Tansi e De Magistris insieme. "Siamo come Coppi e Bartali, rivoluzioniamo la Calabria" - QuiCosenza.it
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Tansi e De Magistris insieme. “Siamo come Coppi e Bartali, rivoluzioniamo la Calabria”

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In una conferenza stampa Tansi e De Magistris annunciano la loro unione nella corsa alle prossime regionali. L’attuale sindaco di Napoli sarà il candidato presidente “adesso o mai più. Siamo l’alternativa credibile e forte ai partiti che hanno ridotto la nostra, l’ultima regione d’Italia. Basta calabresi con il cappello in mano. Questo è un vero laboratorio civico di cambiamento”

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COSENZA – Tre liste di Carlo Tansi ed una quarta in via di definizione, due per De Magistris. Il leader di Tesoro di Calabria e l’attuale sindaco di Napoli, annunciano la loro unione alle prossime elezioni regionali ed aprono (eventualmente) ai 5 stelle che non hanno ancora avuto l’opportunità di dimostrare alcuna gestione politica in Calabria. Il dialogo è aperto “ma spetta a loro valutare”. La fumata bianca tra i due è arrivata al termine dell’ennesimo confronto su temi progetti e l’annuncio è arrivato oggi in una conferenza stampa a Cosenza. “Si tratta di una coalizione che spariglia tutti i giochi” ha detto Carlo Tansi, riferendosi al sostegno a Luigi de Magistris come candidato presidente della Regione Calabria. “De Magistris sarà il candidato alla presidenza, io con il ruolo di presidente del Consiglio regionale. Per usare un parallelismo sportivo, siamo come Coppi e Bartali che si scambiano la borraccia pe il bene della Calabria. Mi è stato offerto un posto dirigenziale nella Protezione Civile nazionale perché i partiti avrebbero voluto farmi desistere”.

Tansi “un atto di grandissimo cambiamento”

Non sono candidato a sindaco di Cosenza – ha tenuto a ribadire con forza Tansi che sull’intesa con De Magistris aggiunge “crediamo che in Calabria ci siano le forze per dire no al solito sistema di partiti. Un grande laboratorio che dica addio ai soliti personaggi e che crede che sia possibile un cambiamento. Ce lo chiede la gente, lo vogliono i calabresi onesti, lo vogliamo fortemente noi per dire basta alle lobby di potere e alle clientele che hanno distrutto questa regione. Questa nostra corsa può essere un grande ambito di cambiamento e anziché strumentalizzare la cosa come vogliono i partiti politici, noi vogliamo rappresentare un elemento di rottura. I partiti ci temono. Siamo una coalizione civica che si oppone al partito della torta e che ha ridotto la Calabria a ultima della classe”.

Francesco Greco

Accanto a noi persone oneste e credibili

Per Luigi De Magistris “è il momento di costruire insieme un cambiamento. Questo è un giorno importante per la Calabria. Con Tansi stiamo parando da tempo. Quando scrivete che tra noi ci sono stati passi indietro o di lato – dice l’ex magistrato – io invece vi dico che oggi il passo è stato fatto in avanti. Per la prima volta i calabresi sanno che votando noi avranno un’alternativa di indipendenza, di trasparenza e di correttezza. I calabresi si possono finalmente affidare a persone credibili, perché dietro di noi non c’è nessuno. È finita la storia sono tutti uguali, tanto non cambia nulla.

Una coalizione che spariglia i giochi

Per De Magistris “non ci sono più alibi, in Calabria adesso o mai più. Quello che faremo è un contagio dell’entusiasmo e il vaccino sociale. Basta assistenzialismo. Io mi sento un visionario e può sembrare un un’utopia vincere contro le forze clientelari. E lo dico a chi ha votato il meno peggio, a chi è stanco o a chi non vota più. Alternativa significa rottura del sistema e capacità di governo serio e credibile. Io metto la mia storia a disposizione dei calabresi. Mai come in questo momento la Calabria deve essere protagonista. Accanto a noi ci saranno persone coerenti, oneste e credibili. Basta con i soliti politicanti intrisi di affarismo e collusione. Con noi – aggiunge – vedrete persone che vogliono combattere e che sposano un progetto di civismo attivo e incompatibile con gli ha governato male. Questa non è una crociata contro i partiti – ha poi aggiunto de Magistris – ma una seria alternativa a ciò che è stato e che non dovrà più essere. Si tratta di rompere il sistema e da oggi lavoreremo ad allargare la coalizione. I finanziamenti che arriveranno serviranno a determinare il futuro di questa terra per i prossimi 40 anni”.

