Vaccini agli over 80, accordo con i medici in arrivo ma in Calabria resta il caos. "Fate presto" - QuiCosenza.it
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Vaccini agli over 80, accordo con i medici in arrivo ma in Calabria resta il caos. “Fate presto”

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Sembrerebbe sbloccarsi l’accordo con i medici di base mentre la Calabria continua ad accumulare ritardi e non ha ancora predisposto un piano. Dopo una verifica sui costi voluto da Longo, la firma sull’accordo sarebbe a un passo dopo un ultimo colloquio tra il segretario regionale dei medici, lo stesso commissario Longo e Belcastro

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COSENZA – Mentre diverse regioni hanno già iniziato le prime somministrazioni gli anziani, altre hanno aperto alle prenotazione e si apprestano a dare il via a breve, in Calabria resta in stallo la situazione dei vaccini da somministrare ai circa 130mila over 80, dopo che nelle ultime ore il Commissario Longo avrebbe messo in stand-by l’accordo con i medici di base per una verifica sui costi e la stipula di un nuovo accordo. Costi inseriti in una bozza del ‘Protocollo d’intesa tra il Governo, le Regioni e i sindacati ma “come linea generale” visto che rimane alle regioni la facoltà di “chiudere” gli accordi con il trattamento economico riconosciuto. Le tariffe dipendono dal modello organizzativo che viene proposto a livello locale e quindi vanno decise in quell’ambito. Il problema, piuttosto, è come omogeneizzare i percorsi e le procedure tra i cittadini e gli operatori. Al momento solo 6 o 7 hanno siglato gli accordi. In Calabria la situazione resta alquanto caotica, visto che manca ancora un piano e le somministrazioni vanno avanti a rilento. In più c’è anche la “grana” docenti scolastici con il fuoco incrociato tra i sindacati e il presidente f.f. Spirlì che vorrebbe chiudere per due o tre settimane gli istituti. Ma il problema, non di poco conto, è che non ci sarebbe il numero di dosi necessarie per vaccinare tutti gli insegnanti.

Intanto, dopo che era circolata questa mattina la notizia di uno stop di Longo all’accordo, a mettere in chiaro la situazione attuale è Rosalbino Cerra, segretario regionale dei medici” ci siamo sentiti stamattina con Longo e Belcastro e abbiamo concordato di firmare quanto era stato detto nei giorni precedenti verbalmente. Formalmente la firma non c’è ma le idee ce le siamo chiariti. Occorre velocizzare i tempi e scegliere preferibilmente i centri vaccinali. Siamo riusciti ad ottenere che gli anziani possano rivolgersi ad un numero di telefono per le prenotazioni e non solo il sito Web, perchè è impensabile chiedere ad un anziano di utilizzare un computer se non lo sa fare o non ha una connessione”.

A chiede di fare presto è il direttore del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria Sandro Giuffrida che giudica “estremamente grave che la Regione non abbia ancora dato il via alla vaccinazione per gli ultraottantenni“.  “L’organizzazione delle vaccinazioni in provincia di Reggio Calabria è in via di definizione. Stiamo aspettando dalla Regione che ci sia un accordo con i medici di Medicina Generale; attualmente stiamo effettuando le vaccinazioni agli ultraottantenni che sono stati prenotati dai medici di famiglia, grazie ad una interlocuzione avviata con il centro vaccinale”. Parla di “fase sperimentale” “Abbiamo già attivato i punti vaccinali a Polistena, Gioia Tauro, Melito Porto Salvo, Locri, Siderno e Scilla. Si tratta, comunque – spiega Giuffrida – di un metodo provvisorio perché la Regione non ha dato ancora il via definitivo alla campagna di vaccinazione degli ultraottantenni. Sarebbe una perdita di tempo prezioso, comunque, non fare una parte di queste vaccinazioni. È un inizio, diciamo, sperimentale, cercando di vaccinare persone di questa fascia d’età che ci stanno segnalando attraverso gli elenchi che vengono inviati dai medici di famiglia. Non ci si può presentare spontaneamente ma solo attraverso questa intermediazione dei medici di base. Siamo noi poi a convocare via via, gruppi di persone al più vicino centro vaccinale. Si tratta di una attività che abbiamo messo in campo con il solo scopo di evitare di sprecare tempo prezioso in attesa dell’avvio della vera e propria campagna di vaccinazione”. “Non ci spieghiamo – conclude Giuffrida – perché ancora la Regione Calabria non abbia dato il via alla vaccinazione degli ultraottantenni, e la cosa ci pare estremamente grave. La pandemia impone di vaccinare il più rapidamente possibile il maggior numero di persone”.

