Bordata a De Magistris "ho fatto bene a rompere. Sei il vecchio travestito da nuovo" - QuiCosenza.it
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Bordata a De Magistris “ho fatto bene a rompere. Sei il vecchio travestito da nuovo”

La replica “lui è stato dirigente dalla giunta Oliverio. Non farò mai un accordo politico né con Oliverio e men che mai con Loiero”

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COSENZA – Dall’idillio al fuoco incrociato. Sono veri e propri macigni quelli che l’ex capo della protezione civile Carlo Tansi, leader di Tesoro di Calabria, scaglia contro l’ex alleato alla prossime regionali Luigi De Magistris. I due correranno da soli dopo che il geologo ha deciso di rompere l’alleanza con l’attuale sindaco di Napoli. Alla base della rottura i contatti che l’ex PM avrebbe avuto con il PD e il movimento 5 Stelle e la richiesta di Mimmo Lucano di inserire nella sqaudra l’ex governatore Mario Oliverio e Loriero.

ho fatto bene a scendere dal TanDem” attacca Tansi che spiega “le parole hanno un peso. Sono pietre. E non si può giocare con certe frasi, cercando di dargli una veste diversa e più accettabile con un politichese che somiglia a quelle spezie (ab)usate in cucina su un ingrediente in procinto di andare a male al fine di confonderne i sapori e nasconderne così le magagne. Ma c’è chi se ne frega tipo Luigi de Magistris (la separazione è stata ufficializzata sabato scorso, ndr), tanto da spingermi a dividermi da lui. Capo di una coalizione che in Calabria dietro a una sapiente mano di vernice cela un legittimo, ma altrettanto machiavellico, disegno: vincere le elezioni a qualunque costo, anche imbarcando i vecchi arnesi della politica. Personaggi dai quali io ho invece nettamente preso le distanze proprio per affermare il vero rinnovamento, non ingannando i cittadini con belle dichiarazioni di facciata e basta”.


Durissimo il leader di Tesoro Calabria Carlo Tansi, che ha sbottato ancora una volta dopo aver letto una nota di Mimmo Lucano, il quale ha parlato di apertura ad Agazio Loiero e soprattutto Mario Oliverio. Argomento rispetto a cui Tansi è stato categorico, spiegando: “chi vuol far passare la mia rottura con de Magistris per una sorta di capriccio, dovuto alla necessità di recuperare una centralità nella scena politica, dice il falso ed è strumentale. Mi danno dell’egocentrico e della prima donna. Ma credo tutti si rendano conto di come nella vita contino solo i fatti e non le chiacchiere o gli appellativi, magari frutto di luoghi comuni. Ragion per cui ribadisco di essere andato nella giusta direzione, quella della coerenza, quando ho deciso di scendere dal TanDem. Eppure – aggiunge – ero talmente convinto che il progetto potesse cambiare le sorti della nostra stupenda regione da aver fatto subito un passo indietro malgrado la forte resistenza incontrata nella maggioranza dei miei candidati e collaboratori, alla faccia dell’egocentrismo mi verrebbe dunque da commentare, consegnando al sindaco di Napoli un Tesoro non unicamente nel nome”.

“Un movimento – ha continuato – che costituiva per lui una base di inestimabile valore, elettorale e di energie, su cui poggiarsi. Decisione assunta con generosità e altruismo essendomi accorto di come fosse venuto qui ‘panza e presenza’, per dirla in gergo. Subito dopo, però, mi sono pure reso conto del suo abile giochino: vampirizzarmi, prendendosi tutto il meglio di quanto avessi costruito insieme a centinaia di donne e uomini di spessore per metterlo a disposizione, in un indiscriminato calderone, del peggio di qualche partito alla canna del gas, leggasi Pd, che con lui dialoga, verbo non casuale, tanto”.

Senza peli sulla lingua, quindi, le affermazioni del geologo che ha concluso, asserendo: “mi auguro gli elettori non confondano il de Magistris coraggioso magistrato con l’altro, il politico. Una sorta di alter ego, diciamo più semplicemente una copia sbiadita, di quello con la toga, che pur senza infrangere la legge, ci mancherebbe altro, è molto più disinvolto e spregiudicato nei comportamenti. E in questo caso della candidatura a governatore calabrese, che vedremo se sarà tale o magari finalizzata ad aprire la strada a qualche bella donzella del territorio con un atto di galanteria simile a un colpo di teatro, pronto a fare accordi, la traduzione di dialogo, con figure del passato lontane anni luce dal nostro Movimento”.

DeMa “era lui il dirigente della giunta Oliverio”

Immediata la replica di De Magistris “una delle tante innumerevoli differenze, etiche, politiche e istituzionali, tra me e Tansi è che lui era stato nominato dirigente dalla giunta Oliverio mentre io non farò mai un accordo politico né con Oliverio e men che mai, per evidenti motivi, con Loiero

Calabria

Si ustiona con la fiamma ossidrica, 81enne muore dopo una settimana di agonia

Il pensionato era stato trasferito al centro grandi ustionati di Palermo dove nelle ultime ore è sopraggiunto il decesso

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MILETO (VV) – Era rimasto gravemente ustionato mentre stava facendo lavori di saldatura sul tetto della propria abitazione, a Mileto. È morto oggi, dopo una settimana di agonia, il pensionato 81 enne Giovanni Colaci, a causa di un incidente che si era verificato giorni fa a Mileto. L’uomo si trovava sul tetto di un’abitazione, sita in via Luca Conforti, per effettuare dei lavori di saldatura usando la fiamme ossidrica, quando a causa dei fumi sprigionati era svenuto. In un attimo i vestiti dell’uomo avevano preso fuoco, provocandogli ustioni in particolare agli arti inferiori.

