Gimbe, i dati della Calabria migliorano ancora "riservare a giovani i vaccini mRna" - QuiCosenza.it
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Gimbe, i dati della Calabria migliorano ancora “riservare a giovani i vaccini mRna”

“Valutare la possibilità di controindicare l’uso di AstraZeneca negli under 30 e migliorare l’informazione su rischi-benefici”

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COSENZA – Nella settimana 2-8 giugno, per la Calabria, si evidenzia una performance in miglioramento sui casi attualmente positivi di Covid 19 per 100 mila abitanti, 460 (-20,2%), e risultano in diminuzione i nuovi casi rispetto ai sette giorni precedenti. E’ quanto si rileva dai dati emersi dal monitoraggio settimanale realizzato dalla Fondazione Gimbe. Sotto la soglia di saturazione i posti letto in area medica e terapia intensiva occupati da pazienti Covid 19. La media giornaliera di persone testate per 100 mila abitanti (12 maggio-8 giugno) è pari a 167 (Media Italia 150). In materia di vaccinazioni la percentuale di popolazione con ciclo completo è pari al 22,2% a cui aggiungere un ulteriore 21% solo con prima dose. In relazione alle fasce di età delle persone immunizzate, la percentuale di over 80 con ciclo completo è del 71,6% a cui aggiungere un ulteriore 8,6% solo con prima dose. I calabresi appartenenti alla fasci 70-79 anni con ciclo completo è pari al 43,5% a cui aggiungere un ulteriore 35,1% solo con prima dose. Infine i 60-69enni con ciclo completo raggiungono la percentuale del 33,5 a cui aggiungere un ulteriore 36% solo con prima dose.

Valutare di controindicare l’uso di Astrazeneca agli under 30

“Nell’attuale quadro epidemiologico italiano, per le persone di età inferiore a 50 anni i rischi dei vaccini a vettore virale superano i benefici“, quindi “in questa fase di bassa circolazione virale, i vaccini a mRNA dovrebbero essere riservati alle fasce più giovani, destinando agli over 50 quelli a vettore adenovirale”. A spiegarlo, riguardo alle recenti polemiche sugli open day per i giovani e i rari effetti avversi associati al vaccino AstraZeneca, è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, che, nel nuovo monitoraggio settimanale sottolinea: “è da valutare la possibilità di controindicarne l’uso negli under 30 ed è indispensabile migliorare l’informazione su rischi-benefici con un consenso informato più dettagliato per gli under 50″.

Il profilo beneficio-rischio del vaccino, infatti, si modifica in relazione alla circolazione del virus, perché, come si evince dal documento pubblicato il 23 aprile dall’Agenzia Europea dei Medicinali, il rischio di sviluppare trombosi associata a piastrinopenia aumenta al diminuire dell’età. Ciò significa, si legge nella nota Gimbe, “che nei soggetti più giovani, già a minor rischio di Covid-19 severa, in condizioni di bassa circolazione virale ”incidenza di effetti avversi, seppur molto bassa, supera i potenziali benefici del vaccino nel prevenire ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso”. A fronte delle indicazioni del Ministero della Salute, che già dal 7 aprile raccomandava AstraZeneca preferenzialmente per gli over 60, “è anacronistico – precisa Cartabellotta – che nelle ultime 3 settimane, su un totale di 1.4 milioni di dosi di vaccini a vettore adenovirale, il 33,1% (473.578) siano state somministrate a under 50 e l’11% (158.156) nella fascia 18-29“. Pertanto, conclude, “se da un lato non bisogna rallentare il ritmo della campagna è indispensabile massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi, evitando di compromettere definitivamente la fiducia per i vaccini a vettore virale, AstraZeneca e Johnson&Johnson”.

