Lenta discesa dei contagi in Calabria (+402), Ma ci sono altri 9 morti, 6 a Cosenza - QuiCosenza.it
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Calabria

Lenta discesa dei contagi in Calabria (+402), Ma ci sono altri 9 morti, 6 a Cosenza

Scendono i nuovi contagi anche in provincia di Cosenza (+126) che registra però un nuovo aumento delle vittime

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COSENZA – Forse è troppo presto per cantare vittoria, ma seppur lentamente, la curva del contagio in Calabria sembra aver iniziato la sua discesa. Calano i nuovi positivi a fronte, va anche evidenziato, di un numero in calo di tamponi rispetto a ieri e tornati sotto quota 4mila. Contagi in leggera decrescita anche nella provincia di Cosenza che rimane ancora la più colpita da questa terza ondata. Nuovo pesante bilancio di vittime, con 9 decessi nelle ultime 24 ore quasi tutti nel cosentino dove oggi è anche arrivata la triste notizia del decesso di un 20enne positivo di Roggiano gravina. Dopo un malore avuto a casa, la corsa disperata in ospedale, ma i sanitari del 118 purtroppo non sono riusciti a salvarlo. Scendono in modo deciso i ricoveri in area medica ed anche nelle terapie intensive.

Sono +402 i nuovi positivi accertati oggi dal dipartimento salute della Regione (in leggera diminuzione rispetto ai +471 di ieri) con un numero come detto in calo di tamponi analizzati analizzati, sia molecolari che antigenici: ne sono stati processati 3.872 (ieri erano stati 4.810). In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 691.199 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 741.489 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, La Calabria raggiunge i 56.468 casi totali da inizio pandemia.

In calo i nuovi contagi in provincia di Cosenza

Il maggior numero di nuovi positivi arriva ancora una volta dalla provincia di Cosenza che oggi conta un incremento di +126 nuovi casi (in decisa diminuzione da ieri quando erano stati +213). Segue come sempre la provincia di Reggio Calabria che oggi conta un aumento di +108 nuovi positivi, in leggera crescita rispetto ai dati di ieri. I nuovi contagi tornano a salire nella provincia di Catanzaro (+80), in quella di Crotone (+64) mentre scendono in quella di Vibo Valentia che oggi conta +24 nuovi casi.

Risalgono le vittime, sei a Cosenza

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, cresce ancora il numero di persone attualmente positive: sono in totale 14.232 i casi attivi al momento, 103 in più rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 41.266, con un incremento di 287 persone in più. Dopo due giorni in calo, risale il dato sulle vittime. Sono 9 i decessi registrati nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti a 967: ben sei nella provincia di Cosenza, uno a Catanzaro, uno a Vibo Valentia e uno a Reggio Calabria

Scendono i ricoveri e le terapie intensive

Deciso calo da ieri dei ricoveri negli ospedali calabresi. Scendono di poco i posti letto occupati in area medica, ed anche nelle unità di terapie intensive. Ad oggi sono 511 le persone ricoverate complessivamente nei nosocomi calabresi (ieri erano 523). Di queste, 467 si trovano nei reparti di malattie infettive (-9) e 44 in terapia intensiva (-3). Infine sale a 13.724 il numero di persone in isolamento domiciliare, 118 in più rispetto a ieri. Di queste, 69 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Agenas “in Calabria occupazione letti ancora oltre la soglia”

Calano ancora, a livello nazionale, le terapie intensive occupate da pazienti Covid, scese a livello al 34% rispetto a quelle disponibili, ma sono ancora oltre la soglia critica del 30% in ben 12 regioni o Province Autonome (Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Trento, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta). A calare ancora sono anche i posti letto in reparto occupati da pazienti con Covid-19. A livello nazionale si attestano, infatti, al 35%, ma 3 regioni superano ancora la soglia critica, fissata in questo caso al 40% (Lazio, Puglia e Piemonte). E’ quanto emerge dai dati del monitoraggio quotidiano dell’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 21 aprile. Questo il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari di area medica non critica (malattie infettive, medicina generale e pneumologia) nelle varie Regioni e Province autonome: Abruzzo (26% intensive, 32% reparti ordinari); Basilicata (15%, 38%); Calabria (31%, 49%); Campania (23%, 36%); Emilia Romagna (38%, 32%); Friuli Venezia Giulia (27%, 27%); Lazio (35%, 41%); Liguria (30%, 32%); Lombardia (47%, 37%); Marche (33%, 39%); Molise (33%, 18%); PA Bolzano (10%, 13%); PA Trento (32%, 21%); Piemonte (44%, 46%); Puglia (44%, 50%); Sardegna (25%, 23%); Sicilia (22%, 33%); Toscana (41%, 31%); Umbria (31%, 26%); Valle d’Aosta (40%, 24%); Veneto (21%, 19%).

