Referendum, vince il Sì con quasi il 69%. Come cambia la rappresentanza in Parlamento

Quando sono state scrutinate quasi tutte le 61mila e passa sezioni, vince decisamente il Si al taglio dei parlamentari che il 69,37% delle preferenze. Esulta Di Maio “risultato storico”. Ecco cosa cambierà nella “geografia” politica di rappresentanza regionale. In Calabria la sforbiciata più pesante al Senato

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COSENZA  – Al via una vera e propria rivoluzione nell’architettura parlamentare che cambia profondamente la ‘geografia’ della rappresentanza regionale, soprattutto al Senato, con un taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. Vince il Si con oltre il 69% delle preferenze che rende attuativa la legge di revisione costituzionale approvata in doppia lettura da entrambe le Camere a maggioranza assoluta, secondo quanto previsto dall’ex articolo 138 comma 1 della Costituzione ed entrerà ufficialmente in vigore dalla prossima legislatura. Per questo referendum costituzionale confermativo, a differenza del referendum abrogativo, non era previsto il raggiungimento di un quorum di validità: l’esito referendario è dunque valido, indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori. Per quanto riguarda i costi, con il taglio dei parlamentari lo Stato risparmierà 100 milioni l’anno per un totale di 500 milioni in una legislatura.

Di Maio “risultato storico”

Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il Movimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo“. Ha scritto su Facebook il ministro agli Affari esteri Luigi Di Maio, commentando i dati sul referendum costituzionale che sembrano confermare la vittoria del sì. Poi, intervistato in TV ha aggiunto “adesso il prossimo passo sarà quello di equiparare gli stipendi“.

 

 

Come cambia la rappresentanza in Calabria

Con la vittoria del Sì è la Lombardia la regione che perde il maggior numero di senatori: dagli attuali 49 a soli 31 seggi a Palazzo Madama, perdendone ben 18. In termini di rappresentatività, la seconda regione a pagare le conseguenze del taglio di 115 senatori che ridurrà a 200 i componenti eletti dell’Assemblea del Senato, è la Campania: passa, infatti, da 29 a 18 senatori, perdendone 11. Per quanto riguarda la Calabria alla Camera il taglio prevede una decurtazione di 7 deputati. Si scende dagli attuali 20 seggi a 13 con una riduzione pari al 35%, uno ogni 156.000 elettori. Ancora più netto il taglio a Palazzo Madama. I senatori scendono dagli attuali 10 seggi a 6 seggi, pari a circa il 40% in meno, ovvero un senatore ogni 325.000 elettori. Le uniche regioni che non saranno intaccate dal taglio nella loro rappresentanza al Senato saranno le più piccole: uno solo resterà il senatore della Valle d’Aosta e due resteranno quelli del Molise. Inalterata, dunque, resta la rappresentatività per numero di abitanti dei senatori eletti in queste regioni: uno ogni 125.501 in Valle d’Aosta e uno ogni 151mila in Molise.