In Calabria contagi stabili, ma crescono nel vibonese. Da ieri +177 casi e 4 vittime - QuiCosenza.it
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In Calabria contagi stabili, ma crescono nel vibonese. Da ieri +177 casi e 4 vittime

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Resta stabile il dato sui nuovi contagi da coronavirus così come il numero di tamponi: poco più di 2.100 quelli processati. Risalgono le vittime con quattro decessi nelle ultime 24 ore mentre calano le terapie intensive. Preoccupa l’aumento di casi nel vibonese

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COSENZA – La Calabria resta confermata in zona gialla, con i dati dell’epidemia che restano tutto sommato stazionari nel numero di nuovi casi (resta però attenzionato il vibonese dove i casi sono in costante aumento) mentre continua a migliorare la situazione negli ospedali. Da ieri torna salire anche il dato sui decessi con quattro vittime accertate nelle ultime 24 ore, contro le due di ieri. Il nuovo bollettino giornaliero del dipartimento salute conta oggi +177 nuovi positivi (ieri erano stati +166) con un numero stabile di tamponi analizzati (sia molecolari che antigenici). Ne sono stati processati 2.090 (ieri erano stati 2.069) che portano il totale dei test a 562.061. Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, la Calabria raggiunge i 36.198 casi totali. Anche oggi è la provincia di Reggio Calabria a far registrare il maggior incremento di casi giornalieri (+63), seguita da quella quella di Vibo Valentia che continua a fare registrare un nuovo incremento di nuovi casi: oggi sono +61 (contro i 44 di ieri). Stabile e in discese la situazione nella provincia di Cosenza che oggi conta un incremento di +22 casi (in discesa rispetto ai +44 di ieri). Tornano a risalire leggermente anche nella provincia di Catanzaro con +20 nuovi casi mentre quella di Crotone di conferma la provincia con meno contagi: +11 da ieri.

Ancora in calo i positivi. Risalgono le vittime

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, risale leggermente il numero di persone attualmente positive: sono in totale 6.500 i casi attivi al momento, 35 in più rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 29.035, con un incremento di 138 persone in più rispetto da ieri. Risale il dato sui decessi. Sono quattro le vittime accertate nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti a 663: tre a Reggio Calabria e uno a Vibo Valentia.

In flessione il dato sui posti letto occupati

Continua la diminuzione del numero di posti letto occupati negli ospedali calabresi. Restano invariati nei reparti covid ma scendono di cinque nelle unità di terapie intensive. Negli ospedali calabresi ad oggi ci sono 188 persone in totale. Di queste, 173 sono nei reparti di malattie infettive (+0) e 15 in terapia intensiva (-5). Infine risale a 6.312 il numero di persone in isolamento domiciliare, 40 in più rispetto a ieri. Di questi 50 sono persone residenti fuori Regione o in altri Stati esteri. Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 218.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
CASI ATTIVI 2.615 (39 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 11 in reparto al presidio di Rossano;1 al presidio ospedaliero di Acri; 4 al presidio ospedaliero di Cetraro; 3 all’ospedale da Campo; 4 in terapia intensiva, 2.553 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 7.956 (7676 guariti, 280 deceduti)

Catanzaro
CASI ATTIVI 1.481 (9 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 3 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 4 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 5 in terapia intensiva; 1.460 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.654 (3558 guariti, 96 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 133 (6 in reparto; 127 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.614 (2.571 guariti, 43 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 463 (12 ricoverati, 451 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.855 (2803 guariti, 52 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.758 (67 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 14 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 6 in terapia intensiva; 1671 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 12.310 (12.118 guariti, 192 deceduti)

Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 50 (50 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 270 (270 guariti)

Calabria

L’Esercito potenzierà il tracciamento: “tamponi processati in laboratorio mobile”

“Questo ulteriore supporto da parte dell’Esercito ci consente di contrastare più efficacemente i focolai che si stanno propagando all’interno delle scuole”

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VIBO VALENTIA – Da lunedì prossimo sarà potenziato il sistema tracciamento anti covid, grazie all’iniziativa avviata dall’Esercito Italiano che procederà ad effettuare uno screening della popolazione scolastica vibonese con proprio personale medico e infermieristico, per la durata di circa un mese. I tamponi molecolari per la ricerca del Sars-Cov2 saranno processati all’interno di un laboratorio mobile, messo sempre a disposizione dell’Esercito con propri medici e tecnici di laboratorio.

