In Calabria la cura del plasma iperimmune. Ha già guarito 320 pazienti, come donarlo

Il personale del Gom lancia un appello per sensibilizzare i guariti dal Covid alla donazione del loro plasma, utile ad aiutare i pazienti ancora affetti dal virus. Pisa e Siena aderiscono al protocollo Tsunami: plasma iperimmune sperimentato su 320 pazienti guariti

 

REGGIO CALABRIA – “Chi è maggiorenne e ha superato l’infezione da Covid-19 da almeno 14 giorni con un tampone negativo o è in buona salute e ha voglia di iniziare un percorso di vita importante, come la donazione di sangue, si può rivolgere al Centro trasfusionale del Grande ospedale metropolitano”. E’ l’appello lanciato dal personale del reparto di Immuematologia e medicina trasfusionale del presidio di Reggio Calabria che vuole sensibilizzare i guariti alla donazione di sangue ricordando che “la donazione di emocomponenti permette anche, attraverso la raccolta del plasma iperimmune, di aiutare i pazienti Covid”.

“A questo proposito – scrivono in una lettera – è partito un importante studio sperimentale che si spera possa ottenere importanti risultati. E’ bene sottolineare però che non tutti i pazienti asintomatici hanno titoli anticorpali idonei e che, al contrario, questi sono più presenti nei pazienti che hanno avuto una sintomatologia importante che ha previsto anche il ricovero”. Dal reparto del Gom “diventato punto di riferimento nazionale per la cura di numerose patologie per le quali necessitano grandi quantità di emocomponenti: sangue, plasma e piastrine“, si mette in evidenza, inoltre, che “i fabbisogni di sangue sono in costante aumento perché molteplici sono le categorie di pazienti che hanno continue necessità: gli oncoematologici, molti dei quali pediatrici, i talassemici, i chirurgici, i cronici soprattutto anziani che, senza la trasfusione giornaliera, non hanno nessuna possibilità di superare le malattia.

Oggi le patologie oncoematologiche sono la prima causa di morte nei giovani dopo gli incidenti stradali. Le terapie innovative che il nostro ospedale è in grado di proporre, danno ottime prospettive di vita, che al contrario vengono annullate se manca il sangue. Attualmente i consumi superano le raccolte e i fabbisogni sono in continuo aumento. Ogni anno il territorio provinciale ha necessità di oltre 24 mila unità di sangue, 5 mila unità di piastrine e oltre 2 mila unità di plasma a fronte di 21 mila unita di sangue, 4 mila unità di piastrine e 1900 unità di plasma che raccoglieremo entro il 2020.”

Pisa e Siena aderiscono al protocollo Tsunami: plasma iperimmune sperimentato su 320 pazienti guariti

“Sono al momento 320 i pazienti arruolati dal protocollo Tsunami, la sperimentazione clinica nazionale per la cura dei pazienti Covid con il plasma iperimmune donato da chi è guarito dalla malattia“. Lo ha detto Francesco Menichetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Pisa e coordinatore della sperimentazione clinica. “I primi risultati della sperimentazione li avremo a fine mese – aggiunge – ma ora non sarebbe serio fare previsioni, perché non ci sono ancora sufficienti evidenze scientifiche per dire se questa cura è efficace o se non lo sia. Dobbiamo continuare la sperimentazione e comparare i risultati con altre sperimentazioni prima di arrivare alle conclusioni”.

Intanto anche il servizio trasfusionale e l’officina trasfusionale dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese rende noto di aver aderito a Tsunami: eseguite oggi a Siena, si spiega, “le prime visite di idoneità di pazienti guariti dal Covid-19: se risponderà ai requisiti minimi di presenza di anticorpi neutralizzanti anti Sars-Cov2, il loro plasma sarà lavorato nell’officina trasfusionale e messo a disposizione dei pazienti delle aree Covid che ne avranno necessità”. “Con l’adesione a Tsunami – afferma Giuseppe Campoccia, direttore del centro emotrasfusionale dell’Aou Senese – allarghiamo il fronte anche ai pazienti convalescenti o guariti dal Covid-19 e quindi anche chi in passato è risultato positivo ai test sierologici potrebbe contribuire ad arricchire le nostre disponibilità di plasma iperimmune, ovviamente solo nei casi in cui ci sia l’idoneità per la donazione”.

Plasma iperimmune: a cosa serve, a che punto è la raccolta in Italia e come, dove e chi può donarlo

Per rispondere alle tante domande sull’utilizzo del plasma iperimmune per contrastare il Sars-CoV-2, il Centro Nazionale Sangue ha pubblicato sul proprio sito on line le nuove Faq, in cui viene spiegato, tra le altre cose e con dettagli tecnici, a cosa serve, a che punto è la raccolta in Italia e come, dove e chi può donarlo. La terapia con plasma da soggetti convalescenti, si legge sul sito, prevede il prelievo da persone guarite dal Covid-19 (il candidato donatore deve avere determinati requisiti per la trasfusione) e la sua successiva somministrazione a pazienti con infezione in atto. A decidere sull’idoneità sarà il medico responsabile della selezione del donatore. Alla domanda se la terapia è efficace contro il Sars-CoV-2, si risponde che il plasma da soggetti convalescenti è stato utilizzato in un recente passato durante altre epidemie di Sars nel 2002 ed Ebola nel 2015 ma “al momento non ci sono evidenze scientifiche conclusive sull’efficacia e la sicurezza di questa terapia e pertanto essa è da considerarsi al momento sperimentale”.

Nel rilevare che “la trasfusione di plasma iperimmune non è priva di rischi”, Il Centro nazionale sangue spiega che nel suo monitoraggio periodico aggiornato al 19 novembre, ha censito 4.325 sub-unità di plasma iperimmune donato da pazienti guariti dal Covid-19, raccolto da 134 servizi trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. La cifra comprende sia le unità di plasma di cui è stato verificato il ‘titolo’, la quantità cioè di anticorpi neutralizzanti presenti, sia quelle su cui questo tipo di analisi verrà effettuata nel momento dell’utilizzo. Viene anche spiegato perché non si titolano tutte le sacche, e che per donare il plasma iperimmune “non prevede procedure peculiari, e può essere effettuata in tutte le strutture che già sono predisposte per la normale donazione di plasma”. In Italia, si legge ancora nelle Faq, il plasma iperimmune è raccolto presso i Servizi Trasfusionali distribuiti su tutto il territorio nazionale. Chi vuole donare plasma iperimmune può riferirsi alla Struttura di Coordinamento per le attività trasfusionali della propria Regione per conoscere presso quali Servizi trasfusionali effettuare la donazione. Sul sito c’è un elenco “indicativo e in continuo aggiornamento”.