In Calabria da ieri +226 contagi e 3 morti. Nuova impennata in provincia di Cosenza - QuiCosenza.it
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In Calabria da ieri +226 contagi e 3 morti. Nuova impennata in provincia di Cosenza

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Restano stabili da ieri i nuovi contagi da coronavirus in Calabria anche se tornano a crescere in provincia di Cosenza con quasi 100 nuovi positivi. Scende il numero di tamponi processati in un giorno: poco più di 2.600. Nelle ultime 24 ore si contano 3 vittime. Raggiunti i 700 morti complessivi

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COSENZA –  In attesa di capire se la Calabria domani finirà in zona arancione e con il Presidente f.f. Spirlì che ha preannunciano una riunione dell’unità di crisi domani per chiudere tutte le scuole, restano stabili i dati sul contagio da coronavirus anche se si registra un deciso aumento di nuovi positivi nella provincia di Cosenza. Rispetto a mercoledì sale di due unità il dato sui ricoveri, mentre scende leggermente quello sulle vittime con 3 decessi che fanno raggiungere alla nostra regione il triste dato delle 700 vittime totali.

Sono +226 i nuovi positivi (ieri erano stati 230) comunicati oggi dal dipartimento salute della Regione, con un numero in calo di tamponi analizzati (sia molecolari che antigenici): ne sono stati processati 2.664 (ieri erano stati 2.953), che portano il totale dei test a 593.053. Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, la Calabria raggiunge i 38.589 casi totali da inizio pandemia. Dopo quasi 3 settimane è la provincia di Cosenza a far registrare il maggior numero di casi giornalieri +93) in deciso aumento rispetto ai 61 di ieri. Segue la provincia di Reggio Calabria con un incrementi di +59 casi, quella di Catanzaro con +28 e Crotone con +27. Nella provincia di Vibo Valentia, invece, sono +19 i nuovi contagi accertati.

Salgono i positivi. Raggiunti i 700 morti totali

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, torna a risalire il numero di persone attualmente positive: sono in totale 6.354 i casi attivi al momento, 95 in più  rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 31.535, con un incremento di 128 persone in più rispetto a ieri. Per il secondo giorno consecutivo scende il dato sui decessi. Sono tre le vittime accertate, che portano il totale dei morti a raggiungere quota 700: due a Reggio Calabria e una a Vibo Valentia.

Salgono di due unità i ricoveri

Anche se di pochissimo, sale ancora il numero dei posti letto occupati negli ospedali calabresi con una crescita di un’unità nei reparti covid e nelle terapie intensive. Ad oggi sono 223 le persone ricoverate in totale in Calabria. Di queste, 202 sono nei reparti di malattie infettive (+1) e 21 in terapia intensiva (+1). Infine sale a 6.131 il numero di persone in isolamento domiciliare, 93 in più rispetto a ieri. Di questi 50 sono persone residenti fuori Regione o in altri Stati esteri. Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 186.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
CASI ATTIVI 2.502 (42 in reparto AO di Cosenza; 15 in reparto al presidio di Rossano;5 al presidio ospedaliero di Acri; 2 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’Ospedale da Campo; 7 in terapia intensiva, 2.431 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.671 (8.378 guariti, 293 deceduti)

Catanzaro
CASI ATTIVI 1.586 (23 in reparto all’AO di Catanzaro; 3 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 2 in reparto all’AOU Mater Domini; 7 in terapia intensiva; 1.551 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.831 (3.732 guariti, 99 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 185 (9 in reparto; 176 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.702 (2.659 guariti, 43 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 444 (16 ricoverati, 428 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.181 (3.124 guariti, 57 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.587 (76 in reparto all’AO di Reggio Calabria; 9 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 7 in terapia intensiva; 1.495 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 13.541 (13.333 guariti, 208 deceduti)

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 50 (50 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 270 (270 guariti)

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Stop chirurgia oculistica, Calabria indietro. 5mila pazienti in lista d’attesa

È la denuncia del chirurgo oculista Giovanni Tedesco, professionista in forze alla sede operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti

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COSENZA – Con il ridimensionamento del budget per le prestazioni chirurgiche oculistiche, imposto per circa il 55% (2 milioni e mezzo di euro in meno rispetto al 2020), la Calabria ha fatto 100 passi indietro. Di fatto è stata incentivata la migrazione sanitaria. Strutture private convenzionate che fino ad oggi presentavano liste d’attesa vicine allo zero, hanno già accumulato un elenco di prenotazioni notevole, destinato ad allungarsi di giorno in giorno e che difficilmente a gennaio 2022, potranno essere recuperati in tempi celeri. Al momento si parla già di 5000 pazienti in tutta la Calabria.

È la denuncia del chirurgo oculista Giovanni Tedesco, professionista in forze alla sede operativa Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti sottolineando come questi tagli, di cui non si conoscono le motivazioni, rappresentino per la sanità territoriale e calabrese un autentico autogol dagli effetti boomerang: il paziente che necessita di essere operato con un urgenza si sarà spostato fuori regione, con una spesa extraregionale che supera quella che si sarebbe potuta contenere sul territorio regionale.

“Servono strutture per contrastare i viaggi della speranza”

Al Sacro Cuore nel 2020, nel clou della pandemia, in un regime di massima sicurezza e prevenzione, senza arrestare la corsa, sono stati effettuati tremila interventi, se non per l’intera regione, sicuramente per la provincia cosentina. Sono questi – spiega il chirurgo – numeri importanti che fanno capire quanto può essere fondamentale per la Calabria avere delle strutture che contribuiscono a contrastare i cosiddetti viaggi della speranza, oggi impensabili con i livelli che siamo riusciti a raggiungere.

