Incidente Rossano: i Democrat “interrogano” Passera

COSENZA – Tragedia di Rossano, ora la politica chiede chiarezza. I deputati del Pd chiedono che il Governo intervenga per la messa in sicurezza di Ferrovia e Statale jonica, adotti misure energiche nella repressione del caporalato e attui politiche dure nella lotta allo sfruttamento dei

lavoratori. E’ quanto chiedono gli onorevoli Cesare Marini, Marco Minniti, Franco Laratta, Rosa Villecco Calipari, Nicodemo Oliverio e Doris Lo Moro, al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, nonchè al Ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Nell’interrogazione chiedono anche anche il risarcimento alle famiglie dei poveri rumeni. «Premesso che – inizia così il documento dei Democrat – l’incidente drammatico di Rossano, nel quale hanno perso la vita sei lavoratori rumeni desta commozione, raccapriccio e indignazione; il cordoglio doveroso che l’Italia esprime alla Repubblica della Romania e alle famiglie delle vittime, che meritano il giusto risarcimento, che certo non li ricompenserà per la scomparsa di familiari cari, ma servirà ad affermare lo Stato di diritto, non può far calare il silenzio sull’assassinio di poveri immigrati; l’episodio del sacrificio di vite umane dovuto ad incuria, mancanza delle norme più elementari della sicurezza, a infrastrutture fatiscenti, a carenza di rispetto della vita umana, alla mancanza di solidarietà verso l’umanità dolente dell’immigrato misero, offende il prestigio della nazione e la sua storia; la strada, già denominata 106, è diventata un grande cimitero per avere causato una lunga catena di morti, dinnanzi agli occhi distratti del Governo nazionale, di quello regionale e soprattutto dell’Anas appare imperdonabile l’atteggiamento punitivo verso la Calabria delle Autorità di governo preposte alla costruzione delle infrastrutture, solo il suo territorio è penalizzato. Infatti questa strada percorre la Puglia e la Basilicata ed ha le caratteristiche di asse viario di grande traffico, dotata di quattro corsie, separate da una continua banda guard rail, che garantiscono la sicurezza degli autoveicoli e dei pedoni. Per quale ragione la Calabria non può godere della stessa condizione? I ritardi nell’adeguamento della ex 106 nel tratto calabrese sono causa di molti incidenti e di un alto numero di decessi; la ferrovia Jonica, somigliante più ai treni dei pionieri americani che alle moderne strade ferrate, sprovvista di sistema di sicurezza; la condizione degli immigrati comunitari ed extra comunitari è ben conosciuta dalle autorità di vigilanza ed è un fenomeno miserevole, già manifestato nella sua brutalità dalla rivolta di Rosarno di qualche anno fa; la crisi dell’agricoltura delle regioni meridionali, aggravatasi negli ultimi anni per gli effetti della recessione mondiale ed europea, costringe gli operatori del settore a ridurre i costi di produzione. In questa logica molte volte si inserisce lo sfruttamento brutale degli immigrati stagionali, trattati in alcune aree non come esseri umani e con salari illegali di fame; non può essere tollerato – continuano – il trasferimento delle difficoltà delle imprese ai salari dei lavoratori, specie se sono inferiori a quelli previsti nei contratti nazionali collettivi; l’orto frutta meridionale, fiore all’occhiello dell’agricoltura del Paese, che nella crisi generale ha avuto la capacità di fare registrare un Pil positivo, merita una particolare attenzione da parte del Governo per la soluzione delle problematiche che l’affliggono». I parlamentari del Partito democratico chiedono, inoltre, al Governo di sapere se «non ritenga di promuovere adeguate iniziative per: verificare eventuali responsabilità sull’incidente che ha causato la morte dei sei lavoratori rumeni, per la parte di loro competenza e non interferendo con l’attività di indagine della magistratura; accelerare le procedure di risarcimento per le famiglie; velocizzare la messa in sicurezza della ex 106, tristemente chiamata “strada della morte”, nonché il suo adeguamento alla normativa europea; la modernizzazione della strada ferrata Jonica; un maggiore controllo delle condizioni sanitarie dei lavoratori comunitari ed extra comunitari; una decisa azione di repressione di ogni forma di caporalato e di sfruttamento dei lavoratori provenienti da altri Paesi». La Calabria attende risposte, i familiari delle sei vittime chiedono giustizia e verità.