Rifiuti e bonifiche: in 5 anni regolarizzati 26 siti, 17 ancora in corso

Smaltimento di rifiuti, discariche, bonifiche saranno al centro del convegno online organizzato dal Consiglio nazionale dei Geologi su “Caratterizzazione, progettazione ed esecuzione di interventi di risanamento ambientale e discariche abusive: aspetti giuridici e tecnici”

 

CATANZARO – Lo smaltimento illecito di rifiuti, spesso pericolosi; la lotta alle discariche abusive su tutto il territorio nazionale; la messa in sicurezza e la bonifica dei siti inquinati; il risanamento ambientale di aree particolarmente degradate: sono i temi che saranno affrontati nel corso del convegno online “Caratterizzazione, progettazione ed esecuzione di interventi di risanamento ambientale e discariche abusive: aspetti giuridici e tecnici”, organizzato dal Consiglio nazionale dei Geologi, in collaborazione con l’Ordine dei Geologi della Regione Calabria, che si terrà giovedì 25 giugno dalle ore 10 alle 12.30. Tra gli argomenti analizzati anche il ruolo, le funzioni e la gestione degli appalti nelle gare di lavori pubblici.

“I rifiuti – afferma Vincenzo Giovine, vice presidente e componente della commissione Ambiente del Consiglio nazionale dei Geologi – fanno parte della nostra quotidianità, ne produciamo a dismisura, per questo motivo dobbiamo imparare, sulla scia dei paesi più virtuosi, a trasformarli in risorse. I temi ambientali ed in particolare le bonifiche dei siti contaminati assumono un’importanza notevole per le correlazioni tra rifiuti pericolosi e la salute delle persone, senza considerare lo smaltimento illegale dei rifiuti con il relativo stoccaggio degli stessi nelle discariche abusive”.

“La bonifica delle discariche abusive, oggetto della seconda sentenza dell’Unione Europea del 2014 – afferma Alfonso Aliperta, presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria – ha avuto origine nel nostro Paese negli anni ’80 ed è una vicenda di sostenibilità ambientale e di buon uso del territorio che l’Italia sta avviando a una soluzione attraverso l’apporto e il supporto della Commissione Europea”. Una situazione particolare a livello nazionale è quella della Regione Calabria.

“Nello specifico – afferma Aliperta – la Calabria è presente nell’elenco della sentenza di condanna con 43 siti distribuiti nelle varie province. Oggi, dopo cinque anni, sono stati regolarizzati 26 siti, dei rimanenti 17 ancora in procedura, per cinque i lavori si sono conclusi e per dodici le attività di messa in sicurezza e di bonifica sono in corso. Nella maggior parte dei casi si tratta di vecchi siti di sversamento di rifiuti ma si sono rese necessarie attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e in alcuni casi di vera e propria bonifica per eliminare la possibilità che possano divenire un pericolo per la salute umana e l’ambiente”.