Monitoraggio ISS: dati in Calabria da zona gialla, ma resta arancione per altri 7 giorni

Calabria, seppur a rischio contagio basso e con RT a 1.02, confermata in zona arancione mentre il nuovo monitoraggio dell’ISS evidenzia “un miglioramento anche se resta la fase critica e un possibile aumento del contagio nelle prossime settimane”. Ancora a rischio alto Sicilia, Sardegna, Umbria e Alto Adige.

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COSENZA – Sulla base dei dati inseriti nella bozza del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, la Calabria evidenzia indici in miglioramento che la collocherebbero da subito in zona gialla ma resterà ancora in arancione (ne abbiamo parlato qui) e dovrà aspettare un altra settimana, visto che per passare in una fascia che prevede meno restrizioni, bisogna mantenere gli stessi dati per almeno due settimane.

Calabria tra le Regioni a rischio basso

Ecco in dettaglio la classificazione di rischio: alto per 4 regioni, Pa/Bolzano, Sardegna, Sicilia e Umbria; rischio moderato per 11 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Pa/Trento, Puglia, Valle d’Aosta e Veneto. In 5 regioni classificate a rischio moderato viene segnalata alta probabilità di progressione a rischio alto (Lazio, Marche, Molise, PA/Trento e Valle d’Aosta). Sei le regioni classificate a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana. La classificazione del rischio viene stilata considerando, tra l’altro, l’incidenza per 100mila abitanti, nuovi casi segnalati nella settimana, il trend settimanale con i focolai (se in aumento o diminuzione), stima Rt puntuale, esistenza di zone rosse, valutazione della probabilità e di impatto, allerte sulla resilienza dei servizi sanitari territoriali.

Le fasce e la collocazione dei colori

Per quanto riguarda le fasce e i colori delle Regioni cambia sostanzialmente poco: Campania, Toscana, Basilicata, Molise e Provincia di Trento restano gialle e a loro potrebbe aggiungersi il Veneto. Abruzzo, Calabria, Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Val d’Aosta sono in arancione con laggiunta della Sardegna. Lombardia (che mentre attende l’esito del ricorso al Tar ha chiesto al Governo di tornare da subito in arancione per un errore nell’indice RT), la Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano restano in zona rossa.

Epidemia resta in una fase delicata

In Italia, dopo cinque settimane di crescita, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85-1,11), in diminuzione rispetto alle precedenti rilevazioni. Lo evidenzia il nuovo report dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute sul monitoraggio settimanale dell’epidemia da coronavirus (periodo 30 dicembre 2020 – 12 gennaio 2021). Il nuovo monitoraggio evidenzia una “diminuzione del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuta principalmente ad una diminuzione della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 ma in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni. Ma la situazione generale resta tutt’altro che al riparo da rischi, visto che l’ISS osserva che comunque ‘l’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive.

Due regioni con RT sopra 1

Complessivamente, sono quattro le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio alto (contro le 11 della 0la settimana precedente), 11 con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei con rischio basso. Sicilia e Puglia hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibili con uno scenario tipo uno. Sono invece 12 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, invece, è sceso sotto la soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.636 (12/01/2021) a 2.487 (19/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione, passando da 23.712 (12/01/2021) a 22.699 (19/01/2021). Tale tendenza a livello nazionale, si legge nel monitoraggio, “sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive”.

Lieve diminuzione dell’incidenza

Si osserva una “lieve diminuzione” dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 339,24 per 100.000 abitanti (04/01/2021-17/01/2021) contro 368,75 per 100.000 abitanti (28/12/2020-10/01/2021). Sebbene questa settimana il dato di incidenza settimanale non sia pienamente confrontabile con la settimana scorsa (per l’estensione dal 15/1/2021 della definizione di caso a test antigenici rapidi), il fatto che “sia in diminuzione anche tenendo conto dei casi diagnosticati pure con test rapido è un segno di miglioramento epidemiologico”.

Dieci Regioni con con Rt di pochissimo sopra 1

Molise e Sicilia guidano la classifica dell’Rt rispettivamente con 1.38 e 1.27. Questo il quadro degli Rt puntuali regione per regione contenuto nella bozza del 36/o monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute con dati al 20 gennaio 2021 relativi alla settimana 11/1/2021-17/1/2021: Abruzzo 1.05 Basilicata 1.12, Calabria 1.02, Campania 0.76, Emilia Romagna 0.97, Friuli Venezia Giulia 0.88, Lazio 0.94, Liguria 0.99, Lombardia 0.82, Marche 0.98, Molise 1.38, Piemonte 1.04, PA Bolzano 1.03, PA Trento 0.9, Puglia 1.08, Sardegna 0.95, Sicilia 1.27, Toscana 0.98, Umbria 1.05, Valle d’Aosta 1.12 e Veneto 0.81.