Irto (Pd) "ridaremo dignità a questa terra". Oltre 100 sindaci a suo sostegno - NOMI - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Calabria

Irto (Pd) “ridaremo dignità a questa terra”. Oltre 100 sindaci a suo sostegno – NOMI

Avatar

Pubblicato

il

Un documento sottoscritto da centinaia di sindaci che offrono il sostegno alla candidatura di Irto “siamo rimasti l’ultimo baluardo di vicinanza delle istituzioni, alcune delle quali sempre più distanti e autoreferenziali. Siamo certi che Irto rappresenti il cambiamento necessario per questa regione”

. Irto “ridaremo speranza a questa tearra

COSENZA – “Siamo certi che Nicola Irto rappresenti il cambiamento necessario per la nostra regione, verso un futuro che premi la competenza e il merito, che argini la fuga dei cervelli, che metta a valore il capitale umano e che restituisca ai giovani la possibilità di scegliere di non emigrare”. E’ quanto scrivono oltre 100 sindaci della Calabria in un documento a sostegno della candidatura alla presidenza della Regione di Nicola Irto, del Pd. Nel documento i sindaci evidenziano: “Siamo rimasti l’ultimo baluardo di vicinanza delle istituzioni, alcune delle quali sempre più distanti e autoreferenziali. La politica degli spot, degli annunci e della teatralità a volte scomposta ha finito per aggravare la situazione. Serve il contributo di tutti per far uscire la Calabria da una crisi senza fine. Serve una rivoluzione di mentalità e d’approccio. La Calabria ha di fronte a sé un’opportunità enorme, forse l’ultima: il Recovery Plan. In questa partita delicatissima che deciderà le sorti dell’Italia e dell’Europa dell’avvenire, la nostra regione non ha oggi rappresentanti politici capaci di affrontare una sfida così complessa e, in questo contesto, la scelta del prossimo presidente della Regione sarà cruciale”.

I sindaci si dicono “convinti convinti che bisognerà intraprendere un percorso nuovo, autenticamente di riforma, contraddistinto da una forte impronta legata all’orgoglio meridionalista. Serve dare spazio, immediatamente, a una nuova classe dirigente. Calabrese, capace, responsabile. In un progetto plurale e aperto a tutte le forze che compongono il campo progressista, per opporsi alla pericolosità dei sovranismi e all’impostura di certi populismi. Un progetto – rilevano – che riteniamo debba ruotare attorno alla autorevole figura di Nicola Irto, consigliere regionale più votato alle ultime elezioni regionali, profondo conoscitore dei territori, nonché, nella passata legislatura, presidente del Consiglio regionale che con il suo contegno istituzionale rigoroso ha dato lustro alla Calabria. Partendo da quell’esperienza, dall’alto profilo culturale e fondata su una nuova visione del Mezzogiorno, siamo certi – concludono gli oltre 100 sindaci – che Nicola Irto rappresenti il cambiamento necessario per la nostra regione”. Il documento è stato sottoscritto tra gli altri dal sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e dal sindaco di Aiello Calabro e presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci.

Irto “ridaremo speranza a questa terra”

“Ridaremo dignità e speranza a una regione che ha bisogno di recuperare credibilità in Italia e in Europa. Il nostro progetto politico guarda alle nuove generazioni. I problemi sono tanti e vanno affrontati con chiarezza, a partire dalla sanità. Ma la Calabria ha enormi possibilità che vanno raccontate, condivise e rilanciate nell’ambito di un nuovo Mezzogiorno che non deve presentarsi, come si suol dire, ‘col cappello in mano’ ma deve essere consapevole delle proprie potenzialità”. Lo ha affermato Nicola Irto, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria in una intervista andata in onda Radio Radicale. “Dobbiamo discutere nel merito dei problemi – ha aggiunto Irto – senza limitarci a vuoti slogan. Vorrei che la campagna elettorale si svolgesse con un approfondimento sui programmi, e io sono pronto a confrontarmi. Le risorse che arriveranno dall’Europa saranno la partita decisiva per il futuro: dobbiamo ripensare il nostro rapporto con l’Europa”. “Immagino una Calabria – ha detto ancora Irto – che riesca a investire sulle proprie risorse e i propri punti di forza. Occorre, anche attraverso le risorse del recovery fund, mettere in campo, con concretezza, una politica economica volta a creare nuove imprese e start-up. Abbiamo tantissimi giovani che vogliono rimboccarsi le maniche. La Regione Calabria, ad oggi, nel pieno di una pandemia, non è riuscita a oggi né a dare ristori né prospettiva di innovazione e ricambio generazionale alle imprese, a cominciare da quelle dell’agrifood. Un altro dramma è quello degli enti locali e della Regione che hanno piante organiche sguarnite. Servirà un piano di assunzioni nella PA, soprattutto di giovani professionisti e di nativi digitali. I Comuni devono essere – ha sostenuto il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione – in condizione di essere competitivi, l’ente Regione è il motore dell’economia di ogni territorio”. (ANSA).

