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In Calabria 511 nuovi positivi e 10 morti. A Cosenza 206 contagi

Il virus non molla la presa nella provincia mentre si registra un numero ancora drammatico di morti. Tamponi in calo: sono 3,069

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CATANZARO – Aumentano ancora i positivi in Calabria con 511 nuovi casi (ieri erano 448) e un numero di tamponi, tra antigenici e molecolari, in diminuzione: sono 3,069 quelli effettuati (ieri erano 3,868). Salgono ancora i ricoveri in area medica di nove unità, mentre le terapie intensive calano di un’unità. Ancora tragico il dato sui decessi: si registrano 10 morti (ieri 2). Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.

Il contagio da Covid-19 non molla la presa in  provincia di Cosenza che segna 206 nuovi casi, seguita dalla provincia di Reggio Calabria +158. Il Catanzarese si mantiene stabile con 76 positivi mentre si abbassano in provincia di Crotone +57 e in provincia di Vibo Valentia +14.

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 640.766 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 682.074 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 48.904 (+511 rispetto a ieri), quelle negative 591.862.

Un paziente positivo all’Annunziata, si attendono esiti tamponi

L’Asp di Cosenza fa sapere che è stato riscontrato un caso di positività nel reparto di Terapia Intensiva Coronarica è stato riscontrato un paziente positivo al Covid-19. Tutte le procedure di prevenzione e sicurezza sono state attivate al fine di tutelare la salute pubblica.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza: CASI ATTIVI 5.667 (123 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 18 in reparto al presidio di Rossano; 15 al presidio ospedaliero di Acri; 21 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’ospedale da Campo; 17 in terapia intensiva, 5.473 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 9.636 (9.267 guariti, 369 deceduti).

Catanzaro: CASI ATTIVI 2.720 (57 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 10 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 28 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 13 in terapia intensiva; 2.612 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.461 (4.356 guariti, 105 deceduti).

Crotone: CASI ATTIVI 1.055 (39 in reparto; 1.016 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.225 (3.170 guariti, 55 deceduti).

Vibo Valentia: CASI ATTIVI 447 (16 ricoverati, 431 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.950 (3.879 guariti, 71 deceduti).

Reggio Calabria: CASI ATTIVI 1.534 (90 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 12 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 7 in terapia intensiva; 1.425 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 15.840 (15.593 guariti, 247 deceduti).

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 60 (60 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 309 (309 guariti).

 

Calabria

“Ludopazzia” contro la dipendenza da gioco. In Calabria spesi quasi 2 miliardi

A lanciare il progetto sul tema della prevenzione del gioco d’azzardo è Adiconsum Calabria. In Calabria nel 2019 è stato speso oltre 1 miliardo e 789 milioni di euro

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TROPEA (VV) – L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel 2020 ha pubblicato i principali dati sul mercato del gioco d’azzardo legale in Italia, riferiti all’anno 2019. Dati riferiti al canale di vendita fisico e i giochi presi in considerazione sono i seguenti: AWP, Betting Exchange, Big, Bingo, Comma 7, Concorsi Pronostici Sportivi, Eurojackpot, Giochi di Abilità, Ippica Internazionale, Ippica Nazionale, Lotterie Istantanee, Lotterie Istantanee Telematiche, Lotterie Telematiche Tradizionali, Lotterie Tradizionali, Lotto, PlaySix, Scommesse Ippiche In Agenzia, Scommesse Sportive a Quota Fissa, Scommesse Virtuali, Superenalotto, V7, VLT, Winforlife. I Calabresi nel 2019 hanno speso oltre 1 miliardo e 789 milioni di euro nel gioco d’azzardo legale.

La provincia di Cosenza con la maggiore spesa nel gioco

Il numero suddiviso per province vede nella provincia di Cosenza la maggiore spesa nel gioco d’azzardo. con oltre  637 milioni di euro. Segue la provincia reggina con oltre 577 milioni, Catanzaro con 207 milioni di euro, Vibo 146 milioni e Crotone 120 milioni di euro. 

L’iniziativa Ludopazzia

Domani e sabato 19 giugno l’evento di sensibilizzazione sul tema della prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Dalle 10 e fino alle 18, presso il Porto di Tropea, l’iniziativa sarà inserita nella manifestazione “Vela Day”. «L’evento – spiega il presidente di Adiconsum Calabria, Michele Gigliotti – rientra nelle attività del progetto “Ludopazzia – Insieme per il gioco responsabile”, promosso dall’Associazione Difesa Consumatori e Ambiente e finanziato dalla Regione Calabria con le risorse della L.R. 7/2018 “Progetti in favore dei consumatori”.

Finalità di questo progetto è prevenire e contrastare il fenomeno delle ludopatie e delle forme di disagio che esse portano con sé e che sconvolgono la vita di persone e famiglie. «Puntiamo perciò – prosegue Gigliotti – ad un’opera di sensibilizzazione rivolta a tutti e soprattutto a giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni».

