Operazione Orso, 12 arresti: il supermercato della droga aperto dalle 7 alle 20

Un’operazione dei carabinieri coordinata dalla Dda è scattata questa mattina per l’esecuzione delle 12 misure cautelari, 9 in carcere e 3 ai domiciliari

 

CROTONE – I carabinieri di Crotone, con il supporto di personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del 14mo Battaglione “Calabria”, stanno eseguendo dalle prime ore di oggi 12 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone – 9 in carcere e 3 ai domiciliari – e l’obbligo di dimora nei confronti di un soggetto.

Le persone coinvolte sono accusate a vario titolo, di associazione armata finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (in particolare eroina, cocaina e marijuana), ricettazione, detenzione di armi da guerra e, due di loro, di partecipazione ad associazione di tipo ‘ndranghetista operante a Crotone, la cosca Vrenna-Corigliano-Bonaventura – Ciampà e Megna.

La piazza di spaccio aperta dalle 7 alle 20

I componenti dell’organizzazione gestivano una piazza di spaccio che aveva persino gli orari di apertura e chiusura, dalle 7 e alle 20. Le indagini sono partite a dicembre 2016 e andate avanti fino a dicembre 2018. L’attività è iniziata dopo una perquisizione eseguita nel quartiere “Fondo Gesù” di Crotone nei confronti di Andrea La Forgia. I militari sequestrarono tre pistole illegalmente detenute complete di munizioni, droga, nonché un foglio manoscritto con la cosiddetta “copiata“, cioè un vero e proprio organigramma della consorteria criminale egemone a Crotone, completo di nomi, cognomi e gradi rivestiti.

Le indagini, condotte con intercettazioni in carcere e con la videosorveglianza nel quartiere Fondo Gesù, hanno permesso agli investigatori di accertare l’esistenza dell’associazione per la vendita di eroina, cocaina e marijuana, al cui vertice, per l’accusa, c’erano i fratelli Andrea, Gianluca e Massimiliano La Forgia.

La videosorveglianza ha anche immortalato l’acquisto di una mitraglietta “VZ61 Skorpion” calibro 7,65 Browning, un’arma da guerra clandestina, già sequestrata. Inoltre, dalle intercettazioni in carcere, corroborate dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Oliverio, sarebbe emerso lo stabile inserimento di Gianluca e Massimiliano La Forgia nella cosca Vrenna-Corigliano-Bonaventura – Ciampà e Megna.

Gratteri: “abbiamo messo in crisi la vendita della droga al dettaglio a Crotone”

Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri spiega così il risultato più importante dell’operazione “Orso”: “Parliamo – ha detto Gratteri in conferenza stampa – di un vero e proprio supermercato aperto dalle 7 alle 20 dove si vendeva droga di ogni tipo”.

 

“Questo di Crotone – ha detto il magistrato – è il territorio che ci preoccupa di più. Per questo, come ho già ribadito, abbiamo tre pm della Direzione distrettuale antimafia dedicati a Crotone e poi sono arrivati uomini delle forze dell’ordine che ci rendono più forti nel controllo. Oggi, grazie al rinvenimento nel 2016 di una ‘copiata’ abbiamo messo a segno un’operazione che ha dimostrato l’affiliazione di alcuni soggetti alla famiglia Megna che gestivano un’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti”.

“Questa indagine conferma che non ci sono luoghi fuori dal controllo dello Stato” ha sostenuto il comandante provinciale dei carabinieri di Crotone, il colonnello Gabriele Mambor. “Grazie alla sorveglianza effettuata nella zona – ha proseguito – abbiamo ripreso anche fino a 70 cessioni di droga al giorno ed abbiamo captazioni che dimostrano come al vertice dell’organizzazione ci siano i fratelli La Forgia”. Mambor ha spiegato che l’operazione è dedicata ad un carabiniere, il maresciallo Luigi Chiaro, che ha partecipato all’indagine ma che è morto alcuni mesi fa per una malattia.

Il capitano Francesco Esposito, comandante della compagnia di Crotone, ha sottolineato la pericolosità dell’organizzazione: “Abbiamo trovato diverse pistole ed anche una mitraglietta che è un’arma da guerra che documenta la pericolosità di questa associazione che voleva affermarsi in città anche con l’uso delle armi. Abbiamo operato con attenzione perché la zona era costantemente vigilata da sentinelle e uomini che facevano fronte comune contro le forze dell’ordine”. Esposito ha spiegato che proprio il ritrovamento della copiata nel 2016 ha portato ai dissidi tra i gruppi della piazza di spaccio di Fondo Gesù che poi si sono rivelati nella sparatoria del 9 gennaio 2019 tra i cui protagonisti c’erano anche alcuni indagati di oggi.