 

 

Provincia di Catanzaro

Valter Matozzo Sindaco di Argusto
Elizabeth Sacco Sindaco di Borgia
Danilo Staglianò Sindaco di Cardinale
Laura Moschella Sindaco di Gimigliano
Salvatore Paone Sindaco di Maida
Valentina Cuda Sindaco di Pianopoli
Francesco Severino Sindaco di Santa Caterina dello Jonio
Nicola Ramogida Sindaco di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio
Davide Zicchinella Sindaco di Sellia
Sebastiano Tarantino Sindaco di Taverna

Provincia di Cosenza

Gennaro Capparelli Sindaco di Acquaformosa
Pino Capalbo Sindaco di Acri
Francesco Antonio Iacucci Sindaco di Aiello Calabro e Presidente della Provincia di Cosenza
Pasquale De Rose Sindaco di Altilia
Giuseppe Basile Sindaco di Belsito
Francesco Lo Giudice Sindaco di Bisignano
Franco Cesare Mangone Sindaco di Calopezzati
Umberto Mazza Sindaco di Caloveto
Giuseppe Vigliaturo Sindaco di Carpanzano
Stanislao Martire Sindaco di Casali del Manco
Vincenzo Conte Sindaco di Cellara
Giuseppe Rizzo Sindaco di Cerzeto
Ermanno Cennamo Sindaco di Cetraro
Alessandro Tocci Sindaco di Civita
Fedele Adamo Sindaco di Figline Vegliaturo
Angelo Catapano Sindaco di Frascineto
Saverio Bellusci Sindaco di Grisolia
Giacinto Mannarino Sindaco di Longobardi
Giovanni Pirillo Sindaco di Longobucco
Giuseppe Santoianni Sindaco di Lungro
Umberto Federico Sindaco di Luzzi
Giuseppe Regina Sindaco di Mormanno
Romeo Basile Sindaco di Mottafollone
Simona Colotta Sindaco di Oriolo
Roberto Perrotta Sindaco di Paola
Donatella Deposito Sindaco di Parenti
Michele Ambrogio Sindaco di Piane Crati
Antonio Muto Sindaco di Pietrafitta
Francesco Tursi Sindaco di Plataci
Giuseppe Ranù Sindaco di Rocca Imperiale
Giovanni Altomare Sindaco di Rogliano
Roberto Barbieri Sindaco di Rose
Rosanna Mazzia Sindaco di Roseto Capo Spulico
Felice D’Alessandro Sindaco di Rovito
Vincenzo Tamburi Sindaco di San Basile
Salvatore Lamirata Sindaco di San Demetrio Corone
Antonio Cersosimo Sindaco di San Lorenzo Bellizzi
Vincenzo De Marco Sindaco di San Sosti
Daniele Sisca Sindaco di Santa Sofia d’Epiro
Lucia Nicoletti Sindaco di Santo Stefano di Rogliano
Renzo Russo Sindaco di Saracena
Raffaele Pane Sindaco di Scigliano
Antonio Cuglietta Sindaco di Serra d’Aiello
Ferdinando Nociti Sindaco di Spezzano Albanese
Salvatore Monaco Sindaco di Spezzano della Sila
Antonio Iorio Sindaco di Tortora
Antonio Pomilio Sindaco di Vaccarizzo Albanese
Francesco Silvestri Sindaco di Verbicaro
Gaetano Palermo Sindaco di Laino Castello

Provincia di Crotone

Marianna Caligiuri Sindaco di Caccuri
Franco Durante Sindaco di Castelsilano
Nicola Belcastro Sindaco di Cotronei
Maria Grazia Vittimberga Sindaco di Isola Capo Rizzuto
Annibale Parise Sindaco di Mesoraca
Antonio Barberio Sindaco di Scandale
Francesco Scarpelli Sindaco di San Nicola dell’Alto
Lucio Giordano Sindaco di Santa Severina

