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Calabria

Calano i contagi in Calabria +286 ma non a Cosenza con +155 positivi

4 i decessi nelle ultime 24 ore. Castrovillari conta un’altra vittima, una donna di 70 anni, che si era contagiata nelle festività di Pasqua

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COSENZA – Calano i contagi in Calabria con +286 nuovi positivi (ieri erano +337) accertati nel bollettino del dipartimento salute della Regione a fronte di una diminuzione di tamponi effettuati, sia rapidi che antigenici: sono 2,363 quelli processati.

I positivi non accennano a diminuire nel cosentino che ad oggi rimane la provincia più colpita con 155 nuovi casi. In netta diminuzione i tamponi effettuati, sia rapidi che antigenici: sono 2,363 quelli processati. Sono 4 le vittime registrate. Negli ospedali calabresi calano anche i ricoveri in area medica, ma aumentano in terapia intensiva di tre unità. I guariti sono 114 per un totale di 44,453 da inizio pandemia.

La provincia di Reggio Calabria conta +79 nuovi casi, seguita da Crotone +27, Catanzaro +19, Crotone 27 e Vibo Valentia, la provincia che registra il numero più basso con solo +6 positivi.

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 721.921 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 778.545 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 60.697 (+286 rispetto a ieri), quelle negative 661.224.

Covid, nuova vittima a Castrovillari

C’è una nuova vittima per il Covid 19 a Castrovillari. Ne dà notizia il sindaco della città, Domenico Lo Polito. La persona deceduta è una donna settantenne che era rimasta contagiata nel periodo delle feste di Pasqua e che da giorni era ricoverata presso il reparto Covid dell’ospedale di Cosenza. Il decesso è avvenuto ieri nel reparto di malattie infettive dell’ospedale dell’Annunziata. Il sindaco Lo Polito ha espresso “le condoglianze più sincere ai familiari, sapendo quanto hanno sperato e lottato, con i limiti che il periodo impone”.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza: CASI ATTIVI 8.377 (101 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 37 in reparto al presidio di Rossano; 4 in terapia intensiva al presidio ospedaliero. di Rossano; 17 al presidio ospedaliero di Acri; 25 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’ospedale da Campo; 18 in terapia intensiva, 8.175 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11.907 (11.446 guariti, 461 deceduti).

Catanzaro: CASI ATTIVI 2.904 (41 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 8 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 22 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 17 in terapia intensiva; 2816 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.006 (5.888 guariti, 118 deceduti).

Crotone: CASI ATTIVI 941 (37 in reparto; 904 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.641 (4.567 guariti, 74 deceduti).

Vibo Valentia: CASI ATTIVI 446 (20 ricoverati, 426 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.581 (4501 guariti, 80 deceduti).

Reggio Calabria: CASI ATTIVI 2.475 (91 in reparto all’Azienda ospedaliero di Reggio Calabria; 27 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 9 in terapia intensiva; 8 in riparto al presidio ospedaliero di Melito; 2.340 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 18.026 (17.740 guariti, 286 deceduti).

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 82 (82 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 311 (311 guariti).

 

Calabria

‘Ndrangheta, le cosche “prendevano carabinieri e poliziotti e se li crescevano”

Le rivelazioni del boss Maurizio Cortese, l’ex reggente della cosca Serraino che nei mesi scorsi ha scelto di collaborare con la giustizia

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REGGIO CALABRIA – Le famiglie mafiose “prendevano i carabinieri o i poliziotti e se li crescevano”. È la frase del boss Maurizio Cortese, l’ex reggente della cosca Serraino che nei mesi scorsi ha scelto di collaborare con la giustizia.

“Prendevano un carabiniere gli facevano fare dei ritrovamenti”

Al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Stefano Musolino, il pentito Cortese ha descritto la figura di Mimmo Morabito, uno degli imputati del processo “Pedigree”. Parlando di lui, l’ex boss non ha dubbi e infatti, già nel verbale del 25 agosto scorso, al procuratore Giovanni Bombardieri e al pm Musolino ha detto: “è massone Mimmo. Ho visto il libretto io, ho visto il libretto io, avete capito?”. “In ogni famiglia avevano determinate persone. – è quanto riporta l’interrogatorio del 28 settembre 2020 – determinate persone come Morabito, anzi pure peggio, cioè che praticamente avevano questi rapporti con le forze dell’ordine. Praticamente prendevano i carabinieri o i poliziotti e se li crescevano. Li facevano crescere loro”.