L’iniziativa prevede un percorso ludico-esperienziale in cui saranno coinvolti gruppi organizzati in squadre, al fine di far emergere riflessioni sul gioco responsabile e moderato. Durante il percorso, infatti, i partecipanti riceveranno informazioni sul gioco d’azzardo patologico e sulle sue gravi conseguenze. L’obiettivo è quello della prevenzione e di un’educazione ad affrontare sfide sane legate all’attività sportiva e ai giochi di abilità, proponendo i valori dell’impegno, della lealtà, della socialità e del rispetto delle regole.

Un questionario finalizzato ad accrescere la conoscenza del fenomeno del gioco d’azzardo a livello regionale viene proposto, nell’ambito del progetto, da Adiconsum Calabria.

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Blitz “Marracash”, 8 arresti per spaccio. Coinvolta un’impiegata della tendopoli

Italiani ed extracomunitari arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti nel centro abitato di San Ferdinando e all’interno della Tendopoli Ministeriale insistente nel territorio comunale

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SAN FERDINANDO (RC) – I Carabinieri di Gioia Tauro, nella notte, hanno eseguito 8 ordinanze cautelari nei confronti di 6 cittadini italiani e 2 cittadini di origine centrafricana. Dalle indagini è emersa una rete di spaccio a San Ferdinando e all’interno della tendopoli che ospita i migranti. Nel blitz sono coinvolti Musa Kuyateh e Omar Saidy sono finiti in carcere così come un impiegato del porto di Gioia Tauro, Roberto Michele Ferraro detto “u Marra”, di 37 anni, e Cristina Broso, di 47, che lavora al front office della tendopoli.

Il gip ha disposto l’obbligo di presentazione per Francesco Albano e Giuseppe Punturiero e il divieto di dimora per Antonino Lombardo e Matthias Bonasera. Dalle indagini è emerso il ruolo di Ferraro che si sarebbe adoperato nelle attività di spaccio di droga, in particolare di marijuana. La sua base operativa era un casolare nella periferia di San Ferdinando dove veniva aiutato da due suoi amici, Punturiero e Albano, quest’ultimo attualmente detenuto per l’operazione “Eclissi” contro le cosche della zona.

Durante le indagini, gli investigatori hanno individuato anche Cristina Broso che era era solita spacciare a San Ferdinando, San Costantino Calabro e Polistena e si riforniva da Ferraro o presso la tendopoli, dove prestava servizio e dove riceveva la marijuana da Kuyateh, un operaio addetto alla raccolta di rifiuti nella struttura.

Sarebbe stato quest’ultimo il fulcro dello spaccio sia nei confronti dei cittadini africani domiciliati nella tendopoli che dei residenti a San Ferdinando. A sua volta Kuyateh si riforniva da un altro gambiano, Saidy, residente a Rosarno e ritenuto spacciatore di livello superiore poiché coordinava l’attività illecita nelle zone vicine alla tendopoli. Grazie alle intercettazioni e ai filmati, i carabinieri hanno documentato complessivamente 55 episodi di spaccio. Le telecamere, infatti, hanno permesso agli investigatori di individuare Lombardo e Bonasera accusati di aver fornito supporto agli spacciatori.

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Strutture psichiatriche: eluse risposte, domani sit in al Consiglio regionale

Il coordinamento strutture psichiatriche denuncia: “nonostante i richiami, le contestazioni, la pubblica amministrazione continua ad ignorare il dovere di pervenire a soluzioni”

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REGGIO CALABRIA – Il “Coordinamento unico delle strutture psichiatriche” riunitosi ieri sottolinea le “conseguenze devastanti di un immobilismo che ha attraversato, da molti anni, tutti i colori di una politica becera e collusa, quella della Sanità calabrese”. “Gli attuali vertici della Regione Calabria, il Commissario alla Sanità, il Commissario dell’ASP 5, designati nel nome di un necessario rinnovamento, non hanno impresso e non sembrano voler imprimere quel cambio di direzione necessario ad uscire dal limbo della Politica di annacamento”.

Il coordinamento ha preso atto, in particolare, che nessuna risposta è stata fornita dalle autorità in merito alle richieste avanzate relative:
– allo sblocco immediato dei ricoveri in tutte le strutture psichiatriche dell’Asp 5;
– all’impegno al pagamento immediato di tutte le prestazioni rese, passate, presenti e future;
– alla rimodulazione dei parametri gestionali delle strutture (numero di operatori in primis) previsti dalla DGR n. 141/2009 che appaiono ampiamente superati e iniqui ai fini di riallinearli con i livelli adottati nelle regioni virtuose.

“Alla luce di ciò – conclude il coordinamento – nel proclamare lo stato di agitazione, si terrà una manifestazione di protesta presso il Consiglio Regionale domani mattina alle 11.30 e alle ore 12 si terrà una conferenza stampa presso un punto di adunanza allestito in prossimità dell’ingresso al Palazzo della Regione”.

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