Dalle maculopatie alla cataratta, gli interventi più richiesti, dalle iniezioni intravitreali alla secchezza oculare, fino al distacco di retina. Tra questi interventi ce ne sono alcuni che hanno il carattere di urgenza. Chi si sente rispondere che potrà essere curato tra 10 o 12 mesi è chiaro che si rivolgerà altrove per non rischiare di avere conseguenze irreversibili.

Questa situazione cozza anche con la cultura della prevenzione che piano piano sta crescendo tanto nelle famiglie per i bambini, quanto nei giovani, negli adulti e nelle persone anziane che spesso non ricorrono allo specialista ma si rivolgono al medico curante perché avvertono la sensazione di vedere una mosca volante (possibile rottura retinica che va diagnosticata in pochi giorni) o hanno gli occhi rossi e ricevono come indicazione, l’utilizzo di un collirio. Il glaucoma è tra le altre patologie silenti, che portano alla cecità che non vanno trascurate.

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Estorsioni e progetti di omicidi, le riunioni della cosca nell’agenzia di assicurazioni

Due presunti affiliati alla cosca Serraino sono state arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso

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REGGIO CALABRIA  – Due persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso in esecuzione di un’ordinanza del gip Francesco Campagna su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dei sostituti della Dda Stefano Musolino, Walter Ignazitto, Paola D’Ambrosio e Diego Capece Minutolo. In carcere sono finiti Francesco Doldo, di 38 anni, e Domenico Russo (22).

L’indagine costituisce la prosecuzione delle operazioni “Pedigree” e “Pedigree 2” eseguite rispettivamente il 9 luglio e 15 ottobre 2020 e che hanno permesso alla Dda di Reggio di disarticolare la cosca Serraino operante nei quartieri di San Sperato, nelle frazioni Arangea e Gallina, nonché nel comune di Cardeto e nelle aree aspromontane della provincia di reggina. I due arrestati, secondo l’accusa, facevano parte del clan guidato dal boss Maurizio Cortese, oggi collaboratore di giustizia. Una scelta, quella di quest’ultimo, fatta anche da altri affiliati. Le loro dichiarazioni sono state utilizzate contro Doldo e Russo consentendo ai pm di acquisire un grave quadro indiziario a carico dei due.

Progetti omicidiari ed estorsioni nelle riunioni di ‘ndrangheta

In particolare, Doldo, pur non essendo stato formalmente battezzato, è ritenuto di fatto un accoscato e avrebbe fornito al sodalizio un contributo rendendosi disponibile per custodire armi e mettendo a disposizione gli uffici della propria agenzia di assicurazioni per riunioni di ‘ndrangheta in cui sarebbero state assunte decisioni sulle estorsioni e paventati progetti omicidiari ai danni di un esponente della cosca ritenuto avere rapporti ambigui con esponenti delle forze dell’ordine.

Sarebbe anche emerso un rapporto di stretta sinergia solidaristica tra Doldo e Francesco Russo detto “u scazzu”, capo locale della cosca Serraino sino al suo arresto nell’ottobre 2020, e padre dell’altro indagato Domenico Russo, accusato di aver partecipato a riti di affiliazione e di occuparsi di estorsioni e atti intimidatori oltre che di intrattenere i rapporti con altri esponenti di ‘ndrangheta. Sarebbe stato Doldo, infine, ad attivarsi per individuare un’auto per i familiari di Russo, nel frattempo arrestato nell’operazione “Pedigree 2”, e per cercare somme di denaro per il pagamento delle spese legali.

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Bruni “Occhiuto commissario sanità? Non è la soluzione”

E’ quanto afferma, in una nota, Amalia Bruni leader dell’opposizione in Consiglio regionale sul tema del risanamento del sistema sanitario

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CATANZARO – “E’ probabile che nei prossimi giorni il governo nominerà Commissario alla sanità il presidente della Regione. In questo modo si riparerà a uno strappo istituzionale che va avanti da dodici anni ma che è assolutamente insufficiente da solo a risolvere il problema della sanità in Calabria”. E’ quanto afferma, in una nota, Amalia Bruni leader dell’opposizione in Consiglio regionale dopo le dichiarazioni del neo governatore Roberto Occhiuto sulla sanità.

“Che il presidente diventi commissario – prosegue Bruni – è un fatto che si rivelerà utile ma che da solo non risolve. Da solo nessuno, nemmeno il presidente potrà avviare il risanamento e la ricostruzione del nostro servizio sanitario. Lo dico perché se qualcuno pensa questo vuol dire o che non conosce lo stato delle cose o non conosce i vincoli che legislazione impone per il piano di rientro oppure non ha capito la complessità e la gravità della situazione. Quindi occorre ben altro che una semplice nomina”.

Per Bruni “c’è da avviare una trattativa seria, probabilmente anche serrata, col Governo per ridefinire gli strumenti a sostegno. Quantificazione del debito, deroghe sul personale, affiancamento di competenze istituzionali e un piano di investimenti vero e proprio. Dobbiamo siglare come Calabria un patto tra Governo e Regione che ci conduca in tempi stabiliti a una gestione finalmente ordinaria della Sanità. Se non si fa questo si prendono in giro i cittadini”.

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