Si può governare anche senza partiti

“La mia esperienza politica  – ha aggiunto il sindaco di Napoli – mi ha insegnato che si può governare anche senza i partiti. Partiti che hanno creato un cappa e soffocato donne e uomini di questa regione. Chi controllerà e dirigerà il flusso di denaro in Italia e in Calabria nei prossimi mesi, condizionerà, nel bene e male, i prossimo 40 anni. Dobbiamo rompere il controllo della spesa pubblica condizionando lavoro, finanziamenti, sanità e voto. Creeremo condizioni per lo sviluppo e la crescita di questa meravigliosa terra. Condizioni perché in questa terra si possa vivere e non scappare via. Basta all’emigrazione sanitaria. Questa terra ha tutto, mancano le infrastrutture e i servizi all’altezza della dignità di un popolo come quello calabrese”.

 

Foto-Video Francesco Greco

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Roberto Occhiuto: “se sarò eletto chiederò di essere commissario sanità”

Lo dice il candidato di Forza Italia in Calabria, dopo un incontro a Madrid con la presidente della regione madrilena Isabel Díaz Ayuso

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MADRID – “Se dovessi essere eletto presidente della regione Calabria chiederò al governo, che mi pare disponibile, di assumere il governo della Sanità io stesso” ed essere nominato “commissario della Sanità“: lo dice Roberto Occhiuto, candidato di Forza Italia in Calabria, dopo un incontro avvenuto a Madrid con la presidente della regione madrilena Isabel Díaz Ayuso, a cui si è recato con il coordinatore nazionale del suo partito, Antonio Tajani. “Dalla riforma della Sanità in Calabria dipende davvero la possibilità di cambiare questa regione”, ha aggiunto Occhiuto, secondo cui il modello di gestione del Covid adottato a Madrid “si è segnalato come uno dei più efficienti in Europa” e da lì si possono “importare buone pratiche”.

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‘Ndrangheta, estradato in Italia il boss Francesco Pelle. Ordinò la “Strage di Natale”

Azione che sfociò successivamente nella vendetta della consorteria avversaria nella famosa strage di Duisburg del 2007

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REGGIO CALABRIA – Con un volo proveniente dal Portogallo, ha fatto rientro in Italia Francesco Pelle (conosciuto come Ciccio Pakistan), già latitante di massima pericolosità inserito nel programma speciale di ricerca del Ministero dell’Interno, condannato in via definitiva alla pena dell’ergastolo in quanto riconosciuto colpevole di omicidio aggravato dalle finalità mafiose di Maria Strangio (la cosiddetta “strage di natale del 2006″ la cui risposta della consorteria avversaria fu la successiva e sanguinosa “strage di Duisburg” avvenuta del 2007 dove morirono 6 persone ritenute vicine alla cosca Pelle-Vottari). Pelle il 31 luglio 2006 rimase ferito alla schiena perdendo l’uso delle gambe.