Il pentito Maurizio Cortese ha spiegato a verbale anche come: “allora prendevano, prendevano un carabiniere così no e magari gli facevano fare dei ritrovamenti, gli facevano fare per dire cioè… a me avete visto chi mi ha preso Dottore? Dei carabinieri quei ragazzini là, quei dementi ragazzini. A me mi doveva prendere Maugeri, invece hanno fatto, la mia cattura gliel’hanno fare a questi… proprio ragazzini”. A dimostrazione dei rapporti con le forze dell’ordine, Cortese ha parlato di Sebi Vecchio, l’ex assessore comunale di Reggio Calabria e poliziotto, arrestato a ottobre e oggi collaboratore di giustizia: “quando ero latitante, avevo degli accordi lavorativi con Sebi Vecchio. Io dovevo dormire con sette cuscini”.

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Calabria

Smantellata rete di spaccio, 2 arresti e 9 indagati. Sequestrati 10 chili di ‘marijuana’

I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019, tra il catanzarese e il vibonese

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MAIDA (CZ) – Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti nel basso comprensorio lametino. Con queste accuse i carabinieri della Compagnia di Girifalco, supportati da una squadra operativa e una unità cinofila dello squadrone eliportato cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno posto agli arresti domiciliari un trentenne ed un trentatreenne di Maida ai quali hanno notificato un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica Dda.

Alti 9 indagati nell’inchiesta ‘Ligea’

Nell’ambito della stessa inchiesta, i carabinieri, hanno anche notificato avvisi di garanzia nei confronti di altre nove persone, considerate a vario titolo responsabili, anche in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, cocaina e hashish, tra i comuni di Maida, San Pietro a Maida, Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, e Filadelfia, nel Vibonese. I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019 dal Norm – aliquota operativa della Compagnia di Girifalco e coordinata dalle Procure della Repubblica di Lamezia Terme e Catanzaro – Dda.

Le indagini, svolte con attività tecniche e tradizionali, hanno permesso di smantellare una rete di spaccio di stupefacenti tra la Piana di Lamezia e i comuni sulle colline a ridosso delle Preserre, con l’arresto di 10 persone ed il sequestro di circa 10 chili di marijuana.

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Calabria

Rubano, provocano incidente nella fuga e picchiano poliziotti. Inseguiti e arrestati

3 gli agenti feriti, tra cui anche i due arrestati, e una persona rimasta coinvolta nello scontro: è il bilancio della fuga rocambolesca avvenuta a Catanzaro

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CATANZARO – Furto, resistenza a pubblici ufficiali, fuga in caso di incidente con danni alle persone, omissione di soccorso e possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli. Queste le accuse con cui la squadra volante della Polizia di Stato di Catanzaro ha arrestato e posto ai domiciliari F.B., 38 anni, e S.B. (35) al termine di un inseguimento. Inoltre, S.B, sarà anche denunciato perché trovato alla guida di veicolo privo di copertura assicurativa e senza patente di guida, mai conseguita.

La segnalazione del furto e l’inseguimento

Nel pomeriggio di ieri, una persona ha segnalato che due rom avevano sottratto dal suo furgone aziendale numerosi attrezzi da lavoro, fuggendo a bordo di un’auto. Intercettati da un equipaggio della Volante, ne è scaturito un inseguimento che si è concluso nel momento in cui l’auto ha imboccato contromano la rotatoria su viale Magna Grecia, andando a scontrarsi frontalmente contro un’altra auto e coinvolgendo anche il mezzo della Polizia. Raggiunti a piedi e bloccati entrambi, i due hanno iniziato a colpire con calci e pugni gli agenti, nel tentativo di potersi divincolare.

La refurtiva, quattro valigette contenenti attrezzature professionali del valore di circa mille euro, è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Tre poliziotti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni ciascuno. Feriti anche i due arrestati e l’altra persona coinvolta nello scontro.

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