“In questo particolare e delicato momento, che stiamo vivendo a causa della diffusione del virus – afferma il Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia Maria Bernardi – questo ulteriore supporto da parte dell’Esercito a sostegno della nostra comunità ci consente di contrastare più efficacemente i focolai che si stanno propagando all’interno delle scuole. Avverto il bisogno di ringraziare il colonnello Medico Alfonso Zizza, per la professionalità e la sensibilità che continua a manifestare nei confronti della sanità vibonese”.

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Agriturismo in crisi, Coldiretti Calabria: “misure per scongiurare licenziamenti”

Il 2021 per il settore dell’agriturismo, si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie

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COSENZA – Con la ripresa dei contagi si segnala una situazione difficile in agriturismo dopo che il 2021 si è chiuso in Calabria con decine di migliaia di arrivi in meno rispetto a prima della pandemia nel 2019 soprattutto per effetto del crollo delle presenze degli stranieri ma anche degli italiani. A pesare è stato anche l’annullamento di fatto di banchetti e cerimonie. Questo emerge da un primo bilancio della Coldiretti sulla base delle indicazioni di Terranostra Calabria che per questo pone in risalto la necessità di sostegni di fronte ad una situazione di grave sofferenza sia per l’alloggio che la ristorazione.

“La tenuta delle presenze nei mesi estivi – commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – non è stata certo sufficiente a colmare i pesanti vuoti degli altri periodi dell’anno nelle circa 400 strutture operanti con 12200 posti a tavola e circa 1500 posti letto. Un colpo micidiale ad un sistema che alimenta e sostiene anche l’economia di altri settori soprattutto nelle aree rurali e zone interne, si pensi solo alla vendita dei prodotti tipici, e che svolge anche un importante ruolo di presidio ambientale del territorio e della biodiversità”.

“Si è concluso – prosegue – infatti un anno ancora molto difficile dopo un 2020 drammatico con arrivi che sono ritornati al livello del 2010, con il fatturato che si è dimezzato dopo investimenti da parte degli operatori agrituristici. Il rischio adesso è, anche, la perdita di posti di lavoro e quindi famiglie che si ritroverebbero senza reddito, oltre alla perdita di maestranze con elevati requisiti professionali sulle quali le aziende agrituristiche hanno investito. L’incognita e il pericolo – sostiene Aceto –saranno gli inevitabili licenziamenti se non s’interviene tempestivamente con la cassa integrazione, così come preannunciato nelle scorse settimane dal Governo”.

“I contributi previsti dal decreto del Ministero del Turismo del 24 agosto 2021, a favore delle imprese turistico – ricettive, fortemente sostenuti da Coldiretti e Terranostra, per effetto della nuova crisi non sono sufficienti a garantire la sostenibilità economica ed occupazionale delle strutture per le quali – insiste Coldiretti – è necessario ora prevedere nuove misure di sostegno”.

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Cassazione: “Rapina aggravata se con mascherina”. Il ladro: “Ma era obbligatoria”

Il rapinatore si è rivolto alla Corte facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina

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ROMA – Il reato di rapina è aggravato se compiuto indossando la mascherina. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di un uomo che era stato condannato in primo e secondo grado per rapina con l’applicazione dell’aggravante relativa al travisamento del volto: reato compiuto mentre indossava la mascherina, resa obbligatoria dalle norme anti-Covid.

Il ricorso del rapinatore

Il rapinatore – secondo quanto riferito dalle agenzie – si era rivolto alla Suprema Corte, facendo leva sul fatto che in periodo di emergenza Covid non avrebbe potuto compiere la rapina senza la mascherina, essendo quest’ultima imposta per legge. In pratica, secondo l’autore del reato, si sarebbe trattato di un comportamento obbligatorio previsto dalla normativa vigente e dunque, non avrebbe potuto costituire un’aggravante al delitto di rapina.

La decisione della Corte

La II sezione penale della Corte di Cassazione, ha ritenuto però infondato il ricorso in quanto il camuffamento del volto per aver indossato la mascherina è comunque collegato alla commissione del delitto e utile a rendere difficoltoso il riconoscimento dell’autore del fatto. Per la Suprema Corte, inoltre, è corretta l’applicazione dell’aggravante dal momento che il nesso di “occasionalità necessaria” della rapina effettuata indossando la mascherina esclude la possibilità di ritenere quest’ultima condotta alla stregua di mero adempimento del dovere.

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