza la possibilità di ballare con il via libera atteso dal 1° luglio se arrivasse l’ok del Cts.

Feste e ricevimenti

Via libera anche alle feste private, ricevimenti e banchetti dopo cerimonie civili e religiose ma solo se muniti di green pass. Nelle abitazioni restano vietati assembramenti anche se non ci sono più limiti al numero di persone che si possono spostare verso un’abitazione diversa dalla propria. Unici divieti che restano validi, sono il distanziamento e le mascherine da continuare ad usare sia all’aperto che al chiuso. Alle ripartenze previste e già entrate in vigore dalla road map anche in zona gialla, si aggiungo da lunedì anche fiere, piscine al chiuso, congressi e convegni, parchi a tema e di divertimento, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

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Calabria

In Calabria +77 contagi e zero vittime. Ricoveri, mai così pochi da 8 mesi

Contagi sempre sotto quota 100 mentre continua il netto calo dei ricoveri, tornati ai livelli di ottobre 2020. Nessun decesso

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COSENZA – Mentre si attende l’ordinanza del ministro Speranza per aggiungere anche la Calabria alle regioni in zona bianca, continuano a migliorare sensibilmente tutti i dati epidemiologici nella nostra regione con un numero praticamente stabile di nuovi casi e sempre sotto quota 100, il continuo e netto calo dei ricoveri, tornati ai livelli di ottobre del 2020, mentre ci sono nuovamente zero vittime riportate nel bollettino quotidiano. Il tasso di positività, tra tamponi analizzati e casi accertati, resta praticamente simile a ieri, attestandosi al 3,32%.

Sono +77 i nuovi positivi accertati oggi in tutta la Calabria dal dipartimento salute della Regione (in lieve aumento rispetto ai +67 di ieri) con un numero in lievissimo aumento di tamponi processati, tra molecolari che antigenici: +2.321 (ieri erano stati 2.300). In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 907.924 soggetti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Nella nostra regione, con i nuovi positivi riscontrati oggi, si raggiungono i 68.494 casi totali da inizio pandemia. I casi confermati di oggi sono così suddivisi: Cosenza +22 contagi (in diminuzione rispetto ai +41 di ieri ), Catanzaro +3, Crotone +8, Vibo Valentia +15, Reggio Calabria +29. Altra Regione o Stati esteri +0.

Nessun decesso, -315 casi attivi

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, non si arresta la diminuzione del numero di persone attualmente positive al covid: i casi attivi al momento sono in totale 7.021 (5.748 sono nel cosentino), con una diminuzione di 315 persone rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 60.256, con un incremento di 392 persone nelle ultime 24 ore (+225 a Cosenza). Nessun decesso nelle ultime 24 ore con il numero complessivo dei morti da inizio pandemia che resta di 1.217

Nuova diminuzione dei ricoveri

Ancora un deciso calo dei posti letto occupati negli ospedali calabresi tornai ai livelli di ottobre 2020, con una forte diminuzione in area medica e di un’unità nelle terapie intensive. Sono complessivamente 122 le persone ricoverate nei nosocomi calabresi. Di queste, 112 si trovano nei reparti di malattie infettive (-11) e 10 in terapia intensiva (-1). Infine sono 6.899 le persone in isolamento domiciliare, 303 in meno rispetto a ieri. Di queste, 66 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro
CASI ATTIVI 342 (25 in reparto, 2 in terapia intensiva, 315 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9867 (9725 guariti, 142 deceduti)

Cosenza
CASI ATTIVI 5748 (40 in reparto, 4 in terapia intensiva, 5704 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 17090 (16538 guariti, 552 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 121 (7 in reparto, 0 in terapia intensiva, 114 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6419 (6320 guariti, 99 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 590 (36 in reparto, 4 in terapia intensiva, 550 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22380 (22048 guariti, 332 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 154 (4 in reparto, 0 in terapia intensiva, 150 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5375 (5283 guariti, 92 deceduti).

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Operazione Quarta Chiave, Gratteri “ettari di terreno inquinati pesantemente”

“Ditte compiacenti” e gravi conseguenze ambientali nel trattamento illecito di rifiuti scoperto nell’inchiesta all’interno di un campo rom

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LAMEZIA TERME (CZ) – Reati reiterati da decenni. A molti degli indagati nell’inchiesta “Quarta chiave” contro il traffico illecito di rifiuti che veniva operato all’interno del campo rom di Scordovillo, a Lamezia Terme, sono state contestate anche le aggravanti delle recidiva, specifica, reiterata e anche infraquinquennale. “Questo vuol dire – ha spiegato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in conferenza stampa – che questo per loro è un modus vivendi, un modo di vivere normare. Normale è delinquere, normale è inquinare in modo pesante ettari di terreno del Comune di Lamezia Terme e paesi limitrofi. Per loro è normale incendiare. Ricordate l’incendio del 2019 che ha costretto mezza Lamezia Terme a stare con le finestre chiuse a causa dell’emissione di diossina nell’aria”.

“Ettari di terreno inquinati in maniera irreversibile”

Un’indagine condotta dai carabinieri di Lamezia Terme e di Catanzaro, che il procuratore ha definito “pregevole dal punto di vista della tecnica e probatorio. Sono riusciti a documentare, mediante videoriprese e intercettazioni la reiterazione del reato e in spregio a qualsiasi elementare regola di rispetto dell’ambiente. Purtroppo questa parte di Lamezia Terme appare come un fortino dove gruppi di persone hanno reiterato l’illecito. Abbiamo ettari di territorio inquinati in modo quasi irreversibile perché c’è una penetrazione profonda nei terreni anche di metalli pesanti che non so quali conseguenze potrebbero avere sul piano ambientale. Sicuramente abbastanza importanti e invasive”. Il comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro Antonio Montanari ha parlato di una “esigenza avvertita sul territorio”.

Proprio per rispondere a una serie di episodi, in particolar modo incendi che si erano verificati nell’aria prospiciente a Scordovillo è nata l’indagine “Quarta chiave”. “Questa inchiesta – ha sottolineato Montanaro – ha portato uno step in più, evidenziando come siano organizzati all’interno del campo per gestire a livello imprenditoriale l’attività illecita di raccolta e ‘trattamento’ di rifiuti in vista del perseguimento di una utilità grazie a ditte compiacenti alle quali veniva affidato il materiale recuperato”. Vista la realtà del campo rom di Scordivillo è stato necessario l’utilizzo di oltre 300 carabinieri per eseguire le misure cautelari e garantire la sicurezza del personale operante. (ANSA).

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