Nuovo caso Morra, La maggioranza contro la “censura” della Rai

Il capo politico del Movimento 5 Stelle Crimi evidenzia come “la vicenda Rai è stata benzina sul fuoco”. Poi una stoccata al centrodestra che da da giorni chiede le dimissioni del presidente della commissione antimafia e che ha annunciato di disertare la commissione “non dia lezioni”. Fnsi  e Usigrai contro la censura

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COSENZA – Non si placano le polemiche sul ‘caso Morra’. Le nuove esternazioni del presidente dell’Antimafia, dopo quelle su Jole Santelli, portano lo scontro dal livello politico a quello istituzionale. L’intero centrodestra, infatti, ha annunciato l’intenzione di disertare la commissione Antimafia se l’esponente di M5s non si dimetterà da presidente, in un braccio di ferro che mette a repentaglio un’istituzione dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata, come sottolinea preoccupato il Pd. In più, il ritiro da parte della Rai dell’invito a Morra a partecipare venerdì sera al programma “Titolo V” apre un capitolo inedito, con il concessionario pubblico nei panni del censore – è la critica della maggioranza – di un presidente di Bicamerale. La notizia era stata data dallo stesso Morra con un post su Facebook “arrivato a Napoli presso gli studi RAI per partecipare alla puntata odierna di Titolo V ho appreso dalla vicedirettrice di RAI 3 che per decisione della Direzione di Rete veniva annullata la mia partecipazione al programma”. Morra aveva poi scritto che “quanto avvenuto merita profonda riflessione e non può essere sottovalutato da chi abbia a cuore la libertà d’espressione e la responsabilità del servizio pubblico nel nostro paese. Tuttavia c’è necessità di conservare lucidità, perché quello che ora non ci si può permettere è il classico fallo di reazione, quello che si compie dopo averne subito uno gravissimo ed aver perso la testa. Ma io conservo testa e cuore sereni e nella gioia. Pertanto invito tutti a ragionare, lottando per verità e giustizia, senza però derogare al rispetto dei principi della Costituzione repubblicana. Platone ha insegnato che chi commette un’ingiustizia è sempre più infelice di chi la subisce”.

Centrodestra diserterà la commissione

Morra, da giorni nella bufera, ha evitato di pronunciare esplicite scuse per le parole su Jole Santelli che anche i parlamentari di M5s hanno tutti definito “infelici”. Il presidente dell’Antimafia, intervistato su La7, ha prima detto di essere stato “travisato”, poi si è difeso: “quando dai fastidio a cosa nostra, mafia e ‘ndrangheta, come ci hanno insegnato, allora bisogna sporcare, infangare e delegittimare”. Frasi che fanno infuriare ancora di più il centrodestra. “Secondo Morra chi ha chiesto le sue dimissioni sarebbe ‘amico della mafia’. A nome di milioni di italiani perbene querelo questo cretino”, ha minacciato Matteo Salvini. Comunque sia i parlamentari di Lega, Fi e Fdi hanno annunciato che non prenderanno più parte alle sedute della Bicamerale finché sarà presieduta da Morra. Martedì 24 ci sarà la prima plenaria dove potrebbe verificarsi la rottura istituzionale che preoccupa il Pd. Il capogruppo in Commissione, Franco Mirabelli, sottolinea che Morra è stato eletto presidente da M5s e Lega, e che il Pd è addirittura fuori dall’ufficio di presidenza, ma richiama tutti – compreso Morra – a “comportamenti” che garantiscano “la credibilità di questa commissione che è un patrimonio parlamentare a democratico costruito nel tempo”. Gli esponenti di M5s, pur stigmatizzando l’uscita di Morra su Santelli, reagiscono all’unisono a muso duro, dall’ala governista (Mario Perantoni) all’area vicina a Fico (Luigi Gallo) ad Alessandro Di Battista. Per loro è inaccettabile che si parli di una frase “infelice” di Morra anziché dell’arresto del presidente del parlamentino calabrese, Tallini, di Forza Italia. “Il mondo alla rovescia” sentenza Di Battista.

Fnsi  e Usigrai contro la censura

Ma l’ira del Movimento cresce proprio per l’esclusione di Morra venerdì sera dal programma Titolo V su Rai 3. Anche in questo caso tutte le anime del Movimento (Paola Taverna, Sergio Battelli, Ettore Licheri, Laura Bottici) parlano di “censura” mentre i parlamentari pentastellati in Vigilanza chiedono “chiarimenti” all’Ad Salini. “La vicenda Rai è stata benzina sul fuoco“, commenta il capo politico del Movimento Vito Crimi che però sostiene che, se avesse saputo della trasmissione televisiva, gli avrebbe “consigliato di non andare e di aspettare che le polemiche si placassero”. L’azienda ha detto che l’esclusione “è stata presa dalla Rai poiché da ore era in corso un dibattito particolarmente acceso su un argomento molto delicato che coinvolgeva i malati oncologici” e che Morra avrà “altre occasioni” per chiarire. Un chiarimento che non ha convinto Fnsi e Usigrai che hanno stigmatizzato la decisione: “il problema non è chi intervisti ma come, ovvero le domande che vengono poste o non poste. A meno che da oggi la Rai non comunichi i criteri di esclusione, chiaramente fin qui non utilizzati. Proviamo il più profondo disgusto per le parole nei confronti di Jole Santelli pronunciate da Nicola Morra, ancor di più perché pronunciate da un rappresentante istituzionale, ma troviamo la cancellazione della sua intervista un errore, nei modi, nei tempi e nel merito”. Come lo stesso Morra ha affermato, egli sarebbe dovuto essere invitato e semmai “scorticato” di domande dai giornalisti. Anche il Pd, Iv e Leu attaccano Viale Mazzini per quella che Andrea Orlando definisce “un precedente gravissimo per la vita democratica” perché non è “un Ad o un direttore di rete a decidere cosa un politico può dire o non dire”. E Michele Anzaldi (Iv), chiede alla maggioranza giallorossa di sfiduciare l’intero Cda figlio della precedente maggioranza gialloverde.