“Terra Nostra”, colpo al patrimonio da 20 milioni di Giovanni “Billy” Mancuso

Maxi confisca da 20 milioni di euro, di beni mobili, immobili, aziende agricole, ditte individuali e conti correnti. Tra i beni confiscati un’area di servizio e una villa residenziale a tre piani

 

VIBO VALENTIA – Colpito duramente il patrimonio di Giovanni Mancuso, 80 anni, detto Billy, pluripregiudicato ed esponente di spicco dell’omonima cosca vibonese, già sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il provvedimento trae origine dall’operazione “Terra Nostra”, diretta dalla Dda di Catanzaro e condotta dalla guardia di finanza di Vibo, a conclusione della quale, nell’ottobre 2019, erano stati sequestrati 92 terreni, 29 fabbricati, 6 autoveicoli, 1 trattore agricolo, 2 aziende agricole, 2 ditte individuali, delle quali una esercente l’attività di commercio di carbolubrificanti con annessa stazione di servizio, tutti riconducibili a Mancuso , ma formalmente intestati a prestanome.

Il decreto di confisca è stato emesso, a conclusione dell’attività istruttoria, che ha confermato la riconducibilità dei beni al Mancuso, nonché la sussistenza del profilo della sproporzione tra i redditi complessivi del suo nucleo familiare ed il valore dei beni sequestrati.

Mancuso controllava tutte le attività economiche del suo comune

La Dda è risuscita a sostenere l’impianto investigativo originario dal quale era emerso che Giovanni Mancuso, unitamente ad altri 23 soggetti, facenti parte del medesimo nucleo familiare e affiliati al clan, controllava tutte le attività economiche del comune di residenza e dei centri vicini, ricavandone illeciti proventi e costituendo un ingente e diversificato patrimonio di beni mobili, immobili, aziende agricole, imprese commerciali e disponibilità finanziarie, detenuti sia da lui direttamente che attraverso prestanome ai quali era stata attribuita, fittiziamente, la titolarità e/o la disponibilità di beni, al fine di eludere le disposizioni di legge previste dalla vigente normativa antimafia in materia di prevenzione patrimoniale.

Immobili anche a Milano, terreni e capannoni industriali

Tra gli immobili oggetto di confisca, ricadenti nel comune di Milano, Limbadi, Nicotera, Filandari, Rombiolo, Zungri, Drapia e Vibo Valentia, tutti riconducibili all’interessato, spiccano capannoni industriali, terreni, immobili, un’area di servizio, una villa residenziale composta da tre piani, nonché diverse autovetture e mezzi agricoli. Sono stati esclusi dall’originario decreto di sequestro esclusivamente una ditta individuale, ma non anche il suo compendio aziendale, inteso per esso i beni strumentali necessari all’esercizio dell’attività commerciale posta in essere e due vecchie autovetture (per un valore complessivo di 110mila euro).