Morirono tre persone e provocò danni per oltre 100 milioni di euro. Tutti assolti

Un verdetto che cade a pochi giorni dal 14esimo anniversario dell’alluvione che provocò tre vittime e danni per oltre 100 milioni di euro. Assolti tutti e 14 gli imputati

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VIBO VALENTIA – Tutti assolti. Non solo la parte politica ma anche quella dirigenziale dei vari enti chiamati in causa. Ed anche privati cittadini. E così, il processo bis per l’alluvione del 3 luglio 2006, finisce in una bolla di sapone. Un verdetto che cade a pochi giorni dal 14esimo anniversario di quel tragico evento che provocò la morte di tre persone (tra cui un bimbo di 15 mesi) e danni per oltre cento milioni di euro, sconvolgendo un intero tessuto produttivo, soprattutto nel capoluogo e nelle frazioni Vibo Marina, San Pietro, Longobardi e Bivona.

La sentenza è stata pronunciata stamani dal giudice Giulio De Gregorio, presidente del Tribunale collegiale, alla presenza tra gli altri del procuratore capo di Vibo, Camillo Falvo, e accoglie, di fatto, le richieste avanzate dalle difese dei 14 imputati: Gaetano Bruni (al tempo presidente della Provincia) e Paolo Barbieri (assessore ai lavori pubblici dello stesso ente), Ugo Bellantoni e Silvana De Carolis, ex dirigenti del Comune capoluogo (Ufficio tecnico il primo e settore Lavori pubblici e urbanistica la seconda) per i quali la pubblica accusa, rappresentata dal pm Concettina Iannazzo, aveva comunque chiesto l’assoluzione; poi Domenico Corigliano, ex comandante della Polizia municipale di Vibo, Giacomo Consoli (a capo dell’Ufficio tecnico prima del Comune e poi della Provincia), Filippo Valotta (dirigente dell’ex Nucleo industriale), Ottavio Amato e Giovanni Ricca (funzionari dell’Autorità di Bacino Regionale) e Pietropaolo La Rosa (responsabile della sorveglianza idraulica dei bacini idrografici nella provincia di Vibo). Assolti anche i componenti un intero nucleo familiare, quello dei Marzano: Raffaella, Alessandra, Maria Antonietta, Fabrizio.

Un processo che si sarebbe potuto concludere ben prima ma che le note criticità in atto da anni nel tribunale vibonese hanno impedito dilatando i tempi e così l’unico reato rimasto non prescritto è stato il disastro colposo. mentre quelli di omicidio colposo e omissione di atti d’ufficio si erano prescritti nel 2016.