Ora sono i comuni a chiudere le scuole. Troppi i contagi, soprattutto nei piccoli centri

Diversi i comuni calabresi che hanno predisposto ordinanze con lo stop alle attività didattiche. Da oggi chiuso l’istituto comprensivo di Montalto Centro, a Frascineto prorogata fino al 31 gennaio prossimo la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado

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COSENZA  – I numeri delle ultime due settimane ci dicono che in Calabria, così come in buona parte del Paese, il virus è tornano nuovamente a circolare con maggiore incidenza e l’indice RT è in costante salita, tanto che la nostra regione è finita in zona arancione tendente al rosso. Ma a differenza di quando accaduto in autunno, quando erano i grossi centri e le città a risentire maggiormente di numeri in salita, questa volta piccoli e grandi focolai sono esplosi anche nei comuni più piccoli della Calabria con la trasmissione del contagio che è avvenuta tra le mura domestiche. Feste private, tombolate, cene ed incontri spesso ben oltre il limite delle due persone non conviventi, hanno portano ad una nuova espansione dei casi. Inevitabilmente, a risentirne, sono le scuole finite al centro del dibattito nazionale e regionale tra chi le vuole aperte e chi invece ne chiede la chiusura a tempo indeterminato, almeno fino a che la situazione epidemiologica non torni sotto controllo.

Risultato? Un vero e proprio fronte di scontro con il presidente F.F. Spirlì, da sempre per la linea rigorista, che il 5 gennaio aveva deciso la sospensione in presenza di tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado dal 7 al 15 gennaio 2021 e, solo per le scuole secondarie di secondo grado e per quelle di formazione professionale, la didattica a distanza fino al prossimo 31 gennaio. Ordinanza bocciata sia dal Tar che dal Consiglio di Stato che ha invece decretato l’immediata riapertura di scuole medie ed elementari. Disposizioni che determinano una situazione controversa e che genera grande confusione e preoccupazione nelle famiglie.

Intanto a richiuderle nuovamente questa volta sono le ordinanze sindacali di diversi comuni, costretti a fare i conti con diversi casi di contagio e predisponendo la chiusura dei plessi per diversi giorni. A Castrovillari sono state riaperte solo oggi, a Diamante riapriranno domani dopo la chiusura di tre giorni. A Corigliano-Rossano, dove si è registrato un nuovo picco di casi, le scuole primarie e secondarie di primo grado rimarranno chiuse fino al 16.

A Montalto Uffugo, dove un collaboratore scolastico risultato positivo al test antigenico, è stata disposta la in via precauzionale la chiusura dell’Istituto comprensivo di Montalto Uffugo Centro fino al 16 gennaio che comprende due scuole ricadenti nel plesso centrale, in Via Aldo Moro ed in Via Dante Alighieri, sospendendo ogni attività in presenza. A Mormanno, dove le scuole restano chiuse, l’Amministrazione Comunale, d’intesa con la Task-Force Sanitaria Locale e con la Dirigenza Scolastica, ha deciso di permettere il ritorno alla didattica in presenza, in piena sicurezza, tramite una campagna di screening volontario sugli alunni e il personale scolastico.

Stesso discorso per Morano Calabro dove il sindaco Nicolò de Bartolo, ha disposto attraverso due distinte ordinanze, “l’esecuzione di duecento (200) test antigenici da somministrare gratuitamente ad altrettanti concittadini individuati tra le categorie più esposte alla minaccia Covid-19” mentre la sospensione delle scuole resta in vigore fino 16 gennaio.

A Frascineto, invece, il sindaco Catapano ha deciso di prorogare fino al 31 gennaio prossimo la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado ricadenti nel territorio del comune arbreshe. L’evoluzione dell’emergenza epidemiologica indica «chiaramente la necessità di adottare ulteriori misure e provvedimenti idonei a salvaguardare la salute di tutti i cittadini» spiega il sindaco Angelo Catapano. La proroga della sospensione dello svolgimento delle attività didattiche della scuola dell’infanzia statale e paritaria, primaria e della prima classe della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto omnicomprensivo Polo Arbëresh” di Lungro è stata motivata dal primo cittadino per «tutelare la salute dei bambini e dei ragazzi, e, nel contempo, assicurare la massima tranquillità alle famiglie, agli insegnanti, a tutto il personale e così, contenere il diffondersi del virus. Stiamo monitorando – afferma Catapano-, la situazione in stretto contatto con l’azienda sanitaria ed intensificato ulteriormente i controlli serrati al fine di evitare ulteriori contagi tra la popolazione“.