Città Metropolitana di Reggio Calabria

Giuseppe Falcomatà Sindaco di Reggio Calabria e Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria
Giuseppe Campisi Sindaco di Ardore
Santo Monorchio Sindaco di Bagaladi
Gregorio Frosina Sindaco di Bagnara Calabra
Aldo Canturi Sindaco di Bianco
Vincenzo Valenti Sindaco di Bivongi
Santo Casile Sindaco di Bova
Vincenzo Maesano Sindaco di Bovalino
Giuseppe Cuzzola Sindaco di Bruzzano Zeffirio
Giuseppe Alfarano Sindaco di Camini
Rosario Larosa Sindaco di Canolo
Daniela Arfuso Sindaco di Cardeto
Caterina Belcastro Sindaco di Caulonia
Francesco Cosentino Sindaco di Cittanova
Antonio Tranquilla Sindaco di Feroleto della Chiesa
Carmelo Panetta Sindaco di Galatro
Salvatore Fuda Sindaco di Gioiosa Ionica
Giuseppe Femia Sindaco di Marina di Gioiosa Ionica
Rocco Ciurleo Sindaco di Maropati
Marco Caruso Sindaco di Molochio
Cesare Deleo Sindaco di Monasterace
Maria Foti Sindaco di Montebello Ionico
Giuseppe Ranuccio Sindaco di Palmi
Francesco Valenti Sindaco di Pazzano
Antonio Condemi Sindaco di Placanica
Alessandro Giovinazzo Sindaco di Rizziconi
Domenico Penna Sindaco di Roccaforte del Greco
Sergio Rosano Sindaco di San Pietro di Caridà
Francesco Malara Sindaco di Santo Stefano in Aspromonte
Pasqualino Ciccone Sindaco di Scilla
Carmelo Arfuso Sindaco di Seminara
Giovanna Pellicanò Sindaco di Staiti

Provincia di Vibo Valentia

Antonio Schinella Sindaco di Arena
Lidio Vallone Sindaco di Briatico
Francesco Angilletta Sindaco di Mongiana
Antonio Dimasi Sindaco di Nardodipace
Antonio Landro Sindaco di Parghelia
Domenico Petrolo Sindaco di Rombiolo
Nicola Derito Sindaco di San Costantino Calabro
Onofrio Maragò Sindaco di Sant’Onofrio
Maria Budriesi Sindaco di Zaccanopoli

Calabria

Fioccano le zone rosse. Un altro comune ed una frazione finiscono in lockdown

Per i centri del Catanzarese e del Reggino il provvedimento entra in vigore dalle ore 5 di domani a tutto il 27 aprile

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, ha firmato una nuova ordinanza che dispone l’istituzione della “zona rossa” nel Comune di Botricello (in provincia di Catanzaro) e nella frazione Fossato Jonico di Montebello Jonico (in quella di Reggio Calabria). Così com avvenuto per i 4 comuni del cosentino e Cutro nel crotonese, Il provvedimento sarà in vigore dalle ore 5 di domani, 14 aprile, a tutto il 27 aprile.

LE MOTIVAZIONI

«Con nota del 13 aprile – riporta l’ordinanza – il dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria ha comunicato che nella frazione di Fossato Jonico del Comune di Montebello Jonico, si è registrata una elevata incidenza di nuovi casi confermati e, attualmente, risultano 31 casi attivi su una popolazione di circa 700 residenti. A seguito della comunicazione del sindaco del Comune di Botricello – viene specificato ancora –, è stata effettuata una ricognizione dei dati epidemiologici disponibili a livello regionale in quel territorio, rilevando che negli ultimi 14 giorni si sono registrati 73 nuovi casi confermati, dei quali circa il 40% negli ultimi sette giorni, con 5 ricoveri e 1 decesso». «Nei territori dei Comuni sopracitati – è scritto nell’ordinanza – si assiste pertanto a un trend fortemente crescente nelle ultime due settimane e, in particolare, negli ultimi 7 giorni, e si registra una incidenza, rispetto alla popolazione residente, superiore ai livelli di allerta».

«Alla luce dell’alta trasmissibilità del contagio dovuto alla diffusione delle varianti virali – viene infine sottolineato nel provvedimento –, deve essere limitata la circolazione delle persone, diminuendo al massimo ogni occasione di contatto e di socialità al fine di mantenere sotto controllo anche la situazione epidemiologica regionale, nel rispetto del principio di proporzionalità e adeguatezza in relazione al rischio da fronteggiare».

