Postepay, a Cosenza la truffa dei 1.000 euro. “Così hanno provato a svuotarmi il conto” - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Calabria

Postepay, a Cosenza la truffa dei 1.000 euro. “Così hanno provato a svuotarmi il conto”

Avatar

Pubblicato

il

La truffa legata alle carte Postepay e Postepay Evolution: il finto SMS, il sito di Poste “tarocco” e persino una telefonata con la richiesta di una fantomatica transazione da 1.000 euro per evitare che la carta venisse bloccata. Ecco in cosa consiste e in che modo evitare la truffa che pochi giorni fa ha colpito (senza riuscirci) una nostra collega

.

COSENZA – Una truffa in piena regola, subdola e pericolosa, che colpisce anche i più avveduti ed esperti di tecnologia. E se si cade nella trappola, il rischio è quello di vedersi svuotato il proprio conto Postepay. Questa tipologia di carte sono state e continuano ad essere “gettonate” da truffatori e malfattori, perché estremamente diffuse anche tra i giovani, perchè hanno un basso costo di gestione, sono molto versatili per fare acquisti e trasferimenti di denaro e sono utilizzate da milioni di persone. Pochi giorni fa il tentativo di truffa ad una nostra giornalista.

L’SMS di phishing e il sito truffa

“Ne avevo sentito parlare così tanto, da essere convinta che mai sarei mai caduta nella trappola del phishing. Ed invece mi sbagliavo, perchè anche una persona attenta e scrupolosa come me, ha rischiato di essere truffata. È successo tutto qualche giorno fa: arriva un SMS sul cellullare dal mittente “Poste Info” (cosa che normalmente accade quando effetto delle operazioni) e che riportava la dicituraGentile cliente il suo conto e stato manomesso si prega di accedere ora”. Accanto al messaggio un link di riferimento da cliccare. Lì per lì non ho fatto molto caso al tipo di messaggio perché, scorrendo la cronologia, ho appunto visto la presenza di altri messaggi che, nel tempo, Poste Italiane mi aveva inviato, compresi alcuni con codici di sicurezza da inserire per effettuare delle operazioni.

Dopo aver abboccato al phishing e aver cliccato sul link, vengo reindirizzata su un sito clonato di Poste Italiane (o almeno così appariva visto che era replicato alla perfezione) in cui mi veniva chiesto di effettuare la compilazione di un modulo online inserendo nuovamente alcuni dati tra cui: numero di Carta Postepay, data di scadenza, codice di verifica CVV2, password di registrazione, e-mail, numero di telefono. In pratica lo scibile dei miei dati sensibili.

Sempre in buona fede, e assolutamente non conscia che mi trovavo su un finto form on-line, inserisco username e password. La mia fortuna? In realtà la password digitata era sbagliata. Semplicemente perchè non la ricordavo: tento nuovamente di inserirla due o tre volte, ma niente. Arrivo comunque all’ultimo step: l’inserimento del codice di sicurezza (codice OTP), la password usa e getta formata da un codice alfanumerico che viene generato in automatico e inviata all’utente tramite SMS o app, che avrei dovuto inserire nel sito truffa per completare la procedura. Codice che in realtà non arriva perchè è chiaro che non mi trovo sul sito di Poste Italiane. In questa pagina truffa leggo però che “se il messaggio con il codice OTP non fosse arrivato, un operatore mi avrebbe supportato telefonicamente“. A questo punto sono sempre più che convinta che Poste ha bisogno che io apporti davvero qualche sorta di aggiornamento e cado sempre più nella truffa, anche perchè penso “se un operatore mi chiamerà al telefono significa che c’è qualcosa da risolvere sul mio conto”. Tra un impegno e un altro, però, accantono per un attimo la questione in attesa della telefonata.

La telefonata del finto operatore

Il giorno successivo, attorno all’ora di pranzo, il mio telefono squilla e vengo contattata dal numero 348/7157303 (scheda usa e getta già disabilitata) da quello che si presenta come un operatore incaricato da Poste Italiane. Ricollego allora la telefonata agli step falliti il giorno prima, con la password che non sono riuscita a inserire e il codice OTP mai arrivato. Dall’altro capo del telefono la voce di un uomo, giovane, che parla un italiano perfetto. Mi dice che è qui per aiutarmi a concludere questa procedura, altrimenti ci sarebbe il rischio di un blocco della carta Postepay Evoution, in quanto erano state riscontrate “delle anomalie”.

Sono collaborativa, penso che sia tutto e vero e ascolto le sue istruzioni. Tenta di mandarmi nuovamente un SMS che dovrebbe contenere il famoso codice OTP che sblocca la procedura di accesso al conto ma (per mia fortuna), non arriva nulla. Continuo ad essere tranquilla, devo inserire solo un codice, nulla di più per risolvere un problema. Ma il codice continua a non arrivare e allora l’operatore le prova tutte: mi invia un nuovo SMS per recuperare le credenziali, mi dice addirittura di chiudere e riaccendere il telefono… magari si sblocca. Niente. Tenta e ritenta, l’operatore allora escogita qualcos’altro e qui la truffa prende corpo.