La sedia a rotelle sulla quale è costretto a vivere non gli ha impedito di diventare un boss, organizzare la rappresaglia contro la cosca Nirta-STrangio e, soprattutto, di darsi alla latitanza per due volte. La prima fu interrotta nel 2008 da un blitz del Ros di Reggio Calabria all’epoca guidato dal colonnello Valerio Giardina e dal maggiore Gerardo Lardieri. Mentre tutti gli davano la caccia, “Ciccio Pakistan” era ricoverato sotto falso nome a Pavia, nel reparto di neuro-riabilitazione della Clinica Fondazione Maugeri. Pelle era curato a spese del servizio sanitario nazionale e dalla sua stanza in ospedale comunicava attraverso Skype con gli uomini della cosca rimasti liberi dopo l’operazione Fehida, coordinata dal magistrato Nicola Gratteri, oggi procuratore capo di Catanzaro, allora in servizio a Reggio Calabria. Nel settembre 2017 Pelle era tornato libero per scadenza dei termini di fase del processo alle cosche di San Luca. La sua condanna era stata annullata con rinvio dalla Cassazione. Per due anni è stato sottoposto all’obbligo di dimora a Milano in attesa della sentenza definitiva. Ma quando la Suprema Corte ha confermato la condanna, Ciccio Pakistan, non c’era più. Di nuovo latitante.

Palle è stato arrestato a Lisbona il 29 marzo scorso (dove era ricoverato per il covid) ed era latitante dal giugno 2019,  sulla base di un mandato di arresto europeo, eseguito dalla Unità Nazionale Antiterrorismo della Policia Judiciaria portoghese, nell’ambito di un’operazione di polizia resa possibile dalla cooperazione fornita dal Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dal Gruppo Carabinieri di Locri, sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni Bomabardieri. Poco prima della sentenza della Corte di Cassazione, che ne decretò la condanna definitiva, Francesco Pelle fece perdere le sue tracce.

Le attività di Polizia Giudiziaria hanno beneficiato dei canali di cooperazione internazionale attivati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con l’assistenza tecnica del progetto I-CAN, una rete internazionale interforze a contrasto di una delle mafie più pericolose al mondo, la ‘Ndrangheta. I Carabinieri  del Reparto Operativo reggino, collaborato dai colleghi del Gruppo di Locri e della Compagnia di Bianco, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nelle persone del Procuratore Giovanni Bombardieri, del Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e del Sostituto Procuratore Alessandro Moffa, riuscirono a seguire le tracce  del latitante e, in ultimo, lo localizzarono nella penisola iberica, dove è stato arrestato in una struttura ospedaliera lusitana.

 

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“Il Ponte sullo Stretto? Costa 10 miliardi..e la statale 106 attende”

L’Organizzazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” rende nota l’audizione in Camera dei deputati e attacca i parlamentari calabresi

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COSENZA – “Nessun parlamentare calabrese ha chiesto al ministro delle infrastrutture se è più utile il ponte oppure l’ammodernamento della statale 106 su cui, ormai da mesi, assistiamo solo ad annunci e propaganda”. Così l’organizzazione di volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” che rende noto che nella giornata di ieri il Ministro delle Infrastrutture Giovannini è stato audito sull’Attraversamento dello Stretto di Messina dalle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati.

“Giovannini ha iniziato alle 8:35 spiegando che sul Ponte sullo Stretto di Messina furono istituite presso il Ministero delle Infrastrutture addirittura due gruppi di lavoro: uno il 27 agosto 2020 e l’altro il 3 settembre 2020 dall’Ex Ministro del Partito Democratico Paola De Micheli. Ha poi evidenziato – prosegue l’associazione – che le motivazioni alla base della realizzazione di quest’opera sono riconducibili al “trend negativo della popolazione”, al “trend negativo dell’occupazione” ed al “trend negativo del PIL” parametri che – secondo il Ministro – grazie all’avvio del Ponte possono invece tornare a crescere. La novità più interessanti che ha avuto modo di esternare il Ministro Giovannini sono essenzialmente due: la prima è quella relativa ai costi poiché, da ciò che emerge, il Ponte sullo Stretto di Messina potrà essere realizzato per importo totale di oltre 10 miliardi di euro; è stato già disposto con la Legge di Bilancio del 2021 un finanziamento di 50 milioni di euro per la redazione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica al fine di confrontare le due soluzioni di collegamento che potrebbe concludersi entro la primavera del 2022, così da avviare un dibattito pubblico sull’opera ed ha, infine, annunciato l’istituzione di un nuovo gruppo di lavoro dedicato a supportare e coordinare l’intero processo, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dei Ministeri coinvolti”.

