Covid 19: in lieve risalita i positivi in Calabria, un nuovo decesso a Cosenza - QuiCosenza.it
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Covid 19: in lieve risalita i positivi in Calabria, un nuovo decesso a Cosenza

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In Calabria oggi si rilevano 237 nuovi positivi al Covid 19. Due persone sono decedute nelle ultime 24 ore che portano il totale da inizio pandemia a 642

 

CATANZARO – Numeri in lieve risalita in Calabria relativamente all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute. Sono infatti 237 i nuovi casi di contagio rispetto ai 155 del bollettino regionale di ieri e due i decessi, uno dei quali nel territorio di Cosenza, l’altro si registra a Catanzaro. I decessi da inizio pandemia salgono a 642. Sono stati eseguiti nelle ultime 24 ore 2.479 tamponi e sono 2.444 i nuovi soggetti testati. In Calabria oggi sono 6.717 i casi attivi e dagli ultimi dati cresce anche il numero dei guariti (+311).

Per quanto riguarda la suddivisione territoriale dei nuovi casi di contagio il maggior numero arriva ancora una volta dalla provincia di Reggio Calabria dove si contano 109 nuovi positivi. Segue il territorio di Cosenza con 66 nuovi casi di positività al Covid, 16 dalla provincia di Catanzaro, 11 se ne contano e 35 a Vibo Valentia.

– Cosenza
CASI ATTIVI 2.623 (48 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 14 in reparto al presidio di Rossano;3 al presidio ospedaliero di Acri; 5 al presidio ospedaliero di Cetraro; 7 all’ospedale da Campo; 8 in terapia intensiva, 2.538 in isolamento domiciliare);
CASI CHIUSI 7.720 (7.447 guariti, 273 deceduti).

– Catanzaro
CASI ATTIVI 1.624 (11 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 6 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 2 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 6 in terapia intensiva; 1.599 in isolamento domiciliare);
CASI CHIUSI 3.464 (3.370 guariti, 94 deceduti).

– Crotone
CASI ATTIVI 127 (12 in reparto; 115 in isolamento domiciliare);
CASI CHIUSI 2.571 (2.528 guariti, 43 deceduti).

– Vibo Valentia
CASI ATTIVI 378 (12 ricoverati, 366 in isolamento domiciliare);
CASI CHIUSI 2.748 (2699 guariti, 49 deceduti).

– Reggio Calabria
CASI ATTIVI 1.915 (82 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 15 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 8 in terapia intensiva; 1.810 in isolamento domiciliare);
CASI CHIUSI 11.756 (11.573 guariti, 183 deceduti).

Calabria

Violento scontro tra un camion e un’auto, morta una donna di 40 anni

La vittima è stata estratta dalle lamiere dai vigili del fuoco ma vani sono stati i soccorsi

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MARCELLINARA (CZ) – Ha perso la vita questo pomeriggio A.P., 40 anni, a seguito di un violento incidente stradale a Marcellinara, nel catanzarese, sulla strada Provinciale in direzione Tiriolo. L’impatto si è verificato intorno alle 17 ed ha coinvolto due mezzi, un camion Iveco ed una Peugeot 107 sulla quale viaggiava la donna. I vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno lavorato per estrarla dalle lamiere ma nonostante i soccorsi del personale del 118, la donna si è spenta poco dopo. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per stabilire la dinamica dell’impatto.

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Fuoco incrociato tra Spirlì e Bruni. La scienziata “avete affossato la Regione”

Il governatore della Calabria definisce la candidata del centrosinistra “becchina del Pd”. E lei replica alle invettive

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CATANZARO – Dibattito politico al vetriolo in vista di una campagna elettorale ormai agli sgoccioli. Fuoco incrociato tra Spirlì – che definisce Amalia Bruni “becchina del Pd”- e la candidata di centrosinistra che cerca di schivare i colpi (intrisi della solita ‘ironia’) del governatore ff della Calabria attaccando chi ha “affossato la Regione”.

“Basta con chi guadagnando una barca di soldi, grazie a consistenti indennità e stipendi, ha contribuito ad affossare la Calabria. Nella nuova Regione non c’è posto per Spirli, che ha responsabilità morali e materiali, per Occhiuto e per tutti quelli che non hanno fatto niente per migliorare la situazione”. Lo afferma, in una dichiarazione, Amalia Bruni, candidata per il Centrosinistra alla guida della Regione, “che annuncia la sua volontà – é detto in un comunicato diffuso dal suo ufficio stampa – di rimettere le cose a posto se dovesse essere eletta alla presidenza della Regione”.

“Nessuna ‘lista nera’ – afferma la candidata – ma privilegeremo competenze, professionalità e attenzione alle esigenze dei cittadini. A tutti gli altri troveremo compiti adeguati, ma basta con le lungaggini burocratiche infinite mentre si continua a percepire lo stipendio a fine mese. Deve cambiare la musica. La Regione dovrà essere al servizio dei cittadini, per i quali bisognerà avere rispetto e grande considerazione. È un mio impegno preciso. Metteremo in campo forze nuove e competenti. Il 3 e il 4 ottobre togliamo la Regione dalle mani di Spirlì e Occhiuto e costruiamo insieme la ‘Nuova Calabria’”.

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Processo contro i clan Iozzo-Chiefari. 14 condanne, assolto l’ex sindaco Pitaro

Accusati di esercitare nelle Preserre Catanzaresi il monopolio dello spaccio di droga, e le estorsioni, con ingerenze anche negli appalti pubblici

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CATANZARO – Quattordici condanne e 9 assoluzioni, tra cui quella di un ex sindaco. E’ il verdetto emesso dal Gup di Catanzaro a conclusione del processo, con rito abbreviato, contro la cosca Iozzo-Chiefari della ‘ndrangheta, attiva nei territori di Torre di Ruggiero, Chiaravalle Centrale e zone limitrofe. La cosca Iozzo-Chiefari risulta essere federata con i Gallace di Guardavalle e in contrasto con i Procopio-Sia-Tripodi di Soverato. L’ex primo cittadino assolto “perché il fatto non sussiste” é Giuseppe Pitaro, già sindaco di Torre di Ruggiero, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. E’ stato condannato, invece, a 4 mesi l’imprenditore edile Giuseppe Gareri, mentre è stato assolto il fratello Mario Salvatore.

L’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato al processo, denominata Orthrus, con un richiamo al cane a due teste della mitologia greca, coordinata dalla Dda di Catanzaro, e le relative indagini condotte dai carabinieri del Comando provinciale del capoluogo, risalgono all’ottobre del 2019 e portarono all’arresto di 17 persone tra presunti capi e gregari della cosca, accusata di esercitare nel territorio delle Preserre Catanzaresi, tra Guardavalle e Torre di Ruggiero, il monopolio dello spaccio di droga, e le estorsioni, con ingerenze anche negli appalti pubblici, ed in particolare su quelli riguardanti la “Trasversale delle Serre” la strada di collegamento tra le coste ionica e tirrenica della provincia di Catanzaro.

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