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Calabria

Precariato, sanità e vaccini. I sindacati pronti alla protesta in Regione

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Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra: «dalla Regione manovre poco chiare che non risolvono i problemi»

 

LAMEZIA TERME (CZ) – «Le notizie di stampa che, anche da oltre i confini calabresi, parlano di iniziative della Regione Calabria relative al precariato, come alcuni messaggi vocali che viaggiano sui social, destano preoccupazione e qualche sospetto. Il sindacato confederale – dichiarano i Segretari generali regionali di Cgil, Angelo Sposato, Cisl, Tonino Russo, e Uil, Santo Biondo – prende le distanze non già dal personale eventualmente interessato, che merita rispetto e non di essere preso in giro, ma da manovre non chiare che non risolvono i problemi e non guardano alla questione nel suo complesso».

«Basti pensare che nella Regione Calabria, sguarnita negli organici, invece di sostituire il personale che viene collocato in quiescenza, lo si tiene in servizio mediante forme di collaborazione che comportano un impiego di risorse da investire ben diversamente, – proseguono i sindacati – per esempio nella stabilizzazione di quei lavoratori precari che di fatto mandano avanti gli uffici regionali. Questa è una condizione necessaria perché si possa avere un confronto serio tra Regione e sindacati confederali sulla questione dei precari».

«È capace la classe politica calabrese di assumere seriamente la responsabilità di dare finalmente risposta all’enorme bacino di lavoratori precari che lavora nelle strutture regionali e sub regionali? – chiosano Cgil, Cisl e Uil – Oppure si vuole continuare con il promettere tutto a tutti, che significa un sostanziale niente per nessuno, di cui può andare “fiera” questa legislatura regionale?»

I sindacati si soffermano su «scandali, fughe dalle porte di servizio, inottemperanza ad obblighi legislativi sulle stabilizzazioni, mancato rispetto degli accordi sindacali, spreco e sperpero di risorse che, invece di essere indirizzate alla stabilizzazione del personale precario, alimentano la logica del sussidio, percorsi di contrattualizzazione sbandierati urbi et orbi, ma senza uno straccio di reale proposta tecnico-operativa. Questo è in sintesi l’operato della Giunta e del Consiglio regionale attualmente in carica».

«Alla luce di tutto questo – proseguono Sposato, Russo e Biondo –, bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di capire che della problematica del precariato calabrese dovrà rispondere la politica calabrese nella sua interezza, non certo il sindacato che in più occasioni ha dato prova di responsabilità e disponibilità nel volere risolvere davvero uno dei mali storici della nostra regione».

«Siamo ancora in attesa di un tavolo regionale»

«A voi politici, dunque, la scelta: proseguire nella legittimità delle procedure, oppure nascondervi dietro la foglia di fico della finta legalità produttrice di clientela e di incarichi ad personam che, leggendo le cronache recenti, sembra non scandalizzare nessuno dell’attuale classe politica regionale. Il sindacato è, tra l’altro, ancora in attesa della convocazione del tavolo regionale sulle politiche attive per il lavoro, che doveva essere finalizzato a dare sull’occupazione risposte rispettose della dignità delle persone».

«Se la volontà della Regione è realmente quella di dare una svolta alla vicenda dei precari nella direzione di azioni chiare e risolutive, Cgil, Cisl e Uil Calabria sono immediatamente disponibili a un confronto per cercare, nel rispetto delle norme vigenti, le soluzioni praticabili. A lavoratori che attendono da anni il giusto riconoscimento per un impegno al servizio dei cittadini calabresi non si danno risposte con manovre da campagna elettorale, attente a piccoli orticelli, con cui si continuano a generare forme di dipendenza dalla politica.

Sindati pronti alla protesta

Cgil, Cisl e Uil Calabria concludono aggiungendo che «nei prossimi giorni un attivo unitario per convocare un’iniziativa di mobilitazione davanti alla Cittadella regionale sia sui temi del precariato, sia sulla sanità e sulla somministrazione dei vaccini anti Covid che preoccupano non poco, insieme alla questione del lavoro, i cittadini calabresi. Così, cara Regione, non va».

Calabria

Difesa del suolo, Lo Schiavo: “Calabria rischia di perdere 20 milioni di euro”

Il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo al fine di conoscere lo stato di attuazione del Piano di forestazione 2022

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CATANZARO – A che punto è lo stato di attuazione degli interventi di difesa del suolo inseriti nel “Piano attuativo di forestazione Programma 2022”, approvato alla Giunta regionale nel marzo scorso? Quali opere di prevenzione relative al “sistema difesa del suolo” e di assetto idrogeologico del territorio sono state concretamente realizzate sulla base degli interventi indicati nel Piano? Quali interventi prioritari sono stati individuati? Sono stati raggiunti accordi con Università e centri di ricerca per la definizione degli interventi prioritari? Come sono state spese e/o impegnate le risorse relative agli stanziamenti non attuati relativi ai fondi Pac 2014-2020 – asse 5 – obiettivo specifico 5.1 – azione 5.1? Risulta confermata l’indiscrezione che la Regione Calabria rischia di perdere fondi Pac per 20 milioni di euro per gli interventi di difesa idrogeologica da realizzarsi entro il 31 dicembre 2022?».

