Vaccini: in Calabria oltre 44mila dosi tra AstraZeneca, Moderna e J&J. Domani parte il Vax Day - QuiCosenza.it
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Vaccini: in Calabria oltre 44mila dosi tra AstraZeneca, Moderna e J&J. Domani parte il Vax Day

Procede la distribuzione dei vaccini anti-Covid su tutto il territorio con il supporto dell’Esercito. Domani arriveranno a Cosenza per essere smistati in tutta la Regione

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COSENZA – Procede la distribuzione dei vaccini anti-Covid su tutto il territorio. Arriveranno nella mattinata di domani, sabato 1 maggio, a Cosenza, altri 44.800 vaccini destinati alla Calabria. Il numero delle dosi per casa farmaceutica è così suddiviso: 36.700 Astrazeneca, 4.900 Moderna e 3.200 Johnsono&Johnson.

I furgoni Sda, corriere di Poste italiane, attrezzati con speciali celle frigorifere, prenderanno in consegna anche i vaccini e procederanno alla distribuzione sul territorio regionale, raggiungendo le seguenti destinazioni finali: Crotone, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Melito Porto Salvo. La fornitura alle strutture ospedaliere avverrà anche questa volta in collaborazione con l’Esercito Italiano.

Vaccini, rassicurazioni dalla Regione ma i vaccinati sono “all’8%”

“Speriamo che la campagna vaccinale possa concludersi entro la fine dell’estate”, è la rassicurazione giunta dal commissario alla sanità calabrese Guido Longo. Gli fa eco il presidente ff della Regione Calabria, Antonino Spirlì che si accoda con un augurio “di finire il primo turno entro giugno”. Ma a guardare i numeri attuali, al momento ci si può aggrappare solo alla speranza. La Fondazione Gimbe evidenzia che in Calabria la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 8% a cui aggiungere un ulteriore 10,5% solo con prima dose. 

Domani parte il Vax day

Da domani, intanto, prende il via il Vax day promosso da Regione, Commissario ad acta per la sanità, Protezione Civile, Difesa e Croce rossa, per incrementare le somministrazioni, che culminerà martedì 4, “data scelta non a caso – rileva la Prociv – ma proposta, come messaggio di speranza per tutti i calabresi, essendo il giorno in cui si festeggia San Francesco di Paola, protettore della Calabria”. 21 i centri vaccinali su tutto il territorio, che si sommano ai 90 punti già presenti e che saranno comunque attivi, che apriranno dalle 9 alle 22 a over 80, soggetti fragili, persone dai 60 ai 79 anni, insegnanti di ogni ordine e grado e alcune categorie di caregiver.

“Vogliamo continuare a dare un’accelerata alla vaccinazione – spiega Fortunato Varone, dg della Protezione civile regionale – e chiediamo la collaborazione di tutti e il rispetto delle procedure. Ricordiamo che è obbligatorio prenotarsi sulla piattaforma per evitare disagi e assembramenti e per far lavorare in serenità ed efficienza il personale”. Da oggi, inoltre, è possibile la prenotazione sulla piattaforma anche per i caregiver.

“Sappiamo – dice Varone – che alcuni caregiver stanno avendo alcuni disagi nel registrarsi. Il Dipartimento Tutela della Salute della Regione sta cercando di intervenire per risolvere tutte le problematiche ma, al momento, non tutti rientrano negli aventi diritto e invitiamo a leggere con attenzione le nostre comunicazioni sul sito www.rcovid19.it”. E domani in Calabria arriveranno altri 44.800 vaccini: 36.700 Astrazeneca, 4.900 Moderna e 3.200 Johnson&Johnson.

Calabria

Calano ancora ricoveri e contagi, +193 nuovi casi in Calabria. 4 i decessi

Calano anche in provincia di Cosenza con 68 nuovi positivi. Lieve aumento di tamponi: ne sono stati processati 3.641

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CATANZARO – Calano ancora i contagi in Calabria con +193 nuovi positivi (ieri erano +253) accertati oggi nel bollettino diramato dal dipartimento salute della Regione, con un lieve aumento di tamponi processati, sia molecolato che antigenici: ne sono stati processati 3.641 (ieri erano 3.372). 4 i decessi registrati nelle ultime 24 ore. Per il quarto giorno consecutivo calano i ricoveri, con una discesa in area medica (-2).

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 759.389 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 824.238 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 64.408 (+193 rispetto a ieri), quelle negative 694.981.

