Contagi in aumento, oltre un caso su tre ha più di 50 anni. In Calabria RT sopra uno

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di sanità certifica l’aumento dei casi per la settima settimana consecutiva e il rialzo dell’età media che passa a 41 anni e il 35% dei nuovi contagi riguarda persone con un’eta’ sopra i 50 anni. Cinque le Regioni con l’indice Rt superiore a 1, tra queste c’è anche la Calabria

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COSENZA – In Italia sempre più contagi, con il virus che torna a colpire soprattutto le persone oltre i 50 anni. E la curva dei nuovi malati sale in modo deciso: 1.907 casi in più nelle ultime 24 ore in Italia dove – secondo l’Istituto Superiore di Sanità – si osserva un “lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2”. Il virus si prepara ad entrare nella delicata fase autunnale e gli esperti si dicono “pronti all’attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”. I dati sono confermati dal fatto che nel Paese ci sono 2.397 focolai Covid attivi, di cui 698 nuovi. Contagi che si trasmettono sempre di più dai figli e nipoti ai genitori e ai nonni. Gli scienziati hanno osservato negli ultimi 14 giorni un “aumento significativo dell’età mediana alla diagnosi. Questo – dicono – è probabilmente dovuto ad una trasmissione dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia: questo si riflette in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri”. L’età mediana passa ora a 41 anni e il 35% dei nuovi contagi riguarda persone con un’età sopra i 50 anni. Ancora una volta i focolai diffusi “e di dimensioni rilevanti” sono “spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico sia sul territorio nazionale che all’estero”.

Crescono i ricoveri ma senza sovraccarichi

Tutto lo scenario carica il suo peso sugli ospedali: in quasi tutte le regioni vengono occupati sempre più posti letto per il Covid, sia in area medica, con aumenti dal 2 al 4% rispetto a un mese fa, che in terapia intensiva, dal 1% al 2%, con valori superiori al 5% per alcuni territori, ma “sebbene non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali – si legge nel report – la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno”. Si tratta di “importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale” secondo l’Iss, che al momento conferma “l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate” senza escludere una stretta nelle prossime settimane se la situazione dovesse continuare a regredire. E gli ultimi dati vanno purtroppo nella direzione di un peggioramento degli scenari, con un netto aumento dei contagi in Italia che, comprese vittime e guariti, sale ad un totale di 294.932. Cala lievemente il numero giornaliero di vittime (+10), per un totale complessivo dall’inizio dell’emergenza di 35.668. Tra tutte le regioni, solo la Basilicata fa registrare zero casi nell’ultimo giorno mentre intorno alla quota dei 200 nuovi contagi al giorno ci sono la Lombardia (+224), seguita dalla Campania (+208) e dal Lazio (+193). Anche l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, la Liguria e la Sicilia fanno segnare un incremento superiore ai cento casi. I malati attualmente nel Paese sono dunque 42.457, cresciuti di 1.044 nell’ultimo giorno, e inevitabilmente continua l’aumento di pazienti ricoverati nei reparti ordinari (sono 2.387, 39 più di giovedì) e quelli in isolamento domiciliare (ora sono 39.862, con un incremento di 1009) mentre calano quelli nelle terapie intensive (-4 rispetto a ieri per un totale di 208). Il totale dei dimessi e dei guariti è invece di 216.807, con un incremento di 853 persone nelle ultime 24 ore. Tutto resta, secondo gli esperti, strettamente legato ai comportamenti e al rispetto delle disposizioni anche all’interno dei nuclei ristretti, per questo il ministero della Salute raccomanda di adottare “tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare”.

Cinque regione con RT sopra 1, anche la Calabria

Nella settimana di rilevamento dal 7 al 13 settembre, sono cinque le Regioni con l’indice Rt superiore a 1 più la Provincia autonoma di Trento ( Rt 1.59). Il dato della trasmissibilità della Sars-CoV2, fornito dal Monitoraggio settimanale Iss-Ministero Salute, si mantiene quindi uguale a quello rilevato la scorsa settimana. Le Regioni che si mantengono al di sopra di Rt1 sono sono la Liguria (Rt 1.32), la Puglia ( – Rt 1.13), la Sicilia (Rt: 1.08), il Friuli (Rt 1.11) e la Calabria (Rt 1.07). Le regioni con l’Rt migliore sono: il Lazio (0,54), la Valle d’Aosta (0,61) e il Piemonte (0,69). Stando al Monitoraggio , la Lombardia è la Regione con il maggior numero di casi nel periodo di riferimento (103621), seguita da Piemonte (33988), Emilia (3363), Veneto (24996), Lazio (13416), Toscana (12958), Liguria (11952). Le Regioni che hanno registrato il minor numero di casi sono il Molise (562), la Valle d’Aosta (1260) e la Calabria (1665). “A partire da giugno,- si legge nel Report – probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno, a livello nazionale si è notato un leggero ma costante incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020″. Questo l’indice Rt Regione per Regione: Abruzzo: Rt: 0.86,Basilicata: Rt 0.9, Provincia Autonoma di Bolzano: Rt 0.99, Calabria: Rt 1.07, Campania: Rt 0.71, Emilia-Romagna: Rt 0.71, Friuli-Venezia Giulia: Rt 1.11, Lazio: Rt: 0.54, Liguria: Rt 1.32, Lombardia: Rt: 0.74, Marche: Rt 0.85, Molise: Rt 0.75, Piemonte: Rt 0.69, Puglia: Rt 1.13, Sicilia: Rt 1.08, Sardegna: Rt 0.88, Toscana: Rt 0.91, Provincia Autonoma di Trento: Rt 1.59 , Umbria: Rt 0.85,Valle d’Aosta: Rt 0.61, Veneto: Rt: 0.88.