Si mutilavano per truffare le assicurazioni e incassare rimborsi, due arresti e 71 indagati

L’organizzazione, promossa e capeggiata dal titolare di una ditta operante nel settore dell’antinfortunistica. Tra le accuse anche la mutilazione fraudolenta della propria persona

 

REGGIO CALABRIA – Truffavano le compagnie di assicurazioni per ottenere ingenti rimborsi. Due persone sono finite ai domiciliari con le accuse di di associazione per delinquere finalizzata a reati di falso materiale e ideologico commessi anche da pubblici ufficiali, accesso abusivo a sistema informatico/telematico, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona e ricettazione. Nell’ambito dell’operazione della Guardia di finanza dalla Polizia metropolitana è stata ribattezzata “Golden insurance” è stato disposto l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria nei confronti di un terzo soggetto anche lui reggino, e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un patrimonio di un valore complessivo superiore al milione di euro.

Le indagini hanno riscontrato la presenza, sul territorio reggino, di un sodalizio criminale in grado di simulare numerosi incidenti che venivano pianificati nei minimi dettagli attraverso un collaudato sistema di falsificazione della documentazione sanitaria, delle pratiche assicurative, nonché di aperture fittizie di conti correnti postali e bancari di appoggio temporaneo delle somme provento delle truffe.

L’organizzazione, promossa e capeggiata dal titolare di una ditta operante nel settore dell’antinfortunistica considerata la base logistica della compagine associativa dove venivano organizzati e programmati i falsi sinistri, nonché predisposta la falsa documentazione, si è avvalsa della collaborazione di medici, impiegati di istituti di diagnostica, nonché di esponenti della criminalità. Le indagini hanno consentito di portare alla luce un quadro di illeciti con 71 indagati.

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha richiesto l’applicazione di misure cautelari personali, nonché del sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta, di disponibilità finanziarie liquide e beni mobili direttamente riconducibili al promotore dell’associazione e al suo nucleo familiare pari a circa 1 milione di euro. Tra i beni sottoposti a sequestro, oltre a un’autovettura di lusso, vi sono un’abitazione a Giardini Naxos (Me), una villa sita a Campo Calabro, nonché somme in contanti pari a circa 620.000 euro.