Reati ambientali in Calabria, nel 2020 multe e sequestri per 4 milioni - QuiCosenza.it
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Reati ambientali in Calabria, nel 2020 multe e sequestri per 4 milioni

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Nel bilancio della Forestale emergono numerosissime attività illegali legate all’inquinamento e al traffico di rifiuti e particolare attenzione a flora e fauna in via di estinzione

 

 

REGGIO CALABRIA – Controllare il territorio con l’obbiettivo di prevenire e reprimere gli illeciti ma soprattutto tutelare il patrimonio ambientale di cui la Calabria e la Sicilia sono esempi di ricchezza. E’ questo il principale obiettivo dei militari a disposizione del Comando Regione Carabinieri Forestale Calabria, che ha competenza su Calabria e Sicilia. Un’azione constante, intensa e ramificata quella dell’Arma Forestale, che si concentra su più fronti finalizzati alla tutela del patrimonio boschivo, della fauna selvatica, degli animali da affezione, alla repressione dello smaltimento illecito dei rifiuti e dell’inquinamento delle acque, con particolare attenzione alla tutela e sicurezza agro-alimentare.

Una task force per tutelare la Calabria

Un presidio del territorio composto da circa 300 uomini e 53 Stazioni in Calabria e 63 unità in Sicilia suddivise nei Centri Anticrimine Natura di Agrigento, Catania e Palermo, che hanno registrato una crescita dell’attività preventiva rispetto agli anni precedenti ma anche una importante “è fondamentale la collaborazione dei cittadini che identificano i carabinieri della specialità Forestale come custodi e protettori dell’ambiente che ci circonda”, afferma il Comandante della Regione Carabinieri Forestale Calabria, Colonnello Giorgio Maria Borrelli, che plaude al lavoro svolto dai militari sul complesso e vasto territorio calabro-siculo.

Forestale, il bilancio in Calabria

Dall’attività svolta dai Reparti in Calabria e Sicilia nel corso del 2020, sono 44.346 controlli effettuati, di cui 42.177 in Calabria e 2.169 in Sicilia, le 22.275 persone controllate ed i 6434 veicoli. Controlli questi che hanno generato la denuncia per varie violazioni ambientali di 1397 persone, 635 sequestri, di cui 505 in Calabria, e 27 arresti, dei quali 22 effettuati in Calabria.

Gli illeciti amministrativi riscontrati e sanzionati sono stati 2530, di cui 2295 in Calabria, che hanno portato ad elevare sanzioni amministrative, nel solo territorio calabrese, per circa 4.000.000 di euro con 87 sequestri amministrativi e oltre 2500 persone sanzionate.

Particolarmente attivi sono stati i Nuclei Investigativi dell’Arma Forestale (NIPAAF), che hanno svolto importanti e complesse attività di indagine, facendo emergere numerosissime attività illegali legate all’inquinamento ambientale e al traffico di rifiuti.

Particolare attenzione i Carabinieri Forestale pongono anche alle specie di flora e fauna in via di estinzione il cui commercio internazionale è regolato dalla convenzione di Washington e messa in atto dai Nuclei CITES presenti a Reggio Calabria, Palermo e Catania che svolgono un’incessante attività investigativa e di controllo sia sul territorio che presso gli esercizi commerciali, quali negozi di animali ed antiquari.

 

 

 

 

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Cgil Calabria contro l’Autonomia differenziata «pronti a una grande mobilitazione»

Lo dichiara il segretario generale Angelo Sposato: «serve unità e un grande piano di rilancio per il lavoro»

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CATANZARO – “Contro il progetto dell’Autonomia differenziata siamo pronti come Cgil ad una grande mobilitazione in tutto il Paese ed in Calabria”. Lo dice all’ANSA il segretario generale della Cgil della Calabria, Angelo Sposato, componente del Direttivo nazionale del sindacato. “Il congresso della Cgil della Calabria in programma il 2 e 3 febbraio a Reggio – aggiunge Sposato – entrerà nel merito di questioni fondamentali come il lavoro, la sanità, l’istruzione e il sud. Temi che caratterizzano l’impegno del nostro sindacato per contrastare proprio il progetto di Autonomia differenziata e porre al centro del dibattito politico le questioni dello sviluppo, della legalità e dell’unità nazionale.