 

Calabria

Immobile di tre piani in fiamme, vigili del fuoco al lavoro per 4 ore

L’incendio è divampato nel pomeriggio intorno alle 15 e i vigili del fuoco hanno lavorato per quattro ore Chiusa la strada che ospita la palazzina che ha subito ingenti danni

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GROTTERIA (RC) – Un incendio ha interessato nel primo pomeriggio di oggi, nel centro storico di Grotteria, nel reggino, una palazzina di tre piani. L’intervento dei vigili del fuoco di Siderno, intervenuti con cinque unità e due mezzi,  ha evitato che le fiamme si propagassero ai palazzi adiacenti. Il responsabile delle operazioni di soccorso ha disposto tramite il tecnico del Comune e il sindaco la chiusura delle strade adiacenti l’abitazione per il rischio di caduta di materiale e di cornicioni.

Le cause che hanno determinato l’incendio sono in corso d’accertamento. Il terzo piano della palazzina è andato distrutto. Nella palazzina abitava una donna anziana, ultraottantenne, che fortunatamente in questi giorni era ospite della figlia per problemi di salute.

 

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Inchiesta “Coccodrillo”, economia collusa. Chiesto il giudizio per 3 imprenditori

Il mondo dell’economia mescolato a quello della criminalità organizzata. Lo spaccato emerso dall’operazione “Coccodrillo”

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CATANZARO – La Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini per 14 persone e chiesto il rito immediato per i principali indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza, denominata Coccodrillo sui rapporti di alcuni imprenditori con cosche del reggino e del crotonese.

In particolare la Dda ha chiesto il giudizio immediato per gli imprenditori Antonio, Giuseppe e Daniele Lobello per una serie di presunte intestazioni fittizie di beni, realizzate attraverso un sistema di società, formalmente intestate a terzi, e tuttavia, secondo l’accusa, controllate e gestite dagli stessi, al fine di sottrarle ad eventuali sequestri. I difensori degli imprenditori hanno chiesto il rito abbreviato. Secondo l’accusa Giuseppe Lobello “pur non facendone parte” avrebbe concorso con la cosca Arena alla quale – è l’ipotesi accusatoria – avrebbe fornito “attraverso condotte attive, un contributo concreto, specifico e volontario per la conservazione e il rafforzamento della capacità organizzativa dell’associazione, con la consapevolezza dei metodi e dei fini dell’associazione stessa.

In particolare, muovendosi quale imprenditore edile titolare e amministratore di fatto delle imprese facenti capo alla famiglia Lobello – Strade Sud, Trivellazioni Speciali, Consorzio Stabile Zeus, Consorzio Stabile Genesi – faceva da intermediario tra i vertici della cosca e taluni imprenditori soggetti a estorsione per lavori nel Catanzarese, raccogliendo i ratei delle estorsioni e consegnandoli alle scadenze prestabilite ai vertici del clan, ciò allo scopo di evitare che la presenza di soggetti riconducibili al clan presso i cantieri potesse tirare l’attenzione delle forze dell’ordine; ottenendo al contempo per il legame stretto con gli Arena una posizione dominante nell’esecuzione di lavori edili su Catanzaro, ovvero la protezione da interferenze estorsive, di altri gruppi criminali, presso i cantieri relativi ai lavori eseguiti e presso l’impianto di calcestruzzo dell’impresa”. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, reati di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio, favoreggiamento reale ed estorsione. Le indagini avrebbero evidenziato, oltre al legame mantenuto dalla famiglia Lobello con il clan Mazzagatti di Oppido Mamertina, anche il rapporto con il clan Arena di Isola Capo Rizzuto e altre cosche del crotonese, tra cui quella riconducibile a Nicolino Grande Aracri.

