In Calabria Rt a 1.06. Casi in discesa, ma non basta per uscire ancora dalla zona rossa

In Calabria l’indice di trasmissione scende a 1.06, la curva dei contagi inizia a scendere ma resta ancora alta la pressione sugli ospedali. Al momento nessuna novità sulla modifica dei colori che rimarranno invariati. Locatelli “dovrà essere un Natale responsabile”

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COSENZA – Negli ultimi giorni la curva con il numero dei casi comincia ad appiattirsi in tutta Italia e questo indica il rallentamento dell’incidenza dell’epidemia. Inoltre gli indici di trasmissibilità del virus, il famoso R con T, scendono praticamente dappertutto e in 4 Regioni sono sotto la soglia di 1, mentre altre ci sono molto vicine. Tra queste anche la Calabria il cui indice RT nell’ultima settimana ha un valore di 1.06. L’Rt nazionale, invece, scende a 1,18 con la quasi totalità della Regioni che mostrano dati migliori rispetto alla settimana scorso. Questa settimana si osserva anche un ulteriore incremento dei casi che porta l’incidenza negli ultimi 14 giorni a 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 26/10/2020-08/11/2020. Al momento non c’è nessuna novità per quanto riguarda la modifica dei colori che rimarranno invariati per un altra settimana (quelli di colore giallo e arancione) mentre per quelle di colore rosso (dove si trova la Calabria), dopo l’ordinanza firmata da Speranza bisognerà attendere altri 14 giorni an che se non è escluso che se i dati dovessero continuare a migliorare nella prossima settimana vi possano essere meno restrizioni. L’età media dei casi di Covid in Italia sta “lentamente sta crescendo. I casi sotto i 70 anni continuano a crescere” mentre “i ricoverati in terapia intensiva”, ha aggiunto, “sono soprattutto uomini, introno ai 70 anni di età.

Nell’analizzare i dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha evidenziato che “l’epidemia si mantiene a livelli critici, si riduce Rt rispetto a settimana precedente. Però non dobbiamo cantar vittoria perché l’Rt è sopra 1 e questo significa che i casi continuano a crescere anche se più lentamente. Inoltre incidenza mette in crisi l’assistenza” ha detto il presidente dell’Istituto superiore alla conferenza stampa aggiungendo che “c’è un ‘Italia un pò monocolore perchè l’epidemia colpisce un pò tutto il Paese”.

Sono 732 casi per 100mila abitanti con l’incidenza a 14 giorni ma una quota di regioni si muove sotto tale incidenza” ha aggiunto ancora. Resta alta la pressione sugli ospedali anche se “la probabilità di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un pò allontanata. Ciò vale sia per area medica sia per terapia intensiva.  Tutto indica come la strategia di diversificazione delle misure abbia avuto una sua manifestazione di efficacia, ma dico a chiarissime lettere che questi indicatori di miglioramento e decelerazione della curva devono essere un invito a essere ancora più stringenti e rigorosi. Bisogna scendere a Rt sotto 1. I dati sono indicativi di uno spiraglio significativo che si apre ma questa è una ragione per insistere. Evitiamo di ripetere gli errori della scorsa estate” ha invece puntualizzato il presidente del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli che ha fatto un appello agli italiani ” per Natale non potremo quindi avere delle eccezioni perché altrimenti vanificheremmo tutti i sacrifici fatti. Dovrà essere un Natale responsabile. Finché non avremo un numero sufficientemente elevato di vaccinati nel Paese e nel mondo – ha concluso – non abbiamo alternativa all’usare il distanziamento o le mascherine”.

Mentre per Gianni Rezza “da una parte possiamo vedere uno spiraglio grazie alle misure in atto, che devono continuare ad essere implementate, dall’altro lato dobbiamo tener duro perchè gli indici di occupazione delle terapie intensive non sono positivi e questa situazione puo durare anche a lungo nonostante l’abbassamento dell’Rt”. E’ previsto che le regioni possano al loro interno, a livello comunale o provinciale, adottare zone rosse più restrittive. Ciò è ancora permesso. Nel dpcm è pure previsto, ma mai messo in pratica, che zone possano essere esentate cioè ribassate o ‘downgradate’ nel livello della colorazione”.

Covid Hotel in Calabria, pubblicata la manifestazione d’interesse

La Protezione civile regionale ha avviato un’indagine di mercato, attraverso la pubblicazione di una manifestazione d’interesse, per la ricerca di camere all’interno di strutture alberghiere da utilizzare per il contrasto alla diffusione del Covid-19. La manifestazione è finalizzata all’apertura di una short list dalla quale la Regione Calabria conta di reperire circa mille posti letto, riservandosi la facoltà di attivarli anche parzialmente. I posti letto devono essere distribuiti in tutte e cinque le province calabresi. I partecipanti dovranno impegnarsi a individuare soluzioni idonee ad assicurare l’ospitalità ai soggetti positivi al Covid-19, asintomatici o paucisintomatici, e a quelli che devono osservare la quarantena domiciliare. La Regione Calabria stipulerà con i gestori delle strutture specifici contratti per il numero di stanze disponibili, riconoscendo loro 15 euro (oltre Iva) a stanza vacante al giorno e 65 euro (oltre Iva) a stanza occupata al giorno. Gli interessati possono presentare la propria offerta a partire dalle ore 9 di lunedì 23 novembre 2020.