La truffa si compie “transazione da 1.000 euro”

Il finto operatore prova allora a mandarmi più volte delle e-mail contrassegnate con il marchio Poste Italiane con un altro link che mi riporta al sito truffa, ma che credo ancora sia quello reale. Compio, per filo e per segno, quello che mi viene richiesto dal mio smartphone. Nell’attesa mi riferisce che, oltre alla mancanza del codice, la procedura è fallita perché nella compilazione avevo inserito anche “una password sbagliata” e, cosa incredibile mi dice anche quale sia. Questa cosa mi inquieta abbastanza, ma continuo a fidarmi perché penso: “se conosce la mia password può accedere ad un sistema informativo attraverso il quale supportarmi”.

 

Tenta allora di farmi digitare quella giusta, utilizzando il link che mi è arrivato per e-mail. E qui, la mia distrazione continua a salvarmi. Sì, perchè continuo a non ricordare mai questa benedetta password (mi succede sempre). Lo faccio presente al mio truffatore telefonico che mi dice di stare tranquilla “ho tutto il tempo, adesso vediamo di risolvere”. A pensarci ora, sfido che avesse tutto il tempo vista la cifra che voleva sottrarmi.

L’app Postepay e il tentativo di transazione

Niente, la password (per mia fortuna) continuo a non ricordarla e così, il finto assistente, cerca di mettere a segno l’ultimo tentativo per sottrarmi i soldi dal conto. Mi chiede di aprire sul cellulare l’applicazione Postepay (posso accedervi con impronta digitale e codice Poste Id di 6 cifre) e mi dice, “le comparirà una notifica e deve essere veloce a dare l’autorizzazione”. La notifica appare sul cellulare, la apro…. e scopro che si tratta di un’autorizzazione – per conto di un’azienda – al pagamento di 1.000 euro tondi tondi.

Resto stranita e chiedo spiegazioni del perchè dovrei pagare 1.000 euro e lui mi dice che “è tutto nella norma e che si tratta di una procedura per sbloccare il conto” e che “mi avrebbero rimborsato”. Ribatto e dico che non sono affatto sicura di questa cosa. “Altrimenti le blocchiamo la carta mi fa presente il truffatore. A questo punto capisco che c’è qualcosa che non va e chiudo il telefono. Il truffatore prova a chiamarmi più e più volte, ma io non rispondo. Vado di fretta, però ragiono: ho il numero di telefono dal quale sono stata contattata. Faccio allora la cosa più semplice: lo inserisco su un motore di ricerca e scopro che questo numero è stato usato più volte per una truffa, la stessa che stava per essere fatta a me.  Leggo una testimonianza “Mia sorella è stata truffata oggi da questo numero che le ha rubato 1.000 euro spacciandosi per uno delle poste”. Resto di sasso, ci sono altri commenti, altre testimonianze e ovviamente le denunce alla polizia postale.


La morale di questa truffa e che basta davvero un amen per rimanere fregati. Se solo avessi digitato la password in maniera corretta, avrei fornito al raggiratore il modo più semplice (e stupido) per accedere al mio conto corrente consentendogli di svuotarlo. Non riuscendoci, ha provato a farmi effettuare una transazione fittizia (tentativo pure questo fallito). I siti tarocchi sono sempre più simili a quelli reali, con sempre meno errori di ortografia, ed è davvero facile finire adescati. Postepay e Poste Italiane sul loro sito ricordano a tutti come difendersi dalle frodi telefoniche.

 

 

Calabria

Cgil Calabria contro l’Autonomia differenziata «pronti a una grande mobilitazione»

Lo dichiara il segretario generale Angelo Sposato: «serve unità e un grande piano di rilancio per il lavoro»

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

CATANZARO – “Contro il progetto dell’Autonomia differenziata siamo pronti come Cgil ad una grande mobilitazione in tutto il Paese ed in Calabria”. Lo dice all’ANSA il segretario generale della Cgil della Calabria, Angelo Sposato, componente del Direttivo nazionale del sindacato. “Il congresso della Cgil della Calabria in programma il 2 e 3 febbraio a Reggio – aggiunge Sposato – entrerà nel merito di questioni fondamentali come il lavoro, la sanità, l’istruzione e il sud. Temi che caratterizzano l’impegno del nostro sindacato per contrastare proprio il progetto di Autonomia differenziata e porre al centro del dibattito politico le questioni dello sviluppo, della legalità e dell’unità nazionale.