Gli interventi in aula

L’associazione Basta Vittime riporta gli interventi “per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Paolo FICARA (M5S) che osserva che il contenuto della 158 pagine della relazione sul Ponte sullo Stretto è parecchio lacunosa su molti aspetti; Stefania PRESTIGIACOMO (FI) chiede al Ministro perché viene dato peso al lavoro dei due Gruppi di Lavoro istituiti dalla Ex Ministra del PD De Micheli e non, invece, all’iter procedurale dell’Opera che dura da decenni ed è – dal punto di vista legale – l’unico faro da seguire; Chiara BRAGA (PD) rivendica la straordinario importanza del lavoro svolto dai due Gruppi di Lavoro; Edoardo RIXI (LEGA) chiede al Ministro quanto è costato allo Stato il lavoro svolto dai due Gruppi di Lavoro; Luciano NOBILI (IV) chiede di partire subito; Tommaso FOTI (FDI) afferma che Fratelli d’Italia è favorevole al Ponte; Rossella MURONI (M-MAIE-PSI-FE) chiede ulteriori approfondimenti su un’opera che è molto complessa; Matilde SIRACUSANO (FI) asserisce che lo sviluppo del Mezzogiorno passa dalla realizzazione del Ponte sullo Stretto; Giulia GRILLO (M5S) chiede al Ministro una analisi costi-benefici sul Ponte sullo Stretto; Alessandro PAGANO (LEGA) afferma che son serviti 8 mesi e due gruppi di lavoro per leggere informazioni che erano già note; Roberto MORASSUT (PD) chiede approfondimenti sulla questione ambientale legata alla realizzazione dell’opera2.

L’attacco ai parlamentari calabresi

Insieme gli interventi della lombarda Braga, dell’emiliano romagnolo Foti, della pugliese Muroni, del ligure Rixi, dei laziali Morassut e Nobili, e dei siciliani Prestigiacomo, Siracusano, Grillo e Pagano vi sono anche quelli di due parlamentari calabresi: Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) che ricorda la mozione firmata dai 21 parlamentari del PD in cui si chiedeva di realizzare il Ponte sullo Stretto e rivendica la carenza infrastrutturale ad oggi esistente da Salerno a Reggio Calabria e Domenico FURGIUELE (LEGA) che propone al Ministro di chiedere all’Europa il 20% del costo del Ponte sullo Stretto e propone di realizzare senza perdite di tempo il progetto a tre campate.

“Il ponte sullo Stretto serve solo alla Sicilia e non alla Calabria”

Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato evidenzia, infine, “quanto emerga chiaramente – dal contenuto dell’audizione – l’importanza del Ponte sullo Stretto per lo sviluppo e la mobilità della regione Sicilia. Ciò implicitamente conferma l’impianto da sempre sostenuto dal nostro sodalizio: il Ponte sullo Stretto non è assolutamente un’opera infrastrutturale d’interesse prioritario per la Regione Calabria. A tal proposito è sconfortante che i parlamentari calabresi tutti nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati non abbiano osservato al Ministro Giovannini che con la metà dell’investimento necessario per realizzare il Ponte sullo Stretto è possibile ammodernare su un tracciato a 4 corsie ex novo la Statale 106 da Sibari (CS) fino a Locri (CS). Allo stesso tempo, dopo l’investimento di 9,4 miliardi di euro sull’alta capacità/alta velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria è fondamentale sottolineare ed evidenziare quanto le scelte del Governo e dei parlamentari calabresi tutti sono concretamente e realmente indirizzate nella direzione di voler rendere ancor maggiore il divario infrastrutturale tra la costa jonica calabrese e quella tirrenica ma anche con il resto del Mezzogiorno, del Centro-Nord Italia e con l’Europa. Queste scelte politiche, è evidente, daranno il colpo di grazia al futuro della costa jonica calabrese”.

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