Continua a leggere

Area Urbana

Trent’anni fa all’Unical la prima laurea in Ingegneria Informatica d’Italia

Era il 10 aprile 1991. La stessa laurea fu istituita in Italia solo nel maggio del 1989, introdotta con la modifica all’ordinamento didattico delle Facoltà di Ingegneria

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

ARCAVACATA (CS) – Trent’anni fa si laureava all’Università della Calabria il primo ingegnere informatico d’Italia. Era il 10 aprile 1991, di personal computer se ne vedevano davvero pochi in giro e il World Wide Web aveva appena due anni di vita. La stessa laurea in Ingegneria Informatica era stata istituita in Italia solo nel maggio del 1989, introdotta con la modifica all’ordinamento didattico delle Facoltà di Ingegneria. La rapidità con cui l’Università della Calabria aveva aderito alla novità, attivando in un colpo solo tutti gli anni di corso, e la passione che il neodottore Francesco Buccafurri aveva già maturato per l’informatica nelle aule del campus, permisero di accelerare i tempi.

«Una bella lotta con la burocrazia»

«Convertire tutti gli insegnamenti del nostro quinquennio di Ingegneria industriale, per consentire agli studenti già iscritti il passaggio a Ingegneria informatica, fu un lavoraccio. Una bella lotta con la burocrazia! – racconta Domenico Saccà, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni e principale fautore della nascita del nuovo corso di laurea – Ma ci aiutò molto l’aver già introdotto diversi insegnamenti di informatica nel piano di studi esistente».

Lo stesso Saccà era arrivato all’Unical pochi anni prima, nell’87, per insegnare programmazione. «Seguendo il suo corso mi innamorai dell’informatica. Così, quando arrivò la possibilità di chiedere il trasferimento di corso, lo feci subito» ricorda Francesco Buccafurri, oggi professore ordinario all’Università ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria. Era prossimo alla laurea, quando fece il cambio di corso. Sostenne i pochi esami aggiuntivi richiesti dal nuovo piano di studi e fu il primo (e l’unico) in quella sessione di aprile del ’91 a essere proclamato dottore in Ingegneria informatica. La tesi discussa, con relatore il professor Saccà, era in programmazione logica.

«Il primo pc che acquistai, per casa, fu un M24 Olivetti, durante gli anni di università. Ma al Centro di Calcolo dell’Unical, dove si facevano le esercitazioni, mi imbattei anche nelle ‘leggendarie’ schede perforate. All’epoca non venivano ormai più usate, ma c’era ancora qualche pacco in giacenza» ricorda Buccafurri. Preistoria, se pensiamo alla potenza di calcolo che oggi garantisce lo smartphone che teniamo in mano. «Impensabile in quegli anni. Ma il nostro vantaggio fu quello di capire che il futuro era lì, anche in quei primi calcolatori, in quella prime schede perforate – continua – E di questo devo ringraziare il professore Saccà, che è stato un precursore e il creatore dell’informatica calabrese».

Buccafurri, esperto in cybersecurity e componente del Miur

Dopo la laurea Buccafurri proseguì gli studi sempre all’Unical, con il dottorato di ricerca. «Un’altra figura chiave, una guida, per la mia formazione è stato il professor Nicola Leone – prosegue – L’ho incontrato durante il mio dottorato, lui era già un giovane ricercatore, e l’ho ritrovato poi all’Università di Vienna qualche anno dopo». Buccafurri oggi è un esperto nel campo della cybersecurity e componente della commissione nazionale del ministero dell’Università per la definizione del Pnr (Piano nazionale della ricerca) in questo settore. «Partendo da Cosenza e dall’Unical, oggi possiamo dire che esiste un ecosistema regionale di informatica che comprende anche le università di Catanzaro e Reggio. Tre poli che hanno tutti raggiunto ottimi risultati e successi e che collaborano tra loro in modo proficuo» dice Buccafurri.

Nonostante “le resistenze” il corso messo radici

«Sì, la nostra visione ha creato una scuola di informatica e di ingegneria informatica che ha messo radici in tutta la regione – aggiunge Saccà – E credo che aver spinto tanto e aver accelerato i tempi trent’anni fa sia stato un vantaggio non trascurabile. A qualcuno sembrava un’eresia, c’erano resistenze tra i colleghi. Agli inizi degli anni ’90, c’era chi pensava che in fondo non fosse neanche ‘ingegneria’ o che lo fosse poco. E i conservatori non si fidavano troppo di questa novità. Ma io ero stato nell’82 in California, all’IBM Laboratory di San Jose. Nella stanza accanto alla mia c’era il loro pc, che all’epoca sembrava un giocattolo. Poi ero stato tra l’85 e il 90 al Centro di ricerca Microelectronics and Computer Technology Corporation (MCC) di Austin, dove si iniziava a parlare di intelligenza artificiale. Lì non si faceva fatica a immaginare quale sarebbe stato il futuro – racconta Saccà – E anche all’Unical cominciavamo a conoscere già bene il contesto: avevamo una workstation Sun, un sistema distribuito all’avanguardia. Eravamo insomma abituati all’innovazione e la portavamo già nella ricerca, nella formazione, nel trasferimento tecnologico».