I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 68, Catanzaro 42, Crotone 32, Vibo Valentia 17, Reggio Calabria 34.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza: CASI ATTIVI 7.411 (95 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 33 in reparto al presidio di Rossano; 0 ricoveri in terapia intensiva a Rossano; 11 al presidio ospedaliero di Acri; 10 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’ospedale da Campo; 9 in terapia intensiva, 7.248 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 14.194 (13.694 guariti, 500 deceduti).

Catanzaro: CASI ATTIVI 1.803 (37 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 8 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 11 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 8 in terapia intensiva; 1.739 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7.662 (7.532 guariti, 130 deceduti).

Crotone: CASI ATTIVI 764 (27 in reparto; 737 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.310 (5223 guariti, 87 deceduti).

Vibo Valentia: CASI ATTIVI 343 (19 ricoverati, 324 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.871 (4785 guariti, 86 deceduti).

Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1.962 (94 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 22 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 8 ricoveri in reparto al presidio ospedaliero di Melito; 1.830 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 19.694 (19.388 guariti, 306 deceduti).

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 51 (51 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 343 (343 guariti).

 

 

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Calabria

‘Ndrangheta, le cosche “prendevano carabinieri e poliziotti e se li crescevano”

Le rivelazioni del boss Maurizio Cortese, l’ex reggente della cosca Serraino che nei mesi scorsi ha scelto di collaborare con la giustizia

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REGGIO CALABRIA – Le famiglie mafiose “prendevano i carabinieri o i poliziotti e se li crescevano”. È la frase del boss Maurizio Cortese, l’ex reggente della cosca Serraino che nei mesi scorsi ha scelto di collaborare con la giustizia.

“Prendevano un carabiniere gli facevano fare dei ritrovamenti”

Al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Stefano Musolino, il pentito Cortese ha descritto la figura di Mimmo Morabito, uno degli imputati del processo “Pedigree”. Parlando di lui, l’ex boss non ha dubbi e infatti, già nel verbale del 25 agosto scorso, al procuratore Giovanni Bombardieri e al pm Musolino ha detto: “è massone Mimmo. Ho visto il libretto io, ho visto il libretto io, avete capito?”. “In ogni famiglia avevano determinate persone. – è quanto riporta l’interrogatorio del 28 settembre 2020 – determinate persone come Morabito, anzi pure peggio, cioè che praticamente avevano questi rapporti con le forze dell’ordine. Praticamente prendevano i carabinieri o i poliziotti e se li crescevano. Li facevano crescere loro”.

Il pentito Maurizio Cortese ha spiegato a verbale anche come: “allora prendevano, prendevano un carabiniere così no e magari gli facevano fare dei ritrovamenti, gli facevano fare per dire cioè… a me avete visto chi mi ha preso Dottore? Dei carabinieri quei ragazzini là, quei dementi ragazzini. A me mi doveva prendere Maugeri, invece hanno fatto, la mia cattura gliel’hanno fare a questi… proprio ragazzini”. A dimostrazione dei rapporti con le forze dell’ordine, Cortese ha parlato di Sebi Vecchio, l’ex assessore comunale di Reggio Calabria e poliziotto, arrestato a ottobre e oggi collaboratore di giustizia: “quando ero latitante, avevo degli accordi lavorativi con Sebi Vecchio. Io dovevo dormire con sette cuscini”.

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Smantellata rete di spaccio, 2 arresti e 9 indagati. Sequestrati 10 chili di ‘marijuana’

I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019, tra il catanzarese e il vibonese

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MAIDA (CZ) – Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti nel basso comprensorio lametino. Con queste accuse i carabinieri della Compagnia di Girifalco, supportati da una squadra operativa e una unità cinofila dello squadrone eliportato cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno posto agli arresti domiciliari un trentenne ed un trentatreenne di Maida ai quali hanno notificato un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica Dda.

Alti 9 indagati nell’inchiesta ‘Ligea’

Nell’ambito della stessa inchiesta, i carabinieri, hanno anche notificato avvisi di garanzia nei confronti di altre nove persone, considerate a vario titolo responsabili, anche in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, cocaina e hashish, tra i comuni di Maida, San Pietro a Maida, Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, e Filadelfia, nel Vibonese. I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019 dal Norm – aliquota operativa della Compagnia di Girifalco e coordinata dalle Procure della Repubblica di Lamezia Terme e Catanzaro – Dda.

Le indagini, svolte con attività tecniche e tradizionali, hanno permesso di smantellare una rete di spaccio di stupefacenti tra la Piana di Lamezia e i comuni sulle colline a ridosso delle Preserre, con l’arresto di 10 persone ed il sequestro di circa 10 chili di marijuana.

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