‘ndrangheta, il maxi processo Rinascita Scott inizia in salita. Tre giudici si astengono

Il presidente del collegio Tiziana Macrì, ricusata dalla DDA “non ritengo di essere incompatibile”. Gratteri “si è perso un mese”

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LAMEZIA TERME (CZ) – La presidente del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, Tiziana Macrì, dinnanzi al quale si è aperto stamane il processo Rinascita-Scott, si è astenuta dalla prosecuzione del procedimento prendendo atto della ricusazione decisa nei giorni scorsi nei suoi confronti dalla Corte d’Appello di Catanzaro in accoglimento di una richiesta della Dda. Astensione anche per i due giudici a latere del processo, Brigida Cavasina e Gilda Romano che, nell’ottobre scorso, per ragioni diverse, hanno emesso una sentenza nei confronti del clan Soriano di Filandari, in cui erano confluiti anche alcuni atti dell’inchiesta Rinascita. Spetterà ora al presidente del Tribunale di Vibo, Antonino Di Matteo, individuare dei nuovi giudici compatibili con la trattazione del processo. La ricusazione del presidente Macrì è stata presentata dalla Dda in quanto, come Gip distrettuale, il magistrato aveva autorizzato intercettazioni nei confronti di uno degli indagati. “Avevamo chiesto la ricusazione l’11 dicembre e solo oggi prendiamo atto che lei intende astenersi, quindi abbiamo perso un mese” ha detto il procuratore Nicola Gratteri in aula. Il presidente Macrì ha spiegato che “non ritengo dentro di me di essere incompatibile, altrimenti l’avrei fatta prima. Il presupposto della mia dichiarazione di astensione è la decisione della Corte d’Appello: se la Corte non si fosse pronunciata io sarei andata avanti”.