 

 

 

Calabria

Contagi senza sosta in Calabria. Da ieri altri 577 casi, nel cosentino sono +234

Oltre 4mila tamponi processati e contagi nuovamente vicino a quota 600, con la provincia di Cosenza che rimane la più colpita

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COSENZA – Dopo il calo di ieri, dovuto al basso numero di tamponi analizzati, torna a salire sopra quota 500 il numero dei nuovi contagi in Calabria. Quasi la metà dei casi accertati nelle ultime 24 ore arriva ancora una volta dalla provincia di Cosenza che resta di gran lunga la più colpita con 4 comuni in zona rossa e diversi che hanno chiuso le scuole e introdotto misure più restrittive. Rispetto a ieri resta stabile il numero dei ricoveri in area medica mentre cresce nelle terapie intensive. Cresce di poco il numero delle vittime, quasi tutte nel cosentino.

Oltre 4mila tamponi processati

Sono +577 i nuovi positivi accertati oggi dal dipartimento salute (ieri erano stati +226) con un deciso numero dei tamponi analizzati, sia molecolari che antigenici: ne sono stati processati 4.086(ieri erano stati 1.887). In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 663.250 soggetti per un totale di 708.566 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Con l’incremento odierno, comprese le vittime e i guariti, la regione raggiunge i 52.484 casi totali da inizio pandemia.

La provincia di Cosenza resta la più colpita

Per quanto riguarda i contagi nel cosentino oggi sono stati accertati +234 nuovi contagi (in deciso aumento rispetto ai +118 di ieri). Segue la provincia di Reggio Calabria, che registra un ulteriore crescita con +143 nuovi casi, e quella di Catanzaro con +92 positivi. Tornano a crescere i contagi anche nella provincia di Crotone che dallo zero di ieri passa ai +83 di oggi. Stessa cosa in provincia di Vibo Valentia che ieri non aveva fatto registrare nuovi casi mentre oggi sono +19. infine 6 nuovi casi tra persone residenti in altre Regioni o stati esteri.

Quattro le vittime, tre a Cosenza

Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, non si arresta la crescita continua delle persone attualmente positive che restano sopra quota 12mila: sono in totale 12.907 i casi attivi al momento, 337 in più rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale in totale a 38.667, con un incremento di 236 persone in più. Rispetto a ieri sale il dato sulle vittime. Sono 4 i decessi registrate nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti a 910: tre di questi nel cosentino e uno a Catanzaro.

Stabile il numero dei ricoveri, su le intensive

Cresce leggermente il numero dei ricoveri negli ospedali calabresi. Rimane invariato in area medica, mentre cresce di tre unità nelle terapie intensive. Ad oggi sono 514 le persone ricoverate complessivamente nei nosocomi calabresi. Di queste, 471 si trovano nei reparti di malattie infettive (+0) e 43 in terapia intensiva (+3). Infine sale a 12.393 il numero di persone in isolamento domiciliare, 334 in più rispetto a ieri. Di queste, 67 sono persone residenti fuori regione o in altri Stati esteri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Cosenza
CASI ATTIVI 6.685 (117 in reparto AO di Cosenza; 28 in reparto al presidio di Rossano;18 al presidio ospedaliero di Acri; 27 al presidio ospedaliero di Cetraro; 0 all’Ospedale da Campo; 19 in terapia intensiva, 6.476 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10.156 (9.746 guariti, 410 deceduti)

Catanzaro
ASI ATTIVI 2.856 (60 in reparto all’AO di Catanzaro; 11 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 29 in reparto all’AOU Mater Domini; 15 in terapia intensiva; 2.741 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.926 (4.817 guariti, 109 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 1.054 (37 in reparto; 1.017 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 3.670 (3.610 guariti, 60 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 450 (15 ricoverati, 435 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.144 (4071 guariti, 73 deceduti).

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.795 (107 in reparto all’AO di Reggio Calabria; 22 in reparto al P.O di Gioia Tauro; 9 in terapia intensiva; 1657 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 16.372 (16.114 guariti, 258 deceduti)

Altra Regione o stato estero CASI ATTIVI 67 (61 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 309 (309 guariti).