Serve un Paese unito per affrontare le emergenze internazionali, nazionali e locali e per recuperare i divari socioeconomici che si sono accumulati nel tempo tra le diverse aree del territorio nazionale. E serve, al contempo, un grande piano di rilancio per il Mezzogiorno, e per la Calabria in particolare, che preveda investimenti pubblici e privati ed un grande progetto straordinario per il lavoro. E anche sulla ‘vertenza Calabria’ ci aspettiamo concretezza, impegni e risultati da parte dei Governi regionale e nazionale”.

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Incendiata l’auto di un avvocato. Caccia al malvivente ripreso dalle telecamere

«Sono devastato da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e ho paura che gesti simili si ripetano», ha detto Domenico Lioi

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MESORACA (KR) – L’auto di avvocato civilista del foro di Crotone, Domenico Lioi, è stata incendiata nella notte a Mesoraca, in provincia di Crotone. La vettura, una Bmw, era parcheggiata all’esterno di un’autofficina, nei pressi del campo sportivo del paese, dove il professionista l’aveva lasciata ieri per una riparazione. I vigili del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme, hanno trovato nei pressi dell’auto un contenitore con all’interno del liquido infiammabile. I carabinieri che hanno avviato le indagini sono alla ricerca di una persona che – come si vede nelle immagini di una telecamera di videosorveglianza della zona – rompe il lunotto della Bmw e, dopo avervi versato liquido infiammabile, appicca il fuoco. Le immagini non consentono però di riconoscere l’autore del danneggiamento.

Sono devastato – ha dichiarato Lioi – da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e c’è il timore che simili gesti possano ripetersi. Non faccio politica e posso solo supporre che questo sia il gesto di qualche controparte di un processo civile”. L’Ordine degli avvocati di Crotone e l’Associazione toghe Alto Marchesato di cui Lioi è uno dei fondatori, hanno espresso solidarietà al collega auspicando che “il colpevole sia prontamente individuato e perseguito dalla giustizia”.

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Giornata della Memoria, Princi «fare tesoro degli insegnamenti del passato»

Un messaggio rivolto a tutti i calabresi e in particolare alle scuole quello della vicepresidente della Giunta regionale della Calabria in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria

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CATANZARO – “Un appello particolare lo rivolgo alle Scuole, certa della rilevanza che daranno all’educazione su temi cruciali nella formazione degli studenti, come la memoria storica della vergogna dell’Olocausto, la difesa della libertà ed il rispetto della vita”. Inizia così il messaggio della vicepresidente della Regione, Giusi Princi che ha anche la delega all’Istruzione. “Non si tratta di una ricorrenza come le altre: la lettura, l’approfondimento e l’analisi dei percorsi didattici che possono essere realizzati in questa occasione sul drammatico sterminio degli ebrei hanno un impatto sociale fortissimo, sono finestre sul mondo che ci permettono di capire il passato e di evitare che gli errori si ripetano nel futuro”.

“Nel corso di questi mesi difficili, nostro malgrado, abbiamo tutti acquisito piena consapevolezza di quanto sia delicato l’equilibrio della pace; la guerra in Ucraina è un esempio di come la mancanza di comprensione e di dialogo possa portare a conflitti e sofferenze evitabili, forse addirittura inutili. È importante che la Scuola si impegni a trasmettere una memoria storica critica, che permetta agli studenti di comprendere gli eventi trascorsi e di riflettere su come occorra indirizzare le scelte politiche e sociali”.

“La scuola deve diventare un luogo di formazione e di educazione per la pace, dove gli studenti possono imparare a rispettare le diversità culturali e a promuovere il dialogo e la concertazione. In questa giornata particolare, vorrei esortare ogni docente a dedicare un momento di riflessione e di approfondimento sulla storia della guerra in Ucraina e sull’importanza di fare tesoro degli insegnamenti del passato”.

“La scuola ha un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione e nella formazione dei giovani, e siamo certi che Voi tutti – scrive il Vicepresidente rivolgendo il suo messaggio alla società civile, agli educatori e non ultimo ai giovani – saprete approfittare di questa occasione per scuotere le coscienze e promuovere la cooperazione, il rispetto, la tolleranza, la difesa della libertà e della democrazia, senza mai dare nulla per scontato. Questo messaggio vorrei fosse letto anche come un appello accorato ad ogni calabrese – scrive in conclusione Princi – Facciamo tesoro di cose è accaduto in passato, perché oggi come non mai, si avverte il grave pericolo di una società civile incapace di ascoltare e di indignarsi sui tanti episodi di intolleranza e discriminazione. Occorre tenere vivo il ricordo di ciò che è avvenuto nella prima metà del secolo scorso, per mantenere la capacità e l’umanità di guardare sempre all’altro con interesse e senso di inclusione”.

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