Serve un Paese unito per affrontare le emergenze internazionali, nazionali e locali e per recuperare i divari socioeconomici che si sono accumulati nel tempo tra le diverse aree del territorio nazionale. E serve, al contempo, un grande piano di rilancio per il Mezzogiorno, e per la Calabria in particolare, che preveda investimenti pubblici e privati ed un grande progetto straordinario per il lavoro. E anche sulla ‘vertenza Calabria’ ci aspettiamo concretezza, impegni e risultati da parte dei Governi regionale e nazionale”.

Continua a leggere

Calabria

Incendiata l’auto di un avvocato. Caccia al malvivente ripreso dalle telecamere

«Sono devastato da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e ho paura che gesti simili si ripetano», ha detto Domenico Lioi

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

MESORACA (KR) – L’auto di avvocato civilista del foro di Crotone, Domenico Lioi, è stata incendiata nella notte a Mesoraca, in provincia di Crotone. La vettura, una Bmw, era parcheggiata all’esterno di un’autofficina, nei pressi del campo sportivo del paese, dove il professionista l’aveva lasciata ieri per una riparazione. I vigili del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme, hanno trovato nei pressi dell’auto un contenitore con all’interno del liquido infiammabile. I carabinieri che hanno avviato le indagini sono alla ricerca di una persona che – come si vede nelle immagini di una telecamera di videosorveglianza della zona – rompe il lunotto della Bmw e, dopo avervi versato liquido infiammabile, appicca il fuoco. Le immagini non consentono però di riconoscere l’autore del danneggiamento.

Sono devastato – ha dichiarato Lioi – da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e c’è il timore che simili gesti possano ripetersi. Non faccio politica e posso solo supporre che questo sia il gesto di qualche controparte di un processo civile”. L’Ordine degli avvocati di Crotone e l’Associazione toghe Alto Marchesato di cui Lioi è uno dei fondatori, hanno espresso solidarietà al collega auspicando che “il colpevole sia prontamente individuato e perseguito dalla giustizia”.

Continua a leggere

Calabria

Giornata della Memoria, Princi «fare tesoro degli insegnamenti del passato»

Un messaggio rivolto a tutti i calabresi e in particolare alle scuole quello della vicepresidente della Giunta regionale della Calabria in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

CATANZARO – “Un appello particolare lo rivolgo alle Scuole, certa della rilevanza che daranno all’educazione su temi cruciali nella formazione degli studenti, come la memoria storica della vergogna dell’Olocausto, la difesa della libertà ed il rispetto della vita”. Inizia così il messaggio della vicepresidente della Regione, Giusi Princi che ha anche la delega all’Istruzione. “Non si tratta di una ricorrenza come le altre: la lettura, l’approfondimento e l’analisi dei percorsi didattici che possono essere realizzati in questa occasione sul drammatico sterminio degli ebrei hanno un impatto sociale fortissimo, sono finestre sul mondo che ci permettono di capire il passato e di evitare che gli errori si ripetano nel futuro”.

“Nel corso di questi mesi difficili, nostro malgrado, abbiamo tutti acquisito piena consapevolezza di quanto sia delicato l’equilibrio della pace; la guerra in Ucraina è un esempio di come la mancanza di comprensione e di dialogo possa portare a conflitti e sofferenze evitabili, forse addirittura inutili. È importante che la Scuola si impegni a trasmettere una memoria storica critica, che permetta agli studenti di comprendere gli eventi trascorsi e di riflettere su come occorra indirizzare le scelte politiche e sociali”.

“La scuola deve diventare un luogo di formazione e di educazione per la pace, dove gli studenti possono imparare a rispettare le diversità culturali e a promuovere il dialogo e la concertazione. In questa giornata particolare, vorrei esortare ogni docente a dedicare un momento di riflessione e di approfondimento sulla storia della guerra in Ucraina e sull’importanza di fare tesoro degli insegnamenti del passato”.

“La scuola ha un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione e nella formazione dei giovani, e siamo certi che Voi tutti – scrive il Vicepresidente rivolgendo il suo messaggio alla società civile, agli educatori e non ultimo ai giovani – saprete approfittare di questa occasione per scuotere le coscienze e promuovere la cooperazione, il rispetto, la tolleranza, la difesa della libertà e della democrazia, senza mai dare nulla per scontato. Questo messaggio vorrei fosse letto anche come un appello accorato ad ogni calabrese – scrive in conclusione Princi – Facciamo tesoro di cose è accaduto in passato, perché oggi come non mai, si avverte il grave pericolo di una società civile incapace di ascoltare e di indignarsi sui tanti episodi di intolleranza e discriminazione. Occorre tenere vivo il ricordo di ciò che è avvenuto nella prima metà del secolo scorso, per mantenere la capacità e l’umanità di guardare sempre all’altro con interesse e senso di inclusione”.

Continua a leggere

Di tendenza