Ruota attorno a questi quesiti l’interrogazione a risposta scritta che il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo indirizza all’assessore regionale all’Agricoltura, Risorse agroalimentari e Forestazione, Gianluca Gallo, in ordine allo stato di attuazione degli interventi di difesa del suolo, Piano attuativo di forestazione 2022.

«Alla luce dei sempre più violenti e drammatici eventi atmosferici che interessano il nostro Paese – argomenta Lo Schiavo -, che hanno recentemente causato ingenti danni e perdite di vite umane in alcune regioni italiane, le politiche di difesa del suolo e di mitigazione del rischio idrogeologico assumono un’importanza prioritaria per l’intero territorio nazionale e vanno gestite con grande attenzione, oculatezza e tempismo. Tanto più in una regione come la Calabria che si ritrova, puntualmente, a fare i conti con i devastanti effetti che sempre più frequenti ondate di maltempo hanno sull’assetto del territorio, con conseguente rischio in termini di vite umane. È di riflesso necessaria un’attenta ed efficace programmazione da parte di tutti gli enti preposti, Regione in primis, attraverso Azienda Calabria Verde ed i Consorzi di bonifica, per l’attuazione di tutti quegli interventi di difesa del suolo utili e necessari per mitigare il rischio idrogeologico».

Lo Schiavo aggiunge: «In questo quadro, tuttavia, non sono di conforto le informazioni acquisite dal sottoscritto, attraverso le quali si registra un certo ritardo nell’attuazione degli interventi. Tanto che da più parti si paventa la possibile perdita di finanziamenti derivanti dai fondi Pac per un ammontare di circa 20 milioni di euro se non si provvederà, entro il 31 dicembre, a realizzare i previsti interventi di difesa del suolo. È un rischio che, per ovvie ragioni, non ci possiamo minimamente permettere e per questo motivo chiedo all’assessore competente Gianluca Gallo di voler chiarire qual è, ad oggi, lo stato dell’arte del settore e se la Regione si trovi in linea con la tempistica e gli obiettivi previsti dal Piano attuativo di forestazione 2022 che la Giunta ha approvato ormai sei mesi fa».

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Calabria

Occhiuto firma il Cis per gli scali calabresi: arriveranno oltre 215 milioni”

Siglato a Roma con il ministro Carfagna l’accordo che finanzia gli interventi: “ci candidiamo a diventare la maggiore meta turistica del Mezzogiorno”

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ROMA – “Oggi sono a Roma, e la Calabria può festeggiare un intervento storico, che porterà nella nostra Regione risorse e opportunità”. A dirlo il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

“Al termine del Tavolo istituzionale CIS Calabria “Volare” ho sottoscritto – fa sapere il governatore – con la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, un Contratto interistituzionale di sviluppo per il rilancio degli aeroporti calabresi. Grazie a questo importante accordo la Regione potrà stanziare 129 milioni e 875 mila euro, provenienti dal Fondo sviluppo e coesione, per diverse iniziative che interesseranno i tre scali di Crotone, Lamezia Terme e Reggio Calabria.

A queste risorse vanno aggiunti i 25 milioni di euro già previsti nel bilancio dello Stato per l’aeroporto “Tito Minniti”, più ulteriori 60 milioni e 625 mila euro che saranno messi in campo da Sacal. Un pacchetto da 215 milioni e 500 mila euro che ci permetterà nei prossimi anni di far crescere, proporzionalmente, tutti gli aeroporti della Calabria. Ci candidiamo – conclude Occhiuto – a diventare la maggiore meta turistica del Mezzogiorno”.

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Calabria

Altri tre nuovi sbarchi in poche ore in Calabria: approdati 230 migranti

Tra i profughi, in prevalenza afgani, iracheni e siriani, anche una cinquantina di donne, di cui una incinta, un neonato e diversi bambini

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ROCCELLA IONICA (RC) – Sono 230 i migranti di varie nazionalità tratti in salvo nel giro di poche ore nell’ambito di tre operazioni di soccorso in mare compiute dalla Guardia Costiera di Roccella Ionica a diverse miglia di distanza dalla costa della Calabria. Tra i profughi, condotti in sicurezza nel porto della Locride, in prevalenza afgani, iracheni e siriani, anche una cinquantina di donne, di cui una incinta, un neonato e diversi bambini. Prima di giungere nel porto di Roccella i migranti si trovavano a bordo di tre piccole imbarcazioni, partite dalla Turchia, intercettate a diverse miglia di distanza dalla costa calabrese dalla Guardia Costiera.

Dopo lo sbarco, i migranti, su disposizione della Prefettura di Reggio Calabria, sono stati trasferiti in strutture pubbliche di prima accoglienza messe a disposizione da alcuni Comuni del comprensorio della Locride. Tra mercoledì e sabato scorsi a Roccella Ionica erano giunti altri 261 migranti. Con questi ultimi tre sbarchi è salito a 57 il numero degli arrivi nel solo porto della cittadina costiera del reggino dall’inizio dell’anno, per un totale di quasi 9mila migranti

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