Sul luogo dell’incidente, erano intervenuti i soccorsi, tra cui l’elisoccorso, ma poi i sanitari del 118 avevano deciso di trasportare il ferito in ambulanza all’ospedale civile “Jazzolino” di Vibo Valentia. Da qui, una volta valutata la gravità della situazione, il pensionato era stato trasferito al centro grandi ustionati di Palermo dove nelle ultime ore, per via di un improvviso peggioramento delle sue condizioni, è sopraggiunto il decesso.

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Calabria

Scambio elettorale politico mafioso. Marco Siclari (FI) condannato e 5 anni e 4 mesi

La decisione del Gup nel processo “Eyphemos” con rito abbreviato contro le cosche di Sant’Eufemia d’Aspromonte

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REGGIO CALABRIA – Cinque anni e 4 mesi di reclusione sono stati inflitti dal gup Maria Rosa Barbieri al senatore di Forza Italia Marco Siclari, accusato di scambio elettorale politico mafioso nel processo Eyphemos contro le cosche di Sant’Eufemia d’Aspromonte. La sentenza è stata più pesante della richiesta del pm Giulia Pantano che aveva chiesto 4 anni di reclusione. Secondo le indagini, coordinate anche dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Gaetano Paci, Siclari sarebbe stato appoggiato dalla cosca Alvaro alle politiche del 2018. Nel febbraio 2020, il gip aveva disposto i domiciliari per Siclari ma la Giunta per le autorizzazioni non ha mai deciso.

Siclari, è scritto nel capo di imputazione, “accettava a mezzo dell’intermediario Giuseppe Antonio Galletta, la promessa di procurare voti da parte di Domenico Laurendi, appartenente al locale di ‘ndrangheta di Santa Eufemia della famiglia mafiosa Alvaro”. In cambio, due mesi dopo le elezioni, secondo la Dda, il senatore si sarebbe interessato per far ottenere il trasferimento a Messina a una dipendente delle Poste, figlia di Natale Lupoi, ritenuto affiliato alla ‘ndrangheta e condannato oggi, nello stesso processo, a 19 anni e 4 mesi di carcere. Nel processo, che si è celebrato con la formula del rito abbreviato, sono stati giudicati colpevoli anche il presunto boss Domenico Laurendi, detto “Rocchellina” (20 anni) e il boss Cosimo Alvaro (17 anni e 9 mesi). Complessivamente gli imputati condannati sono stati 21 e quelli assolti tre. Nell’operazione “Eyphemos” era stata arrestato anche il sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte e consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo che ha scelto il rito ordinario ed è sotto processo davanti al Tribunale di Palmi.

Siclari su Facebook “sono sicuro che emergerà la verità”

“Dopo 575 giorni di rispettoso silenzio mi trovo a Reggio Calabria per partecipare all’ultima udienza del processo che mi riguarda. Ho sempre affermato e ribadisco: ho fiducia nella Giustizia! Sono sicuro che emergerà la verità per restituire dignità alla nostro territorio e serenità alla mia famiglia”. Questo quanto scriveva ieri su Facebook il senatore di Forza Italia. “Ho chiesto il rito abbreviato – spiega- perché da tutte le carte emerge in maniera chiara la mia totale estraneità e che ho sempre dichiarato dal primo momento. Ringrazio, come già fatto di fronte al GIP, tutti gli “Uomini dello Stato” che si battono onestamente e nel rispetto della Legge per liberare la nostra terra dalla criminalità organizzata e dall’illegalità. Ringrazio con tutto il cuore, coloro che mi sono stati vicino in questi anni, mia moglie, i miei genitori, i miei amici, i colleghi senatori di ogni schieramento politico che leggendo le carte e avendo fiducia nella Giustizia hanno deciso di non votare, a distanza di 19 mesi, l’autorizzazione a procedere contro la mia persona”. “il pensiero più grande, in ogni momento della giornata – aggiunge – va a mio figlio Francesco Marco di 6 anni appena, al quale un giorno dovrò “cercare di spiegare” con grande tristezza quanto mi è accaduto, soprattutto dopo tutto il tempo speso ad insegnargli, in ogni occasione utile, che si cresce avendo come riferimento la Legge, Lo Stato e le Istituzioni”. Non sarà facile, ma spero tanto che mi capirà conoscendo il suo amato Papà” conclude Siclari.

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Nasconde fucile e munizioni dentro uno sgabuzzino: arrestato operaio

Detenzione abusiva di arma clandestina e munizioni è l’accusa nei confronti di un 42enne incensurato di Caulonia, nel reggino

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CAULONIA (RC) – A Caulonia, i Carabinieri, nell’ambito di servizi finalizzati alla ricerca di armi ed esplosivi nel territorio di competenza, hanno arrestato N. E., operaio incensurato, 42enne del posto, per detenzione abusiva di arma clandestina e munizioni.

Nello specifico, i militari della locale Stazione unitamente ai carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, ad esito di un controllo di polizia eseguito presso l’abitazione dell’interessato, hanno rinvenuto, nascosto all’interno dello sgabuzzino, occultato in una scatola di cartone tra varie coperte, un fucile artigianale, realizzato attraverso assemblaggi di vari componenti, cal. 8 privo di matricola e oltre 100 munizioni detenute senza la prevista licenza dell’Autorità. Espletate le formalità di rito, l’arrestato, ad esito dell’udienza di convalida, è stato rimesso in libertà su disposizione della competente Autorità giudiziaria.

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