 

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
CASI ATTIVI 7.619 (105 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 36 in reparto al presidio di Rossano; 18 al presidio ospedaliero di Acri; 31 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’ospedale da Campo; 17 in terapia intensiva, 7.409 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.894 (10.456 guariti, 438 deceduti)

Catanzaro
CASI ATTIVI 2.848 (55 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 9 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 20 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 16 in terapia intensiva; 2.748 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5.488 (5.375 guariti, 113 deceduti)

Crotone
ASI ATTIVI 1.053 (46 in reparto; 1.007 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.117 (4.049 guariti, 68 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 399 (16 ricoverati, 383 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.366 (4289 guariti, 77 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 2247 (101 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 30 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 2.108 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 17.059 (16.788 guariti, 271 deceduti)

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 69 (69 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 309 (309 guariti)

Calabria

L’Esercito potenzierà il tracciamento: “tamponi processati in laboratorio mobile”

“Questo ulteriore supporto da parte dell’Esercito ci consente di contrastare più efficacemente i focolai che si stanno propagando all’interno delle scuole”

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VIBO VALENTIA – Da lunedì prossimo sarà potenziato il sistema tracciamento anti covid, grazie all’iniziativa avviata dall’Esercito Italiano che procederà ad effettuare uno screening della popolazione scolastica vibonese con proprio personale medico e infermieristico, per la durata di circa un mese. I tamponi molecolari per la ricerca del Sars-Cov2 saranno processati all’interno di un laboratorio mobile, messo sempre a disposizione dell’Esercito con propri medici e tecnici di laboratorio.

“In questo particolare e delicato momento, che stiamo vivendo a causa della diffusione del virus – afferma il Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia Maria Bernardi – questo ulteriore supporto da parte dell’Esercito a sostegno della nostra comunità ci consente di contrastare più efficacemente i focolai che si stanno propagando all’interno delle scuole. Avverto il bisogno di ringraziare il colonnello Medico Alfonso Zizza, per la professionalità e la sensibilità che continua a manifestare nei confronti della sanità vibonese”.

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Calabria

Agriturismo in crisi, Coldiretti Calabria: “misure per scongiurare licenziamenti”

Il 2021 per il settore dell’agriturismo, si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie

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COSENZA – Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno rispetto a prima della pandemia nel 2019 soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie. Questo emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di Terranostra Calabria che per questo pone in risalto la necessità di sostegni di fronte ad una situazione di grave sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione.

“La tenuta delle presenze nei mesi estivi – commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell’anno nelle circa 400 strutture operanti con 12200 posti a tavola e circa 1500 posti letto. Un colpo micidiale ad un sistema che alimenta e sostiene anche l’economia di altri settori soprattutto nelle aree rurali e zone interne, si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità”.

“Si è concluso – prosegue – infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con arrivi che sono ritornati al livello del 2010, con il fatturato che si è dimezzato dopo investimenti da parte degli operatori agrituristici. Il rischio adesso è, anche, la perdita di posti di lavoro e quindi famiglie che si ritroverebbero senza reddito, oltre alla perdita di maestranze con elevati requisiti professionali sulle quali le aziende agrituristiche hanno investito. L’incognita e il pericolo – sostiene Aceto –saranno gli inevitabili licenziamenti se non s’interviene tempestivamente con la cassa integrazione, così come preannunciato nelle scorse settimane dal Governo”.

“I contributi previsti dal decreto del Ministero del Turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico – ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non sono sufficienti a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali – insiste Coldiretti – è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno”.

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Cassazione: “Rapina aggravata se con mascherina”. Il ladro: “Ma era obbligatoria”

Il rapinatore si è rivolto alla Corte facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina

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ROMA – Il reato di rapina è aggravato se compiuto indossando la mascherina. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di un uomo che era stato condannato in primo e secondo grado per rapina con l’applicazione dell’aggravante relativa al travisamento del volto: reato compiuto mentre indossava la mascherina, resa obbligatoria dalle norme anti-Covid.

Il ricorso del rapinatore

Il rapinatore – secondo quanto riferito dalle agenzie – si era rivolto alla Suprema Corte, facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina, essendo quest’ultima imposta per legge. In pratica, secondo l’autore del reato, si sarebbe trattato di un comportamento obbligatorio previsto dalla normativa vigente e dunque, non avrebbe potuto costituire un’aggravante al delitto di rapina.

La decisione della Corte

La II sezione penale della Corte di Cassazione, ha ritenuto però infondato il ricorso in quanto il camuffamento del volto per aver indossato la mascherina è comunque collegato alla commissione del delitto e utile a rendere difficoltoso il riconoscimento dell’autore del fatto. Per la Suprema Corte, inoltre, è corretta l’applicazione dell’aggravante dal momento che il nesso di “occasionalità necessaria” della rapina effettuata indossando la mascherina esclude la possibilità di ritenere quest’ultima condotta alla stregua di mero adempimento del dovere.

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