Anche i ragazzi erano già proiettati in avanti: al varo del corso di Ingegneria Informatica, nel 1990, le matricole iscritte al primo anno erano circa 150. «E mentre la scuola calabrese di informatica e di ingegneria informatica cresceva e si affermava, abbiamo anche assistito in questi 30 anni al proliferare di iniziative industriali sul territorio, con il progressivo aumento di addetti occupati. Il nostro problema resta la distanza della domanda – dice Saccà – L’obiettivo ora è far avvicinare sul territorio l’offerta di alta qualità con una domanda innovativa».

Continua a leggere

Calabria

Contagi senza sosta in Calabria. Da ieri altri 577 casi, nel cosentino sono +234

Oltre 4mila tamponi processati e contagi nuovamente vicino a quota 600, con la provincia di Cosenza che rimane la più colpita

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Dopo il calo di ieri, dovuto al basso numero di tamponi analizzati, torna a salire sopra quota 500 il numero dei nuovi contagi in Calabria. Quasi la metà dei casi accertati nelle ultime 24 ore arriva ancora una volta dalla provincia di Cosenza che resta di gran lunga la più colpita con 4 comuni in zona rossa e diversi che hanno chiuso le scuole e introdotto misure più restrittive. Rispetto a ieri resta stabile il numero dei ricoveri in area medica mentre cresce nelle terapie intensive. Cresce di poco il numero delle vittime, quasi tutte nel cosentino.

Oltre 4mila tamponi processati

Sono +577 i nuovi positivi accertati oggi dal dipartimento salute (ieri erano stati +226) con un deciso numero dei tamponi analizzati, sia molecolari che antigenici: ne sono stati processati 4.086(ieri erano stati 1.887). In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 663.250 soggetti per un totale di 708.566 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, la regione raggiunge i 52.484 casi totali da inizio pandemia.

La provincia di Cosenza resta la più colpita

Per quanto riguarda i contagi nel cosentino oggi sono stati accertati +234 nuovi contagi (in deciso aumento rispetto ai +118 di ieri). Segue la provincia di Reggio Calabria, che registra un ulteriore crescita con +143 nuovi casi, e quella di Catanzaro con +92 positivi. Tornano a crescere i contagi anche nella provincia di Crotone che dallo zero di ieri passa ai +83 di oggi. Stessa cosa in provincia di Vibo Valentia che ieri non aveva fatto registrare nuovi casi mentre oggi sono +19. infine 6 nuovi casi tra persone residenti in altre Regioni o stati esteri.

Quattro le vittime, tre a Cosenza

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, non si arresta la crescita continua delle persone attualmente positive che restano sopra quota 12mila: sono in totale 12.907 i casi attivi al momento, 337 in più rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 38.667, con un incremento di 236 persone in più. Rispetto a ieri sale il dato sulle vittime. Sono 4 i decessi registrate nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti a 910: tre di questi nel cosentino e uno a Catanzaro.

Stabile il numero dei ricoveri, su le intensive

Cresce leggermente il numero dei ricoveri negli ospedali calabresi. Rimane invariato in area medica, mentre cresce di tre unità nelle terapie intensive. Ad oggi sono 514 le persone ricoverate complessivamente nei nosocomi calabresi. Di queste, 471 si trovano nei reparti di malattie infettive (+0) e 43 in terapia intensiva (+3). Infine sale a 12.393 il numero di persone in isolamento domiciliare, 334 in più rispetto a ieri. Di queste, 67 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
CASI ATTIVI 6.685 (117 in reparto AO di Cosenza; 28 in reparto al presidio di Rossano;18 al presidio ospedaliero di Acri; 27 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’Ospedale da Campo; 19 in terapia intensiva, 6.476 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.156 (9.746 guariti, 410 deceduti)

Catanzaro
ASI ATTIVI 2.856 (60 in reparto all’AO di Catanzaro; 11 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 29 in reparto all’AOU Mater Domini; 15 in terapia intensiva; 2.741 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.926 (4.817 guariti, 109 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 1.054 (37 in reparto; 1.017 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.670 (3.610 guariti, 60 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 450 (15 ricoverati, 435 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.144 (4071 guariti, 73 deceduti).

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.795 (107 in reparto all’AO di Reggio Calabria; 22 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 9 in terapia intensiva; 1657 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.372 (16.114 guariti, 258 deceduti)

Altra Regione o stato estero CASI ATTIVI 67 (61 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 309 (309 guariti).

Continua a leggere

Di tendenza