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Spirlì riabilita Mussolini e scoppia la polemica “Duce fautore della rivoluzione sociale”

Per il presidente f.f. della Calabria Mussolini è stato il fautore della rivoluzione sociale “una rilettura oggi si può fare”

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COSENZA – ““Ha creato le case popolari, le pensioni, l’assistenza all’infanzia, l’assistenza alle donne, le bonifiche, l’industrializzazione, la grande industria della cinematografia con la costruzione di Cinecittà. Insomma tante e tante cose sono state fatte in quegli anni e io non posso dimenticarlo. Perché sarebbe come dire che dalla Prima Repubblica dobbiamo cancellare tutto perché ci sono state anche le stragi”. Non si sono fatte attendere le reazioni alle parole di Spirlì che, in un’intervista a Klaus Davi, ha riabilitato Mussolini parlando di “condanna assoluta e totale delle leggi razziali e delle guerre coloniali, della seconda Guerra Mondiale e di Salò ma bisogna riconoscere che il Duce è stato soprattutto all’inizio fautore di una rivoluzione sociale. Per la sua parte socialista mi piace dire che andrebbe riletto e nella rilettura dare una valutazione positiva a quello che la merita, poi c’è altro che non la merita. Una rilettura oggi si può fare” ha detto il presidente facente funzione della Regione Calabria, Nino Spirlì, riferendosi a Benito Mussolini.

Fratoianni spero venga cacciato dal centrodestra”

“Immagino che domani Tajani, Meloni e Salvini a Lamezia annunceranno la cacciata dalla loro coalizione per le prossime elezioni regionali di un tale che elogia Mussolini e il regime fascista, infarcendo le sue farneticanti parole di bufale, di falsità storiche, di pregiudizi, di ignoranza”  ha affermato il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Se questo non accadrà – conclude Fratoianni – significa che in Italia abbiamo una classe politica di destra che è nostalgica del fascismo, e questa non è una buona cosa per il Paese e neanche per gli elettori democratici di destra del nostro Paese”.

Stumpo  (LeU) “la Calabria merita di meglio

Anche il deputato calabrese di LeU Nico Stumpo attacca Spirlì parlando di superficialità “le affermazioni del candidato del centrodestra alla vicepresidenza della Regione Calabria Nino Spirlì su Mussolini lasciano stupefatti per la superficialità della rilettura storica e il revisionismo. Forse non ricorda bene la storia del nostro Paese ma Mussolini era fascista, e il regime fascista non era quello che descrive. E’ stato un regime autoritario che mandava gli oppositori al confino o in galera e che ha portato il nostro paese ad allearsi con Hitler e i nazisti. Non proprio un benefattore. Il fascismo non è un’opinione, è un crimine. La Calabria merita di meglio“.

“Spero che i calabresi sapranno rispondere adeguatamente alle provocazioni antistoriche di Nino Spirlì sul fascismo – hainvece  commentato il deputato M5S e presidente della commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni – e spero cioè che lo mandino a casa, perché la Calabria non merita tali rappresentanti. Il fascismo e il suo leader Mussolini sono stati causa del dramma peggiore della storia italiana ma c’è ancora qualcuno che per due voti tenta malamente di legittimarli”. “Nino Spirlì vuole una ‘rilettura’ del duce e della ‘sua parte socialista’. Si rilegga allora il discorso di Matteotti e si studi lo squadrismo contro le Camere del lavoro ad esempio. A destra non si arrendono a chiamarlo col suo nome: fascismo” ha commentato su Twitter la deputata del Pd Chiara Gribaudo.

L’Anpi “non una parola per dire che il fascismo è stato dittatura”

Anche l’associazione nazionale dei partigiani, per bocca del suo presidente Gianfranco Pagliarulo., ha criticato duramente le affermazioni di Spirlì “il Presidente della Regione Calabria, nel riciclare la solita tiritera per cui “il fascismo ha fatto anche cose buone”, nella vulgata nera piena di bufale ha omesso soltanto di dire che allora i treni arrivavano in orario” . Non una parola sul fatto che il fascismo è stato una dittatura, che ha negato ogni forma di libertà agli italiani, che ha condannato ad anni e anni di carcere o di confino tanti antifascisti, che ha portato a morte direttamente o per le violenze precedentemente subite i nomi più nobili, da Matteotti, a Gramsci, a Gobetti, ai fratelli Rosselli, a Giovanni Amendola, a cui si ispira la Repubblica di cui è autorevole rappresentante”.

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