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Caldo fuori stagione e gelo, raccolti devastati nel cosentino. Chiesto lo stato di calamità

Lo chiede Coldiretti alla Regione per diversi comuni della Calabria: “danni nelle campagne con cali della produzione agricola e perdita di reddito per gli agricoltori”

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COSENZA – “Una primavera in anticipo con una fioritura anticipata della vegetazione è stato un terreno fertile per l’ondata di freddo gelido nel fine settimana scorso che ha colpito duramente nelle campagne, dove le produzioni in molti territori sono state danneggiate, in particolare pesche e kiwi ma anche fragole e ortaggi”. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Calabria sugli effetti dell’ondata di freddo che ha devastato i raccolti in diverse aree della regione ed in particolare nei comuni interni del Fondo Valle del Crati, della piana di Rosarno – Gioia Tauro e nel lametino.

“Per quanto riguarda le serre – riferisce Coldiretti – è stato aumentato il livello di riscaldamento con costi aggiuntivi per le imprese. Una situazione ancora una volta pesante per molte imprese agricole che hanno perso nell’arco di una giornata il lavoro di un intero anno. Oltre a frutta e verdura, a rischio perché sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo. Ancora una volta i repentini cambiamenti climatici con un’alternanza, in questo caso, di caldo fuori stagione e freddo, creano danni nelle campagne con cali della produzione agricola e perdita di reddito per gli agricoltori”.

“La Regione attivi le procedure per lo stato urgente di calamità”

“Occorre che la Regione – chiede Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – attivi le procedure per la dichiarazione urgente dello stato di calamità, gli uffici della Coldiretti hanno iniziato una prima raccolta di dati. Sono ancora troppo poche le superfici assicurate ed è ormai necessario che le imprese prendano atto della situazione di cambiamento e, vista anche l’esiguità degli aiuti pubblici, agiscano in anticipo assicurando le proprie produzioni. Ricordo che Coldiretti ha promosso il Consorzio di Difesa (Co.Di.P.A.Cal) consorzio di imprenditori agricoli che opera per rispondere alle esigenze delle imprese nel dialogo istituzionale con gli organismi pubblici, su temi relativi al rischio e alla difesa delle colture, che sono sempre più soggette a perdite e danni da gelo, siccità/alluvioni ecc., stipulando polizze collettive calibrate su misura con le maggiori compagnie assicurative a tutela sempre del territorio e del lavoro degli imprenditori locali”

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Il settore della bonifica è in stato di agitazione: «senza risposte rallentamenti nei Consorzi»

Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil Calabria chiedono alla Regione un incontro “urgente”: «La situazione è diventata insostenibile per i lavoratori»

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LAMEZIA TERME (CZ) Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil Calabria proclamano lo stato d’agitazione del settore della bonifica e chiedono alla Regione un incontro urgente «a seguito dell’ultima richiesta di incontro inviata in data 11.12.2020, a cui non ha fatto seguito alcuna risposta da parte dell’Assessorato regionale competente nonostante le successive sollecitazioni, rese note anche a mezzo stampa». Così «con la presente proclamano lo stato di agitazione dell’intero settore della bonifica calabrese», si legge nella comunicazione inviata dai Segretari generali regionali delle tre organizzazioni Michele Sapia, Bruno Costa e Andrea Luvarà all’Assessore Regionale all’Agricoltura e Forestazione, Gianluca Gallo e, per conoscenza, al Dirigente Generale Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, Giacomo Giovinazzo e al Presidente dell’Urbi-Anbi, Calabria Rocco Leonetti.

«Considerata la situazione sempre più insostenibile registrata nella maggior parte degli Enti consortili calabresi, per varie e diverse questioni che interessano lavoratori dipendenti ed anche lavoratori attualmente in quiescenza – si legge ancora nel testo –, si richiede la convocazione di un incontro urgente, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate in indirizzo, comprese le Organizzazioni Professionali Agricole regionali. Si precisa che, in assenza di risposte anche per quest’ultima comunicazione, le scriventi preannunciano, sin da ora, la possibilità di ulteriori iniziative sul territorio e a livello regionale, con il concreto rischio di rallentamenti nelle attività dei Consorzi, in particolare in riferimento all’imminente campagna di irrigazione».

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